Il sesso degli angeli?

In questi giorni apprendiamo con stupore come l’educazione sessuale, “strumento per garantire la salute fisica e psicologica della popolazione, ridurre le gravidanze precoci e contrastare la diffusione delle malattie” (pruriginosissime finalità, non c’è che dire) sia insegnamento obbligatorio in gran parte dell’Unione Europea. Con qualche eccezione: ovviamente, fra queste l’Italia; a farle compagnia Regno Unito, Romania, Polonia, Cipro, Bulgaria e Lituania. Senza entrare nei deprimenti dettagli (per il confronto con la casalinga arretratezza) di “come funziona” nei paesi civili, va detto che qualche tentativo lo abbiamo fatto anche noi, tra decine di progetti legge naufragati e mai discussi. Pensiamo a Lupo Alberto, il fumetto, che colpevole di aver tentato di collegare la prevenzione dell’hiv all’uso del preservativo, come è arrivato nelle scuole (correva il 1991) così è stato ritirato con ancor maggiore celerità. D’altronde erano gli stessi anni dell’”alone viola”, la pubblicità progresso (?) che oltre a presentare i sieropositivi come simpatici untori ha anche rovinato per sempre una gran bella canzone di Laurie Anderson. E venti e passa anni dopo, stessa sorte per gli opuscoli Unar contro l’omofobia che poco son piaciuti a Bagnasco, o per quelli emiliani sulle malattie a trasmissione sessuale che, distribuiti anche in un istituto superiore, sono diventati nei titoli dei giornali “manuali per il sesso anale”.

Ma per carità, non si parli di sesso (omosessuale poi! Un’altra volta!) neanche di striscio in due righe di una lettura per le vacanze: per quanto incassata la solidarietà del Ministro Giannini, il corpo insegnanti del liceo Giulio Cesare di Roma è stato a lungo nell’occhio del ciclone e si è visto recapitare una denuncia in Procura per “pubblicazioni di spettacoli osceni e di corruzione di minorenni”. Come se il passero di Catullo fosse roba da educande.

D’altronde, che bisogno avremmo poi noi, di fare educazione sessuale?

Ci viene detto che basterebbe una sola, pregnante, risposta: la castità. Ma, a quanto pare, non ci riescono molto bene nemmeno quelli che la consigliano.

Come se l’educazione sessuale, prima che fantomatiche orge, non riguardasse anche e soprattutto l’igiene e la salute fisica. E mentale. Altresì detta consapevolezza e autodeterminazione.

Non sarà un caso se gli andrologi hanno lanciato disperate grida di allarme all’abolizione della leva obbligatoria, l’unico esame nell’intera vita per la maggior parte degli uomini italiani (e a percentuali altissime di reclute venivano diagnosticate serie patologie). Attualmente, meno del 20% dei “militi esenti” ha mai effettuato una visita specialistica.

Neanche le donne, seppur più abituate giocoforza al ginecologo, se la passano meglio: si calcola che una ragazza su due non utilizzi alcun contraccettivo durante la prima esperienza sessuale (ancora fondata la credenza che sia impossibile rimanere incinte) e che una gravidanza su 5 sia indesiderata. Vinciamo però la maglia nera d’europa nell’utilizzo di contraccettivi ormonali (con percentuali pari a quelle delle donne irachene) e dei contraccettivi tout court.

Eppure i corsi di cui si parlava all’inizio (avviati in Pakistan, per dirne una), se obtorto collo in passato erano finanziati dalle Asl, ora sono affidati ai privati e lasciati alla libera discrezionalità dei docenti. Che, col clima che tira, è pure comprensibile non abbiano tutta questa spinta ad offrirsi in pasto alle scontate critiche di perversione dei costumi, fosse pure per l’introduzione alla storia dell’ape Maia.

Siamo un paese in cui viene volutamente fomentata l’ignoranza nella quale già sguazza, un paese in cui il “sotto la cintola” è da tenere occultato, nascosto, ammantato da dannoso finto pudore. Un paese in cui non si può abortire, ma dove non puoi nemmeno imparare a non arrivarci proprio, ad una gravidanza. Un paese in cui si parla tanto di violenza sulle donne, ma non si insegna agli uomini cosa sia davvero la sessualità. Dove certe cose non si dicono, ma se ne fanno di peggiori. Come se (far finta di) ignorare una nostra espressione fondamentale, in tutti i sensi, di esseri umani possa essere sul serio un buon piano. Come se fossero preferibili frustrazioni e patologie ad una matura e serena consapevolezza. Come se la conoscenza e la comprensione di noi stessi, del nostro e dell’altrui corpo, fossero un peccato. Oh, beh, in effetti per qualcuno lo è davvero, un peccato. E pure di quelli gravi.

Ma si sa, la malizia è negli occhi di chi guarda.

Adele Orioli

Pubblicato nel blog UAAR di MicroMega l’11 giugno 2014.

Archiviato in: Generale, MicroMega

69 commenti

MASSIMO

La meglio cosa sarebbe riaprire le case chiuse, così perlomeno:
1) Ai ragazzi di 18 anni viene insegnata l’educazione sessuale pratica (se non l’hanno già sperimentata);
2) Gli uomini maturi si sfogano e non gli viene voglia di violentare donne;
3) Le donne che vogliono fare il mestiere + antico del mondo lo possono fare in tutta sicurezza senza il rischio di essere uccise come successo poco tempo fa a Firenze;
4) Lo Stato incassa montagne di soldi dalle tasse sui bordelli, e così si risolve la crisi economica;
5) La Chiesa ci rosica a morte e questo a noi fa solo piacere 😀

gmd85

Il femminismo oggi, quello del blog in questione soprattutto, ha un po’ perso di significato. Non siamo ai tempi di Cavour. Fermo restando che condivido solo il punto 4 dell’analisi di Massimo ( la pratica i ragazzi la fanno comunque, bordelli o no; la sicurezza della non violenza non è scontata), mi chiedo: il problema quale sarebbe? No, perché tra “il corpo è mio e lo gestisco io” a questa crociata odierna in salsa puritana-clericale la differenza è tanta. Non so delle femministe straniere, ma anche in questo caso il made in Italy è un caso a sé.

gmd85

Ciò detto, la discussione è anche inutile, in questo contesto.

Laverdure

@massimo
La tua proposta e’ gia stata avanzata molte volte,ma trascura un piccolo particolare :le “case chiuse”,vale a dire la prostituzione
a regola di legge,andavano bene,in Italia,quando le autorita avevano davvero “autorita”.
Quando erano in grado di garantire che ,anche se non si trattava di un ambiente esattamente “bucolico”,non vi avvenissero porcherie
troppo gravi,se non saltuariamente.
Come pure lo stato era in grado di incassare la sua parte.
Oggi la gestione finirebbe immediatamente nelle mani di mafia,camorra,n’drangheta e soci su tutto il territorio nazionale,
ti lascio immaginare con quali risultati.
Oggi

Gianluca

Laverdure

“Oggi la gestione finirebbe immediatamente nelle mani di mafia,camorra,n’drangheta e soci su tutto il territorio nazionale,
ti lascio immaginare con quali risultati.”

Beh, non è che cambierebbe molto, rispetto ad ora. Un po’ come è successo per i centri scommesse, che prima erano clandestini gestiti dalla criminalità, oggi… sono gestiti dalle stesse persone, ma quanto meno pagano la loro parte allo stato.

Gianluca

Perchè ora in mano a chi sono? Quanto meno pagheranno le tasse.

Giorgio Pozzo

Sono appena tornato da Amsterdam (per lavoro), e, passeggiando in centro, tra le altre belle cose, ho visto qualche ragazza in vetrina. Ora, se consideriamo che per esercitare questa professione le ragazze devono avere una licenza, con obbligo di visita medica una volta l’anno, e che ci pagano tasse e contributi, senza intermediari coercitivi, anzi, con la protezione della polizia di stato, mi chiedo se veramente la situazione sia analoga a quella italiana, o possa essere paragonata all’istituzione delle case chiuse (che pure esistono in Germania, tanto per dirne una).

A me sembra invece che, ancora una volta, come in molti altri esempi, noi italiani pensiamo di essere più furbi, o peggio, più evoluti di certi altri. E per quanto riguarda le femministe, anzi, certe femministe, forse non considerano che in quei casi, al contrario che da noi, sono proprio le donne a scegliere e decidere.

francesco s.

Io non sono stato ad Amsterdam ma sulla SS16 per Foggia, lo spettacolo che ho visto mi ha fatto quasi piangere, giovani donne dell’est messe lì da terzi sotto il sole di mezzogiorno ad arrostire sperando di arrivare alla “quota”. Alla senatrice Merlin, se ancora vivesse, farei vedere quello che ho visto io. Il moralismo ha generato anche questo.

laverdure

@Francesco s
Concordo, e mi viene immancabile un commento :
quei prodi magistrati che si sono mostrati cosi inflessibili
per il caso Ruby,( dopo che per decenni hanno “inspiegabilmente” trascurato gli affarucci del Cavaliere),
evidentemente non sono informati del numero di minorenni
impegnate nelle attivita cui accenni,ne’ tantomeno nel modo in cui molte di loro vi sono entrate non proprio spontaneamente.
Diamine,si tratta sicuramente di ignoranza in buona fede,altrimenti chi dubiterebbe cdel loro immediato intervento con altrettanta inflessibilita.
Osate dubitarne?

Engy

scusa Giorgio Pozzo, tu mi sei molto simpatico ma sei sicuro di quel che affermi?
secondo te una donna che sceglie liberamente di prostituirsi dove la può intravedere questa libertà?
Secondo me la libertà vera è quella di fare l’amore con chi ci pare senza però farci pagare. Punto, stavolta lo dico pure io punto.
Secondo me, se mi prostituisco lo faccio o perchè vivo in miseria o perchè voglio elevare il mio tenore di vita, quindi sono legata ai soldi in ogni caso, dunque non sono libera.
Non sono poi libera di scegliere/selezionare i clienti, devo sorbirmi anche quelli più disgustosi a partire dall’aspetto.
Quando anche fosse, non sono libera di dire “questo lo faccio, questo no”
Poi certo, nessuno può e vuole impedire chessò, a una Tenera Valse, di fare la “sex workers” e di dire che prova pure piacere, io non ci crederò mai e non credo che, ad esempio tu ma non solo tu, accetteresti tranquillamente dai tuoi figli, dalla tua compagna/moglie, ecc la “libera” scelta del mestiere della prostituta.

Sandra

Giorgio,
forse ti ha sorriso sperando che la portassi via di lì….

Non sembra proprio che sia una professione scelta e volontaria, non nella maggioranza dei casi, non fosse altro che la gran parte delle prostitute non è olandese (o tedesca).
Le storie di queste ragazze sono sempre le stesse, che siano su strada o in vetrina o club, c’è sempre inganno, miseria e violenza. E non ce n’è proprio, fare la prostituta significa accettare di tutto, a scatola chiusa. Ci sono tassisti che restano traumatizzati per aver caricato un balordo. Queste poverette, immagina solo la paura se non la ripugnanza fisica (altro che assenza di emozioni!) di ritrovarsi … meglio non pensarci.

Da un articolo su der Spiegel:
“The Netherlands chose the path of legal deregulation two years before Germany. Both the Dutch justice minister and the police concede that there have been no palpable improvements for prostitutes since then. They are generally in poorer health than before, and increasing numbers are addicted to drugs. The police estimate that 50 to 90 percent of prostitutes do not practice the profession voluntarily.”

Reiuky

@Engy: se una persona (esistono anche escort maschi) lo fa liberamente, sempre liberamente può scegliere “con te sì con te no”. Ovvio, hai più clienti sei ti fai i vecchi bavosi, ma è una tua scelta.

gmd85

@E.n.g.y

Qualsiasi lavoro è legato alla necessità di fare soldi. Fare l’amore non è fare sesso. La libertà, in questo caso, sta nel decidere di fare il/la prostituto/a indipendentemente dal giudizio morale altrui. Le considerazioni valide potrebbero essere quelle sul doverlo fare con tutti. Dubito che in una famiglia la donna necessiti di farlo. Per quanto se effettivamente ci fossero cause di miseria, potrebbe accadere. Non dare per scontato che al partner non vada bene.

@Sandra

Non so se la situazione riportata dalla Spiegel sia la norma, ho visto servizi che riportavano anche realtà ben più regolamentate. Il problema è che qualcuno ci lucrerà sempre. Ma penso che la legge sarebbe utile per chi lavorasse in proprio.

Engy

Sandra, pure tu con l’inglese e il tedesco ?! 🙂
sono d’accordo, molto.
scusami per quel “che cazzate”, poi mi pento (e mi dolgo) (quasi) subito e te lo dico non perchè oggi sono d’accordo 🙂

Sandra

“la legge sarebbe utile per chi lavorasse in proprio.”

Sicuramente, e giusto che ci sia. Niente da dire sulla professionista indipendente che esercita e può scegliere i clienti. Dall’articolo emerge invece una situazione di sopruso, che in un certo senso è scontata, e senza soluzione (a parte una migliore educazione sessuale ed emotiva): se si proibisce si apre la porta al crimine. Meglio aprire, si saranno detti i pragmatici al Nord: funziona per la droga, per l’alcool, e perché non per la prostituzione? Perché l’oggetto è una persona, non una bottiglia o una dose, e guadagnare sulle prestazioni sessuali porta giocoforza al traffico umano. A meno il cliente non diventi un “consumatore” responsabile ed eviti situazioni dubbie…. ed è proprio qui che è difficile contrastare il crimine.

Una piccola osservazione, visto che si è parlato di prostituti per donne: qualcuno riesce a immaginarsi una casa dove alle vetrine si affaccino maschi? Dove le “signorine” delle “case” siano maschietti? Gli harem, i bordelli (e quasi sempre i conventi) sono luoghi di aggregazione al femminile, al servizio degli uomini. Dove sia educativo, proprio non lo vedo.

gmd85

@Sandra

Che sia educativo, in un senso o nell’altro, non l’ho mai pensato. L’educazione sessuale deve partire dagli agenti socializzanti, scuola in primis.

La prostituzione maschile penso che avvenga con modalità diverse. Più da club.

Penso che la legalizzazione funzioni in pochi casi perché esiste ancora una zona d’ombra che non prevede abbastanza obblighi per i datori e di conseguenza lo sfruttamento è ancora una realtà.

Agnos

“….Con qualche eccezione: ovviamente, fra queste l’Italia; a farle compagnia Regno Unito, Romania, Polonia, Cipro, Bulgaria e Lituania….”-
Non ci posso credere, ci deve essere un errore: possibile che l’educazione sessuale sia insegnamento obbligatorio a Malta?

Frank

Essendo che il link non rimanda al mio commento ma alla notizia in generale, ecchevi (poi dite che non sò n’omo de curtura) il commento da me segnalatovi:

A causa della tipologia di alcuni commenti scritti sopra trovo doveroso inserire questa pubblicità progresso:

La Florenskijte non si vede ma sta crescendo, perchè si trasmette non solo discutendo con persone affette, la Florenskijte infatti la si può contrarre anche attraverso scambi occasionali su blog in Internet, ecco perchè più commenti si scambiano più si corre il rischio di contrarla, i sintomi principali della Florenskijte sono smanie da citazionismo, logorrea, perdita delle funzioni primarie dell’intelletto (chi ne è affetto non è neanche capace d’utilizzare il tasto rispondi), per questo bisogna evitare scambi di commenti occasionali con persone che con solo un commento riescono ad intasare un server e comunque in quei casi usare il copritastiera.

Florenskijte se la conosci la eviti, se la conosci non ti uccide.

DucaLamberti74

La risposta della CCAR al discorso è semplice e chiara e piacerebbe a molti italioti.

01) Castità totale e completa fino al matrimonio.
02) Bollo papale consegnato dal vescovo con l’autorizzazione a sc@@@are.
03) Obbligo di avere almeno quattro figli pena il decadimento del bollo al punto 02).
04) In caso di sterilità (ovviamente colpa della donna) si può ottenere il bollo papale previo versamento di pesanti oboli monetari.

N.B.: I punti 01)..04) si riferiscono esclusivamente ad una coppia uomo+donna.

In tutto questo discorso… il dio cattolico tra uno sguardo e l’altro di tutto l’universo e relativi macro-eventi (comete, buchi neri, supernovae, ecc. ecc.) osserverà con fare estremamente voyeuristico il comportamento sessuale di ogni abitante della terra valutando se è in possesso del bollo papale (punto 02) che autorizza l’attività sessuale.

ALLA FACCIAZZA DEI PRETACCI ED ANCHE DEI COMUNISTOIDI DEI SOCCIAL FORUM (che giudicano “fascista” la voglia di fare sesso in allegria anche senza vincoli sentimentali o pseudo-tali) IO PROCLAMO (in puro stile peace & love) quanto segue:

EVVIVA LA LIBERTA’ DI SESSO E DI FARE L’AMORE CON CHI CI PARE E COME CI PARE !!!

DucaLamberti74

FSMosconi

ALLA FACCIAZZA DEI PRETACCI ED ANCHE DEI COMUNISTOIDI DEI SOCCIAL FORUM (che giudicano “fascista” la voglia di fare sesso in allegria anche senza vincoli sentimentali o pseudo-tali)

Veramente l’ultimo punto è un’attribuzione tua… di comunisti/socialisti con idee simili non ne conosco almeno. 😐
A meno che, non so, non ti riferisca quell’ircocervo che è il cattocomunista, o il classico elettore moderato del PD (un altro modo di dire tra le righe DC nemmeno troppo riformatore).

Per di più mi sbaglio o erano proprio i fascisti quelli fissati con le corna, naturale fissa derivata dal tradizionalismo religioso di stampo reazionario ecc.?

P.S.: sono troppo puntiglioso?

firestarter

No FSMosconi, non sei troppo puntiglioso. E’ che questo poveraccio deve trovare il modo di piazzare certe parole chiave in ogni intervento. Quello che sta intorno e’ rumore strumentale.

DucaLamberti74

@firestarter:

La persona povera di spirito sei tu che intervieni su questo forum solo per mugugnare e mai controproporre e/o discutere sui temi proposti.

Io entro qui per divertirmi…tu per mugugnare.

DucaLamberti74

P.S.: Visto che tu non sei un poveraccio (penso un professore in Canada d università guadagni bene) spero tu dia il tuo contributo all’UAAR come faccio io…altrimenti confermeresti nei fatti la tua essenza di mugugnante.

DucaLamberti74

@FSMosconi:

Vedo che parli di corna e fascismo…va bene che se uno è di sinistra e non allineato nè con il pensiero conunistoide nè con quello degli intellettuali mugugnanti viene etichettato come fascista proprio perchè non sanno cosa e come contrastare…

Ma io parlo di corna ? NO e allora che cosa c’entra ???

Oppure se parlo di sesso in amicizia c’è qualcuno/a cornuta per forza…ed il sesso si deve fare solo in coppie fisse e stabili certificate da bollo papale ???

DucaLamberti74

FSMosconi

@Duca

Andiamo per punti:
1) Non ti ho MAI affibbiato sin’ora alcuna etichetta di fascista, ho solo precisato che casomai i perbenisti che dici essere i “comunisti” erano proprio i fascisti.
2) Che è questo atteggiamento anti-intellettuale? Non farmi rimangiare quanto detto sopra…
3) Il fatto delle corna era una postilla. A prenderla come obiezione è non rilevante, perché nella mia stessa obiezione è non rilevante (o scarsamente rilevante)… e di cui si passa al punto 4:
4) Non ho detto questo. Casomai il contrario. Ma tu continua a farmi scrivere quel che non ho scritto, non ci muoio mica.

DucaLamberti74

@FSMosconi:

Io ho tirato in ballo i comunistoidi protagonisti delle mie saghe 🙂

Tu avevi parlato di fascisti e corna … argomento che nel mio articolo di sociologia non erano per nulla presenti.

Sembrava (ma posso sbagliarmi) che volevo appiopparmi indirettamente l’etichetta di fascista,

I comunistoidi che tu difendi non ragionavano in senso perbenista piccolo-borghese da italetta anni ’50 … ma in senso comunistoide….

Poi che dire, ho sentito anche persone di sinistra che hanno fatto i soCcial forum dire che:

SE una va con tutti è put@@@@a…
mentre
SE uno va con tutte è troppo fico…

Ovviamente costoro non erano tra i fighi … e quando io dicevo loro di provare a frequentare i siti di dating-on-line (dove non ci sono meccanismi italioti di gruppi e branchi ma conta il darsi da fare ed essere simpatici e dilettevoli) come alternativa… mugugnavano e si lamentavano dicendo che su internet sono tutte brutte, sfigate, che loro escono e frequentano centri soCCiali ed altre italiottate varie.

DucaLamberti74

P.S.: Ma si è capito che il personaggio di DucaLamberti74 è provocatorio…e solo i mugugnanti continuano a non capirlo 🙂 …
Tu non mi sembri appartenere al club dei mugugnanti….E NON volevo stravolgere il tuo post…solo chiarire il mio iniziale.

whichgood

Dopo decenni di lotta per il diritto alla sessualità consapevole arriva finalmente l’ora di educazione sessuale nella scuola italiana.

Prima lezione.

Professore: tutti i figli sono figli di Dio, pertanto abbiamo il dovere di gioire con la notizia dell’arrivo del frutto dell’amore. Quello di cui bisogna stare sempre attenti è quell’insidia dell’orgasmo indesiderato.

Gérard

In Francia, ci sono gli alievi di confessione musulmana che rifiutano di assistere alle lezioni di educazione sessuale . Pochi i cattolici .
Penso che in Italia, in prima linea è il perbenismo assieme al clericalismo i veri colpevoli…

bruno gualerzi

Non intendevo intervenire, ma – scorrendo certi commenti – su una questione… anche a rischio – come minimo – di passare per moralista bigotto… non riesco a sorvolare.
Mi riferisco alle cosiddette ‘case chiuse’, cioè – italianamente e molto fascisticamente – ai ‘casini’. La prostituzione sarà anche – come si dice sempre – la professione più antica del mondo, e come per tutte le professioni, “la professionalità prima di tutto”… ma ho i miei dubbi che la frequentazione di quelle professioniste educhi veramente alla sessualità. Sarà perché, per tanti della mia generazione (me compreso), l”iniziazione’ al sesso è avvenuta in quei luoghi squallidi, retaggio di una ‘cultura’ fascista profondamente cattolica e ipocrita… ma il rischio è proprio quello di farsi una visione distorta della sessualità. Onestamente non saprei dire quale sia una visione ‘non distorta’ essendo in definitiva un fatto personale, ma credo che… come per tante esperienze di grande impatto esistenziale (e la sessualità certamente lo è)… non esistano luoghi più o meno deputati alla bisogna (come le chiese, quelle ‘laiche’ comprese, per le esperienze ‘spirituali). La cosiddetta ‘liberazione sessuale’… che ha ‘aperto’ quelle case, in analogia con l’apertura’ dei manicomi… certamente non ha risolto il problema della prostituzione come problema sociale, ma altrettanto certamente – almeno per quanto mi riguarda – si è trattato di un salto culturale di qualità dal quale non si torna (non si dovrebbe) tornare indietro. Non certo, in ogni caso, facendola gestire dallo stato! Naturalmente uno dei modi per togliere le prostitute dalla strada sarebbe creare le condizioni oggettive perché il ‘mestiere’ non sia esercitato per necessità dovuta alla miseria, ma, se mai, per libera scelta… che sarà tanto più libera quanto più non dettata dalla necessità… ma di sicuro pensare, come dicevo, di reintrodurle magari col pretesto di rendere più sicure le ‘prestazioni’, sia per i ‘clienti’ che per le ragazze, di liberare queste ultime dalla ‘protezione’ dei vari magnaccia (reato da perseguire come qualsiasi altro reato), è lo specchio di una arretratezza culturale della quale (come per il fenomeno della religione) sembra ci sia una certa nostalgia.
Nell’ipotesi (purtroppo molto ipotetica) che la prostituzione non sia dovuta in gran parte a questioni economiche, regolamentarla allora come qualsiasi altra professione con tanto di albo, di tariffario, riscossione dei tributi ecc.? Purchè sia il frutto di libera iniziativa, gestita da ragazze che si sono liberamente associate, senza protettori o sfruttatori, niente da obiettare naturalmente… ma a questo punto ritorna, per me (e qui più che mai si tratta di opinione personale), la questione dell’educazione sessuale.
Prendiamo le ‘vetrine’ di Amsterdam proposte come esempio di alta civiltà, modello di gande professionalità: sicuramente non hanno niente a che fare coi ‘casini’, e altrettanto sicuramente possono essere il frutto di libera iniziativa, molto ‘razionalizzata’ secondo i canoni capitalistici, cioè si tratta di un’impresa come tante altre che risponde alle leggi della domanda e dell’offerta… ma pur sempre qualcosa che non credo offra il massimo come esperienza sessuale. Oltre tutto a me sembra si tratti ormai più che altro di un richiamo turistico: si va ad Amsterdam (non parlo certo dell’amico Giorgio 🙂 ) per vedere le ‘vetrine’, così come tanti vengono a Roma per vedere il Colosseo.

Giorgio Pozzo

ma pur sempre qualcosa che non credo offra il massimo come esperienza sessuale

Certo che no. Non mi riferivo all’educazione sessuale. A me era venuto in mente l’esempio delle vetrine semplicemente per sottolineare lo “spread” che separa l’Italia dall’Olanda (oltre che avere un bel ricordo del sorriso che mi aveva regalato una di quelle ragazze). E qui siamo nel campo del puro “svago”: sesso senza coinvolgimento emotivo. Esiste il sesso anche svincolato, in diverse proporzioni, da 0 a 100%, dall’amore. Beh, d’altronde, esiste anche l’amore svincolato, in diverse proporzioni, dal sesso. Se consideriamo il sesso senza amore, allora certe esperienze potrebbero essere vicine al massimo.

A me nessuno toglie dalla testa che i preti e i poilitici italiani (soprattutto i primi) non abbiano alcuna voglia di risolvere il problema, proprio per poter continuare ad avere certe situazioni sulle quali lucrare con l’8×1000. Avete presente lo spot dei “consolatori” delle ragazze dei marciapiedi? Se questo diventasse una libera scelta delle donne, che eviterebbero i marciapiedi, come potrebbero motivare la richiesta di incamerare soldi?

PS: dimenticavo: sotto questa prospettiva, continuo a non capire questa crociata tipicamente italiana contro le case chiuse. E’ meglio lo “spread”?

bruno gualerzi

Due parole sul femminismo… che mi sembra stia un po’ subendo la sorte della legge Merlin (per i più giovani: la Merlin – oggetto allora, ma anche in seguito – delle più feroci accuse e derisioni da parte degli italici virilissimi frequentatori dei ‘casini’ – fu la senatrice che diede il suo nome al provvedimento che aboliva le case chiuse.
Oggi si fa fatica a trovare chi parli bene del femminismo… femministe (ora ex) comprese. A mio modo di vedere, si tratta di questo. Il femminismo come movimento politico-culturale ha una storia che inizia molto prima del ’68 (per altro ancora in tanta parte maschilista), e rappresenta uno di quei movimenti che, da tempo in incubazione, ad un certo momento vengono prepotentemente alla ribalta determinando una conquista da quel momento irreversibile. O che almeno dovrebbe essere tale… perché almeno due sono gli atteggiamenti odierni nel confronti del femminismo:
– un atteggiamento che, correttamente, mette in rilievo tutta una serie di limiti che certamente questo movimento reca con sè – come è proprio di ogni fenomeno storico di questa portata – e quindi bisognoso di essere rivisto in più punti, di denunciarne certe contraddizioni… ma certamente da considerare una conquista irreversibile (come se, ad esempio, non fosse da considerare un punto d’arrivo irreversibile l’opera di Darwin perché la sua teoria evoluzionistica si presta alla necessità di essere rivista e corretta…, o come, sempre ad esempio, se l’opera di Freud venisse rigettata perché molti aspetti della sua psicologia del profondo non sono più accettabili);
– e un atteggiamento – che va per la maggiore – per cui si ritengono le conseguenze del femminismo in sostanza più negative che positive… e – anche se c’è un certo ritegno a condannarlo in blocco – spesso il succo di tanti discorsi è quello classico che caratterizza, ad esempio, razzismo e omofobia, cioè: “io non sono contro il femminismo… sono le donne che si comportano da femministe”!

Sandra

“ho i miei dubbi che la frequentazione di quelle professioniste educhi veramente alla sessualità”

D’accordo con te, Bruno. Retaggio fascista. Che fa il paio con quell’altro adagio sul diventare uomini facendo il militare.

parolaio

Ma che retaggio fascista e cattolico… per favore!!!!
I lupanari c’erano a Pompei, e sono convinto ci siano stati in tutte le epoche, dalla Cina alle americhe, sotto tutte le religioni e sotto tutti gli ateismi.

Sandra

Indubbiamente, ma i muri del pudore li fece tirar su Mussolini. Solito si fa ma non si dice alla cattolica o fascista o tradizionalperbenistaconservatrice, più o meno di equivalgono.

bruno gualerzi

@ parolaio
Il ruolo che le case di tolleranza hanno avuto sotto il fascismo è specifico del fascismo, e non mi risulta che la ccar – al di là delle solite tirate moralistiche – abbia fatto molto per avversarlo. Anche perché – paradossalmente ma in linea con il suo ‘realismo’ ipocrita – lo vedeva come un modo per salvaguardare comunque l’istituto famigliare: andare in casino toglieva ai mariti la tentazione di ‘farsi l’amante’ (almeno a quelli che non potevano permetterselo), e la moglie, tutto sommato, poteva stare tranquilla sapendo ‘dove andava e con chi andava’. E in ogni caso la si invitava – sempre per amore della famiglia – a ‘tollerare’, perché poi in fondo andare in casino non era propriamente ‘fare le corna’: era uno sfogo per certe esigenze ‘virili’ che in famiglia non venivano molto soddisfate. E così la pace ritornava.

francesco s.

Bruno.

Io mi definisco comunista e conosco bene i guai del capitalismo, però dalla teoria marxista ho appreso anche la lettura materialista della storia. La prostituzione c’è stata, c’è e ci sarà perché risponde ad un bisogno primordiale, esisteva ben prima che l’uomo inventasse il denaro.

Preso questo assunto, io dico meglio in vetrina a fare la donna oggetto a, recitare una parte, che fare la schiava su una strada, su un tratturo di campagna, dove non solo i soldi li devi dividere con il pappone, ma se non obbedisci pigli anche le botte. Dove alla necessità si aggiunge lo sfruttamento.

Non sono neanche sicuro che ad Amsterdam siano completamente libere, quantomeno non lo sono dal denaro, ma c’è una grossa, abissale differenza tra recitare la parte della schiava ed esserlo sul serio. Non trovi?

francesco s.

Aggiungo, sicuramente i “casini” non sono un’alternativa ad una sana educazione sessuale.

bruno gualerzi

@ francesco s.
Credo – anche se indirettamente – di aver detto la stessa cosa. E’ infinitamente meglio, figuriamoci!, esibirsi in vetrina che , come suol dirsi, ‘battere il marciapiede’. Sfruttamento per sfruttamento, quello della prostituta di strada è dolorosamente inevitabile e difficilmente sottraibile alla violenza, mentre mettersi in mostra in vetrina non lo è necessariamente, e in ogni caso si tratta di uno sfruttamento di ben altra natura.
Volendo… e questo è uno degli argomenti portati a favore del ripristino delle case ‘chiuse’… anche le ‘ragazze’ dei casini vivevano relativamente meglio delle prostitute di strada nel senso che correvano meno pericoli in tutti i sensi, ma in questo modo si istituzionalizzava la prostituzione, la si rendeva un servizio sociale, non solo da tollerare, ma da salvaguardare e incoraggiare, mentre la delinquenza che prospera sulla prostituzione è – dovrebbe essere – combattuta come qualsiasi altra forma di delinquenza. Non è che per rendere inoffensiva la mafia la si debba ‘legittimare’… anche se qualcosa del genere pare abbiano fatto certi organi di stato.
In quanto al fatto che la prostituzione “c’è stata, c’è e ci sarà perché risponde ad un bisogno primordiale, esisteva ben prima che l’uomo inventasse il denaro”, non sono tanto d’accordo. O meglio nessun dubbio che ci sia stata e ci sia coi caratteri che richiami, ma i cosiddetti ‘bisogni primordiali’, se sono causa di sofferenza, si deve sempre tentare di renderli… meno ‘primordiali’. Altrimenti, come parlare di civiltà? Così almeno la penso…

Giorgio Pozzo

Forse non considerate che una “casa chiusa” dovrebbe essere gestita dalle stesse donne, in cooperativa o società. Sono anche quasi certo che le vetrine siano da considerarsi allo stesso modo: sono sempre affiancate a gruppi di tre-otto, e penso abbiano un corridoio e un bagno in comune.

Insomma, sono libere professioniste e stanno infinitamente meglio delle ragazze sui marciapiedi italiani, sfruttate e pure menate. Sono meno libero io, che devo rendere conto a un sacco di gente del mio lavoro….

Frank

“Per evitare gravidanze indesiderate la Chiesa consiglia la castità”

Maria: Che fa…. sfottono?
Gesù: Mamma………

alessandro pendesini

E ‘chiaro che le società associate ai grandi monoteismi -da secoli- si sono avventurate a limitare qualsiasi forma di scoperta -o conoscenza approfondita- della sessualità.
Varie culture praticano forme di iniziazioni e perfino l’istigazione di pratiche sessuali che possono stupire il puritanesimo latente delle nostre cosiddette società occidentali considerate evolute, civili e “moderne”….. Negli Stati Uniti molti Stati si rifiutano di insegnare qualsiasi forma di educazione sessuale, questo dà come risultante il più alto tasso di madri adolescenti in tutto il mondo ! Altrove, Italia inclusa !, la pruderia ipocrita vieta di affrontare l’argomento lasciando i giovani “s’iniziarsi” su tutti i canali della diffusione pornografica, con i deliri che questo implica;… su questo piano, le scimmie, nostri cugini -e non solamente- sembrano ben più evolute…..
-In Texas non è possibile parlare di anticoncezionali (preservativi, pillole, ecc ..) agli adolescenti ! Poiché la religione cristiana -cattolica inclusa- vieta di fare sesso prima del matrimonio …Conseguenza: un’alta percentuale di ragazze non sanno che possono cadere incinta al primo rapporto sessuale, e … avere figli ! -Paradossalmente possiamo notare, da serie statistiche, che l’85% dei giovani USA hanno rapporti sessuali ben prima del matrimonio in un’ignoranza psicoaffettiva sconcertante ! Non penso che in Italia, o UE, questa % sia molto diversa…. P.S. -Capisca chi puo’

Marco Tullio

E’ davvero singolare (e, ahimè, molto italiano) che un articolo – più o meno condivisibile – sull’educazione sessuale abbia dato luogo a un dibattito sulla prostituzione.
L’ipotizzato rirpristino di luoghi di meretricio “ufficiali” potrebbe dare i risultati attesi (allontanamento del fenomeno dalle strade e dalle abitazioni “perbene”, controllo sanitario, e soprattutto gettito fiscale) soltanto a fronte d’un’efficacissima e ininterrotta repressione delle altre forme d’esercizio del “mestiere” (strada e abitazione privata) evidentemente più convenienti in quanto esentasse (e, per quanto riguarda la strada, anche esente dalle spese riguardante l’edificio in cui esercitare). Ebbene: vi sembra che in questo Paese il cosiddetto Pubblico Potere sarebbe in grado di garantire qualcosa del genere?
Ma quanto all’argomento dell’articolo, osservo che se in Italia vige – come si afferma – una diffusa ignoranza o, almeno, trascuratezza della contraccezione, se gli aborti sono – sempre come si sbandiera – in calo e praticati in gran parte su donne immigrate, se le nascite sono al minimo storico e anche quelle dovute in gran parte a donne immigrate, non sarà che effettivamente la castità – più o meno entusiasticamente accettata – è più diffusa di quanto non si creda?

gmd85

I preservativi li compri anche al supermercato, sai.

E quindi, sarà che si tromba di meno o senza intenzioni riproduttive perché fare figli, oggi, è diventato un problema?

whichgood

@ Marco Tullio

Non vedo niente di singolare nel dibattito sulla prostituzione. Il fenomeno non riguarda certamente fenomeni soprannaturali ma, anzi, ben terreni e reali, legati di certo alla sessualità e non alla fede.

“L’ipotizzato rirpristino di luoghi di meretricio “ufficiali” potrebbe dare i risultati attesi (allontanamento del fenomeno dalle strade e dalle abitazioni “perbene”, controllo sanitario, e soprattutto gettito fiscale) soltanto a fronte d’un’efficacissima e ininterrotta repressione delle altre forme d’esercizio del “mestiere”

La repressione non è il modo più efficace per contrastare un fenomeno. Chiedilo alla guardia di finanza. Guarda le statistiche sull’evasione fiscale. Nello specifico, l’educazione sessuale dovrebbe toccare anche questi aspetti.

Sul tuo ultimo paragrafo, ti invito ad informarti con veri medici e non dai dati ‘ufficiali’ del Governo, dettati ai media dai bigotti politici leccaculi papali. Gli aborti non sono per niente praticati in gran parte su donne immigrate. Fra le italiane c’è un’ignoranza imbarazzante in materia sessuale e il maschilismo italiano (anche esso frutto dell’ignoranza in materia di rapporti umani e sessualità) le costringono molte volte ad esporsi a rapporti non protetti. Tutto questo in gran parte ‘grazie’ all’oscurantismo cattolico imperante nel nostro paese.

paniscus

Scusate la banalità, ma è possibile spiegare in modo semplice per quale motivo solo i maschi avrebbero tutto ‘sto “bisogno fisiologico di sfogo sessuale senza impegno emotivo”, tanto da rendere opportune le transazioni a pagamento, mentre le femmine no?

Perché i casi sono due:

– o si pensa che le donne non abbiano desideri sessuali e vivano benissimo anche senza, e che quindi accettino tale attività solo per accontentare i maschi (possibilmente solo se innamorate cotte e vincolate in coppia stabile, altrimenti non sta bene) mentre i maschi ne hanno un insopprimibile bisogno fisico da scoppiare;

– oppure, si pensa che le donne, quando hanno voglia di compagnia, la trovino sempre in automatico con la massima facilità… mentre gli uomini, poveretti, hanno bisogno di comprarsela a pagamento perché altrimenti non troverebbero mai nessuna disposta ad andare con loro spontaneamente, perché le va.

In entrambi i casi, mi sembra una concezione alquanto discutibile.

Credo francamente che oggi l’idea del sesso puramente ricreativo senza alcun legame sentimentale profondo, e l’idea dei rapporti occasionali consensuali e paritari tra persone libere, siano ampiamente sdoganate, sia per i maschi che per le femmine.

Che poi ci sia qualcuno che per indole è portato a comportarsi effettivamente così, e qualcun altro invece no, è un altro discorso, ma che ci sia un tabù talmente rigido da costringere la gente alla castità assoluta, a meno che non intervengano prestazioni a pagamento, mi sembra francamente ridicolo.

E comunque, ripeto: se anche il tabù ci fosse davvero, perché mai il problema dovrebbe porsi solo per i maschi?

L.

gmd85

Nei commenti di risposta a massimo e e.n.g.y ho effettivamente dimenticato di dire che anche gli uomini si prostituiscono, seppur con modalità diverse. Credo che i problemi nascano per l’immagine della donna formata da secoli di cultura restrittiva.
Non oserei mai negare le necessità femminili.

P.S. Non ci sono doppi sensi nelle chiusura 😀

bardhi

paniscus non so chi ha piu “bisogno fisiologico di sfogo sessuale senza impegno emotivo”, l’uomo o la donna?! Il mercato del sesso a pagamento indica che è l’uomo.

francesco s.

Come dice Bardhi, sembra che il fenomeno riguardi principalmente gli uomini, e marginalmente le donne. Evidentemente sono di più gli uomini che hanno bisogno di questo “sfogo” che le donne e di conseguenza si crea un mercato.

Engy

@gmd,
mi pare di aver parlato di persone, non solo di donne che si prostituiscono. Comunque è evidente, ce lo so pure io (che pure sono un’anima candida 😉 ) che anche i maschi fanno i prostituti.
Nel caso dei maschi penso che la selezione del/la cliente sia assolutamente necessaria, per motivi ovvi che non starò a elencare ….
@bardhi, francesco s.
gli uomini hanno più bisogno di sesso delle donne … siamo ancora a questi punti ??? O diomammadiomamma ! O diomammadiomamma !

francesco s.

Non te la prendere con l’analista se l’analisi non ti piace, il mercato della prostituzione femminile è più ampio, ergo c’è più richiesta, ergo sono di più gli uomini che sentono questo bisogno, non di fare più sesso, ma di pagare per far sesso, mi sembra chiaro.

Perché leggi in maniera superficiale?

gmd85

@E.n.g.y

No, erano donne. Per questo mi era venuto in mente il riferimento agli uomini.

Engy

ok, Francesco s.
in effetti più che leggere superficialmente, ho fatto un po’ la furba ….
Forse non lo farò più 🙂

bruno gualerzi

Questa la mia esperienza di educazione sessuale di quando – adolescente negli anni ’50 – studiavo in un collegio salesiano. Non crediate che non se ne parlasse!
In questi termini:
Dio disse “crescete e moltiplicatevi”; per ottemperare a questo precetto è necessario l’atto sessuale; come intenderlo?; perché gli uomini (le donne non c’entravano) siano indotti a procreare, Dio ha concesso loro un ‘contentino’ (testuale!): la pratica sessuale, appunto. Naturalmente seguendo per questo le indicazioni di santa madre chiesa.
Di tutto questo discorso ad un adolescente in fondo restava nella mente soprattutto il ‘contentino’… e appena si poteva, nell’attesa, ci si allenava di nascosto :). Non senza i ‘giusti’ sensi di colpa… a scacciare i quali non bastava ‘confessare in confessione’ – dietro richiesta specifica – il numero delle volte in cui ‘ci si era toccati’, come non bastavano i ‘tre pater ave e gloria’ di prammatica come pena da scontare. Sensi di colpa… ma anche il piacere del proibito 🙂
Dopo ovviamente le cose sono cambiate… ma lo scopo vero del sesso resta pur sempre la procreazione. Magari con più liberalità e indulgenza per il ‘contentino’…

whichgood

Forse bisognerà insegnare ai preti che i bambini e le bambine non sono ancora in età fertile. Non per l’insegnamento ai ragazzi e ragazzini ma per il loro proprio comportamento.

parolaio

“Chiedete e vi sarà dato” recita il Vangelo

Lui: Me la dai?
Lei: No!

Lui: Ca..o, è atea.

alessandro pendesini

-Un uomo dimostra (o crede poter dimostrare) che è veramente virile dagli exploit fallici di ogni genere che compie nella realtà, ma i suoi più grandi “successi” li vive sovente nelle sue costruzioni fantasmatiche, cioé nell’immaginario regno dell’illusione. Nella sua immaginazione, egli delinea scenari in cui afferma la sua convintissima “potenza” virile….. Da notare che troviamo negli “ipermaschi” (o considerati tali) il più marcato “complesso della Madonna e della Puttana” !
-Le donne, rispetto agli uomini, sono molto meno propense a dissociare l’essere amato dall’essere desiderato. Riescono meglio, soprattutto le donne femminili, ad integrare gli erotismi fusionali e antifisionali.

N.B. La mancanza di attività sessuale è in tutti gli animali, e quindi la specie umana, una delle principali fonti di disturbi emotivi e/o nevrotici, riducendo la capacità di comprendere gli altri e l’ambiente in cui si vive.
Inoltre, contrariamente a quello che si legge e si capisce in molti naturalisti e sessuologi che si riferiscono ad una visione sociobiologica -caricaturale e errata-, la strategia maschile non consiste nell’accoppiarsi con una grande quantità di donne, poiché all’evidenza, sovente occultata dall’ideologia del dominio maschile, anche le donne fanno le loro scelte !

Diocleziano

”… Le donne, rispetto agli uomini, sono molto meno propense a dissociare l’essere amato dall’essere desiderato…”
Non concordo molto su questa affermazione. Forse non lo dissociano, ma spesso, troppo spesso, sono convinte di poterlo (l’uomo) plasmare come lo desiderano. Purtroppo non ne vogliono fare il loro eroe ideale, ma un elettrodomestico ciabattone e tuttofare. Forse la differenza è che l’uomo idealizza, la donna realizza.

Engy

Caro Diocleziano, è vero, esistono anche donne così.
Spero tu non parli per esperienza diretta.
Se così fosse, scappa e vai lontano 🙂
Si scherza eh 🙂

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