La scrittrice libanese Joumana Haddad, laica e femminista, ricorda la strage di Suruc in cui 32 giovani attivisti socialisti turchi e curdi sono stati uccisi da un’estremista islamica affiliata all’Isis che si era infiltrata nel gruppo prima che partisse alla volta di Kobane per sostenere la ricostruzione. “Il crimine più grande dello Stato Islamico, e in questo senso forse la sua più grande «vittoria»”, scrive, è “privarci della nostra facoltà di compatire e di sentirci offesi; dell’incapacità di sopportare che… Leggi tutto »
Archivi Giornalieri: giovedì, Luglio 30, 2015
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