Premio di laurea Uaar 2016

Sabato 1 ottobre si è svolta a Venezia la consegna del Premio di laurea Uaar 2016, assegnato a studenti meritevoli che si siano laureati con un elaborato finale di particolare pregio, coerente con gli scopi sociali dell’Uaar. Le tesi vincitrici sono pubblicate integralmente sul sito.

Sono state premiate:
premiolaurea2016

  • dr.ssa Francesca Romana Bellomo, Il mercato dei servizi di surrogazione (Categoria Altre Discipline)

    Motivazione: Il tema della maternità surrogata affrontato dall’autrice, molto specifico ma di grande attualità nel dibattito bioetico, viene trattato sinteticamente, con competenza e senza evitare i nodi problematici di maggior valore politico. Ha una buona rilevanza per l’UAAR, in quanto affronta un ambito nel quale l’associazione si impegna, e può essere spunto di approfondimenti per i circoli più motivati. Pur trattandosi di una tesi prettamente compilativa, dimostra interesse e curiosità per la tematica esposta, appare ben documentata ed espone con chiarezza le tesi contrapposte.

  • dr.ssa Irene Scierri, Differenze di genere. Ricerca empirica sugli stereotipi di genere nei sussidiari di lettura per la scuola primaria (Categoria Discipline umanistiche)

    Motivazione: L’autrice ha scelto di avviare una ricerca su un argomento così attuale da rischiare di diventare rapidamente banale, tanti sono gli occhi che vi si appuntano. Ma ha saputo presentare un lavoro centrato, ricco, documentato e ben contestualizzato, che non lascia nulla di inesplorato. La scrittura è di ottimo livello e conferisce al testo ulteriore raffinatezza. All’unanimità e senza alcun dubbio la miglior tesi in concorso per questa categoria.

  • dr.ssa Valeria Siddi, Fattore religioso e diritto penale (Categoria Discipline giuridiche)

    Motivazione: L’elaborato coglie quello che è senza alcun dubbio un argomento centrale, per non dire prioritario, nel trattare di laicità e della sua compiuta o meno realizzazione all’interno di uno stato. La esistenza di una tutela del sacro, senza prescindere da cosa per sacro possa intendersi, troppo spesso è un segnale, seppur poco interpretato o utilizzato, anche della democraticità in largo senso intesa di un ordinamento giudico. Sotto questo profilo molto interessante l’aspetto comparativistico presentato dal lavoro in questione, che meriterebbe ulteriori approfondimenti, come del resto l’intera tematica.

La redazione