Archivio Gotti Tedeschi: la Chiesa cattolica non fa politica, governa

L’influenza della Chiesa sulla politica, sebbene negata da molti e per forza di cose non ostentata, si gioca molto nei rapporti riservati tra alti rappresentanti delle istituzioni e gerarchie ecclesiastiche. Un andazzo che ha sempre accompagnato la politica italiana e che non poteva mancare durante il governo “clerical-tecnico” di Mario Monti. Ma che prosegue tuttora, in punta di piedi e con atti mirati, apparentemente dettagli: basti pensare alla decisione del governo di “larghe intese” di Enrico Letta per esentare dalla service tax anche la Chiesa.

Quasi due anni fa le carte segrete pubblicate da Gianluigi Nuzzi e raccolte nel libro Sua Santità avevano messo in evidenza i rapporti privilegiati tra istituzioni italiane e Vaticano e l’influenza della Chiesa sulla politica. Come la cena tra Benedetto XVI e il presidente Giorgio Napolitano in cui il papa ricordava la necessità di difendere la famiglia tradizionale contro aperture alle coppie di fatto (era il tempo della proposta Didore di Brunetta e Rotondi) e l’opposizione a leggi sul fine-vita e l’eutanasia. Ma non c’era solo ostruzionismo contro i diritti verso le coppie di fatto, quelle gay e riforme laiche: anche attivismo per salvare i privilegi fiscali della Chiesa su immobili e tassazione, in particolare con gli incontri tra l’ex ministro Tremonti e l’ex presidente Ior Ettore Gotti Tedeschi. Non poteva mancare qualche abboccamento tra l’ex ministro Passera e Gotti Tedeschi sul crac dell’ospedale San Raffaele.

Tra lotte di potere interne al Vaticano, i gravi problemi di trasparenza dello Ior e la diffusione incontrollata di vatileaks, già Gotti Tedeschi era stato silurato. Ora, con il nuovo corso di papa Francesco volto a recuperare credibilità, l’ultimo a farne le spese è stato l’ex segretario di Stato Tarcisio Bertone, di cui Pietro Parolin ha preso il posto. Il cardinale Bertone, recentemente, si è lasciato andare in amare considerazioni parlando di accuse da “un intreccio di corvi e vipere” che però non devono offuscare un “bilancio positivo” dei suoi sette anni come segretario.

Proprio lo sterminato archivio di Gotti Tedeschi, già noto dopo le perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta Finmeccanica, rende di nuovo lampante un’ampia rete di ambigui e sconvenienti rapporti tra politici e Vaticano, tra parlamentari, banchieri, ministri, cardinali, con un pesante condizionamento da parte della Chiesa persino sulla stesura delle norme. Con altre interessanti rivelazioni, pubblicate oggi.

gottitedeschi

Durante la discussione del ddl Calabrò nel febbraio 2011, il viceministro Alfredo Mantovano (Pdl) si rivolge a Gotti Tedeschi perché “sulla questione del testamento biologico vi è necessità che dalla Cei vi sia qualche segnale”. L’intenzione è sottoporre una nota per chiedere a Bagnasco indicazioni sulla modifica di alcune disposizioni sul fine-vita, evidenziate in grassetto all’attenzione del cardinale, anche per spegnere i contrasti interni al Pdl. Mantovano scrive preoccupato all'”eminenza reverendissima” che “il testo sul testamento biologico approvato dalla Commissione Affari sociali della Camera ha subito incisivi cambiamenti in pejus”, esprimendo il timore che diventi una “legge sostanzialmente eutanasica”. Il viceministro racconta di aver già fatto presente le modifiche al suo capogruppo alla Camera ma “mi è stato detto però che quelle modifiche sono state concordate con soggetto autorevole delegato dalla Conferenza Episcopale e che, poiché le ragioni per le quali si sta provando ad approvare la legge è di venire incontro alle esigenze del mondo cattolico italiano, è strano che io critichi le modifiche stesse, quasi a voler essere pretestuosamente ‘più papista del Papa’”.

Non manca una trafila simile anche per garantire un’esenzione privilegiata dell’Ici agli immobili commerciali della Chiesa cattolica. Una nota riservata inviata nell’ottobre del 2011 da Gotti Tedeschi a Benedetto XVI e a Bertone rassicura sull’aiuto fornito dall’allora ministro Giulio Tremonti. Proprio Tremonti è segnalato come “suggeritore” delle proposte fatte al Vaticano sulla modifica della norma, per evitare la condanna dell’Italia su procedura di infrazione da parte della Commissione europea. Le “strade percorribili” proposte sono tre: “1) abolire le agevolazioni Ici (Tremonti non lo farà mai); 2) Difendere la normativa passata e calcolare l’aiuto di Stato dato (non è sostenibile); 3) Modificare la vecchia norma contestata dalla Commissione Europea, con una nuova norma che definisca una categoria per gli edifici religiosi e crei un criterio di classificazione della natura commerciale”, in modo da far “decadere le richieste pregresse”. “Il tempo è limitato. Ci viene suggerito di accelerare un tavolo di discussione”, spiega l’ex presidente Ior, aggiungendo che “l’interlocutore” presso il ministero è Enrico Martino, non a caso nipote dell’influente cardinale Raffaele Martino.

Emerge come il Vaticano abbia un’estese rete di “interlocutori” nei posti chiave delle istituzioni, con i quali si accorda per portare le istanze della Chiesa nel cuore della politica, favorire rapporti e nomine, oliare ingranaggi, garantire coperture, approvare leggi. Ma non solo: a marzo si chiede a Bertone di favorire la nomina di Lorenza Lei quale direttore generale della Rai perché ci sono “ostacoli”. Per due ragioni, chiosa l’ex presidente Ior: “la dottoressa Lei avrebbe sussurrato di aver ricevuto assicurazioni che il cardinal Bertone ha ricevuto assicurazioni da Berlusconi sulla sua nomina e questo avrebbe provocato una certa opposizione interna ed esterna” e inoltre ci sarebbe la contrarietà della Lega Nord. A settembre sollecita Corrado Passera, allora in Banca Intesa e solo due mesi dopo ministro dello Sviluppo economico, sul crac del San Raffaele. La banca ha infatti sospeso gli affidamenti all’ospedale di don Luigi Verzè ormai in fallimento ma Passera rassicura: “Tu sai quanto ci teniamo al rilancio del San Raffaele”. Gotti Tedeschi, con email del dicembre 2011, raccomanda ad Angelino Alfano di appoggiare il governo Monti.

Le ennesime rivelazioni ci danno un quadro sconfortante delle istituzioni italiane, ormai assuefatte all’abitudine del clericalismo. La Chiesa cattolica non fa politica, si dice. Infatti si limita direttamente a governare e scrivere le leggi, come è d’uso nei paesi a pensiero unico. Persino ben oltre il Concordato, che già le garantisce enormi privilegi ma che evidentemente non le basta: una ragione in più per abolirlo come chiediamo da tempo, essendo superato dalla prassi dalle public relations del clericalismo interministeriale. Cambiano i governi, cambiano i pontefici ma il business continua as usual. E sotto l’ombra del “papa povero” gli affari inconfessabili si possono concludere ancora meglio.

La redazione

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28 commenti

claudio285

no, ma col PD è lo stesso, è un problema sistemico. Purtroppo ho perso il link dove Rosi Bindi diceva di aver fatto revisionare ai vescovi la legge sui DICO

Sandra

“La chiesa non fa politica, governa.”
E infatti guarda che schifo di paese.

MASSIMO

Di sicuro governa sui fessi che credono alle scemenze della loro religione.
Su di me non governa di sicuro.

claudio285

Odio dire ve l’avevo detto, ma… ve l’avevo detto. Io scrissi qua tempo fa come la CEI costituisse un vero e proprio corpo dello stato, e non solo una megallobby influentissima. Qui c’è di più della mera ingerenza, qui c’è una corporazione religiosa che entra a far parte dell’organo legislativo e amministrativo, per scrivere e non semplicemente dettare le regole. Questo conferma, anche se non in maniera definitiva, che in Italia si va instaurando un regime di democrazia confessionale, sul modello russo, ungherese e turco.

Roberto Grendene

che la CEI abbia questo potere e che i politici italiani gli consentano di averlo è un pensiero condiviso da molti, qui

forse in altri blog può essere una sorpresa 🙂

claudio285

Faccio un esempio. Fornero deve cambiare la legislazione sul lavoro. Bersani fa parte del governo, e la CGIL è la lobby di Bersani. Che fa la CGIL? La CGIL fa del gran polverone contro la nuova legge sul governo, scuotendo mari e monti. Allora Bersani, che si deve ben preoccupare della lobby alle sue spalle, comincia a mediare col governo, chiedendo di modificare la prevista legge sul lavoro in modo da renderla un pò più favorevole ai lavoratori iscritti alla CGIL. Dunque Fornero minaccia 100, la CGIL minaccia per ottenere 40, e Bersani arriva ad un punto da modificare la legge in modo che esca 60. Questo fanno le lobby, premono per modificare la legislazione a favore dei propri associati, e questo fanno i politici: mediano tra gli interessi della lobby, cioè dei suoi rappresentati, e quelli di altri gruppi, o del paese nella sua interezza.

Quando una lobby scrive le leggi, e non solo preme per modificarle, e quando questa lobby ottiene (quasi) sempre il 100% allora non siamo più al lobbismo. Questa non è una lobby, ma un corpo dello stato. E’ diverso. Qui la laicità non è ferita “ideologicamente”, ma nei fatti. Si viola quanto segue: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.” E’ qualcosa di molto più grave dell’ingerenza.

cartman666

e i poveri illusi credono che Papa Francesco farà pulizia di tutto questo, ma quando mai, le agevolazioni fiscali sono tutt’ora in vigore, e l’imu continua a non essere pagata.

Ottodibismarck

I poveri di spirito credono al pauperismo del signor Bergoglio.
Pauperismo = snobismo dei ricchi.

Sarà bene ricordare a ogni piè sospinto ai cari poveri di spirito, ai cari sostenitori dell’ordine delle pie verginelle di nostra signora della greppia (la nostra greppia per intenderci) cioè i vari don gallo (oramai defunto) don ciotti, don farinella e compagnia cantante le lodi del signore, dicevo sarà bene ricordara a questi devoti dove cavolo erano ai tempi di marcinkus sindona e calvi, ai tempi di donato de bonis, dei vari bancomat con stola appresso, cosa facevano questi cari devoti, non le vedevano queste cose?

Visto che nella dottrina della chiesa cattolica vige la COMUNIONE DEI SANTI non possono lavarsene le mani dicendo che la chiesa è qualcosa d’altro.

Dove erano quando la santissima trinità ha stipulato il patto con Mussolini? Così recita l’introduzione del concordato:

TRATTATO FRA LA SANTA SEDE E L’ITALIA

IN NOME DELLA SANTISSIMA TRINITA’ ECC ECC.

ANDATE A VEDERE:
http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html#TRATTATO_FRA_LA_SANTA_SEDE_E_L’ITALIA

E da lassù, dalla casa del padre, i cari marcinkus sindona e calvi ci vedono e ci benedicono per tutto il bene che i nostri soldi fanno alla ccar.

Diocleziano

Sei rimasto indietro:
dalla COMUNIONE DEI SANTI
sono passati alla COMUNIONE DEI BENI (i nostri) 😎

massi

“Ls Chiesa non fa politica, governa”

Ma va!

Si era mica capito che “far politica in modo trasparente intralcia l’esercizio del potere in senso assoluto” e che dunque la “casta” ha i suoi centri di potere altrove dai luoghi istituzionalmente previsti (in quei luighi vediamo solo il teatrino della politica)?

massi

“[L’Italia] … una repubblica governata da cattolici […] Regolati da quella suprema autorità esterna [il Pontefice], i cui ordini non ammettono discussioni […]
Si ha così il singolarissimo fenomeno di una repubblica democratica i cui governanti sono […] alle dipendenze di una monarchia assoluta …” (P. Calamandrei).

Agnos

Io penso che sarebbe necessario fare un’azione giudiziaria per alto tradimento nei confronti dei politicii cui nomi sono nelle carte (attuali e precedenti, quelle pubblicate nel libro di Nuzzi).
Ovviamente l’azione andrebbe preparata particolarmente bene, per evitare che sia controproducente.
I motivi dell’azione mi sembrano evidenti: per favorire uno Stato straniero ministri (e parlamentari) hanno fatto ricadere sui contribuenti italiani tasse che dovevano essere pagate da quello stato straniero; mi riferisco in particolare a quanto riportato sull’azione del ministro Tremonti e del primo ministro Berlusconi; mi riferisco alla vergognosa manfrina inscenata dal primo ministro (e forse anche ministro dell’economia) Monti sul pagamento chiesto dall’Europa dell’arretrato sull’ICI e sul pagamento dell’IMU (in pratica ora il Vaticano ha nel campo più privilegi di prima); mi riferisco a quanto annunciato dal primo ministro Letta sull’esenzione del Vaticano dalla nuova Service Tax; mi riferisco alla cena segreta di Ratzinger papa con chi non può essere nominato per chiedergli, fra le altre cose, il mantenimento dei privilegi goduti dal Vaticano.
Sono tutte cose ormai risapute, ma di cui ora esistono anche i documenti.
Il vaticano sembra approfittare anche dell’illusione sulla figura del nuovo papa, secondo la mia opinione solo propagandistica; cambierò opinione solo se, come ha dimostrato in casi di piccola importanza, alzerà direttamente il telefono per comunicare al ministro dell’Economia che il Vaticano rinuncia e rifiuta tutti i privilegi presenti e futuri di cui fino ad ora ha goduto.
Secondo la mia opinione il reato di alto tradimento è lampante, così come è chiaro che sarà molto, molto difficile (impossibile?) far aprire un procedimento del genere.
Ma oltre all’azione giudiziaria sarebbe necessario un grado di diffusione di queste notizie che si è lontanissimi dall’avere; infatti:
1) i partiti tutti e i parlamentari tutti (forse esclusi 3 o 4 – M5S, cosa fa di concreto in merito?) non lo vogliono
2) i giornali tutti e i giornalisti tutti (forse qualcuno controvoglia) non lo vogliono
3) tutti coloro che pensano di poter così perdere il paradiso non lo vogliono
4) la magistratura mi sembra che non abbia nessuna intenzione di intervenire d’ufficio
Mi sembra che i reati fiscali di poche decine di milioni di euro (!!!) di un politico, negli ultimi 20 anni, abbiano avuto e continuano ad avere tuttora, dopo una sentenza definitiva della Cassazione, una risonanza mediatica che le ignobili esenzioni ed evasioni ICI-IMU- Service Tax del Vaticano non riescono a ottenere, insieme alle altre nefandezze collegate (vorrei che non si dimenticasse il caso di Bagnasco che prende dallo Stato italiano una pensione di oltre 4.000 euro al mese perchè, su nomina del papa, è stato per tre anni il capo dei cappellani militari).
Per questo dico che l’azione giudiziaria sarebbe necessaria, anche se sicuramente molto difficile e necessiterebbe di consulenze ai massimi livelli.

Diocleziano

Bene, detto questo mi domando: sarà mica solo per la promessa del paradiso che
i politici italiani si danno tanto da fare per ingolfare la chiesa di soldi, no?

O, come detto più volte, dare soldi alla chiesa è il modo più sicuro di riaverne
indietro una parte senza pericolo di intercettazioni?

Intanto continuano a chiedere il dialogo; come il truffatore dalla parlantina
vivace e dalla mano lesta, fanno sparire i soldi sotto gli occhi degli ingenui.

faidate

Queste rivelazioni (?!) ripropongono il quesito: la maggior parte dei cattolici queste cose le sa, ma gli vanno bene (un po’ come gli 8 milioni di italiani che votano Silvio pur sapendo che, come minimo, froda il fisco). E’ solo colpa della Chiesa? O c’è un’enorme convenienza, non solo per i politici, a stare sotto il suo ombrello? Facciamo pure la tara per l’effetto propaganda millenaria (o ventennale per il Nostro) condita di sana ignoranza e superstizione, ma al netto è un’organizzazione della quale il politico astuto non riesce a fare a meno. Ma anche il comune cittadino qualcosa sgranocchia. Purtroppo pagano anche i non credenti.

claudio285

ma no, credo che non ci sia nessuna convenienza, ed anzi credo che questa situazione abbia molto a che fare con il degrado economico in cui l’Italia sta affondando.
Di solito non lo faccio, ma voglio fare un paragone con la mafia. La mafia, come è risaputo, non apporta nessun miglioramento economico e sociale ai territori nei quali si insinua. Al contrario porta inquinamento, povertà, mancanza di iniziativa economica e depauperamento delle risorse naturali e sociali. Ebbene questo non impedisce alle persone che vivono nei territori mafiosi di consolidare la presenza dei clan tramite o l’indifferenza, o l’omertà o il franco fiancheggiamento. Allo stesso modo la Chiesa non apporta nessun beneficio all’Italia dal punto di vista socio-economico, nemmeno a chi la sostiene più dierattamente, ma evidentemente il modo con il quale si è instaurata negli anni sul territorio la rende assolutamente indispensabile per mantenere in piedi un sistema che però è maligno. Che ragione ha il l’ossessivo compulsivo di continuare le sue odiate compulsioni? Che ragione ha l’eroinomane di continuare ad assumere eroina? Nessuna, almeno nessuna di razionale, egli lo deve fare altrimenti il sistema cede equilibrio, e l’omeostasi ne risente.
Che ragione ha il PDL o il PD di sottrarre risorse allo Stato per darle alla Chiesa evitandole l’ICI o la ST, quando le stesse risorse potrebbero essere usate per diminuire le tasse ed aumentare il consenso?
Nessuna. Ma quando il meme si instaura, allora è esso stesso che crea scopi e finalità terze rispetto a se stesso, che però hanno l’unico metascopo di preservare il meme. Non cerchiamo di vedere convenienze e ragioni laddove c’è il nonsenso della religione

neverclean

@claudio285
Hai una visione un po’ troppo psicologica del fenomeno “clericalismo”, cioè in Italia della politica pro Chiesa Cattolica.
Basta dare un’occhiata a questo carteggio di Gotti Tedeschi per capire, anche senza entrare nel dettaglio, che il politico italiano che si appoggia alla CCAR lo fa soprattutto per la carriera propria e del proprio clan, e quindi per accrescere il Potere proprio e del proprio gruppo. L’accrescere il proprio Potere comporta sempre accrescere sempre i propri privilegi e vantaggi economici, a scapito della maggioranza della popolazione.
Per convincersi della correttezza della mia precedente affermazione, basta pensare al clero cattolico in Italia: chi mantiene questo esercito di fannulloni che predicano cose assurde e inutili relative a un’inesistente aldilà, vivendo in palazzi principeschi pieni di opere d’arte? Noi con le tasse. E prima di noi i nostri padri, i nonni, etc. per secoli addietro.
La tua analogia Chiesa-Mafia è corretta. Ma la presenza di queste due organizzazioni essenzialmente politiche – nel senso di un Potere che esercita un controllo sociale su un territorio grande (Italia) o piccolo – comporta sempre un depauperimento della maggioranza della popolazione presente nel territorio in favore di una casta di parassiti. La religione cattolica non è solo oppio del popolo, è anche uno strumento del Potere politico.

Engy

Ottodibismarck
…. come mi disse quella volta quell’ insegnante madrelinga inglese con la sua meravigliosa e inconfondibile cadenza: “mmmm, buona domanda”!

DucaLamberti74

Io non capisco cosa avete da lamentarvi…è la democrazia.

#A) La chiesa suggerisce ai governi della repubblica dell’italietta cosa fare.
#B) I politici italioti di ogni coalizazione di governo di centrodestra o centrosinistra ascoltano con attenzione ed accolgono nelle loro linee guida di governo quello che la chiesa chiede come indicato in #A).
#C) Alle elezioni i popolani italioti votano a seconda della simpatia del momento i politici italioti come indicato in #C).
#D) Quindi mettendo insieme i dati di fatto oggettivi di #A), #B) e #C) vuol dire che ai popolani italioti piace il vaticano e la sua azione di governo.
Quindi la repubblica dell’italietta degli italioti si merita di essere al servizio del vaticano.

Finiamola di dire che il popolino è bello, buono e candido e la chiesa è un potere forte invincibile e potente che lancia i raggi gamma sulle menti della gente e dei politici per piegarli alla loro volontà…BASTA PER FAVORE !!!

OGNI NAZIONE (laddove il voto è libero) HA LA CLASSE POLITICA CHE SI MERITA

DucaLamberti74

whichgood

Dio esiste. E’ una copertura, un pretesto per camuffare la disonestà umana.

ALESSIO DI MICHELE

@ Claudio285: “Di solito non lo faccio, ma voglio fare un paragone con la mafia”.

Il confronto con la mafia è stimolante: mi sono sempre chiesto perchè un politico, se diamo per scontato che sia corrotto, però debba appoggiarsi alla Chiesa/alla mafia/ad entrambe: sono stato eletto, ho il potere, faccio leggi, controllo le forze dell’ ordine, le forze armate, i servizi segreti, definisco i programmi, impartisco ordini alla Magistratura, ho i soldi, ho le telecomunicazioni e la stampa: perchè dovrei spartire il potere e gli appalti o comunque i soldi con te ? Vuoi vedere, caro vescovo, che faccio una telefonata ed i preti stupratori finiscono allo specifico braccio di Rebibbia e lì ci pensano i galeotti a risolvere la questione ? Vuoi vedere, caro capo bastone, come ti faccio ritrovare i tuoi amici latitanti ? Evidentemente preti & mafiosi forniscono qualcosa che manca: una visione del mondo, e quindi i voti: provatevi ad immaginare la visione complessiva del mondo del Banana o di D’ Alema: buio, vero ? Finché avremo non politici semplicemente corrotti, ma, ancora peggio, insulsi, Chiesa e mafia dormiranno sonni tranquilli.

neverclean

@alessio di michele
Il paragone fra potere mafioso e potere religioso può essere fatto
ricorrendo alla classificazione del potere esercitato sugli esseri umani data da B. Russell:
1) Potere fisico esercitato direttamente sul corpo – prigione, tortura, guerra, …
2) Premi/castighi – lavoro, carriera, danaro, benefits, mobbing, …
3) Condizionamento psicologico – propaganda, educazione, tradizione, media, …
Il potere fisico è quello tipicamente esercitato dallo Stato e dalla Mafia. La Chiesa cattolica di fatto non possiede più questo potere dal 1870. Siccome la Chiesa detiene le forme di potere 2 e 3, si è adattata ad allearsi con chi detiene in Italia e all’estero il Potere Fisico.
La cosa assolutamente interessante per capire le forme del Potere, è analizzare i periodi storici di passaggio, quando viene meno il potere fisico esercitato da uno Stato/regime e non si è ancora instaurato un nuovo Stato/regime.
Ad es.: a chi si sono appoggiati gli anglo-nordamericani nel biennio 1943-1945 per governare il passaggio fra il regime fascista e quello democratico?

ALESSIO DI MICHELE

Esatto: visto che la Chiesa non ha 1), che lo stato li ha tutti, ma è debole sul 3), allora si appoggia agli altri 2.

massi

Il Concordato (11/02/1929) pose “due sovranità all’interno dello stesso statto” (allora Chiesa e fascismo). Dalla Liberazione in poi la Chiesa cattolica ha fatto di tutto per riprodurre le condizioni precedenti (dove il popolo era già chiaramente suddito di quelle “due sovranità”), a lei più favorevoli.
Ergo, la Chiesa cattolica, dopo di allora, come nel suo stile (quando non si accompagna a dittature o regna lei stassa) si è prodotta, in modo subdolo piuttosto che palese – associata ai fatti oscuri del Paese -, come dittatura a orologeria: i limiti dei suoi successi non sono mai dipesi da Lei medesima, ma dalla forza o meno con cui gli è stata fatta opposizione. Forza resiuduale oggi quasi inesistente.

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