Carceri piene… ma non di atei

Tra le tante leggende metropolitane che girano sugli atei, c’è anche quella che sarebbero più propensi a compiere crimini: i poveretti sarebbero intrinsecamente immorali in qaunto non avrebbero alcun freno divino. Per gli Usa una statistica che risale alla fine degli anni Novanta parla di uno 0,2% di atei tra i carcerati. Questo dato è stato ripreso in maniera virale sul web e pubblicato su alcuni libri, spesso per smentire gli stereotipi sui non credenti diffusi dagli integralisti religiosi.

Visto che tali dati sono vecchi e incerti, il buon Hemant Mehta, redattore del blog Friendly Atheist, si è preso la briga di interpellare il dipartimento di Giustizia americano, in particolare il Federal Bureau of Prisons, sulla base del Freedom of Information Act. L’ufficio ha risposto, fornendo i dati dei carcerati che hanno specificato la propria affiliazione religiosa.

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Va chiarito che si tratta di più di 210mila reclusi che fanno capo al sistema federale dei centri di detenzione, quindi il dato non rappresenta la popolazione carceraria nel suo complesso. Ne viene fuori un quadro comunque interessante: tra coloro che si sono espressi solo lo 0,07% si è classificato come “ateo”; i protestanti sono il 28,7% e i cattolici il 24%; i nativi americani sono 3,1% e gli islamici 5,5%; circa il 17% non ha espresso preferenze (quindi è impossibile sapere quale se abbiano o meno un credo religioso), 3,4% è sotto “altro” e il 3,44% “sconosciuto”.

Questa piccola indagine rappresenta un insegnamento di quanto sia utile e onesto verificare le fonti: possono sempre confermare le nostre ipotesi. Sarebbe simpatico che anche l’amministrazione penitenziaria italiana redigesse una statistica di questo tipo. Visto che i non credenti sono costantemente dipinti come coloro la cui crescita porterà alla rovina l’Occidente secolarizzato, da tale inchiesta potrebbe uscire una conferma della diceria. O, più probabilmente, un risultato simile a quello Usa. In ogni caso, in tempi in cui si dibatte della sovrappopolazione carceraria, è bello sapere che i non credenti hanno trovato il modo migliore per risolvere il problema.

La redazione