La messa al bando della macellazione rituale in Polonia e le rituali proteste di Israele

In Polonia non è più legale la macellazione rituale, caratteristica dell’ebraismo e dell’islam. La Corte Costituzionale ha stabilito a gennaio che le pratiche kosher e halal rappresentano una violazione dei diritti non in linea con gli standard, anche europei, sull’abbattimento degli animali. La Camera (Sejm) ha di recente bocciato con 222 contro 178 voti una legge, proposta dal governo, per salvaguardare queste pratiche religiose. Dal 1997 esiste una normativa che impone lo stordimento prima della macellazione, ma dal 2004 era concessa l’eccezione per musulmani ed ebrei. Nel 2011 gli animalisti avevano presentato ricorso contro la legge, da cui è scaturita la sentenza del supremo tribunale.

Sul tema si dibatte in questo e in altri paesi, come l’Olanda, dove si era proposto di introdurre il bando, poi rientrato, e la Gran Bretagna. A favore del divieto una parte crescente dell’opinione pubblica, per l’accresciuta sensibilità animalista. La macellazione rituale (schechitah per gli ebrei e dhabiha per gli islamici) necessita infatti, sulla base di antiche credenze religiose, che l’animale sia cosciente, che venga sgozzato e che si proceda al dissanguamento al fine di purificarne la carne e poterla quindi consumare, senza lo stordimento o altre pratiche diffuse negli allevamenti moderni.

macellazione-polonia

Fortissima è l’opposizione della componente più ortodossa della comunità ebraica che, come in altre occasioni, ha paragonato il bando alle leggi antisemite introdotte dai nazisti. Gli ebrei più liberali sono invece più propensi ad accettare il no alla macellazione rituale. Le reazioni sono state diverse ma in Polonia ha protestato non tanto l’esigua comunità ebraica, quanto la lobby dei produttori di carne, che con l’apertura dei mercati della Turchia da qualche anno ha visto crescere un settore specializzato proprio nell’esportazione di halal.

Anche lo stato d’Israele ha però espresso la sua opposizione al bando in Polonia, e ne è nato un caso diplomatico. L’attuale premier e ministro degli esteri israeliano, Benjamin Netanyahu, ha rilasciato un duro comunicato che definisce il bando “totalmente inaccettabile”, una “decisione che colpisce gravemente il processo di ricostituzione della vita ebraica in Polonia”, invitando il Parlamento a “riconsiderare” la decisione. Il primo ministro polacco, Donald Tusk, ha parlato di reazione “inappropriata” e sono stati convocati i rispettivi ambasciatori.

Non è da escludere che sulla decisione possa aver inciso l’identitarismo cattolico, in un paese che storicamente fa i conti con l’antisemitismo e dove la comunità ebraica è stata decimata dai nazisti (si pensi solo alla tragica e disperata rivolta del ghetto di Varsavia). Ma gli ammonimenti del governo israeliano ricordano quelli dell’Iran o delle autorità della Città del Vaticano. Tutte realtà che si stracciano le vesti quando altri stati vogliono mettere il becco nelle loro decisioni. Uno Stato non dovrebbe entrare nel merito di quello che fanno altri stati, in particolare sui temi etici. Perché così facendo si mostra per quello è: uno Stato etico, che promuove e difende una particolare concezione del mondo, discriminando tutti quei cittadini che la pensano diversamente. L’attuale governo israeliano non gode del sostegno dei partiti religiosi. Se ne ricordi, se possibile.

La redazione

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98 commenti

Francesco S.

Spero lo facciano anche in Italia, non per animalismo (alla fine fanno sempre la fine che devono fare) per per principio di laicità: non deve esistere una legge che possa prevedere eccezioni religiose.

Francesco S.

Condivido pienamente

“uno Stato etico, che promuove e difende una particolare concezione del mondo, discriminando tutti quei cittadini che la pensano diversamente”.

Se ne faccia una ragione chiunque voglia imporre la propria morale agli altri.

manimal

non sia mai ti si possa scambiare per un animalaro…
per il resto, concordo.

Francesco S.

Per me non si può definire animalista chi se li mangia gli animali. Un animalista si oppone alla macellazione in sè.

Adesso sì che ne sembro uno 😀

Laverdure

Sapete,dato che siamo in un’epoca di “individui a diversa capacita motoria ” ,di “laici devoti ” ecc,io ,che vado matto per bistecche,braciole,grigliate,affettati,fritture,amo definirmi
“vegetariano non praticante!”
(Sono pure astemio non praticante,per inciso!)

manimal

(Sono pure astemio non praticante,per inciso!)

la tentazione di risponderti “si nota” è tanta…

d’altronde, facezia più, facezia meno…

Laverdure

@Manimal
Facezia per facezia :qui (come ovunque beninteso) non mancano gli “intellettuali non praticanti” .

manimal

indubbiamente, Laverdure.
ma mi sento di escludermi: non sono intellettuale, e si nota…
😉

Reiuky

Io sapevo che in italia è già proibito. Gli animali si possono ammazzare solo con un colpo in testa.

Laverdure

Gli esseri umani invece qui li puoi ammazzare come ti pare .
Le sbrodolate di attenuanti,decorrenze di termini,licenze premio ecc sono garantite ugualmente.

Barbara R.

Tieni conto solo delle eccezioni,non degli animali (non esseri umani)mi fai pena

Cassandra testarda

Sono d’accordo con Francesco S. nel ritenere che nella legislazione di uno Stato debba prevalere il principio di laicità, a cui le tradizioni religiose dovrebbero cedere il passo quando sono in contrasto con leggi civili dettate da motivi umanitari (o comunque di tutela di esseri viventi, uomini o animali) democraticamente approvate. La Camera polacca bene ha fatto a bocciare la proposta del governo di ammettere deroghe in ossequio ad arcaiche”tradizioni” imposte ai fedeli come precetto religioso. E lo Stato di Israele dovrebbe rispettare questa legittima scelta di un altro Stato e preoccuparsi piuttosto di ben altre macellazioni umane che pure spesso vengono motivate da fedi religiose. Quello che non cessa di stupirmi è che uomini e Stati ancora si accapiglino per difendere le “macellazioni rituali”, pratiche arcaiche e barbare che si pretende discendano da prescrizione divine, perchè così fu scritto da rabbini e imam di millenni fa in base a credenze del loro tempo. Che strana idea di Dio si portano ancora in testa….

Gérard

Nel fratempo, potevi leggere qualcosa di divertente, tipo il libro che ti avevo consigliato….

Mauro

Non stupisce che Israele protesti: di questo passo gli verrà propibito l’hobby di macellare i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania!
Saluti,
Mauro.

Laverdure

@Mauro
E forse,ma e’ molto piu’ difficile,si arrivera a criticare ufficialmente
gli integralisti mussulmani per la macellazione delle adultere,degli omosessuali e degli agnostici.
Dopotutto resta un fatto culturale,no ?

Kut

Circola ancora in rete un documento affermante che la macellazione rituale, Halal nel caso, sarebbe anche migliore per l’animale rispetto a quella “occidentale”, millantando che l’animale perda coscienza dopo il taglio alla giugulare rispetto alla pallottola nel cervello. Ma la mancanza di prove o studi correlati lo rende solo una paginetta delle tante nel marasma del web.

bardhi

La maggioranza dei islamici dovrebbe avere una grande confusione in testa, spesso usano la falsa credenza: “precetti religiosi = buone pratiche sanitarie/saltuarie etc, etc, che per ragione del ignoranza del popolo sono state camuffate da precetti”, si spingono fino a considerare salutare il digiuno diurno del ramadan, ovviamente questo è confermato da i solito “scienziati giapponesi”.

Laverdure

@Bardhi
“… questo è confermato da i solito “scienziati giapponesi”.”
E ti meravigli ?
In occidente c’e’ perfino gente (intellettuali,giornalisti ecc )che pretende che le impiccagioni,decapitazioni,fustigazioni sulla pubblica piazza
praticate in molti paesi islamici mantengano ivi basso il livello di crminalita.
Aggiungendo subito, naturalmente, che “si tratta di un’altra cultura”,per cui non si puo’ parlare di simili sistemi nella nostra.
Lapalissiano.

bardhi

@ Laverdure
Poco tempo fa un medico di una certa età ed esperienza mi ha stupito dicendomi che pure la circoncisione è stata imposta per evitare il cancro ai genitali!! azz solo gli ebrei e gli islamici soffrono di questo maledetto cancro? Mi meraviglio come certa gente pur di giustificare precetti religiosi usa argomentazioni e conoscenze che conosciamo da poco tempo!

Gérard

E invece allucinante il numero il numero di documenti che affermono che tale o tale precetto dell’ Islam è migliore di quelli che vigono nelle societa occidentale : una vera guerra sulla rete onde ingannare la gente . Molti sono in lingua francese perchè il numero di musulmani presenti in Europa è di gran lunga piu alto in Francia che altrove e loro cercono, come lo fanno i nostri amici gli Testimoni di Genova, di convertire la popolazione locale . Emblematico il tesoro di argomenti che avanzano onde convincere la gente a non mangiare il maiale ( Aaluf, Khamzir ..) Un esempio ?… Un imam immerge un pezzo di carne di maiale in un bicchiere di Coca-Cola : il giorno dopo il pezzo di carne è visibilmente cambiato ! Moralita : il maiale è cattivo !
Se questo imam avesse fatto l’ esperienza con un altro pezzo di carne, il risultato sarebbe stato lo stesso….

bardhi

Uno sano di mente dovrebbe capire che il cattivo in questo caso è la Coca Cola. 🙂

kundalini444

Devo confessare che con gli animalisti non mi trovo quasi mai d’accordo.
Questo perchè chi si definisce “animalista” solitamente ha una fede dogmatica simile al credente, e inoltre è il primo a fare discriminazioni fra gli animali: molto elevata è la sensibilità nei confronti di cani, gatti e vitelli, ben minore quella nei confronti di acari, pulci e altri invertebrati (animali pure loro, ma non penso che nessuno di noi si faccia scrupolo di sterminarli)!
Sfido chiunque a dire di non essere specista, cioè a discriminare e riconoscere diritti differenti agli animali in base alla specie! Siamo tutti specisti: non riesco a immaginare la vita civile in cui all’acaro della polvere siano riconosciuti gli stessi diritti dell’uomo.
Per cui bisognerebbe colmare una lacuna legislativa, stabilendo con precisione quali sono i diritti degli animali, e rassegnandosi fin da principio che le specie più evolute hanno più diritti, e via via meno per le specie meno evolute.
Sono d’accordo con la laicità e che ci deve essere una regola che non prevede eccezione religiosa, ma se uno vuol essere RAZIONALISTA anche in questo, pure i diritti degli animali e la sensibilità nei confronti degli animali sono problemi che vanno affrontati razionalmente.
Un animalista che ama TUTTI gli animali indistintamente non metterebbe l’antipulci al suo adorato cane, nè passerebbe l’aspirapolvere per casa.
E’ bello amare gli animali, ma solo finchè sono “grandi e carini”… vero?

Laverdure

@Kundalini444
Tu sei troppo minimalista.
Un VERO animalista rispetta TUTTE le forme di vita,a che quelle unicellulari,per cui non farebbe mai uso di disinfettanti se si taglia
un dito,ne’ di antibiotici se venisse colpito da infezione.
Equivarrebbe ad un genocidio ai danni di quei poveri batteri.

manimal

spesso anche chi si definisce razionalista ha una fede dogmatica.
è che non se ne accorge.

Laverdure

@Kundalini444
“Sfido chiunque a dire di non essere specista ..”
Dicendo cosi fai un torto agli italiani.
Si dice che Caligola nominasse senatore il suo cavallo preferito,tanti anni fa,ma noi,in tempi piu’ recenti,esterniamo il nostro antispecismo in modo ancora piu’ inequivocabile:
nominiamo senatori ( e deputati pure) una massa di somari !

claudio285

l’antispecismo deontologico, cioè quello che ne fa un problema di diritto è potenzialmente antiumanista e pericoloso. Qualche giorno fa ho sentito che dei ricercatori avrebbero trovato delle sostanze che sarebbero in grado di guarire l’aids (guarire, non tenere sotto controllo). Queste sostanze però vanno. Che facciamo, rinunciamo a questa opportunità per salvare una trentina di macachi? Il pericolo dell’antispecismo deontologico è proprio quello della limitazione della sperimentazione animale. Su raidue qualche sett fa, in un servizio proprio sulla sperimentazione, hanno intervistato una signora nessuno che tranquillamente, senza alcun contraddittorio, asseriva che la sperimentazione medica su animali è inadatta allo scopo, e ormai sorpassata e che la cosa più all’avanguardia e anche più precisa è la sperimentazione su tessuti o in vitro (che si fa, all’inizio, prima di fare quella che conta, cioè quella animale, dopodichè c’è quella sugli uomini). Nessun contraddittorio, questa cavolata presentata come vangelo, all’ora di pranzo. Questa concezione antispecista della sperimentazione animale si sta diffondendo, e non vorrei che tra qualche anno dovremmo andarci a comprare davvero le medicine in Giappone se vogliamo guarire dalle malattie. D’altro lato ci può essere un antispecismo utilitarista, o, diciamo così, uno “specismo compassionevole”, che vede il problema animale dal lato della sofferenza. Siccome gli animali sono in grado di soffrire (almeno, presumibilmente alcuni), qualora tale sofferenza non sia necessaria per un fine superiore (cioè umano, cioè se la sofferenza non è causata al fine di evitare sofferenze umane, come accade per la sperimentazione animale), allora dovrebbe essere giusto evitare agli animali il più possibile pene inutili

claudio285

“vanno testate sui macachi, a causa del fatto che il virus HIV dei macachi è molto simile a quello che colpisce gli umani”

Francesco S.

Però non mettetela sull’anti-specismo. In questo caso si tratta di una norma sul come macellare gli animali in un modo più o meno indolore. Non c’è bisogno di essere anti-specisti per non voler infliggere più sofferenza del necessario.

In questi giorni si voterà alla camera una normativa per vietare in Italia gli xenotrapianti (detta semplice pezzi di animale usati per sostituire parti umane, non è fantascienza, ad esempio le valvole cardiache biologiche si ottengono dal maiale). Il testo è già stato approvato al Senato e probabilmente sarà approvato alla camera. Io faccio parte di un associazione che è andata in parlamento a spiegare il perchè la cosa è poco intelligente, e devo dire che quasi me ne vergogno, chi ci ha sostenuto è stato Giovanardi e la Binetti, più qualche altro parlamentare (gruppo socialista) ma la maggioranza è a favore del divieto.

Purtroppo per combattere un certo antropocentrismo cattolico s’è finito per combattere un sano umanismo. La legge in questione vieta anche la stabulazione in Italia, ma non l’importazione di animali da laboratorio. Quindi ora i machachi non solo creperanno, ma si dovranno anche fare dei viaggi in container.

Sinceramente spero in una di quelle belle epidemie di una volta da milioni di morti, tipo peste, vaiolo, colera per riportare alla realtà la gente.

Laverdure

@Francesco S
“Sinceramente spero in una di quelle belle epidemie di una volta …”
La tentazione e’ forte ,specialmente se si pensa che gli storici ritengono che la peste nera del ‘300,decimando le vecchie classi dirigenti ,abbia dato uno stimolo fondamentale al progresso europeo-(questo ,Dan Brown non se l’e’ inventato).
Naturalmente bisognerebbe avere la sicurezza di scamparla personalmente :come disse il saggio,
“Non e’ un male se rimaniamo in pochi,e’ male se rimangono in molti “).
Saggezza inconfutabile.

Engy

kundalini444
hai perfettamente ragione, è inutile negarlo.
Nel mio piccolo conosco molte persone, quasi tutte graaandi amanti degli animali, però nel modo che dicevi tu.
Solo una li ama veramente tutti, tant’è – incredibile ma vero – che vive anche con tre topi.
🙂 :mrgreen:

Ermete

Dico la verità: secondo me porsi il problema se un animale, generalmente allevato in situazioni-lager-stile, maltrattato e spesso amputato, muoia con meno sofferenze se stordito, mi pare un po’ ridicolo e ipocrita visto che guarda un particolare in un quadro totale di mostruose sofferenze, come domandarsi se erano più crudeli i metodi di eliminazione di Videla rispetto a quelli di Hitler.
Aggiungo che a noi razionalisti pare ridicolo che una comunità umana si senta tradita nella propria religiosità se macella animali in un modo piuttosto che in un altro…eppure un razionalista deve anche sapere che il mondo è quello che è e non quello che si vorrebbe che sia, soprattutto dove la differenza tra essere e dover essere non è colmabile in tempi brevi e con colpi di spugna.
Bene, presi questi due punti io sono a favore della macellazione rituale, perchè si tratta di fermare, senza che cambi la situazione degli animali o stando attenti a non pensare ad una laicità dittatoriale (la laicità non vuole eccezioni su base religiosa se esse pongono diversità di fronte alla legge e ai diritti e doveri con gli altri, non su come si ammazzano e macellano animali che la legge europea prevede comunque poter essere uccisi e macellati), inveterate abitudini e impedire qualcosa che -per noi assurdamente- per comunità religiose, ebraiche o musulmane, è importante rischiando di generare tensioni assurde sostanzialmente per niente.
Altra cosa ovviamente è la pretesa del velo integrale, o di derogare da ore dell’obbligo scolastico o altre robe del genere…lì si deve essere intransigenti e ribadire il principio di laicità contro pretese comunitariste (tipo i musulmani più intransigenti che non vogliono strumenti musicali nell’ora di musica o qualche creazionista fanatico che non vuole che si studi l’evoluzione, cioè la base stessa della biologia contemporanea).

Francesco S.

Io credo che debba passare il principio che non debba esserci legge superiore a quella umana. Se uno stato prevede delle regole, perché deve prevedere delle eccezioni per qualcuno su base religiosa? Non è forse discriminatorio nei confronti di chi non appartiene a quel gruppo religioso?

In Israele macellino come gli pare gli animali, ma non credo abbiano diritto di voler imporre ad uno stato estero quali leggi darsi.

Ermete

Anche le regole delle macellazioni rituali sono leggi umane 😉
Perchè è discriminatorio? Le macellazioni alimentari non mi ostano in nulla nell’uguaglianza di legge, visto che volendo posso mangiare anche io carne hallal o kosher nè, al contrario, nessuno ha parlato di obbligare me che non sono credente a mangiare per forza carne macellata ritualmente, e credo che comunque, per una questione del genere, fissarsi su un principio sia un estremismo che non ci compete come razionalisti e dunque pragmatici, visto che non pone conseguenze giuridiche discriminanti tra le persone.
Israele…beh, finchè si limita a protestare credo che ciò sia contemplato dal diritto internazionale.

Francesco S.

E’ discriminatorio per tutti coloro che non ebrei o musulmani devono adeguarsi alla legge.

Qual è il motivo razionale per fare differenze su base religiosa? Nessuno. E perchè uno stato estero deve metter bocca sulle leggi in materia di macellazione.

L’Europa ha ritenuto che il colpo con la pistola captiva è il metodo meno doloroso, affermando il principio che si cerca la minor sofferenza possibile per fare la cosa.

La legge esiste per un motivo oggettivo, qual è il motivo oggettivo per procedere secondo la metodologlia ebraica o musulmana? Nessuno.

Francesco S.

La legge deve valere per tutti, se no perde di significato.

O condono a tutti di macellare senza stordimento o a nessuno, non ci sono alternative, per mantenere l’universalità della legge.

Mizar

“E’ discriminatorio per tutti coloro che non ebrei o musulmani devono adeguarsi alla legge.”

Concordo con Francesco, analizzare la questione in punto di diritto. Le leggi per la regolamentazione della macellazione ci sono, derogare in base all’appartenenza religiosa è un vulnus del corretto funzionamento dello Stato di diritto.

Ermete

Che l’uniformità di legge debba essere identica in tutto e per tutto è un modo di concepire il diritto; ce ne sono altri che dicono che, se nella sostanza una deroga non contempla discriminazione (e abbiamo detto perchè non la contempla: a) posso mangiare anche io carne hallal o haram b) non sono obbligato a farlo) si può farla, da non fare sono quelle che pongono una differenza nel cittadino di fronte alla legge.
Per carità, nessuno ha la verità in tasca, ma questa della legge spiccicata e identica non è un dogma democratico nè laico, è una concezione che molti di voi hanno qua ma giuridicamente paritetica all’altra.
Se vediamo dal punto di vista delle aziende: a che io sappia esistono aziende di carni che praticano entrambe le macellazioni e, amici miei, le aziende sanno già loro come scavalcare legge e diritto per cui non mi preoccuperei eccessivamente per i padroni delle industrie di carni.

Sui motivi…lo abbiamo visto: pensare di scatenare reazioni esasperata e mettere in crisi la civile convivenza mi pare un buon motivo pragmatico per non essere dogmatici sui princìpi, visto che in questo caso non viene inficiata la possibilità di scelta di nessuno.

Francesco S.

Quindi il principio de “La legge è uguale per tutti” è un dogma. Buttiamo nel cesso quasi 3 secoli di illuminismo e 2 di Marxismo.

Chissà perchè il nuovo principio “La legge è uguale per tutti, ma qualcuno è più uguale degli altri” è meno dogmatico.

Per esperienza so che tra atei quando si accusa il pensiero dell’altro di dogmatismo il dialogo è finito insieme agli argomenti.

Cordiali saluti.

Ermete

‘La legge è uguale per tutti’, vuol dire che un cittadino non può essere discriminato sul posto di lavoro o davanti ad un processo per motivi di razza, cultura, religione (o irreligione) e sesso.
Che questo dettame voglia dire che non sia permessa nessuna eccezione nell’applicazione di una legge -che non è detto, come visto, che sia cosa identica alla discriminazione- è deduzione del tutto soggettiva che peraltro cozza con quasi tutte le legislazioni moderne che spesso prevedono eccezioni alla norma generale.

Francesco S.

Prevedere delle eccezioni motivate, che ne so possibilità di sosta per disabili dove normalmente è vietato per motivi logistici (poter accedere ad uno spazio altrimenti irraggiungibile causa la disabilità), è diverso da prevedere eccezioni immotivate come quelle religiose perchè manca il motivo oggettivo e materiale per giustificare una deroga.

Quelle eccezioni servono a rendere le leggi veramente uguali per tutti. Qui si parla di eccezioni religiose.

Ermete

Ti porto un esempio di eccezione evidente per motivi di principio (perchè molte sono quelle dovute alla salute): la legge sull’obiezione di coscienza quando c’era la leva obbligatoria.
L’obiezione era di fatto una deroga che veniva concessa ai nonviolenti: io, per fare l’obiezione, dovevo dimostrare di ripudiare la violenza in ogni modo, ovvero non avere processi per rissa e non avere porto d’armi.
Il fatto che io, coerentemente con le mie idee pacifiste, potessi fare l’obiezione al militare è di fatto una deroga.
La domanda è, dunque: una deroga per princìpi religiosi è ammissibile?
L’art.8 sembrerebbe dire di sì, e se qui siamo davanti ad un ordinamento giuridico (peraltro europeo non italiano, ma è uguale) che già prevedeva obiezioni -non ne sono sicuro, ma mi pare di sì visto che in alcuni Stati europei penso che la macellazione rituale sia permessa- capisci che il discorso diventa molto più controverso del semplice discorso dell’eguaglianza davanti alla legge (che vale se a me mi danno due anni per lo stesso reato in quanto sono bianco e a te tre in quanto sei nero, per capirci con un esempio volante).
Mi scuso per il discorso del dogmatismo, ma mi riferivo all’assunto principale e non avevo intenzione di riferirmi direttamente a te, anche perchè ti conosco solo virtualmente.
Comunque ammetto che potevo usare altri termini, sorry.

Ermete

Ti ho appena risposto prima di leggerti…e vedi che ti ho letto nel pensiero! 😉
La motivazione è che la costituzione prevede ‘libertà religiosa’ e siccome in questo caso non ci sono discriminazioni verso altre persone e siccome la questione di principio è già, come visto, un precedente, credo che il discorso non sia facile.
E infatti il motivo per cui l’Europa si attacca ad evitare la deroga non è per la laicità -non mi pare che sia mai citata in nessun pronunciamento sulle macellazioni- ma per la sofferenza animale, cosa che, come detto, mi pare quantomeno ipocrita.
E da laicista integrale per me può aver torto anche l’Europa. 😉

manimal

per una volta Francesco S. condivido in pieno i tuoi interventi.

Ermete

@ Manimal.

Vedo che l’orario era contemporaneo al mio, altrimenti reputo difficile dire solo che si è d’accordo senza contestare gli esempi portati; magari contestabilissimi e lo farà Francesco, ma l’esempio delle eccezioni e l’argomento della mancanza di riferimenti alla laicità nel divieto, rivolto al discorso degli animali meriterebbe, credo, obiezioni sul merito; visto che qua abbiamo in ballo il rischio di uno scontro sociale per l’applicazione, secondo me molto radicale e astratta e poco pragmatica, di un principio di laicità.
Ci risentiamo fra un paio di ore al massimo, saluti.

Francesco S.

@Ermete

Quelli che citi sono degli obblighi (la leva), ma nel nostro caso si parla di divieto, l’obiezione è prevista per gli obblighi. E poi l’obiezione dovrebbe essere applicata solo nei casi in cui non viola altri principi.

Nel caso di specie l’eccezione viola il principio che gli animali seppur da macello devono soffrire il meno possibile. Scopo della macellazione è ammazzare l’animale per scopi alimentari, perché dovrebbe soffrire più del necessario per fisse di 4000 anni fa.

Per evitare disordini sociali? Perchè per evitare disordini sociali non introduciamo tribunali religiosi come avviene in qualche posto? (Ps. il fatto che l’eccezioni religiose esistano nel nostro ordinamento non vuol dire che siano giuste).

manimal

non vedo alcun principio di laicità.
vi è una legge che stabilisce come si debba procedere per l’abbattimento dei capi di bestiame.
giusta o sbagliata che sia questa procedura intende tutelare in qualche maniera l’animale, facendo in modo che venga minimizzato il dolore allo stesso all’atto dell’uccisione.
qualsiasi deroga a questa legge andrebbe contro al principio della tutela degli animali che ha ispirato la legge stessa, quindi la renderebbe vana.
che poi a chiedere questa deroga sia una minoranza religiosa, è, o dovrebbe essere, ininfluente (semmai la laicità entra in gioco proprio nel difendersi da una pretesa di carattere fideistico), visto che potrebbe esservi chi chiede deroghe per motivi organolettici (carne più gustosa e tenera con il metodo dello sgozzamento da cosciente), ed avrebbe diritto al medesimo diniego di deroghe.

Ermete

Allora, ragazzi, qua si va sul discorso della sofferenza animale che, secondo me, è un’ipocrisia bella e buona fatta per accontentare qualche radical chic con la pruderie animalista o per qualche trattato economico che non conosco.
Le bestie da macello fanno una vita talmente allucinante che pensare di accopparle con lo stordimento o meno equivale a dire che Theresienstadt era più umana di Auschwitz…ridicolo.
Ma, appunto, questo è il mio parere in merito, mentre la discussione si è sviluppata attorno all’uguaglianza di fronte alla legge, da cui è partita l’obiezione iniziale di Francesco S, che con la sofferenza animale non c’entra nulla.

-Il discorso dell’obbligo non mi torva d’accordo: qualsiasi legge è un obbligo visto che la legge è coercizione, e, come nessuno ti obbliga a credere ad una religione (di qui a seguire la macellazione della tua religione), nessuno ti obbliga ad essere pacifista, visto che, essere pacifista, contrastava con una legge precedente…che infatti è stata modificata con l’eccezione, che esiste apposta! Sono questioni speculari.
Se a me piace la carne hallal o kosher per motivi organolettici…beh, posso mangiarla anche io! In questo senso non è una discriminazione, visto che, lo ripeto per la terza volta, chiunque può mangiare la carne rituale ma viceversa nessuno è obbligato a farlo.
-Il discorso dello scontro sociale…beh, esiste una via di mezzo, appunto valutare quanto la prudenza sia un cedimento di democrazia…cosa che in questo caso non avviene, ecco perchè da pragmatico mi pare che l’attaccamento ad un principio sempre e comunque sia astrattismo.
-La giustezza di una legge. Per voi, ‘giusta o sbagliata’ che sia, la legge europea è quella mentre le eccezioni sono sbagliate. Perchè per me non può essere sbagliata ed ipocrita questa normativa europea?
E, per finire, credo che la legge europea preveda già delle deroghe, visto che non ho mai visto l’Europa sollecitare provvedimenti agli Stati che applicano l’eccezione, che rimane, credo, prerogativa da applicare o meno per i singoli Stati nazionali a seconda delle scelte degli stessi.

Ermete

Manimal, appunto.
Ma dalla legittima scelta di uno Stato (così come, viceversa, legittime sono le proteste di altri) a farne una questione del tipo ‘ogni cittadino è uguale davanti alla legge’ quindi se si prevede la macellazione rituale si discriminano altri cittadini, e dunque si vìola la democrazia (questo era il tenore iniziale della discussione, come potrai vedere) c’è di mezzo un abisso.

Ermete

E, Manimal, per spiegarci bene, io posso sentirmi libero di pensare che la scelta di abolire la macellazione rituale sia un errore e che la preoccupazione animale dell’Europa sia ipocrita (avendo anche detto le ragioni per cui lo penso e non dicendolo come una petizione di principio) , senza per questo sentirmi dire che butto in mare tre secoli di illuminismo…questo era tutto il focus della questione, come potrai ben leggere.

Ermete

‘animale’ era per ‘la sofferenza animale’ che mi è rimasta in tastiera, sorry! 😉

Mizar

“Che l’uniformità di legge debba essere identica in tutto e per tutto è un modo di concepire il diritto; ce ne sono altri che dicono che, se nella sostanza una deroga non contempla discriminazione (e abbiamo detto perchè non la contempla: a) posso mangiare anche io carne hallal o haram b) non sono obbligato a farlo) si può farla, da non fare sono quelle che pongono una differenza nel cittadino di fronte alla legge.”

Non ci siamo, qui parliamo di un obbligo a non fare in base a regole stabilite per la tutela della salute pubblica in primis e in secondo luogo per un principio di carattere universale (evidentemente legato ad un principio etico) legato alla sofferenza degli animali da macello. Nel caso quindi c’è anche un soggetto tutelato, l’animale, e la sua tutela non può essere derogata in base ad esigenze di soggetti terzi, sarebbe come derogare il principio di proprietà privata perché esiste una comunità di cleptomani, non è importante tanto la sanzione del reato di furto quanto la tutela dei tuoi beni.

Ermete

Finchè gli allevamenti degli animali sono quello che sono, mi sento libero di considerare la tutela animale di questo genere come pura ipocrisia, e alleviare di un milionesimo la sofferenza animale creando scompigli sociali mi pare pcoco intelligente.
Non è che tutte le leggi europee -che peraltro in questo caso non ostano l’intorduzione di eccezioni, visto che non ho mai sentito l’Europa minacciare chi al suo interno le mantiene- siano giuste…

Ermete

P.S.
Peraltro questa risposta era circostanziata al discorso di Francesco S. sul principio ‘tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge’, che secondo lui io starei buttando a mare con l’illuminismo, che è, come detto, tutt’altro principio.
Vedi lo scorrere delle obiezioni e ti renderai conto del contesto.

manimal

@Ermete

Ermete scrive:
sabato 20 luglio 2013 alle 19:21
Manimal, appunto.
Ma dalla legittima scelta di uno Stato (così come, viceversa, legittime sono le proteste di altri) a farne una questione del tipo ‘ogni cittadino è uguale davanti alla legge’ quindi se si prevede la macellazione rituale si discriminano altri cittadini, e dunque si vìola la democrazia (questo era il tenore iniziale della discussione, come potrai vedere) c’è di mezzo un abisso.

Ermete scrive:
sabato 20 luglio 2013 alle 19:24
E, Manimal, per spiegarci bene, io posso sentirmi libero di pensare che la scelta di abolire la macellazione rituale sia un errore e che la preoccupazione animale dell’Europa sia ipocrita (avendo anche detto le ragioni per cui lo penso e non dicendolo come una petizione di principio) , senza per questo sentirmi dire che butto in mare tre secoli di illuminismo…questo era tutto il focus della questione, come potrai ben leggere.

certamente, puoi sentirti libero di pensare ed esprimere ciò che meglio ritieni.
posso sentirmi libero anche io di immaginare cosa il tuo pragmatismo comporterebbe nel caso una religione prescrivesse lo stupro rituale… concedere una deroga sarebbe opportuno per salvaguardare la pace sociale? magari si penserebbe che non sarebbe che un’ipocrisia proibire deroghe alla legge sul reato dio stupro visto che stupri e femminicidi sono all’ordine del giorno nella civile europa?

che gli allevamenti e i mattatoi siano luoghi atroci lo stai dicendo ad uno che per l’appunto partendo da ciò sta tentando di cambiare il proprio stile di vita per non sentirsi complice di tali orrori, ma ritengo che qualsiasi cosa riduca anche di poco la sofferenza animale, meriti tutela. e da lì spero si possa procedere per legiferare in modo che anche le altre sofferenze vengano ridotte.
non parlo del divieto del consumo di carne, che non sono poi così ingenuo, ma delle condizioni di allevamento e di trasporto degli animali.
tutto questo comporterebbe costi maggiori del prodotto “carne”, ne sono consapevole, e sinceramente lo auspico.
vedo bistecche appena sbocconcellate finire nella pattumiera, e mi prende tristezza per il povero animale che ha dovuto immolarsi suo malgrado per il bene superiore dell’animale “razionale” umano, il quale ritiene che le proteine animali siano essenziali alla sua sopravvivenza e se ne abbuffa quotidianamente.

Mizar

“Finchè gli allevamenti degli animali sono quello che sono, mi sento libero di considerare la tutela animale di questo genere come pura ipocrisia”

E’ la tua libera e rispettabile opinione, ma sul diritto c’è poco da esprimere le proprie considerazioni, possiamo considerare le leggi e i conseguenti obblighi a fare e non fare come insensati, questo non toglie che bisogna rispettarli, inderogabilmente.

Ermete

@ Manimal.
Ti prego di leggere bene: ho già detto che il ‘mio’ pragmatismo, proprio perchè pragmatismo, fa i conti con le situazioni e in questo caso non viene leso il diritto di nessun essere umano; capisci che lo stupro rituale lo lede eccome. Evitiamo dunque la fallacia del piano inclinato che ero stato bene attento a prevenire.
Peraltro avevo già espresso condizioni e limiti del prgamatismo, per cui non ci torno essendo già stato scritto.
Per il resto, se tu sei convinti che questi sono passi avanti, io no: esiste una cosa, il Mercato, davanti alla quale è impossibile prendere misure drastiche, e sono proprio questi piccoli espedienti legali a far lavare la coscienza a molti di noi e a far dire ai politicanti che loro le misure di legge le hanno prese…ottimo invece il concetto di responsabilizzarsi sui consumi.

Ermete

@ Mizar

Li dobbiamo rispettare inderogabilmente se è la legge stessa a non lasciare deroghe, come è ora in Polonia.
Ma mi pare, e lo ripeto anche questo un’altra volta, che la normativa europea preveda le eccezioni, visto che non esistono provvedimenti contro i Paesi che le lasciano.
Dunque l’argomento è sempre di senso: ha senso o no lasciare queste regole?
Ed essendo il senso relativo all’opinione, stiamo confrontando opinioni e non incitando a violare leggi.

Mizar

C’è in ballo la tutela di un soggetto terzo, è questo il principio su cui la legislazione polacca si è adeguata. Finché si tratta di scelte che riguardano solo il singolo (come il tuo esempio dell’OdC) si può discutere, ma sulle tutele non dovrebbero esistere deroghe (anche perché a quel punto non avrebbero più motivo di esistere). Sul senso di queste ultime ci sono in ballo considerazioni e sensibilità diverse, io per esempio auspico che questa scelta della Polonia sia condivisa al più presto anche dagli altri Paesi d’Europa.

Ermete

Insomma, intanto siamo tornati su binari ragionevoli: non è questione di laicità o democrazia o di eguaglianza di fronte alla legge e di impossibilità a priori di eccezioni, ma, più correttamente, di tutela degli animali, appunto come vuole l’Europa.
E qui la questione è, più che la sensibilità, la valutazione di questa legge sullo stordimento.
Per me essa è una sonora presa in giro e di specchietto per le allodole, per voi è un passo avanti.
Per me non ci saranno passi avanti reali, perchè l’unico modo di tutelare gli animali sarebbe legiferare economicamente e civilmente in favore dei piccoli allevamenti locali, magari biologici, e penalizzando i grandi allevamenti e le grandi catene…bene, secondo me anche l’Europa venera un dio, che non è nè quello abramitico nè quello induista, ma è il dio Mercato che non permetterà mai una serie di provvedimenti realmente incisivi, per cui produrre tensioni con gruppi umani per una presa in giro a me non pare convincente.
Magari mi sbaglio, ma alla mia età ne ho viste abbastanza per poter rendermi conto fin dove può l’umanesimo e fin dove, molto più lontano, arriva il dio Mercato.
Se capissi che ci fosse una reale e seria intenzione di procedere verso la tutela animale (e anche nostra che gli animali li mangiamo e la bestia sana e ben trattata è più sana e buona) potrei cambiare idea sulle macellazioni, ma non ho molta fede nella bontà del dio Mercato… 😉

Mizar

La Polonia non spicca per laicità, ma spesso per un cattolicesimo aggressivo e oltranzista… Che questa mossa sia fondamentalmente anti-ebraica? 🙂 Dietrologie, comunque decisione lodevole da sostenere anche qui.

Laverdure

@Mizar
Hai toccato il punto piu’ interessante del problema.
Credo che attualmente l’immigrazione islamica in Polonia sia nettamente inferiore a quella nei paesi europei occidentali,per ovvi motivi (circola meno grana),ma un domani che la comunita islamica vi sia divenuta numerosa,sarebbe interessante quanto il cattolicesimo “aggressivo e oltranzista” sapra tenervi testa.

alessandro pendesini

In questi casi penso sia importante tener conto della sofferenza fisica che un animale non umano risente ! Queste tradizioni religiose arcaiche e insensate testimoniano della crudeltà non solo con chi non la pensa come loro, ma abusando svergognatamente della loro “intelligenza” contro qualsiasi animale senza tener minimamente conto delle loro sofferenze; gli animali NON soffrono dicono…. Sono convinti che l’uomo “creatura divina” ha il monopolio della biosfera, tutto è permesso poiché il loro dio ha “creato” gli animali non solo per cibarsi ma anche per soddisfare qualsiasi capriccio sadico della loro pochezza mentale. -Barbari !

Titti

Volevo dissipare un mio dubbio a proposito di una vicenda. Un signore musulmano si è arrabbiato moltissimo perchè la ditta di catering che serviva i pasti nella scuola frequentata dalle figlie, ha etichettato come “per gli integralisti” i pasti delle due bimbe. Lui si è offeso perchè si è (nel suo pensiero) sentito nominato come un integralista, tipo talebano, la ditta in questione, si è giustificata asserendo che, essendo le figlie musulmane integraliste (nel senso che sono anche vegetariane per precetto religioso), era un modo più spiccio per distinguere il cibo e non contaminarlo con la carne. Tutta questa tiritera è per farvi una domanda: ma l’islam che vede nella “festa del sacrificio”, una delle sue importanti ricorrenze, ha pure una corrente vegetariana? Grazie per le eventuali risposte.

Ermete

A che io sappia non esiste un islam vegetariano ( a parte minime eccezioni nell’ambito sciita, che statisticamente è difficile che tu abbia incontrato, ma non impossibile); ci sono musulmani (almeno io ne ho conosciuti) che qua scelgono di mangiare vegetariano perchè temono che la carne non segua le corrette regole della macellazione rituale, e dunque, per non sbagliarsi si astengono; molti altri ritengono sufficiente non mangiare maiale e disinteressarsi delle regole della macellazione, e stanno aumentando visto che di negozi di carne hallal ce ne sono tantissimi, perlomeno nelle città medio-grandi.
D’altronde l’islam non vieta a nessun musulmano, almeno credo, una scelta vegetariana, dunque potrebbe essere che qua si tratta di musulmani vegetariani (senza che le due scelte siano per forza correlate).

Gérard

Esiste una tendenza vegetariana musulmana ma è abbastanza recente ed è presente inanzitutto negli Stati Uniti . Se non mi sbaglio, esistono anche siti loro in lingua francese…

Gérard

Gli genitori della mia ” nipotina ” hanno detto alle Signore dell’ Asilo nido che la loro bambina doveva mangiare la stessa cosa degli altri ( i genitori sono marocchini ) maiale compreso…

Serlver

Io sono favore alla macellazione rituale ma limitatamente ai giuseppi e agli enrichi.

parolaio

Da una parte le regole della religione ebraica, dall’altra le idee degli animalisti.
A me pare sia una discussione fra 2 principi di etica diversi.
Dove la si vede tutta questa laicità dell’uno rispetto all’altro non lo capisco.

manimal

potrebbe chiarirti le idee l’intervento di Franceso S. di sabato 20 alle 10:43, e tutti gli altri scambi di opinioni con Ermete.

Mizar

Anch’io problemi di questo tipo da quando il blog è stato aggiornato. Ti consiglio di fare refresh ogni volta che riapri i commenti.

alessandro pendesini

@Titti
Il Vegetarismo in Francia ha un’incidenza del circa 2% della popolazione.
La Germania l’8% – L’Italia 6% – Israele 8,5%-
Gli USA contano circa 25 milioni di vegetariani. – L’India il 40% della popolazione (ossia 450 a 500 milioni di persone)- Lo Stato di Gujarat l’80% (oltre 40 milioni di persone) –
Nell’Islam, non vi è alcun divieto di essere vegetariani. Malgrado che questa pratica sia poco diffusa nel mondo musulmano, gli aderenti del vegetarismo sono attualmente in aumento in terra araba e musulmana (non ho dati statistici a questo livello)

Per l’Ebraismo (secondo alcuni studiosi della Torah, come i rabbini Bonnie Koppel, Rami Shapiro), (nella loro mitologia) l’obiettivo originale di Dio è che l’uomo sia vegetariano perché il vegetarismo è l’ultimo senso (dicono) degli insegnamenti morali biblici. La Bibbia suggerisce inoltre che gli esseri umani possono mangiare animali uccisi, ma nel rispetto delle regole del sacrificio rituale lecito (nel giudaismo e Islam = halal), nel caso contrario viene considerato come un “omicidio”.
Ma tra il dire e il fare…….

Titti

Grazie a tutti coloro che mi hanno dato una risposta…in quanto al sacrificio rituale, se si considera che è più crudele rispetto ad un mattatoio in regola…non sò che pensare. L’idea di un islam vegetariano mi aveva, in qualche modo colpita, perchè andava a stridere con alcune festività, ma bene venga, pur non essendo vegetariana, cerco di limitarmi, e mi dà fastidio che ci siano cattolici pronti a giustificare ogni barbarie sugli animali in omaggio alla Genesi che (per loro!!) ci pone a dominio di tutte le creature viventi sulla terra.

ziomaul

L’attuale stato israeliano non gode dei favori degli Ortodossi ebraici MA gode del sostegno dei partiti religiosi specie ebraici più Liberali.

Basta leggere qualsiasi affermazione/ congresso/ manifestazione/ Piazza di un politico in Israele.

Ciao

Laverdure

@ziomaul
Che lo Stato ebraico fin dalla sua fondazione nel ’48 sia stato influenzato solo fino ad un certo punto dagli ortodossi ( o integralisti) religiosi lo dimostra anche il fatto che le forze armate,
istituzione ivi fondamentale per ovvie ragioni ,hanno sempre ammesso nei loro ranghi le donne, e da tempo anche gli omosessuali dichiarati.
Trovate un solo stato islamico dove avvenga lo stesso.

alessandro pendesini

Grazie per la precisazione;
Posso solo auspicare che sia cosi …Nonostante cio’ ritengo (forse da ingenuo) che non sono le intenzioni mediatiche o politiche che contano, ma i fatti ! Detto diversamente, non sono convinto che i gruppi Ortodossi ebraici (tipo quelli che vedo ad Anversa e non solo) siano disposti a mollare « l’osso », almeno che abbiano miracolosamente riacquistato una relativa plasticità mentale ! Questo rimane da dimostrare non in teiorie o propagande politiche ecc…, ma con i fatti ! –Bien à vous

Engy

Pur non amando gli animali – non nel senso che li detesto, semplicemente mi sono indifferenti, anzi, un po’ me fanno paura – è chiaro che la crudeltà non mi sta bene, anzi mi sconvolge.
Quindi ben venga la messa al bando di tutti i rituali (religiosi o meno) che infliggano inutile e gratuita sofferenza agli animali.

kundalini444

gli acari hanno un sistema nervoso. Soffrono quando li sterminate con gli aspirapolvere! (E’ un vero genocidio, considerati quanti ne muoiono).
Eppure della morte e (men che meno) della sofferenza di qualche miliardo di acari non gliene frega niente a nessuno.
Perchè gli acari sono brutti, dannosi e sopratutto PICCOLI.
La sofferenza che non possiamo vedere per noi è come se non esistesse… ed è assolutamente giusto che sia così.
Infatti spesso la sofferenza viene MOSTRATA per poter essere poi STRUMENTALIZZATA: vi fanno vedere i video di quanto soffrono le bestie macellate così vi indignate e siete contro la macellazione halal, ma lo scopo che si vuol ottenere, nella clericale Polonia, alla fin fine è quello di ghettizzare musulmani ed ebrei.

Engy

ochei ochei, nun t’incazzà.
però, pure tu, togli er ” voi” o m’incazzo io
:mrgreen:

manimal

è faticoso discutere se non si vedono le risposte…
saluti.

Giacomo

Io sono ateo, ma preferisco la carne degli animali macellati per sgozzamento… perchè è più buona. Per ebrei e musulmani è un dovere religioso, ma è esattamente il sistema che usavano i nostri nonni per macellare maiali e vitelli o che usano ancora adesso i pochi contadini rimasti per amazzare conigli e polli.
Far dettare le regole per la macellazione agli animalisti è come far fare il vino agli astemi. La legge polacca non è laica: è solo un’altra forma di fondamentalismo, in questo caso cattolico e animalista (altra religione da combattere).

francesco s.

Perchè é più buona se è sgozzato senza stordimento? Guarda che io in un macello ci sono stato e lo sgozzamento avviene lo stesso soltanto che prima lo si stordisce con un colpo di pistola captiva.

I conigli e altri animali di piccola taglia non prevedono l’obbligo di stordimento perchè la morte è rapida.

Che senso ha far soffrire più del necessario l’animale, quando questo non migliora neppure le proprietà della carne.

alessandro pendesini

….preferisco la carne degli animali macellati per sgozzamento… perchè è più buona”……Giacomo dixit !
Veramente ?
E chi sarebbe quello, o quelli, che hanno potuto dimostrare (escludendo processi di autoillusione, autoconvinzione o certi disordini cerebrali ) che la carne halal è migliore di quella non halal, cioé di un animale ucciso in modo convenzionale e, sicuramente, meno barbaro ? Se questo fosse vero i ristoranti più celebri della Terra -non solo ma anche qualsiasi buon gustaio ecc..- acquisterebbero esclusivamente carne halal, cioé animali morti sgozzazi !
NB No vedo come il fatto di recidere la carotide a un qualsiasi animale, e quindi DOPO UNA LUNGA SOFFERENZA morire dissanguato, possa dare un “sapore” migliore alla carne ! Qui, al mio modesto parere, si naviga in piena fantascienza….

kundalini444

la bontà del cibo è una qualità soggettiva, cioè è nel “palato di chi mangia”.
Per cui uno può preferire la carne macellata in un modo a quella macellata in un altro modo (se volete sapere la mia opinione, non c’è molta differenza e sfiderei chi dice il contrario a distinguerle in un esperimeno a doppio cieco)!
Ma non è questo il punto. “Eticamente” il punto da affrontare è: mi sta bene, per mangiare la carne migliore, che il prezzo da pagare sia una maggiore sofferenza dell’animale?
Per alcuni la risposta è “no, perchè questo è un prezzo che deve pagare la bestia, e non è giusto”, per altri la risposta è “non me ne frega niente, la cosa mi riguarda solo dal momento in cui la carne mi arriva nel piatto”! Questi ultimi hanno, in tale atteggiamento, la stessa posizione etica e filosofica di quelli che passano l’aspirapolvere a casa, sterminando milioni di acari, fregandosene della loro sofferenza, per eliminare la polvere per il proprio egoistico benessere; oppure di quelli che fanno la disinfestazione anti-zanzare per non essere infastiditi dalle punture; o ancora di quelli che fanno la derattizzazione per paura delle malattie; e così via, dall’insetticida alla cura del verme solitario.
Come vedete l’unico modo in cui la “religione” e la “laicità” sono coinvolte in questo ragionamento “etico” è nei confronti della “religione dell’animalismo” piuttosto che nel rituale islamico o ebraico di macellazione.
Il maggior scrupolo spirituale e di coscienza che i legislatori devono affrontare non è quello nei confronti di Jahve, Cristo, o Maometto, ma quello nei confronti del Vitello, del Pollo, del Pesce, e dell’ Acaro.

alessandro pendesini

@kundalini
Dobbiamo essere prudenti nel paragonare un acaro (o qualsiasi insetto ecc..) ai mammiferi, cetacei -sensa dimenticare i cefaloidi (polpi) – e uccelli !

Possiamo immaginare che una certa parte del regno animale (attualmente impossibile da determinare con precisione), sia priva di coscienza primaria o -se esiste- si trova allo stato molto arcaico (proto-coscienza). Per questi animali (acari inclusi) la reazione comportamentale al dolore si limita ad una manifestazione meccanica tipo riflesso/stimolo, cioé una risposta/reazione incosciente. Quando invece negli animali diventati filogeneticamente “coscienti” (di 1° o 2° grado), questo automatismo è accoppiato ad una sensazione soggettiva di dolore -e quindi di sofferenza-, nel senso più umano e più banale del termine.

Ermete

Pendesini non prendiamoci in giro: se il dolore si sente, si sente e basta, al di là della coscienza individuale…basta la percezione data dal sistema nervoso centrale.
Lasciamo stare per un attimo gli insetti
E i pesci che muoiono soffocati dopo la pesca? E le aragoste immerse vive in acqua bollente?
Le anime sensibili che hanno promulgato tale legge di questi animali si disinteressano…
Io sono sempre più convinto che con questa legge vi stiano prendendo in giro, così vi sentite il cuore in pace e consumate sentendovi i ‘buoni’, mentre la macellazione rituale è da ‘cattivo’, così voi credete di rispettare e lenire la sofferenza animale e gli altri no, mentre è meno di un palliativo.

Ermete

Aggiungo al discorso di che uno che ha a cuore la sofferenza animale può sempre non mangiare carne, senza attaccarsi a troppe arrampicate sugli specchi (che secondo me semplicemente sono scuse per vietare la macellazione rituale in quanto tale e il benessere animale è un pretesto) : in fin dei conti oggi la scienza dimostra che si può vivere benissimo (dico benissimo dal punto di vista nutrizionale non della bontà del cibo al palato che è soggettiva) senza mangiare carne.
Sul resto, ripeto, è come dire che Theresianstadt era più umana di Auschwitz: banalissimi dettagli che non toccano il cuore della questione, l’allevamento-lager.

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