L’utilizzo clericale delle risorse pubbliche si fa “scientifico”

La ricerca dell’oro non è per nulla facile. Il pianeta è grande e il metallo è scarso: il rischio di fallire è inevitabilmente alto. La ricerca dell’oro pubblico che finisce in mani clericali è invece semplicissima. Le risorse pubbliche sono scarse, ma la presenza di beneficiari religiosi nella loro distribuzione è pressoché certa: si va a colpo sicuro.

Persino quando si parla di scienza. In particolare, del riparto del “Fondo ordinario per gli enti e istituzioni di ricerca”, in attuazione dell’articolo 7 del d.lgs. 204/1998, recante “Disposizioni per il coordinamento, la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica”. Il Senato nei giorni scorsi ha approvato lo schema di decreto predisposto dal Ministero dell’istruzione. L’importo della ripartizione è di 1,62 miliardi. I progetti finanziati sono i più disparati, dalla biologia cellulare alla produzione di radiazione di sincrotrone, dai laser ultraintensi ai radiotelescopi, dall’osservazione oceanica ai marker genetici.

Bene. Nel lungo elenco, in quota al Cnr, si trovano però anche questi due progetti:

  • 426 mila euro di contributi alla Fscire, Fondazione scienze religiose Giovanni XXIII, consorzio la cui finalità è “dotare il sistema della ricerca italiano di una infrastruttura di eccellenza nell’ambito internazionale denominata “ReS – Religious Sciences” basata sulle dotazioni scientifiche e sulla rete di rapporti internazionali di FScire. Tale infrastruttura offrirà uno strumento di innovazione e di conoscenza dell’incidenza del dato religioso nelle società contemporanee ed è la base per la costruzione di un ERIC entro il 2018”
  • un milione di euro (cinque milioni totali fra il 2010 e il 2014) per la traduzione integrale in lingua italiana, con commento originale e testo a fronte, del Talmud, una collaborazione tra Cnr e Unione delle Comunità ebraiche – collegio rabbinico italiano

A parte un progetto denominato Iperion-CH, dedicato alla conservazione dei beni culturali, salvo errori non vi sono altri finanziamenti alla ricerca nell’ambito delle cosiddette “scienze umane”. Letteratura, storia, geografia… tutte assenti all’appello. La religione no, chissà perché. Forse è la perdurante influenza dell’ex vicepresidente del Cnr, il mitico Roberto De Mattei: capace di far promuovere allo stesso Cnr un convegno creazionista, di definire “castigo divino” il terremoto in Giappone, di sostenere che la caduta dell’impero romano è stata causata dai gay. Paese che vai, classi dirigenti che trovi. Proprio in questi giorni, per una sfortunata coincidenza, alcuni dirigenti del Miur sono finiti indagati “per progetti di ricerca senza le verifiche dei requisiti previsti dalla legge”.

Siamo un Paese di 60 milioni di abitanti che hanno accolto la notizia che Fabiola Gianotti è stata nominata direttrice del Cern come se il merito fosse loro. E siamo il Paese in cui si trasmette il Tg4, che ha commentato l’atterraggio della sonda spaziale Philae sulla cometa in modo talmente squallido da far vergognare mezzo mondo. Si sottolinea spesso quanto sia rara in Italia la conoscenza della scienza e del suo stesso metodo. I clericali, riconosciamolo, non hanno da colmare alcuna lacuna.

Raffaele Carcano

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