Tutti pazzi per l’eterologa

La sentenza 162/2014 della Corte costituzionale, vero e proprio certificato di morte per una delle leggi più liberticide che siano mai venute fuori dal Parlamento italiano, sembra aver gettato nel panico un po’ tutti. In realtà c’era da aspettarselo visto che a cadere è stato il divieto di ricorso a gameti di donatori esterni alla coppia, uno degli ultimi pilastri della controversa legge sulla procreazione medicalmente assistita “concepita”, lei sì (la legge 40), tramite fecondazione eterologa di ovuli di stato laico con spermatozoi di stato etico.

Il panico, dicevamo, ha fatto presa su tutte le parti. I clericali sostenitori del diritto alla vita degli embrioni, ma non di quello alla genitorialità consapevole degli individui, hanno accusato il colpo e si sono resi conto di essere stati disarmati. La situazione creatasi è decisamente sfavorevole per loro, la caduta del divieto è stata una vera iattura e dunque occorre cercare di correre ai ripari nel più breve tempo possibile, quantomeno per cercare di arginare il fenomeno. Il problema è che “breve” è un concetto molto relativo, e quando si parla di norme diventa almeno lungo mesi, se non addirittura anni. L’unico mezzo di contenimento efficace potrebbe quindi essere solo di natura regolamentare, ed ecco quindi che la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, si è affrettata a chiarire che la sentenza della Consulta non può trovare immediata applicazione, non prima almeno che venga emanato un decreto per l’adozione di apposite linee guida. Per questo motivo Lorenzin ha subito nominato un comitato di esperti affidandogli l’incarico di redigere un documento da utilizzare come base per il decreto.

La ministra promette tempi rapidi e rispetto dei termini della sentenza, ma poiché non sarebbe la prima volta che il governo promette una cosa e ne fa un’altra, dubitare diventa quasi obbligatorio. Tanto per citare la più recente: l’esenzione Ici per la Chiesa, contrastata dall’Europa ma poi diventata esenzione Imu, e adesso anche Tasi, facendo leva su interpretazioni fantasiose e arbitrarie del concetto di aiuto di stato, con buona pace del rispetto delle sentenze. Intanto gli esperti hanno già inviato al ministero le loro conclusioni, e a sua volta il ministero ha frettolosamente diramato una nota generando ulteriore panico; in un primo momento, infatti, si era sparsa la voce che vi fosse un limite di 35 anni per le aspiranti mamme, così Lorenzin ha dovuto nuovamente intervenire per chiarire che il limite dovrebbe invece riguardare le donatrici.

beatrice-lorenzin

Il punto però al momento è un altro: chi ha detto che nel frattempo si deve bloccare tutto? Questa è l’interpretazione della Lorenzin, notoriamente contraria all’eterologa, non certo della Consulta che anzi ha scritto nella sentenza, facendo anche riferimento a un’altra precedente sentenza, che prima della legge 40 l’applicazione delle tecniche di fecondazione eterologa era “lecita ed ammessa senza limiti né soggettivi né oggettivi”. Non solo, i giudici fanno anche notare che nel 1997 a praticare la fecondazione eterologa erano ben 75 centri privati operanti in un quadro in cui vigevano già una serie di limitazioni di ordine sanitario, e che ad essi oggi la stessa legge 40, nella parte tuttora rimasta in vigore, aggiunge altre norme di garanzia quali, ad esempio, il divieto di commercializzazione dei gameti e il riconoscimento dei figli. Ne consegue per forza di cose, come rilevato anche dai giuristi promotori di un manifesto per l’immediata attuazione della sentenza, che l’abrogazione del divieto di fecondazione eterologa non crea affatto un vuoto normativo, ma anzi determina una situazione migliore a quella che si avrebbe riportando semplicemente l’orologio indietro, a prima dell’entrata in vigore della legge 40. Checché ne dica la ministra. E sembrano esserne coscienti anche i medici presi da un altro tipo di panico, quello cioè dettato dal timore che le preannunciate linee guida finiscano per ripristinare parte dei divieti introdotti con la legge 40 e sradicati dalla sentenza della Consulta, e che quindi li spinge a non attendere oltre. Non si può certo biasimarli per questo.

Al momento le gravidanze già avviate mediante gameti provenienti da donatori sarebbero quattro. Tre di queste sarebbero portate avanti da donne residenti a Roma e l’annuncio è stato dato da Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, mentre per la quarta si tratterebbe di una donna pugliese che si è recata a Milano per sottoporsi all’intervento presso la clinica “Matris” del noto ginecologo Severino Antinori, che naturalmente ha dato l’annuncio in prima persona. Nel caso di Milano c’è anche stata una vicenda collaterale. Il fatto che la struttura dov’è stato praticato l’intervento fosse nota da subito ha fatto sì che i Nas dei Carabinieri, non si sa se sollecitati da qualcuno, bussassero alla porta di Antinori per un’ispezione. Il ginecologo non ha però gradito la visita, per lui si tratta di un atto intimidatorio bello e buono e punta il dito sulla ministra da lui ritenuta il vero deus ex machina, arrivando a minacciare una querela per abuso d’ufficio. Dal canto suo Lorenzin nega di aver ordinato un blitz, ma ribadisce che non è possibile iniziare ad attuare gravidanze con gameti donati prima che siano state definite delle regole chiare a tutela di tutte le parti coinvolte.

Secondo alcune indiscrezioni raccolte dal Corriere non ci sarebbe stato in realtà nessun intervento presso la clinica di Antinori, il tutto non sarebbe altro che una montatura messa su dal medico con il solo scopo di farsi pubblicità, ma lo stesso giornale rivela anche di aver ricevuto una telefonata da una donna pugliese che afferma di essere incinta proprio grazie al dottor Antinori, e che sostiene di aver già tentato in precedenza, seppur senza fortuna, di sottoporsi allo stesso intervento in Svizzera. A questo punto non rimane che attendere l’esito dell’ispezione dei Nas per capire se è tutto vero e, soprattutto, se saranno state riscontrate delle violazioni di legge nella procedura.

La redazione

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41 commenti

Diocleziano

L’eterologa in salsa cattolica: pare, da fonte serissima, che la signora pugliese
abbia affermato che è incinta grazie ad Antinori e a… padre Pio!!! 🙄
Ma piopio era così avanti?

serlver

Mi chiedo come regolamenteranno l’eterologa per intervento divino: arriverebbero anche il quel caso i NAS a casa attirati dall’annunciazione dell’arcangelo Gabriele?

roliing stone

i NAS anche a Betlemme,
a indagare su un clamoroso caso di fecondazione eterologa divina.

Francesco s.

Ben venga la maggior libertà di scelta riproduttiva.

Comunque dal punto di vista pratico se l’obiettivo è avere un figlio biologico, la fecondazione eterologa è inutile, poiché il figlio sarà biologico solo del partner fertile. Si deve studiare ancora.

Angelo

E’ per questo che si chiama eterologa. Non e’ inutile: se tutto va a buon fine il bambino nasce. Il patrimonio genetico e’ verametne la cosa meno importante, pure ammesso cha abbia una importanza. Si e’ genitore di cio’ che si cresce non di quello che si genera.

paniscus

per angelo:

Si e’ genitore di cio’ che si cresce non di quello che si genera.

Ma il punto NON E’ nemmeno quello, perché altrimenti saltano su immediatamente le solite anime belle a dire che “allora l’eterologa non ha senso perché è sempre meglio adottare”. Quando invece non è né meglio né peggio, sono semplicemente due percorsi diversi che ogni famiglia si sceglie in base alle proprie attitudini e alle proprie riflessioni più intime e personali.

E poi anche la definizione di che cosa sia un “figlio biologico”, ad esempio, mi pare tutt’altro che univoca.

Forse sembra abbastanza facile da definire quando il gamete donato è maschile.

Ma, ad esempio, nel caso di un’ovodonazione (esiste anche quella ma la gente nemmeno lo sa, si preoccupa solo dello “spargimento di seme”), mi pare che il fatto di portare avanti una gravidanza e partorire renda il figlio biologico, biologicissimo, per la madre, anche se l’ovulo originario non era suo.

L.

Engy

paniscus,
premesso che per me la questione dell’eterologa non sconvolge più di tanto e che quello che invece mi ha dato e mi dà sempre molto da fare è la selezione degli embrioni, premesso questo, il richiamo alla necessità di rendere più facile, meno costosa e stressante l’adozione non è un discorso da anime belle, è un discorso semplicemente di buon senso mi pare e che potrebbe in parte limitare anche il (legittimissssimo, per carità ..) ricorso all’eterologa.
Poi una curiosità: (anche) tu sei convinta che tutti i nostri legittimi e umanissimi desideri debbano trasformarsi in “sacri” diritti?

paniscus

Poi una curiosità: (anche) tu sei convinta che tutti i nostri legittimi e umanissimi desideri debbano trasformarsi in “sacri” diritti?

A parte il fatto che non si sta parlando per niente di “sacri” diritti, ma di normali diritti laici… finché non danneggiano altre persone, o non inficiano il bene comune della società, non vedo perché no.

Siccome non c’è nessuna prova che essere nato da fecondazione eterologa danneggi il bambino (e se pensi che invece ci siano, spetta a te citarle), o che l’esistenza della fecondazione eterologa danneggi la società, l’ambiente o lo stato… non mi pare che questo sia un caso in cui stare a discutere se l’aspirazione a un diritto è moralmente legittima o no.

Io mi pongo problemi etici solo su due aspetti specifici: il fatto che le donazioni possano essere fatte a pagamento (il che mi sembra che in Italia comunque non sia consentito, ma in altri paesi sì) e l’utero in affitto (che è una cosa MOLTO DIVERSA dall’eterologa, e che, anche a costo di rendermi impopolare, considero pericolosamente borderline con il concetto di “commercio di bambini”).

Ma per il resto, se sono verificate certe condizioni, ovvero…

– se vengono trasferiti soltanto dei gameti (o al limite anche embrioni già formati);

– se il donatore rimane defilato;

– se NON C’E’ sfruttamento dei donatori a fini economici;

– e se la donna che fa nascere il bambino, e il suo compagno perfettamente consenziente, sono gli stessi che poi lo allevano, e gli UNICI a figurare legalmente e moralmente come genitori…

Allora, sinceramente, non mi viene in mente nemmeno di striscio che questo possa causare problemi di coscienza o controversie etiche. Ritengo sinceramente che ogni donna (o ogni coppia) debba avere il diritto di scegliere una procedura del genere, se ne ha bisogno, senza essere sospettata di chissà quali sconvolgenti implicazioni sulla vita, l’universo e tutto quanto.

L.

paniscus

sempre per engy:

Il discorso secondo cui “l’adozione dovrebbe essere resa più facile” così in tal modo ci sarebbe più gente che sceglie quella INVECE di ricorrere alla fecondazione assistita, invece, mi sembra fuffa sotto tutti i punti di vista.

Innanzi tutto, come ho già detto, il percorso adottivo è una scelta ben precisa, che si fa perché una coppia personalmente se la sente di farla, e non perché si calcola a tavolino che sia “più facile” o “più difficile” rispetto alla fecondazione assistita.

– ci sono coppie che non sono affatto interessate alla fecondazione assistita e scelgono immediatamente l’adozione. Non perché siano più buone o più meritevoli, ma proprio perché a loro PIACE di più.

– poi ci sono coppie che preferiscono tentarle di tutte con la procreazione assistita perché assolutamente non si sentono in grado di diventare genitori adottivi, il che non mi sembra un’ammissione da biasimare. NON TUTTI si sentono abbastanza adatti a diventare genitori di un bambino che che ha già una sua storia personale, che spesso è una storia drammatica e difficilissima da gestire… come minimo c’è di sicuro lo stigma di un abbandono, ma spesso anche una storia di miseria, di traumi, di degrado, e qualche volta anche di abusi e violenze. E non mi sembra corretto dire che chi ammette onestamente questo limite “non sia degno di avere figli”, in generale.;

– inoltre, ci sono anche coppie dispostissime a tentare entrambe le strade, e non vedo perché metterle in contrapposizione l’una con l’altra;

– e infine, ricordo che l’adozione non è riservata agli sterili, ma potrebbe benissimo adottare anche chi PUO’ facilmente avere figli biologici, o chi li ha già avuti.
Siccome la facilità di riprodursi in maniera naturale non è un merito, ma è pura fortuna… francamente, non capisco perché le persone infertili, che per riprodursi hanno bisogno della fecondazione assistita,debbano continuamente essere giudicate egoiste o contro natura, e sentirsi ricordare che “sarebbe meglio adottare”, mentre a me non me l’ha mai detto nessuno.

E poi, francamente, pur ritenendo GIUSTISSIMO sfrondare il percorso adottivo da tutti gli aspetti di lungaggine burocratica ingiustificabile, o peggio ancora di corruzione, continuo a trovare altrettanto giusto che chi vuole adottare sia minimamente selezionato e preparato bene.

Pensare che l’adozione debba diventare “facile”, nel senso che chiunque richieda un bambino abbia il diritto di pigliarselo subito e senza ostacoli come se venisse fuori da un distributore automatico, mi sembra un ragionamento egoistico tale e quale a quelli che tu contesti riguardo alla fecondazione assistita.

saluti
Lisa

Engy

paniscus,
l’avevo premesso mi pare che la questionr dell’eterologa per me è marginale.
Il problema per me – per me – è un altro ed è sintetizzabile nell’illusioneo nella pretesa di avere un mondo solo di sani. Il che è – oltretutto – pura illusione, dato che oggi nasci sano e domani chissà. Non trovo nessuna idea di umanità nella selezione degli embrioni malati (lasciando volentieri da parte le eterne e per me ipocrite disquisizioni relative al suo essere o meno umano), nessuna solidarietà, che pure, poi, a parole, viene profusa a piene mani verso i disabili. L’idea del figlio perfetto mi fa rabbrividire.
E questo – bada bene – è un mio pensiero che si concentra solo sul fenomeno, non mi sogno neanche lontanamente di entrare nelle singole storie personali e dare giudizi. So molto bene – anche se non per esperienza personale – cosa significhi il terrore di un figlio non sano e capisco ogni qualsivoglia comportamento successivo.
Sul fatto di rendere più facile l’adozione poi non era necessario da parte tua evidenziare in neretto la frase “Pensare che l’adozione debba diventare “facile”, nel senso che chiunque richieda un bambino abbia il diritto di pigliarselo subito e senza ostacoli come se venisse fuori da un distributore automatico, mi sembra un ragionamento egoistico tale e quale a quelli che tu contesti riguardo alla fecondazione assistita”.
Io non volevo certo intendere questo.
E penso che si possa discutere preferibilmente senza questa aggressività e toni con cui di solito si trattano i mentecatti.
P.S. per evitare ancora una volta l’appellativo di fascista, dichiaro – visto che evidentemente per qualcuno ce n’è bisogno – che tutti i bambini sono favolosi, quelli nati naturalmente e quelli nati tramite fecondazione artificiale, omologa o eterologa che sia, con o senza preventiva selezione.

paniscus

Scusa, ma… a me sembra che tu stia propagando arbitrariamente l’ennesima leggenda metropolitana senza alcuna base oggettiva.

In pratica, dove sta scritto che gli embrioni prodotti con fecondazione assistita siano soggetti a selezione, per il SOLO fatto di essere stati prodotti con fecondazione assistita?

Non mi dire che pensavi davvero che gli embrioni prodotti da fecondazione assistita fossero automaticamente sottoposti a diagnosi preimpianto, di routine (ripeto, per il solo fatto di essere stati prodotti con fecondazione assistita)? Se lo pensavi davvero, prendi atto di aver preso una cantonata, o di esserti lasciata infinocchiare da propagandisti di parte!

Anche prima della legge 40, la diagnosi preimpianto era una tecnica delicatissima, difficile, costosa, che si poteva eseguire solo in pochissimi centri specializzati (e non certo in qualsiasi ambulatorio di fecondazione assistita in generale), e che veniva richiesta esplicitamente SOLO da quelle coppie che sapevano già di essere portatrici di malattie genetiche gravi.

Nella quasi totalità degli altri casi, non si era MAI fatta nessuna selezione genetica alla fonte

(…e infatti, la maggior parte delle donne che riuscivano a rimanere incinte con la fecondazione in vitro, sceglieva personalmente se fare l’amniocentesi o no, esattamente come tutte le altre rimaste incinte in modo naturale… e sceglieva personalmente se abortire o no un feto malformato, esattamente come tutte le altre).

Per cui, che c’entra la selezione di embrioni con il diritto a fare la fecondazione artificiale o no?

E soprattutto, cosa cambia se è omologa o eterologa?

L.

Engy

Paniscus,
no, non lo pensavo, ma non mi pare c’entri granchè.
Le diagnosi prenatali sono sempre più diffuse e praticate e anche da parte di persone sanissime, non portatrici di alcunchè.
E sono diagnosti prenatale fatte a scopi selettivi, nella maggioranza dei casi. I medici stessi ti dicono spesso che “devi abortire”.
Istruttivo – secondo me – questo vecchio documento:
http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=4027&sid=423261485.
MA ritorno sulla tua prima risposta e precisamente al punto in cui dici:
“- ci sono coppie che non sono affatto interessate alla fecondazione assistita e scelgono immediatamente l’adozione. Non perché siano più buone o più meritevoli, ma proprio perché a loro PIACE di più”.
Attenzione che quando si decide legittimamente di pensare, di prendere una strada, ad esempio quella del “ci piace” “vogliamo”, quando si prende dunque la strada dell’autodeterminazione totale, dopo poi bisogna essere coerenti e non star lì a metter paletti sui cosiddetti uteri in affitto ad esempio.

RobertoV

Engy
Cosa centra l’analisi prenatale con la fecondazione assistita?
L’analisi prenatale è cresciuta sia per il miglioramento delle tecniche che anche in virtù dell’età media delle partorienti, oggi in Italia siamo a 31 anni, con tante donne sopra i 35 anni che partoriscono, l’età al di sopra della quale l’amniocentesi è consigliata. Il rischio di malattie genetiche aumenta con l’età della partoriente. Se ricordo bene è 1:4000 a 28 anni contro 1:7 a 44 anni. Quindi anche persone sane possono generare bambini con malattie genetiche e vi sono ormai anche molte trentenni che fanno tali esami.

Francamente non mi sembra criticabile, soprattutto da chi non ne ha, il fatto di aspirare ad avere figli sani in partenza, mi sembra che sia un’aspirazione umana di quasi tutti e se ne avessero avuto la possibilità l’avrebbero fatto anche in passato. Gli embrioni vengono selezionati comunque anche in natura, solo da 1/3 ad 1/5 arriva effettivamente alla nascita, già in modo naturale ed anche sui feti la selezione naturale riguarda qualche percento.

Riguardo alla fecondazione assistita si dovrebbe guardare a cosa succede nelle nazioni dove è possibile da anni. Negli USA nascono ogni anno quasi 4 milioni di bambini, ma la fecondazione assistita riguarda solo alcune decine di migliaia di nascite, cioè riguarda una percentuale marginale e non c’è stata la corsa alla fecondazione assistita paventata dai detrattori.

paniscus

Attenzione che quando si decide legittimamente di pensare, di prendere una strada, ad esempio quella del “ci piace” “vogliamo”, quando si prende dunque la strada dell’autodeterminazione totale, dopo poi bisogna essere coerenti e non star lì a metter paletti sui cosiddetti uteri in affitto ad esempio.

E perché mai?

Cosa c’è di male ad analizzare in coscienza ogni singolo aspetto e a concludere punto per punto su che cosa ci sembra accettabile e cosa no?

Non mi risulta che ci sia l’obbligo morale del “pacchetto” intero, anche perché il pacchetto non esiste.

L.

paniscus

E sono diagnosti prenatale fatte a scopi selettivi, nella maggioranza dei casi. I medici stessi ti dicono spesso che “devi abortire”.
—————————————————-

Anche questa mi sembra una bella leggenda metropolitana fatta e finita.

Io ho avuto due gravidanze, una a 33 anni e una a 36, e non ho mai fatto amniocentesi né villocentesi.

NON perché fossi contraria per principio, ma perché avevofatto altre analisi preliminari che danno un’indicazione statistica dei fattori di rischio (e che praticamente fanno TUTTE le donne incinte), e perché tutti i risultati di tali analisi mi avevano comunicato dati rassicuranti e mi avevano indicato che i fattori di rischio fossero bassissimi.

Se avessi avuto dei risultati dubbi, avrei fatto l’amniocentesi di sicuro, ma siccome non è andata così, ho deciso di non farla, NON perché la consideri immorale, ma perché la considero un esame invasivo e impegnativo che si dovrebbe fare solo se c’è un motivo serio, e non una procedura di routine da consigliare a tutti.

Bene, assicuro, ma veramente ASSICURO con la massima sincerità, che nessuno si è mai sognato di farmi delle pressioni per farmele fare, o tantomeno di farmi il terrorismo psicologico di cui parli tu: né il personale del consultorio pubblico, né quello dell’ambulatorio dell’ospedale, né il ginecologo privato (che oltretutto è un ginecologo laicissimo, non obiettore, e per nulla antiabortista ideologico).

TUTTI si sono limitati a spiegarmi bene il significato di quei dati, e a dirmi che la probabilità di avere problemi cromosomici era così bassa che, se non me la sentivo di fare l’amniocentesi, facevo benissimo a non farla.

Se qualcuno si fosse permesso di dirmi che “dovevo farla”, l’avrei semplicemente mandato a quel paese e avrei cambiato medico… esattamente come avrei fatto nel caso contrario, ossia se io avessi VOLUTO farla e qualcuno mi avesse fatto delle pressioni per farmi rinunciare.

L.

gmd85

@E.n.g.y

Tu parli di diagnosi preimpianto da parte di coppie sane.

Se fosse possibile evitare la trisomia 21, che non è ereditaria, perché non lo si dovrebbe fare? Troppo disumano scegliere un ovulo al posto di un altro? Troppo disumano voler desiderare un/a figlio/a sano/a e coglierne l’opportunità, se c’è?

Dici che l’eterologa non ti infastidisce più di tanto. Però dici che l’adozione potrebbe farla diminuire. Perché dovrebbe diminuire? Quale sarebbe il male tanto orrendo che si perpetra nel praticarla?

Perché salti di palo in frasca a vai agli uteri in affitto?

Sandra

engy,
sulla diagnosi prenatale ho la stessa esperienza di paniscus, l’amniocentesi era una possibilità, che ho escluso, ben informata – nonostante l’articolo del Foglio – dei rischi e dei risultati dell’ecografia. Vorrei sapere dove prendi di queste leggende di medici che consigliano l’aborto (che in Italia i medici che non sono obiettori sono lì a girarsi i pollici dal poco lavoro che hanno, vero).

Sull’adozione: cos’è un figlio per te, un prodotto, che se è già lì pronto. tanto meglio? Ognuno ha la sua idea di figlio, e, penso, soprattutto la sua idea di se stesso come genitore.
Adottare un bambino non può essere una soluzione da rimpiazzo! Se decidi di avere un figlio, hai una idea o un progetto di coppia. Adottare implica un cambiamento di rotta, che non tutti farebbero, a prescindere dal poter aver figli. Io non avrei adottato se non avessi potuto avere figli, e non avrei adottato una volta avuti figli miei.

Perché torni sempre sugli uteri in affitto, com’è che ti ossessiona tanto questa faccenda?

paniscus

Sull’adozione: cos’è un figlio per te, un prodotto, che se è già lì pronto. tanto meglio?

No, credo che alla base ci sia la solita vecchia idea dell’adozione come opera di carità, per fare del bene a un povero orfanello sfortunato, che poi baserà tutto il rapporto familiare successivo su una sorta di gratitudine canina verso i suoi benefattori. Ovviamente è una ricostruzione del tutto fantasiosa, che non ha nulla di realistico, ma purtroppo c’è ancora un sacco di gente che la vede così.

E credo che a questo fraintendimento siano dovuti anche una serie di luoghi comuni sul fatto che “adottare dovrebbe essere reso più facile”. In pratica, si pensa che chiunque desideri adottare, per il solo fatto di volerlo fare, dimostri automaticamente di essere tanto generoso e tanto nobile di sentimenti, da dover essere per forza adatto all’adozione, senza nessuna ulteriore verifica o percorso di formazione.

Oppure, si pensa che non ci sia bisogno di fare tante storie per selezionare bene l’idoneità della famiglia, tanto anche una famiglia cialtrona o incapace “è sempre meglio dell’istituto”, e “al bambino gli si fa un favore comunque” mandandolo a stare meglio di come stava prima. Come a dire che un bambino di serie B può pure accontentarsi di genitori di serie B, e viceversa…

paniscus

E perché dovrebbe essere “inutile”… se alla coppia interessata va bene così, dove starebbe il problema?

Pensi davvero che non arrivino a capirlo e che non ci abbiano riflettuto bene?

L.

francesco s.

Ammazza che pippotto avete scritto. Mi sa che si parla su due piani diversi, io consideravo la cosa da un punto di vista scientifico. Se il problema da risolvere è permettere ad una persona infertile di avere un figlio con il proprio patrimonio genetico, la fecondazione eterologa fallisce per ora.

Pensavo all’idea ancora fantascientifica di prendere un ovocita privato del nucleo e inserirvi il patrimonio genetico della persona sterile. Il mio non era un giudizio morale, ma scientifico, tant’è che alla fine dicevo “si deve studiare ancora”. Non mettevo minimamente in dubbio la scelta dei genitori. Meno film Paniscus.

paniscus

Se il problema da risolvere è permettere ad una persona infertile di avere un figlio con il proprio patrimonio genetico, la fecondazione eterologa fallisce per ora.
—————————

E dove sta scritto che l’obiettivo sia per forza quello?

L’obiettivo è permettere a queste persone di avere un figlio, in generale, o almeno di PROVARCI, utilizzando le tecniche scientifiche disponibili ed eticamente accettabili.

(nessuno sostiene che esista “il diritto ad avere un figlio” in assoluto… si sta parlando del diritto a provarci con ausili medici, esattamente come si fa per curare una qualsiasi malattia, in cui non c’è la garanzia assoluta che la terapia riesca e che si guarisca, ma intanto ci si prova)

Se una coppia accetta l’eterologa, lo sa benissimo che il patrimonio genetico si conserva da parte di un genitore solo (o eventualmente anche da nessuno dei due). Ma se a quella coppia va bene così, ed è prontissima a considerare quel bambino ugualmente figlio proprio, che problema c’è?

Se la differenza di corredo genetico fosse un ostacolo grave, allora dovremmo considerare inaccettabile anche l’adozione.

L.

Francesco s.

Continuiamo a non capirci a me non frega un tubo dei motivi per cui genitori ricorrono ad una fecondazione eterologa, ma considero i limiti attuali della tecnica e della necessità di studiare ancora per risolvere l’obiettivo “se il problema da risolvere è permettere ad una persona infertile di avere un figlio con il proprio patrimonio genetico, la fecondazione eterologa fallisce per ora.”

E’ la stessa affermazione che farei sulle cellule staminali embrionali o meno circa la necessità di maggiore studio per evitare che degenerino in tumori.

Non capisco perché si confonda il problema scientifico con considerazioni di ordine morale che non ci sono nel mio discorso.

paniscus

i limiti attuali della tecnica e della necessità di studiare ancora per risolvere l’obiettivo “se il problema da risolvere è permettere ad una persona infertile di avere un figlio con il proprio patrimonio genetico, la fecondazione eterologa fallisce per ora.”
—————————————
E io stavo (insistentemente) cercando di spiegarti che l’obiettivo della fecondazione eterologa NON E’ QUELLO, e che quindi i risultati della fecondazione eterologa non sono affatto “un fallimento”.

Se non ci arrivi, è inutile continuare a discutere…

paniscus

Francesco:

ma se tu ti trovassi nella situazione ipotetica di scoprire che tu sei completamente sterile (ossia, incapace di produrre gameti funzionanti), mentre tua moglie è perfettamente sana e potrebbe rimanere incinta e portare avanti una gravidanza con la massima facilità, e magari ci tiene molto proprio al fatto biologico della gravidanza e del parto…

…veramente rifiuteresti l’eterologa a priori, e negheresti alla tua compagna di vita questa possibilità, in base al principio che “se non può essere geneticamente figlio mio, allora non deve esserlo nemmeno tuo”, e allora o si adotta, oppure si rimane senza figli in assoluto?

L.

francesco s.

Io parlo di obiettivi di studio, solo riconoscendo i limiti della conoscenza attuale c’è l’impulso per conoscere e migliorare le conoscenza. Tu mi dici che lo scopo non è quello se ragionassimo così non si scoprirebbe nulla, tante scoperte nascono e sono nate dalla necessità di ampiare gli obiettivi e scopi di teorie e tecniche precedenti.

Da che cosa deduci che non ricorrerei ad una fecondazione eterologa e secondariamente che ti frega? Saranno cavoli miei? Giusto? Questa voglia morbosa di farsi i fatti degli altri non la sopporto che provenga da cattolici o atei.

Io faccio un discorso di interesse scientifico, partendo dai limiti di una tecnica e prospettando futuri sviluppi.

Tu fai un discorso morale su “se non può essere geneticamente figlio mio, allora non deve esserlo nemmeno tuo” che a me non interessa. No non ci capiamo perché io parlo di altro.

Non mi interessa la tua polemica, perché non riguarda il mio discorso. Buona notte.

Giorgio Pozzo

Dunque, ricapitolando: se una donna rifiuta una gravidanza in quanto frutto di fecondazione eterologa ottenuta controvoglia, non va bene. Non va bene nemmeno nel caso in cui la fecondazione non voluta sia stata omologa invece che eterologa. Se una donna vuole una gravidanza ottenuta con fecondazione eterologa, allora va bene, ma solo se la fecondazione eterologa è avvenuta con i metodi classici. In questo caso, pur non andando bene una fecondazione eterologa rispetto ad una fecondazione omologa che sarebbe stata da preferirsi, l’accettabilità del risultato sarebbe indipendente dal fatto che il risultato fosse voluto oppure no. Se invece la fecondazione eterologa viene ottenuta dalla donna con metodi di laboratorio, allora non va più bene, essendo in questo caso da sostituirsi con la fecondazione omologa, che avvenga oppure no con metodi classici o di laboratorio.

L’alternativa sarebbe: la donna decide se, come, e quando portare avanti una gravidanza.

Ora, direi che non occorre essere informatici, matematici o ingegneri, per notare come la prima spiegazione sia piuttosto illogica e quindi assurda, rispetto alla seconda, semplice e lineare (per la statistica, ci sono 852 caratteri nella prima, e 65 nella seconda).

francesco s.

La prima spiegazione m’ha fatto venire il mal di testa. 😆

Aristarco

Il 6 Dicembre scorso all’ ospedale Pertini si è verificato un errore.
Sono convinto che non sia stato il primo e sono certo che non sarà l’ ultimo.
Si vocifera tanto di una nuova legge sulla fecondazione assistita, ma come al solito in Italia le leggi vanno fatte sull’ onda emotiva del momento e con ben scarsa profondità e capacità di ragionamento.
A mio parere la sola cosa che andrebbe certamente regolamentata, dopo attente considerazioni, è proprio la possibilità di un errore come quello appena accaduto e della gestione più assennata delle conseguenze (ovviamente nel principale interesse dei nascituri).
Errore, per sua propria natura sempre in agguato.
Sostanzialmente, quando fallisce ogni sistema tradizionale, che ognuno i figli se li faccia come ritiene opportuno, per fecondazione assistita, come adesso si può fare, o per cornificazione eterologa come da sempre accade.
E per gli Dei, che la piantino i benpensanti di ficcare il naso nelle mutande altrui con la pretesa di pontificare sulla moralità altrui, come fanno da vari millenni !

Massimo Maiurana

Tra l’altro l’incidente del Pertini, che come ogni altro incidente non è mai completamente scongiurabile, accadde per una omologa. Questo per dire che se la legge 40 si fosse occupata più di procedure e meno di divieti sarebbe stato meglio.

paniscus

E comunque, riguardo all’incidente del Pertini:

secondo la legge generale italiana sul diritto di famiglia, che esisteva MOLTO PRIMA della legge 40 e molto prima che esistessero le tecniche di fecondazione assistita, si definisce “madre naturale” di un bambino colei che lo ha partorito, punto e basta, indipendentemente se l’ovulo fosse suo o no, e quella persona ha il diritto assoluto a figurare come unica e inequivocabile madre legale del bambino medesimo, a meno che non scelga volontariamente di non riconoscerlo e di darlo in adozione.

E se anche volesse non riconoscerlo e darlo in adozione, NON POTREBBE scegliere a chi darlo, ma sarebbe obbligata ad affidarlo ai servizi sociali che gli troverebbero una nuova famiglia, senza nessuna voce in capitolo per la madre biologica abbandonante.

Tutto lì.

Per cui (per fortuna) non c’è verso di costringere quella donna, dopo il parto, a consegnare i neonati alla “vera” famiglia genetica, se lei non vuole.

E probabilmente il passaggio sarebbe di fatto impraticabile ANCHE se la partoriente acconsentisse.

L.

Engy

molto eloquente l’espressione “cornificazione eterologa” …. !!! 🙁
Ma non sarebbe meglio un po’ più di coraggio e dire esattamente come la si pensa?

Aristarco

Basta leggersi un po’ di storia, cronaca plebea o anche di dinastie monarchiche.
Non vedo proprio per cosa dovrei avere più coraggio.

Aristarco

Basta seguire la regola da sempre applicata e particolarmente gradita ai benpensanti di tutto il mondo : “purchè non si sappia in giro”.
Neanche Bertone troverebbe da ridire !

Frank

Cosa sta pensando la ministra nella foto?

Lorenzin: Perchè tante coppie che vorrebbero avere dei figli grazie alla fecondazione assistita mi consigliano di volare con la malaysia airlines?

Diocleziano

Pensiero uno:
”Devo ordinare un bottiglione di Botox…”

Pensiero due:
”Era solo ieri che mi dicevano –Sei la Meg Ryan de noantri– oggi sembro la mamma di Norman Bates…”

giancarlo bonini

Ma, non saprei dire tra la Meg Ryan di oggi e Norma Bates chi sia più in forma; forse la seconda.

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