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	Commenti a: Una Chiesa per atei?	</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>
		Di: gmd85		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692227</link>

		<dc:creator><![CDATA[gmd85]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 13:01:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142&quot;&gt;giordanobruno&lt;/a&gt;.

@PMC

Eh, ma così arriviamo al paradosso. :-D

Insomma, il punto è che la scienza fornisce delle basi valide e condivisibili. Tutto ciò che si discosta da queste basi senza valida motivazione, beh, è da ritenere quanto meno poco probabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142">giordanobruno</a>.</p>
<p>@PMC</p>
<p>Eh, ma così arriviamo al paradosso. 😀</p>
<p>Insomma, il punto è che la scienza fornisce delle basi valide e condivisibili. Tutto ciò che si discosta da queste basi senza valida motivazione, beh, è da ritenere quanto meno poco probabile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Stefano		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692217</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 12:45:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142&quot;&gt;giordanobruno&lt;/a&gt;.

@ PMC

&quot;Concordo in pieno su quanto dici&quot;.

Mi fa piacere che tu concordi con gmd85, Io concordo con lui. Ma io e te non concordiamo.

&quot;Stefano che rifiuta l’Omeopatia senza testarla solo date le premesse devo dire che lo trovo molto poco scientifico, e tutto molto aprioristico, come molti ragionamenti del buon Stefano&quot;.

Non ho detto questo. 

Il punto PMC è che, per riprendere l&#039;esempio dei Fiori di Bach, o che so un attrezzo che si pretenda implementare il moto perpetuo, i presupposti sono &quot;bacati in partenza&quot;. Le risorse (finanziarie e personali) di chi fa scienza sono limitate e non possono essere disperse dietro a manifeste scemenze. Quindi il ritenerle tali non solo è  - alla luce dell&#039;immensa mole di conoscenza cui contravverrebbero - scientifico, è semplicemente ovvio. Chi dovesse sostenere il contrario porti a fronte di un&#039;affermazione eccezionale prove eccezionali, che vincano l&#039;enorme massa di evidenze contrarie. 

Non si ricomincia ogni volta da Adamo ed Eva.

Quindi, Stefano (meglio, la scienza) non ha certezze, ha fondate sicurezze. Da vincere con prove contrarie, non con chiacchiere. 
Che giocare di rimessa, come ho scritto sopra, è troppo semplice, visto che chi non lo fa si fa un mazzo tanto....

In merito ai dubbi dei credenti, invariabilmente non ricevo risposta, non so come  mai...
Un dubbio vero su una conoscenza deve prevede uno sbocco tra due alternative;
la accetto/la scarto, sulla base di criteri condivisi e condivisibili.
Il dubbio dei credenti è la protesta della loro ragione che deve trovare sbocco in una ragione per mettere a tacere la protesta. E tenersi la credenza. Insomma il lusso di pensare di far ricerca seria su qualcosa.
Per te non è così vero PMC? Tu finalmente mi dirai in che caso i tuoi dubbi ti farebbero buttare a mare la tua credenza vero? 
Che non vorrei essere accusato per l&#039;ennesima volta di... come si dice?  Essere aprioristico.... ;-)

Ok per Vaughan Williams e Britten, ma Sibelius è il mio preferito  per il primo novecento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142">giordanobruno</a>.</p>
<p>@ PMC</p>
<p>&#8220;Concordo in pieno su quanto dici&#8221;.</p>
<p>Mi fa piacere che tu concordi con gmd85, Io concordo con lui. Ma io e te non concordiamo.</p>
<p>&#8220;Stefano che rifiuta l’Omeopatia senza testarla solo date le premesse devo dire che lo trovo molto poco scientifico, e tutto molto aprioristico, come molti ragionamenti del buon Stefano&#8221;.</p>
<p>Non ho detto questo. </p>
<p>Il punto PMC è che, per riprendere l&#8217;esempio dei Fiori di Bach, o che so un attrezzo che si pretenda implementare il moto perpetuo, i presupposti sono &#8220;bacati in partenza&#8221;. Le risorse (finanziarie e personali) di chi fa scienza sono limitate e non possono essere disperse dietro a manifeste scemenze. Quindi il ritenerle tali non solo è  &#8211; alla luce dell&#8217;immensa mole di conoscenza cui contravverrebbero &#8211; scientifico, è semplicemente ovvio. Chi dovesse sostenere il contrario porti a fronte di un&#8217;affermazione eccezionale prove eccezionali, che vincano l&#8217;enorme massa di evidenze contrarie. </p>
<p>Non si ricomincia ogni volta da Adamo ed Eva.</p>
<p>Quindi, Stefano (meglio, la scienza) non ha certezze, ha fondate sicurezze. Da vincere con prove contrarie, non con chiacchiere.<br />
Che giocare di rimessa, come ho scritto sopra, è troppo semplice, visto che chi non lo fa si fa un mazzo tanto&#8230;.</p>
<p>In merito ai dubbi dei credenti, invariabilmente non ricevo risposta, non so come  mai&#8230;<br />
Un dubbio vero su una conoscenza deve prevede uno sbocco tra due alternative;<br />
la accetto/la scarto, sulla base di criteri condivisi e condivisibili.<br />
Il dubbio dei credenti è la protesta della loro ragione che deve trovare sbocco in una ragione per mettere a tacere la protesta. E tenersi la credenza. Insomma il lusso di pensare di far ricerca seria su qualcosa.<br />
Per te non è così vero PMC? Tu finalmente mi dirai in che caso i tuoi dubbi ti farebbero buttare a mare la tua credenza vero?<br />
Che non vorrei essere accusato per l&#8217;ennesima volta di&#8230; come si dice?  Essere aprioristico&#8230;. 😉</p>
<p>Ok per Vaughan Williams e Britten, ma Sibelius è il mio preferito  per il primo novecento.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giorgio Pozzo		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692214</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Pozzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 12:35:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=37409#comment-692214</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-691849&quot;&gt;Giorgio Pozzo&lt;/a&gt;.

Ermete,

Credo che se sostituissimo le parole “causa-effetto” con “relazione temporale”, potremmo essere soddisfatti tutti e due.

Due punti qualsiasi dell’universo, caratterizzati da una distanza spaziotemporale minore di ct, possono essere in relazione temporale tra di loro. Due punti separati da un intervallo maggiore, non possono essere in relazione tra di loro (perchè l’informazione dovrebbe viaggiare a velocità superluminale &#062; c).

Dato che ogni sistema chiuso che prendiamo in considerazione risulta essere un’approssimazione, abbiamo che ogni punto dell’universo influenza ogni altro punto dell’universo (sempre con intervalli &#060; ct, ovviamente).

Allora, mi chiedo: che senso ha considerare uno o alcuni punti particolari come causa di alcuni altri punti particolari che chiamiamo effetti? Nessun senso. Ogni volta che isoliamo un sottosistema dell’universo, eseguiamo una approssimazione che in termini di causalità potrebbe essere anche comoda, ma trascura completamente tutte le altre “causalità”. Se scriviamo una relazione matematica, abbiamo già, fin dall’inizio, eliminato delle “cause” e degli “effetti” in favore delle cause ed effetti che ci viene comodo considerare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-691849">Giorgio Pozzo</a>.</p>
<p>Ermete,</p>
<p>Credo che se sostituissimo le parole “causa-effetto” con “relazione temporale”, potremmo essere soddisfatti tutti e due.</p>
<p>Due punti qualsiasi dell’universo, caratterizzati da una distanza spaziotemporale minore di ct, possono essere in relazione temporale tra di loro. Due punti separati da un intervallo maggiore, non possono essere in relazione tra di loro (perchè l’informazione dovrebbe viaggiare a velocità superluminale &gt; c).</p>
<p>Dato che ogni sistema chiuso che prendiamo in considerazione risulta essere un’approssimazione, abbiamo che ogni punto dell’universo influenza ogni altro punto dell’universo (sempre con intervalli &lt; ct, ovviamente).</p>
<p>Allora, mi chiedo: che senso ha considerare uno o alcuni punti particolari come causa di alcuni altri punti particolari che chiamiamo effetti? Nessun senso. Ogni volta che isoliamo un sottosistema dell’universo, eseguiamo una approssimazione che in termini di causalità potrebbe essere anche comoda, ma trascura completamente tutte le altre “causalità”. Se scriviamo una relazione matematica, abbiamo già, fin dall’inizio, eliminato delle “cause” e degli “effetti” in favore delle cause ed effetti che ci viene comodo considerare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: PMC		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692203</link>

		<dc:creator><![CDATA[PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 12:10:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=37409#comment-692203</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142&quot;&gt;giordanobruno&lt;/a&gt;.

@gmd85 

Concordo in pieno su quanto dici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142">giordanobruno</a>.</p>
<p>@gmd85 </p>
<p>Concordo in pieno su quanto dici.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gmd85		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692188</link>

		<dc:creator><![CDATA[gmd85]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 10:45:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=37409#comment-692188</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142&quot;&gt;giordanobruno&lt;/a&gt;.

@PMC

Beh, se un omeopata dovesse sostenere di saper curare i tumori con un suo portentoso ritrovato, come minimo, finché non ha prodotto risultati, la sua rimane solo millanteria. Ciò che Stefano sostiene è che l&#039;omeopatia (come qualsiasi altra pseudodisciplina), non ha fondamenti validi per poterla definire medicina. Ad esempio, se volessimo testare l&#039;efficacia dei fiori di Bach per affermare che funzionano, si dovrebbero condurre dei test che ne attestino gli effetti dal punto di vista chimico-biologico e non solo psicologico. In mancanza di queste prove, di fatto, l&#039;omeopatia manca di solide premesse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142">giordanobruno</a>.</p>
<p>@PMC</p>
<p>Beh, se un omeopata dovesse sostenere di saper curare i tumori con un suo portentoso ritrovato, come minimo, finché non ha prodotto risultati, la sua rimane solo millanteria. Ciò che Stefano sostiene è che l&#8217;omeopatia (come qualsiasi altra pseudodisciplina), non ha fondamenti validi per poterla definire medicina. Ad esempio, se volessimo testare l&#8217;efficacia dei fiori di Bach per affermare che funzionano, si dovrebbero condurre dei test che ne attestino gli effetti dal punto di vista chimico-biologico e non solo psicologico. In mancanza di queste prove, di fatto, l&#8217;omeopatia manca di solide premesse.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: PMC		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692187</link>

		<dc:creator><![CDATA[PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 10:36:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=37409#comment-692187</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142&quot;&gt;giordanobruno&lt;/a&gt;.

@gmd85

Lo so che ci sono questi studi, ed è appunto per quello che non mi farei mai curare da un omeopata. Non per antipatia verso la categoria.

Quanto all&#039;atteggiamento di Stefano che rifiuta l&#039;Omeopatia senza testarla solo date le premesse devo dire che lo trovo molto poco scientifico, e tutto molto aprioristico, come molti ragionamenti del buon Stefano. Ha molte più certezze lui che è ateo di me che sono cristiano, e pensare che qui dentro normalmente si dice il contrario :) Beato lui... 

@stefano
Beato te (vedi risposta a gmd85), teniamoci sulla musica contemporanea che lì siam pappa e ciccia. :P Che ne pensi di Vaughan Williams e di Britten?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142">giordanobruno</a>.</p>
<p>@gmd85</p>
<p>Lo so che ci sono questi studi, ed è appunto per quello che non mi farei mai curare da un omeopata. Non per antipatia verso la categoria.</p>
<p>Quanto all&#8217;atteggiamento di Stefano che rifiuta l&#8217;Omeopatia senza testarla solo date le premesse devo dire che lo trovo molto poco scientifico, e tutto molto aprioristico, come molti ragionamenti del buon Stefano. Ha molte più certezze lui che è ateo di me che sono cristiano, e pensare che qui dentro normalmente si dice il contrario 🙂 Beato lui&#8230; </p>
<p>@stefano<br />
Beato te (vedi risposta a gmd85), teniamoci sulla musica contemporanea che lì siam pappa e ciccia. 😛 Che ne pensi di Vaughan Williams e di Britten?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gmd85		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692184</link>

		<dc:creator><![CDATA[gmd85]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 09:52:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=37409#comment-692184</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142&quot;&gt;giordanobruno&lt;/a&gt;.

@giordanobruno

Lungi dal voler prendere le difese di Odifreddi, ma lui stesso ha sottolineato i punti deboli della prova di Godel a partire dalla concezione di dio come immanente e non trascendente. E poi, la prova ha bisogno di 5 assiomi per potersi reggere e alcuni sono molto vicini alla premessa. Insomma, sembra più un ragionamento circolare. L&#039;esempio del docente calza poco. L&#039;alunno intelligente sa che su Marte non ci sono forme di vita dotate di mani e penso capirebbe che si tratta di un esempio paradossale. 
Proprio perché la scienza ha dimostrato, l&#039;ateismo non è una scelta religiosa. No so, dire che il fuoco brucia e che è frutto di particolari reazioni chimiche sarebbe un atto di fede o una constatazione a seguito di prove scientifiche?

@PMC

A ire il vero, gli studi sull&#039;assenza di validità terapeutica dell&#039;omeopatia ci sono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142">giordanobruno</a>.</p>
<p>@giordanobruno</p>
<p>Lungi dal voler prendere le difese di Odifreddi, ma lui stesso ha sottolineato i punti deboli della prova di Godel a partire dalla concezione di dio come immanente e non trascendente. E poi, la prova ha bisogno di 5 assiomi per potersi reggere e alcuni sono molto vicini alla premessa. Insomma, sembra più un ragionamento circolare. L&#8217;esempio del docente calza poco. L&#8217;alunno intelligente sa che su Marte non ci sono forme di vita dotate di mani e penso capirebbe che si tratta di un esempio paradossale.<br />
Proprio perché la scienza ha dimostrato, l&#8217;ateismo non è una scelta religiosa. No so, dire che il fuoco brucia e che è frutto di particolari reazioni chimiche sarebbe un atto di fede o una constatazione a seguito di prove scientifiche?</p>
<p>@PMC</p>
<p>A ire il vero, gli studi sull&#8217;assenza di validità terapeutica dell&#8217;omeopatia ci sono.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Stefano		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692183</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 09:46:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=37409#comment-692183</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142&quot;&gt;giordanobruno&lt;/a&gt;.

@ PMC

lo si può dire solo in seguito a test scientifici che dimostrano che non funziona

Quella è solo la ciliegina sulla torta: sono i suoi fondamenti che sono in contraddizione e non derivabili da alcuna altra conoscenza.
Il campo della conoscenza disponibile è solo per comodità diviso in discipline. 
In linea di principio ogni conoscenza è inferibile da altre, a prescindere dal settore di studio. E comunque non in contraddizione con le altre, se non altro nel lungo periodo.
Di fronte alle enunciazioni di un omeopata (in contrasto con lo scibile) posso anche fargli il favore di provare a vedere se funziona. Se dovesse farlo non è certo per i motivi addotti, ma per il buon vecchio principio del placebo

A tuo beneficio:

Il termine placebo deriva dal futuro del verbo latino placere, letteralmente &quot;io piacerò&quot;. Il termine proviene dalle funzioni funebri medioevali in cui si recitava &quot;placebo Domino in regione vivorum&quot;, ovvero &quot;Piacerò al Signore nella terra dei vivi&quot;.  ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692142">giordanobruno</a>.</p>
<p>@ PMC</p>
<p>lo si può dire solo in seguito a test scientifici che dimostrano che non funziona</p>
<p>Quella è solo la ciliegina sulla torta: sono i suoi fondamenti che sono in contraddizione e non derivabili da alcuna altra conoscenza.<br />
Il campo della conoscenza disponibile è solo per comodità diviso in discipline.<br />
In linea di principio ogni conoscenza è inferibile da altre, a prescindere dal settore di studio. E comunque non in contraddizione con le altre, se non altro nel lungo periodo.<br />
Di fronte alle enunciazioni di un omeopata (in contrasto con lo scibile) posso anche fargli il favore di provare a vedere se funziona. Se dovesse farlo non è certo per i motivi addotti, ma per il buon vecchio principio del placebo</p>
<p>A tuo beneficio:</p>
<p>Il termine placebo deriva dal futuro del verbo latino placere, letteralmente &#8220;io piacerò&#8221;. Il termine proviene dalle funzioni funebri medioevali in cui si recitava &#8220;placebo Domino in regione vivorum&#8221;, ovvero &#8220;Piacerò al Signore nella terra dei vivi&#8221;.  😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Stefano		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692182</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 09:37:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=37409#comment-692182</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-691784&quot;&gt;Stefano&lt;/a&gt;.

@ PMC

Peccato che non saremmo d’accordo neanche sulle contraddizioni.

Il bello di una contraddizione è che non è necessario essere d&#039;accordo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-691784">Stefano</a>.</p>
<p>@ PMC</p>
<p>Peccato che non saremmo d’accordo neanche sulle contraddizioni.</p>
<p>Il bello di una contraddizione è che non è necessario essere d&#8217;accordo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: PMC		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-692178</link>

		<dc:creator><![CDATA[PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 09:10:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=37409#comment-692178</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-691784&quot;&gt;Stefano&lt;/a&gt;.

Quello degli elementi contradditori al suo interno (di una conoscenza che non può essere verificata empiricamente) è un bel tema. Peccato che non saremmo d&#039;accordo neanche sulle contraddizioni.

Per lo meno ci troviamo d&#039;accordo su Schoenberg e Bruckner e non è poca roba.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2013/03/18/una-chiesa-per-atei/#comment-691784">Stefano</a>.</p>
<p>Quello degli elementi contradditori al suo interno (di una conoscenza che non può essere verificata empiricamente) è un bel tema. Peccato che non saremmo d&#8217;accordo neanche sulle contraddizioni.</p>
<p>Per lo meno ci troviamo d&#8217;accordo su Schoenberg e Bruckner e non è poca roba.</p>
]]></content:encoded>
		
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