Le sentinelle a guardia dell’intolleranza

Si sono svolte ieri in varie città italiane le manifestazioni delle “Sentinelle in piedi”, scese ancora una volta in piazza contro la legge che vuole combattere l’omofobia. Gruppi lgbtiq, movimenti, giovani ma anche semplici cittadini laici hanno a loro volta contestato le sentinelle. Vi sono stati momenti di tensione: urla e spinte da entrambe le parti, ma anche lanci di uova e bottiglie contro le sentinelle. Grazie anche all’intervento delle forze dell’ordine, la situazione non è tuttavia degenerata salvo che a Rovereto e a Bologna, dove la presenza a fianco degli omofobi del movimento neofascista di Forza Nuova ha provocato la reazione violenta degli antagonisti.

L’uso della forza, da qualunque parte provenga, è sempre da condannare. Le sentinelle hanno ovviamente e immediatamente approfittato del comportamento aggressivo di alcune frange di contestatori per passare da vittime e nascondere quindi l’oggettivo flop nella partecipazione, che sarebbe stato assai più evidente se, nelle piazze, si fossero palesati soltanto gli (sparuti) omofobi. Ora il mondo cattolico può invece strillare alla negazione della libertà di espressione e, puntualmente, l’iperclericale Eugenia Roccella (Ncd) ha già presentato un’interrogazione in parlamento.

Proprio quel parlamento in cui la legge langue da oltre un anno, pur depotenziata strada facendo. L’ultima versione del progetto di legge ha addirittura legittimato l’uso di espressioni omofobiche da parte di associazioni e gerarchie del mondo cattolico. Va ricordato che fin dall’inizio il mondo cattolico, con un’unità invidiabile, si è battuto per evitare l’estensione agli omosessuali della legge Mancino, che tutela i cittadini dalle violenze e discriminazioni motivate da ragioni etniche o religiose. Se sono una religione di pace, di cosa hanno paura?

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Paura ne hanno sicuramente le frange integraliste, quelle scese in piazza ieri. Contrarie ai matrimoni gay come una volta erano contrari ai matrimoni misti. Vogliono spacciare le sentinelle come un movimento plurale, comprendente anche non credenti, ma alla prova dei fatti il nome del movimento (brevettato) è nella disponibilità del gruppo integralista Alleanza Cattolica. Così come il famigerato gruppo Homovox, che si presenta come composto da “ex gay contro il matrimonio gay”, è in realtà solo un sitarello aperto da cattolici integralisti. Sulla stessa lunghezza d’onda il sito Ex-Homovox, che raccoglie testimonianze di presunti ex-gay. La lunghezza d’onda di quella sentinella che ieri, in piazza, ha risposto ai contestatori urlando “ricchione vieni vieni, ti spezzo le cosce”. Ogni tanto, a qualche omosessuale, le cosce le spezzano veramente. Cos’ha da dire, la Chiesa, su questi delitti?

La realtà è che la Chiesa cattolica non è ancora in grado di superare la sua atavica omofobia. Se una volta gli omosessuali finivano al rogo, oggi sono comunque considerate dal Catechismo wojtyliano “creature disordinate”. E non è che con il papa “rivoluzionario” le cose vadano molto diversamente: Francesco si sta limitando a evitare le cadute di stile più grevi del suo predecessore. Nel frattempo, però, gli integralisti cattolici scendono in piazza come mai hanno fatto in precedenza. Nel frattempo, quegli stessi integralisti sono ampiamente sostenuti dai mezzi d’informazione cattolici. Nel frattempo nessun politico sembra osare mettere in discussione la loro libertà di diffamare, offendere e incitare all’odio, dalle gerarchie ecclesiastiche a Militia Christi. Nel frattempo continuano a restare in piedi, oltre alla tutele assicurate alla religione dalla legge Mancino, anche quelle garantite dai reati di vilipendio e bestemmia.

Nel frattempo un giovane, che per contestare la veglia delle sentinelle omofobe si è unito in silenzio al gruppo vestito da “nazista” con il simbolo usato nel film Il grande dittatore di Chaplin, il Mein Kampf e un cartello in cui esprimeva la solidarietà dei “nazisti dell’Illinois” alla manifestazione, è stato fermato dalla Digos e rischia ora l’accusa (assurda) di apologia del fascismo. Altri gay dovranno subire violenza, in attesa che una legge li protegga da chi costantemente li addita. Ma loro, i cattolici, si sentono perseguitati.

La redazione

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