Correva l’anno 1987, ed era proprio novembre. Maria Vittoria Migliano, insegnante di lettere all’Itis di Cuneo, notò che in due aule ancora vuote qualcuno aveva già appeso il crocifisso. Soltanto due anni prima il nuovo Concordato era diventato legge, ed entrambe le parti contraenti avevano messo nero su bianco che l’Italia non aveva più una religione di Stato. E cosa ci faceva dunque il simbolo di una religione, sui muri di una scuola dello Stato?
Archivi Giornalieri: venerdì, Novembre 28, 2014
Lingue disponibili
Articoli recenti
- La clericalata della settimana, 41: l’assessora all’Istruzione della Provincia autonoma di Trento limita l’educazione sessuale nelle scuole
- Trump vs papa vs laicità
- La clericalata della settimana, 40: l’Ospedale San Gerardo di Monza inaugura il “Giardino dei Santi”
- Consuetudine contra legem
- La clericalata della settimana, 39: il Consiglio comunale di Pescara vuole i crocifissi nelle scuole
- Se si torna a dormire. Il declino del “woke” e il regresso dei diritti in America
