La fine della fede nel Regno Unito?

La Chiesa anglicana è “a una generazione dall’estinzione”. A dirlo non è un militante laicista, ma l’ex arcivescovo di Canterbury, lord George Carey, durante un incontro con i fedeli. Un’occasione per riflettere sui cambiamenti nel panorama religioso e non, in un paese dove ormai un quarto della popolazione si dichiara non credente e la percentuale sale sensibilmente nelle fasce di età più basse.

Lord Carey, a capo della Chiesa inglese per 11 anni fino 2002, è noto per le prese di posizione conservatrici, in questi ultimi tempi soprattutto contro i matrimoni gay voluti dal governo di David Cameron. Nel suo discorso alla Holy Trinity Church di Shrewsbury, ha lamentato la scarsa capacità di attirare i giovani all’anglicanesimo. La sua confessione ormai non sembra “il posto più eccitante dove incontrare nuove persone”, ammette. Sebbene la Chiesa anglicana sia in crisi, rimane ancora formalmente quale confessione ufficiale dello stato, con prebende, privilegi e seggi riservati nella Camera dei Lord.

casey

La Chiesa anglicana è una confessione nazionale sorta per motivi dottrinali discutibili e discussi ancora oggi: non stupisce che la sua stessa ragion d’essere sia messa in discussione. Ma la secolarizzazione cambia anche l’appartenenza dei cattolici, storicamente una minoranza, in Gran Bretagna. Secondo Linda Woodhead, sociologa presso la Lancaster University e direttrice dei Westminster Faith Debates interpellata da The Tablet, i cattolici inglesi “a ogni generazione si sono man mano allontanati da un modello di fedele cattolico come immaginato dal Vaticano”, anche se non diventano necessariamente atei o più laici.

È vero che i credenti più in rotta con la Chiesa anglicana su temi come l’apertura all’ordinazione di pastori omosessuali possono passare alla Chiesa cattolica. Ma i cattolici del Regno Unito hanno meno vincoli con Roma e vanno sempre meno in chiesa. Secondo i sondaggi elaborati da Woodhead, un terzo di loro non si reca mai o quasi mai alle funzioni, solo uno su cinque si definisce “religioso”, praticamente nessuno dice di essere stato orientato da leader religiosi. Sono soprattutto i fedeli anziani a essere più in linea con il Vaticano, mentre gli adulti e i giovani assumono atteggiamenti più moderni. Se il futuro per gli anglicani è nero, quello dei cattolici non sembra molto più roseo…

La redazione

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42 commenti

lucman

Non esattamente quello che dicono enrico e giuseppe.
Chi avrà ragione, un leader religioso o loro?
Sono veramente curioso dei commenti che seguiranno questo articolo, soprattutto i commenti dei credenti.

Gianluca

lucman

se interverrà giuseppe ti dirà che qui siamo in Italia ed è diverso, porterà come “prova” il fatto che il regno unito è più allo sfascio di noi e naturalmente attribuirà ciò alla maggiore religiosità che secondo lui c’è in Italia.

lucman

Insomma il solito romanzo di fantascienza.
Preferisco i Simpson!

Stefano

@ Gianluca

E anche che le porte degli inferi non prevarranno…

Punta almeno sul pareggio…

laverdure

@lucman
Caro Lucman,come ti illudi !
A mantenere alto il livello della fede in Gran Bretagna ci penseranno i mussulmani,che lentamente finiranno anche per impadronirsi delle redini del potere .
Consolante vero ?
Immagino che lo sia anche per Enrico e Giuseppe.

pling

La Chiesa anglicana è “a una generazione dall’estinzione”.

Però, morta una chiesa se ne fa un’altra.
E temo che la prossima non parlerà inglese (nè latino) ma arabo.

Federix

Ti immagini la/il regnante di Gran Bretagna dire “Allah akbar!”??? 😉

Beatrice

«sorta per motivi dottrinali discutibili e discussi ancora oggi»

Parlando di chiese mi sembra un’affermazione scontata: c’è SEMPRE qualche motivo dottrinale di mezzo che resta aperto anche dopo secoli.
I papi, Martin Lutero (1517), Giovanni Calvino (1541) e Huldrych Zwingli (1518) non si erano messi d’accordo sulla Santa Cena «per motivi dottrinali discutibili e discussi ancora oggi»: i cattolici ancora oggi (2013) non si mescolano con gli altri.

«i cattolici del Regno Unito hanno meno vincoli con Roma»

Auguro agli inglesi di restare sempre ben distanti dal Vaticano, visto che hanno la fortuna di avere un bel canale di mezzo.
Già John Wycliffe nel 1400 interpellato dal parlamento rispondeva che la Corona d’Inghilterra non è subordinata al papa di Roma e NON GLI DEVE SOLDI.
http://it.wikipedia.org/wiki/John_Wyclif

Beatrice

«sorta per motivi dottrinali discutibili e discussi ancora oggi»

in realtà più che «motivi dottrinali» c’era di mezzo un matrimonio.
I re usavano avere delle amichette senza che nessuno si sognasse di trattarli come si fa adesso con re Silvio I, ma devono sposarsi con le figlie di altri re con il consenso delle due comunità per stabilire delle alleanze. Avuto il consenso del parlamento, il re d’Inghilterra voleva annullare un primo matrimonio e risposarsi; il papa non era d’accordo con la nuova alleanza e ha risposo no.
Il re d’Inghilterra visto quello che era in gioco ha correttamente (secondo me) con il consenso del parlamento dichiarato la Chiesa d’Inghilterra indipendente dalla chiesa di Roma ed è andato avanti a fare una politica al servizio del suo paese invece che al servizio del Vaticano.
Esattamente quello che non fatto tanti politici italiani …

È solo in seguito al tempo della regina Elisabetta che la Chiesa d’Inghilterra, accogliendo profughi riformati dal continente e discutendo con loro le malefatte dei papi, va verso la riforma religiosa.
http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Martire_Vermigli

RobertoV

Proprio oggi Repubblica riportava la notizia che il consiglio dei vescovi anglicani ha deciso di aprire alle donne vescovo:
http://www.repubblica.it/esteri/2013/11/20/news/sinodo_chiesa_anglicana_donne_vescovo-71454622/?ref=HREC1-21
Staranno cercando di salvare il salvabile, come già da diversi decenni hanno fatto altre confessioni protestanti, con scarsi risultati.
La chiesa cattolica spera che dei tradizionalisti scontenti passino al cattolicesimo, come per l’apertura ai matrimoni gay. In Europa tra le religioni è solo questione di chi cala più velocemente nel numero di fedeli.

Diocleziano

Sarà difficile convincere i topi a salire su un’altra nave che affonda.
È il prodotto che non ‘tira’ più.
Il viaggio di Fester XVI in Inghilterra non era stato propriamente
un successo nemmeno tra i cattolici; chissà quanto gradirebbero,
gli anglicani, le scempiaggini di Sua Banalità.

Sergio

«Staranno cercando di salvare il salvabile…»

Solo che non è più possibile. Ciò vale anche per il cattolicesimo. Il tempo dei dogmi cristiani è finito per sempre e non c’è da rimpiangerlo. Bergoglio può illudere qualche sprovveduto in Italia, il potere può avere ancora bisogno di lui, ma poiché non è più obbligatorio credere la fede è ormai un optional, un fatto privato.
Quando una fede diventa facoltativa – come lo è di fatto la cattolica, persino secondo la lettera del Concordato craxiano – è proprio finita.
I cristiani torneranno nelle catacombe, diventeranno cioè irrilevanti. I pochi restanti si illuderanno di essere gli unici giusti, i veri cristiani tornati alle origini, ma saranno quattro gatti che conteranno come il due di picche.
Una chance però il cristianesimo potrebbe ancora averla alleandosi con l’islam. L’islam è ancora una religione viva, taglia la testa a chi offende il profeta. Diffondendosi e intimidendo anche i non credenti europei potrebbe dare una mano ai cattolici per resistere ancora un poco. Oggi noi non credenti possiamo dire tranquillamente di non credere in Dio e irridere le verità di fede dei cattolici. Per convivere con gli islamici dovremo stare attenti a come ci esprimiamo, non sarà solo necessario guardarsi bene dall’esprimere un giudizio critico sul profeta. L’ateo è per il credente fanatico islamico un essere immondo e da eliminare (come lo era per il fanatico cristiano fino a poco tempo fa).

Non si può però nemmeno completamente escludere che gli islamici – desiderosi anche loro in maggioranza di vivere decentemente – comincino a fottersene della religione. Una buona vita è l’arma migliore contro il fanatismo. È il benessere che ha distrutto la religione in occidente nel dopoguerra. Forse potrebbe distruggere rapidamente anche l’islam, anche se al momento pare poco probabile, tanto più che andiamo forse incontro a tempi cupi quanto a benessere.

FSMosconi

I cristiani torneranno nelle catacombe, diventeranno cioè irrilevanti. I pochi restanti si illuderanno di essere gli unici giusti, i veri cristiani tornati alle origini, ma saranno quattro gatti che conteranno come il due di picche.

Non so se è una figura retorica, o comunque un’immagine figurata, ed ho capito male io o l’ho capito più tardi. Il punto è che le catacombe non sono accettabili come stile di vita (alla luce del sole), quindi, casomai, fuor di metafora è più esatto dire che si trasformeranno in più sette come alle origini illudendosi di essere come, in quanto tali, quelli delle origini pur avendo manipolato il manipolabile ed eliminato l’essenziale tramite il processo della credenza di credenza [= il convincersi di sapere dello starsi convincendo di sapere ciò che oggettivamente non si sa/una cosa per vera anche contraria all’esperienza].
Intendevi dire questo, giusto? 😐

’islam è ancora una religione viva […] Non si può però nemmeno completamente escludere che gli islamici – desiderosi anche loro in maggioranza di vivere decentemente – comincino a fottersene della religione.

Non per essere aggressivo, ma c’è una dissonanza cognitiva: è assurdo, in epoca di globalizzazione, che chi vive nei Paesi Medio-Orientali o comunque facenti parte della ex-koinè islamizzata non desiderino già almeno qualcosa di simile ai vantaggi dell’attuale stato di cose cui l’Occidente ha beneficiato*.
In questa prospettiva l’Islam non è più vivo di un protestantesimo qualsiasi, che vive di politica e non di credenza. L’Iran, l’Egitto e la Turchia ne sono esempi classici con diversi esiti nelle dinamiche e nei tempi.
Se mai un qualsiasi cristianesimo deciderà di fondersi con l’Islam sarà solo probabilmente perché le rispettive parti l’han trovato politicamente vantaggioso…

*Ammesso e non concesso che ne abbiano ricevuto informazioni tramite marketing o informazioni dai loro vicini.

Sergio

«Intendevi dire questo, giusto?»

Non so, forse, credo di sì. “Nelle catacombe” era per dire che diventeranno minoritari, non più così visibili come oggi. Del resto già alcuni di loro, e forse i migliori, lo ammettono: dobbiamo rassegnarci a non essere più maggioranza e a voler dettar legge, ma in pochi saremo migliori cristiani (qualunque cosa questa espressione possa significare ).

«In questa prospettiva l’Islam non è più vivo di un protestantesimo qualsiasi, che vive di politica e non di credenza.»

Personalmente non direi, ma non lo escludo, anzi spero che sia davvero così. Il numero dei fanatici mi sembra però ancora considerevole, ma non credo che ci vorranno ancora secoli perché anche gli islamici si convertano (alla ragione, al buon senso). Sempre che le cose vadano per il verso giusto, cioè che tutti possano godere di un livello di vita decente. Ciò che non è affatto sicuro, anche perché siamo davvero troppi e saremo sempre di più a doverci spartire la torta.
Proprio a una fusione tra islam e cattolicesimo non credo, ma un’alleanza gioverebbe ad entrambi, anche se l’islam potrebbe farne a meno. Il cattolicesimo è chiaramente più debole, perciò il papa invoca il dialogo, non osa più dire che il cristianesimo è la sola vera religione come la Chiesa affermava ancora all’inizio del XX secolo, diffidando lo Stato italiano dal favorire il diffondersi dell’«errore». Vorrei vedere il Bergoglio dire a un islamico: amico, sei nell’errore, il profeta non vale nemmeno il mignolo di Gesù.

Sergio

Pensa che il mio commento è finito in moderazione per una innocente parolina che ovviamente non posso riscrivere. L’ho cancellata e il commento è subito apparso!

scommettitore

@ Sergio
Condivido al 100% la tua opinione , (forse con un pochino , appena appena, di ottimismo in più ) .

alessandro pendesini

Molti sono gli inglesi ad aver capito che per governare la natura è necessario capirla, studiarla, osservarla, sperimentarla, e non di certo sacralizzarla !
In Inghilterra un ministro dell’Educazione tipo Letizia Moratti, e non solamente, sarebbe inconcepibile o impensabile !
In Italia risulta che le cose sembrano un « tantino » diverse……
A titolo d’esempio, le prime 10 Università inglesi si trovano dal 5° al 88° posto nella graduatoria mondiale (2011) ! :
Cambridge 5
Oxford 10
College of London 21
Imperial College of London 26
Manchester 44
Edimbourg 54
King College of London 63
Bristol 66
Nottingham 84
Sheffield 88
Birmingham 99

Compartativamente : nel 2006 le PRIME DUE UNIVERSITA in Italia erano La Sapienza (197°posto) e Bologna ( 207°posto). E nel 2011 : Bologna 186° posto, La Sapienza 216° posto !
Da questi dati possiamo chiaramente affermare che la Cultura/Istruzione inglese (e non solo) è nettamente superiore a quella italiana ? Esiste ancora gente che oserebbe negare un nesso tra numero di credenti e la loro rispettiva ignoranza ?

P.S. -Per avere delle “certezze assolute”, è bene essere ignoranti. Questa alienazione ci rende felici perché rafforza i nostri rapporti con coloro che condividono la stessa fede.

Stefano Grassino

E’ chiaro che per difendersi da un eventuale affermarsi dell’Islam non dovremo attaccarci al cattolicesimo, così come tentano di fare il leghisti in primis e a seguire le altre forze politiche di destra.
E’ pur vero che in mancanza dell’unica alternativa che è la laicità, mi/vi domando: tra un cattolicesimo addomesticato ed un Islam battagliero, con chi sarebbe meglio avere a che fare?
Concludo prendendo atto che la nuova democrazia Cristiana (il PD e cioè Partito Democristaiano) nelle sue migliori tradizioni si è messo al centro.
Baciapile e filo islamico.

giuseppe

Crolla la chesa anglicana, ma la chiesa cattolica,anche in Inghilterra, aumenta ogni anno il numero dei suoi fedeli. Meditate !

bardhi

Giuseppe, crescono pure gli islamici, ma quelli che crescono di piu sono i senza religione, mediti.

Certo gli fanatici religiosi anglicani, ai qui oramai la liberale chiesa anglicana li sta stretta, si rifuggiamo nel cattolicesimo, nei testimoni di geova e nel islam.

FSMosconi

@giuseppe

Come no…
(Un’affermazione senza prive può essere smentita senza prove)

Gianluca

Lucman
Stefano

“Crolla la chesa anglicana, ma la chiesa cattolica,anche in Inghilterra, aumenta ogni anno il numero dei suoi fedeli. Meditate !”

…Che vi avevo detto? 😀

giuseppe
“Ricordati che devi morire!” “Mo’ m’o segn…”

Stefano

@ giuseppe

sei arrivato a leggere – senza capire – solo metà dell’articolo?

pmc

Posso porvi alcune domande per rendere più stimolante il dibattito?

1) Secondo voi quali sono le cause del declino anglicano? Secondo voi la cosiddetta via media è realmente destinata a scomparire?
2) Secondo voi l’apparente recupero cattolico è un fuoco di paglia? Oppure il problema presto toccherà anche il cattolicesimo inglese?
3) Secondo voi, parimenti, il successo dell’Islam è un fuoco di paglia?

Vi chiedo solo di astrarre i vostri desideri di morte della religione dalle risposte, ma di usare solo la ragione, e non il cuore, nelle risposte.

A scanso di equivoci non ho ancora pensato alle risposte. Non ne ho di precostituite.

Sandra

1) Causa: benessere. Non scomparirà, rimarrà come aspetto di conservazione della tradizione (feste, riti) e quindi blandamente religioso e fortemente identitario (alla leghista, per intenderci).
2) Il recupero è legato all’immigrazione, soprattutto africana e polacca. Come sopra, in un paio di generazioni (se ci saranno prospettive di integrazione e lavoro e quindi benessere). Un po’ come successo alla comunità di italiani emigrati in Germania dopo la guerra, la prima generazione faceva molto più capo alla comunità cattolica italiana (peraltro ritardando l’integrazione).
3) Come sopra, di fronte all’insuccesso individuale nel paese dove si è cercato il benessere e da cui ci si sente (o si è) invece respinti, ci si rivolge alla comunità religiosa di origine.

pmc

Condivido molto. Mi colpisce anche, in senso positivo, che ne fai un discorso molto materiale parlando di benessere, e non di percorsi scolastici o comunque di “cultura”.

RobertoV

pmc
Però le due cose sono legate.
Maggior benessere implica anche maggiore scolarizzazione, maggiore cultura ed informazione, maggiore possibilità di viaggiare e confrontarsi con altre realtà.

gmd85

Condivido quanto espresso da Sandara e aggiungo anche che il clima di instabilità e di incertezza dal punto di vista economico influisce. Non a caso, nelle zone di guerra, le fiammate religiose non tardano ad arrivare e sono anche piuttosto virulente. Certo, non è il caso del Regno Unito, ma penso che la religione, spesso sia una sorta di ultima spiaggia o di extrema ratio.

Quanto alla cultura, direi che la mancanza potrebbe portare a un’adesione religiosa più becera e non necessariamente ponderata.

Sandra

gmd85
anche perché nelle zone di guerra, dove i giovani uomini hanno scarsa speranza di migliorare il proprio status (e abbondanza di ormoni), l’unica possibilità è prendere fucile o machete. La guerra permette la spartizione del bottino, il capo vincitore darà la giusta ricompensa (com’era in Europa) ai soldati più “efficienti”. La religione è solo l’alibi per menare le mani.

pmc
La scolarizzazione da sola non elimina la religione, così come la non scolarizzazione la implica necessariamente: però la scolarizzazione consente l’avanzamento sociale, e quindi l’indipendenza da chi detiene il potere. In Italia, la Chiesa cattolica l’ha fatta da padrona, e proprio perché ha curato questo aspetto di cassare le prospettive di sviluppo, tramite l’analfabetismo e un certo isolazionismo, garantendosi la dipendenza economica del gregge!

Poi si può essere scolarizzati e scegliere un modello sociale “conservatore” che ben si accorda alla religione (benpensanti, famigliola casa-e-chiesa) oppure aderire quel tanto da accedere a certi formalismi tipo la festa di battesimo o la messa di Natale, perché non si sa altro (mancanza di confronto come diceva Roberto).

L’adesione alla chiesa cattolica degli italiani in Germania era tanto più forte quanto maggiore l’incapacità di integrarsi, l’essere di fatto degli analfabeti in tedesco. I discendenti, scolarizzati in Germania, hanno avuto maggiore possibilità di lavoro, quindi di benessere, quindi di indipendenza.

In Italia se sono presenti alternative al modello religioso standard (p.e. matrimonio civile) e non c’è il ricatto economico del potere religioso, si sceglie: una cultura che deriva dalla scolarizzazione e dal benessere.

PMC

@Sandra
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@RobertoV
Vero quel che dici, però sono convinto che il nesso benessere/ meno religione non stia nella serie di ragionamenti intrecciati (e veri che fai), ma nella maggior possibilità di ignorare i propri limiti “naturali”, nel senso che si patisce meno la fame, si muore quasi sempre e solo in età avanzata e via dicendo. Non ci si pone facilmente (o in maniera impellente) quelle domande a cui solitamente la religione intende fornire una risposta. (NB non ho detto “fornisce” ma “intende fornire” per evitare di infilarmi in polemiche con nessuno)
@gmd85
Se intendi “extrema ratio” di fronte a una incertezza materiale che si tramuta di fatto in incertezza “esistenziale” la penso così pure io (vedi sopra).

gmd85

@Sandra

Vero, ma penso che una certa convinzione ci sia, altrimenti non farebbe presa.

@pmc

Si, il senso è quello.

RobertoV

Prima di tutto bisogna dimostrare dati alla mano che questo aumento c’è perché a parole si può affermare di tutto e fare propaganda, cosa in cui la chiesa è molto abile, come fa in Italia. Inoltre non bisogna confondere la conversione di alcuni personaggi famosi tipo Blair che non hanno significatività statistica con un effettivo incremento dei fedeli.
Da wikipedia in Inglese vedo che il numero dei cattolici è a a meno del 9%, cioè una chiara religione di minoranza e che hanno problemi col calo di vocazioni.
Come giustamente fa notare Sandra le migrazioni possono alterare il quadro, come si è visto bene negli USA con l’immigrazione massiccia di latinoamericani cattolici dando un illusorio incremento. Qui nel XX secolo c’è stata una forte immigrazione di cattolici irlandesi e attualmente da alcune nazioni africane e dalla cattolica Polonia. Per fare un confronto anche in Italia ortodossi ed islamici sono in aumento, ma non certo per le conversioni di cattolici.
Leggevo che un certo numero di tradizionalisti anglicani passò alla religione cattolica in occasione dell’apertura di 20 anni fa al sacerdozio alle donne da parte degli anglicani, un numero comunque limitato, non destinato a crescere nel tempo.
Va detto che essendo stata la religione anglicana religione di stato, quando vengono allentati i vincoli e i fedeli possono scegliere più liberamente avvengono degli aggiustamenti, ma che restano limitati. Nei paesi dove esistono dati ufficiali si constata che le conversioni ad altre religioni sono limitate. Quelli che sicuramente aumentano di più nei paesi evoluti sono i non credenti.
Nei paesi dove esistono dati ufficiali si constata che in passato i protestanti hanno perso più velocemente i fedeli della chiesa cattolica che ha avuto un calo più contenuto, probabilmente per la diversa struttura, per i diversi rapporti di potere con gli stati e diverso legame clero-fedeli (anche per una minore ipocrisia e maggiore sincerità dei protestanti visto che nel contenitore cattolico c’è un po’ di tutto).

PMC

@RobertoV
Mi convinci, ma solo in parte. L’idea del diverso rapporto di potere non mi convince. Anzi, ci sono studi che dicono il contrario: quando la chiesa è chiesa di stato è pigra e poco incentivata a far proseliti, quindi meno bisognosa di sostenere il numero dei fedeli, perché comunque già ricca. E in effetti i pentecostali nel terzo mondo crescono anche quando sono fuori dai giri di potere di stati spesso neppure cristiani in origine (vedi l’India).
Piuttosto è che in alcuni casi tra essere protestanti e non essere religiosi la differenza è minima (nel senso del senso di identità che ne viene) là dove cattolici e ortodossi offrono una profilatura identitaria più forte. La “rincorsa al mondo” delle chiese protestanti, in un certo senso, è spesso vista come una conferma dell’inutilità della religione, e rende meno “utili” quelle confessioni per chi cerca certe risposte. E lo dico da “tifoso” di molti concetti e idee del protestantesimo.
Nel caso inglese la crisi della “via media” è poi un discorso che risale ad almeno 180 anni fa. Tu giustamente citi le conversioni quando fu dato spazio al sacerdozio femminile, ma la conversione nota (benché singola) di Newman affonda le radici in un dibattito sul progressivo raffreddarsi della fede anglicana che è molto antico.
Non credo che l’essere religione di Stato in GB costituisca un vantaggio per l’anglicanesimo particolarmente forte, visto la tolleranza religiosa del paese. Per lo meno dagli anni Trenta del secolo XIX in poi.

Stefano Grassino

@ giuseppe

Te lo avevo già suggerito un altra volta: “a giusè da bravo, e cambia spacciatore”.

giuseppe

Solite scemenze che non scoraggiano affatto. Specialmente quando sono ripetute da te.

gmd85

Se non ti dessero fastidio la smetteresti di rispondere come un bimbo m.inchia. Ma tant’è…

ALESSIO DI MICHELE

Il problema, più del calo dei fedeli, è la religionizzazione della vita pubblica voluta da politici felloni: se dai pieno diritto giuridico ai tribunali religiosi (islamici ? copti ? Batmaniani ? L’ è l’ istess) stai raggiungendo l’ orizzonte degli eventi: no way back.

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