Figli e figliastri della ricostruzione post sismica

Per far fronte ai danni provocati dal sisma che ha colpito le zone intorno al Matese, la Regione Campania ha deliberato un primo stanziamento di 2 milioni e mezzo di euro. Purtroppo però questi fondi non sono destinati a tutti gli edifici danneggiati ma, come chiesto dai vescovi del comprensorio, unicamente agli edifici di culto, cosa che ha fatto storcere il naso ad alcuni organi di stampa locali. Non ci sta il vescovo Di Cerbo che ha sentito il dovere di replicare.

Nella sua nota il vescovo lamenta quello che lui considera un tentativo di strumentalizzazione, sostenendo che chi contrappone le esigenze delle persone a quelle degli edifici di culto “lancia il messaggio che se aggiustiamo le case e lasciamo chiuse le chiese faremmo una cosa ragionevole”. Che il messaggio sia questo è evidente, che sia criticabile probabilmente no. Anche perché criticare questo assunto vuol dire sostanzialmente sostenere il contrario, e cioè che le chiese vengono sempre prima delle necessità delle persone. E che il vescovo lo pensi realmente è anche questo abbastanza evidente, basta continuare nella lettura per vederlo.

dicerbo

Per il vescovo Di Cerbo le chiese non servono solo a preti e devoti, no. Le chiese offrono un servizio al territorio, a tutta la gente, e permettono addirittura “una vita più civile e umana, sono tra le poche porte aperte alle necessità dei poveri e dei disperati”. Qui bisogna però prima di tutto capire cosa si intende per “chiesa”. Perché se la scriviamo con la minuscola, la chiesa è un edificio che può, o non può, avere una valenza architettonica, storica e culturale, e se ce l’ha occorre che questa venga preservata. Magari non a scapito dei terremotati, ma va preservata. Se invece la scriviamo con la maiuscola allora il discorso cambia radicalmente, perché la Chiesa intesa come istituzione non può essere considerata mera erogatrice di servizi assistenziali che spesso vengono gestiti con modalità tutt’altro che disinteressate, e che comunque dovrebbero essere erogati dalle pubbliche amministrazioni.

La vera chicca della nota del vescovo è però un’altra, e suona come una beffa. Il prelato, infatti, parla del patrimonio di arte delle chiese sottolineando che “i monumenti laici, per la maggioranza, in cattivo stato, non conservano più”. Quindi, occorre finanziare i monumenti cattolici perché a quelli laici non pensa nessuno? Il ragionamento non fa una grinza, complimenti. Non fa una grinza ma purtroppo è lo stesso ragionamento che seguono in genere le istituzioni, applicandolo anche ad altri ambiti come ad esempio quello dell’istruzione, dove infatti le scuole private, in larghissima parte cattoliche, beneficiano di sempre maggiori finanziamenti mentre a quelle di tutti sembra non pensarci più nessuno.

Quando si tratta di sisma, però, vuoi per il carattere straordinario degli interventi, vuoi per il fatto che ci vanno di mezzo edifici di culto, vuoi perché si parla di appalti, i favoritismi e le speculazioni sono le più varie. Si va dalle classiche corsie preferenziali, come avvenuto adesso nel Matese ma anche precedentemente in Emilia, ai fondi che invece di finire ai terremotati vanno ai non terremotati, come accaduto nel vicino Molise, fino ad episodi di vera corruzione come quelli che hanno portato alla recente iscrizione nel registro degli indagati, tra gli altri, per il parroco don Daniele Pinton e per Augusto Ippoliti, collaboratore di monsignor Giovanni D’Ercole vescovo ausiliare dell’Aquila.

La redazione

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27 commenti

faber

Niente male come ragionamento. Mi trovo d’accordo con il vescovo, le chiese hanno le porte aperte a tutti. Per questo riterrei consono che i movimenti per la casa che in questi anni si stanno spendendo per questo diritto, trasferiscano tutte le occupazioni abitative all’interne di chiese. Il vescovo non potrà che esserne felice.

MetaLocX

Per il vescovo Di Cerbo le chiese non servono solo a preti e devoti, no. Le chiese offrono un servizio al territorio, a tutta la gente,

Queste sono le parole di uno stato che rinuncia ad essere Stato e demanda i propri compiti a qualcun’altro.
Secondo questa concezione il cittadino non ha più diritti ma, se ha bisogno, deve andare a chiedere assistenza col cappello in mano, come se chiedesse una cortesia.

Florasol

“se aggiustiamo le case e lasciamo chiuse le chiese faremmo una cosa ragionevole”.
INFATTI.

Giorgio Pozzo

Quando gli edifici di culto pagheranno la relativa tassa, allora, e solo allora, potranno arrogarsi il diritto di ricevere finanziamenti.

Prima di allora, solo gli edifici che pagano l’IMU devono avere il diritto di ottenere soldi indietro.

Come dice il proverbio, piove sempre sul bagnato.

Mario 47

Aggiungo un’altra considerazione:
Indipendentemente che si tratti di case o chiese, non diamo soldi a persone o enti già ricchi di suo.
Va bene che un abile imbonitore sta facendo credere a troppi illusi di voler impoverire la chiesa, ma certamente il suo scopo vero è illudere la gente, non la povertà della sua azienda.

mario

marjo

Purtroppo siamo immersi nella Chiesa cattolica dalla testa ai piedi. Sono sempre dappertutto e siamo condizionati dalle giornate: i santi del giorno, dalle feste, dalle campane, dai crocifissi, da radio e TV, ecc. – Non siamo liberi come vorremmo e non lo saremo, purtroppo!

kundalini444

sarà pur vero che chi è disperato trova le chiese aperte per accoglierlo… ma magari se avesse una casa non sarebbe così disperato…

poi se uno è tanto pio e devoto e considera i bisogni dell’anima più importanti di quelli terreni, io gli lascerei anche la libertà di dare la priorità alla preghiera piuttosto che alle riparazioni di casa.
Ma lo stato, che è di tutti, deve pensare anche alle esigenze di chi magari è ateo, o semplicemente da la priorità alla vita terrena, lasciando in un secondo piano la pastorizia dell’anima…

maxalber

Mi piace questa tua considerazione: sintetica ed esaustiva.

Luca

…tutto hanno, le chiese, meno che la valenza di edifici idonei ad ospitare chi più ne necessiti. Anzi, semmai al di fuori degli “orari di apertura al pubblico”, esse vengono ben chiuse e sprangate, i poveri fuori a mendicare, la gente fuori a passeggiare. Per carità, è chiaro si tengano chiuse per evitare furti, danni, vilipendi o chi ne ha più ne metta, ma è anche vero che, secondo la mia modesta – e ben laica! – opinione, questa politica viene certamente meno (come d’altro canto, ben altri comportamenti della mater ecclesiae) al tanto brandito messaggio evangelico.

Mi sa che Gesù Cristo si stia rivoltando nella tomba…Ops, è vero: è risorto!
Ecco, se lo ha fatto ci sarà di certo un perché.

Manlio Padovan

Io vi ammiro per la vostra dedizione a darci le notizie. Fate certo opera meritevole. Non se ne può più!
Io personalmente, però, mi sono proprio rotto a leggere le avventure di questa gentaglia disonesta e dei suoi tirapiedi. Così leggo solo le prime righe e poi passo ad altro.

claudio285

Ma il capoccia non aveva detto che la chiesa non è una ONG? Quando si tratta di mangiare soldi pubblici diventa un ricovero dei poveri, quando si tratta di proibire alle persone di vivere come desiderano, diventano istituzione religiosa. O mangiano i nostri soldi o la nostra libertà, e tutte e due le cose quando possibile

faber

E mamma mia claudio, mo pretendi pure che abbiano un minimo di coerenza! Fede (nei soldi degli altri), speranza (che arrivino i soldi) e carità (degli altri verso se stessi) sono le tre virtù. La coerenza non è contemplata.

claudio285

Ma il capoccia non aveva detto che la chiesa non è una ONG? Quando si tratta di mangiare soldi pubblici diventa un ricovero dei poveri, quando si tratta di proibire alle persone di vivere come desiderano, diventano istituzione religiosa. O mangiano i nostri soldi o la nostra libertà, e tutte e due le cose quando possibile

Diocleziano

Pensa alla delusione di quelli che quotidianamente si prodigano nel leccare il c… del vatic…ano! e poi essere presi a pani e pesci in faccia così! :mrgreen:

diego

Dai, che schifo!! Preti che pensano alla chiesa e poi la tiene sempre chiusa a chi ha bisogno. E gli altri sempre a cascarci.

RobertoV

A Vienna nei mesi scorsi dei rifugiati immigrati avevano occupato una chiesa cattolica, la chiesa cattolica ha richiesto l’intervento della polizia per farli sgomberare e sono stati rispediti alle loro patrie di provenienza.
Sarei curioso di sapere come è andata a finire con la dichiarazione del papa di voler aprire i monasteri agli immigrati.
Consiglio di andarsi a leggere il bilancio della Caritas riguardo a soldi raccolti per il sisma dell’Abruzzo e come sono stati spesi: sembrano più gli interventi di una multinazionale, non certo di una ong e si sono tenuti oltre 4 milioni di € (su 35) per non definiti progetti futuri (a 5 anni dal sisma !).

Diocleziano

A suo tempo, sull’apertura dei conventi, avevo insinuato che probabilmente la chiesa si aspettava che lo stato italiano se ne fosse fatto carico, magari restaurando e risistemando edifici fatiscenti… che poi sarebbero tornati in uso ai lurchi.
Che sia andata proprio così?

alle

meglio provare a riderci sopra…

“Vi prego di guardare, signori, la conformazione facciale dei personaggi che appaiono in quest’immagine. Benché paludati in degne vesti, il sembiante non può ingannare, costoro indubitabilmente sono: o indegni rappresentanti dei loro onorabilissimi incarichi oppure colpevoli di greve impostura.

L’uomo distinto da una fascia tricolore è evidentemente in stato di eccessiva nutrizione. Le gote tese al limite, così come i lineamenti affossati nel turgore donato dai deposti sottostanti la cute facciale, denotano una disdicevolissima, annosa propensione alle occasioni in cui usa consumarsi cibi grassi ed elaborati.

Non è da escludersi che i depositi lipidici attacchino o abbiano attaccato anche la massa cerebrale, comprimendola, il che sembrerebbe confermato dallo sguardo eccessivamente languido e dall’assenza di forti connotazioni espressive.

Se queste caratteristiche sconsiglierebbero un utilizzo del tale in mansioni anche minimamente impegnative, sorprende vieppiù riscontrarle, seppure in misura minore, anche nel prelato che si può vedere nella parte sinistra dell’immagine.

Senza possibilità di errore, il faccione rubicondo denuncia, assieme alla conformazione corporale, sia la palese, reiterata inosservanza dei precetti del digiuno religioso, sia il collocarsi dell’attività quotidiana più nel regno della materia che in quello dello spirito.

Il personaggio di centro sembra essere il più ambiguo. Compresso dalla notevole presenza dagli altri due, inalbera un sorriso ineffabile, non dissimile da quello della leonardesca Gioconda. L’altezza della fronte, qualora non dovuta a calvizie incipiente, sembrerebbe denotare una qualche forma d’intelligenza.

Mi sento pertanto di affermare che tale apparente serenità deriva dal lasciare per intero le cure meschine del quotidiano, come procacciarsi la quantità di denaro necessaria al mantenimento dell’apparato, ad esseri umani simili a quelli che, nell’immagine, sembrano scortarlo.

Signori, date le scarne notizie, prive di misurazioni ed altre evidenze, non posso pronunciarmi oltre, tuttavia anche queste poche, dilettantesche osservazioni, soccorrono alla bisogna di un giudizio sommario, ma verosimilmente scevro di errori. D’altra parte, come ben scrive il giovane anglosassone Oscar Wilde, non è forse vero che per giudicare profondamente bisogna fermarsi alle apparenze?

Distintamente vostro.
Prof. Cesare Lombroso”

Alfonso

Al pecorume italico non interessano queste cose, l’importante che nei luoghi pubblici ci sia il crocefisso appeso e che non manchino benedizioni pretesche a Natale e Pasqua di quel che rimane delle loro case. Ed ora che c’è papa Francesco sono più contenti che mai!!!

Frank

Er Profeta: A me, a vedè ste tizi na foto, m’è venuto en mente er racconto de Lovecraft “A maschera de Innsmouth”
Cherubino: A Maomè, to ho detto che sei n’entellettuale.

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