Proposte di lettura

Segnaliamo alcuni libri usciti recentemente in cui si approfondiscono i temi di cui si interessa l’Uaar. Tutti i testi sono stati acquisiti dalla Biblioteca Uaar e sono disponibili per la consultazione. Chi preferisce acquistare i suoi libri preferiti può farlo utilizzando i link a IBS qui sotto: in tal modo contribuirà a sostenere l’associazione.

proplett14og-q2

Marc Augé, Le tre parole che cambiarono il mondo (Raffaello Cortina 2016, pp. 94, 8,00 euro)

Acquista questo libro su IBS

Quasi in contrapposizione all’immagine pubblica di Francesco, Paolo Sorrentino ha immaginato l’elezione di uno Young Pope rivoluzionario, ma estremamente reazionario. Marc Augé si è invece posto all’estremo opposto, facendo pronunciare a Bergoglio (in una domenica di Pasqua che cade l’1 aprile) tre magiche parole: “Dio non esiste”. Augé è un antropologo che denuncia da tempo gli effetti perniciosi della religione, e in particolare del monoteismo. Il suo romanzo è una sorta di invito a vedere di nascosto l’effetto che può fare l’ateismo: un riuscito sfoggio di umorismo anticlericale, che si legge in un fiato e in cui l’eroe si chiama Théo Phobe. Il cui messaggio centrale è che senza una fede le persone possono essere più felici, e l’umanità più pacifica.

 

Elif Shafak, Tre figlie di Eva (Rizzoli 2016, pp. 448, 20,00 euro – 9,99 euro in e-book)

Acquista questo libro su IBS

Ancora un romanzo. Potente e, a quanto sembra, molto apprezzato dai lettori. È la storia di tre studentesse di Oxford provenienti da famiglie (più o meno) musulmane: una è atea, una è molto credente, la terza sembra incapace di prendere posizione. È lei la protagonista, insieme a un docente sostenitore del dubbio metodico di cui si innamorerà. Il problema è che “l’amore per certi versi somiglia alla fede. È una sorta di fiducia cieca, no?” Risposta esatta, soprattutto quando diventa dogma. Elif Shafak, già autrice de La bastarda di Istanbul, è la più nota scrittrice turca vivente, ma in patria ha dovuto subire un’inchiesta per “attentato all’identità nazionale”. Forse per questo il testo racconta anche l’Istanbul degli ultimi decenni, quelli segnati dal prepotente ritorno politico dell’islam.

 

Ilario Bertoletti, Idealtipi dell’ateismo. Saggio di filosofia della religione (ETS 2016, pp. 57, 10,00 euro)

Acquista questo libro su IBS

Suona strano leggere di un “saggio di filosofia della religione” dedicato all’ateismo. In teoria ci sta: in fondo l’ateismo, esattamente come la religione ma in modo antitetico, fornisce risposte alle stesse domande fondamentali. Per quelle non fondamentali l’eterogeneità è garantita, e qui l’autore pecca un po’ di eccessiva sintesi, riducendo l’ateismo a tre soli idealtipi, anche un po’ arbitrari: Dio non c’è; Dio è morto; “Dio non può essere o essere in quanto uno degli enti possibili” (tipologia che costituirebbe “l’area di famiglia di alcuni momenti della filosofia contemporanea”, “un paradigma in costituzione”). Il libro di Bertoletti, breve e denso di note a pie’ di pagina, piacerà soprattutto a chi ama la filosofia pura — quella incomprensibile ai comuni mortali (atei o no).

 

Michel Onfray, Le miroir aux alouettes. Principes d’athéisme social (Plon 2016, pp. 240, 16,90 euro – 5,99 euro in e-book, in francese)

Sito dell’editore

L’ultima opera di Michel Onfray è programmaticamente un libro politico. Vi espone la necessità di condurre una vita di sinistra, ma non nella sinistra: si dichiara infatti “un anarchico positivo” e ammette di non votare più. Il volume è però anche una risposta a chi, per le sue posizioni riguardo all’islam, lo accusa di essere ormai sulla stessa lunghezza d’onda di Marine Le Pen. La sua “colpa” è di essere libertario e ateo: una condizione, quest’ultima, talvolta aggravante persino in Francia, se non si è politicamente corretti. L’autore del Trattato di ateologia arriva a chiedersi se “è ancora possibile essere ateo” in un paese che spiritualmente è diventato “un deserto mentale” e in cui è sempre più difficile denunciare le efferatezze del Corano. La risposta non è scontata.

 

Leigh Eric Schmidt, Village Atheists: How America’s Unbelievers Made Their Way in a Godly Nation (Princeton University Press 2016, pp. 360, 25,79 USD – 25,53 USD in e-book, in inglese)

Acquista questo libro su IBS

Gli Usa sono un paese occidentale che, in materia di religione, somigliano molto al nostro (e agli altri paesi dell’Europa orientale). Un paese in cui gli atei sono stati e sono discriminati, ma in cui sono stati anche protagonisti, spesso misconosciuti, di battaglie vincenti per il progresso, rappresentando inoltre una spina costante nel fianco delle autorità. Schmidt, docente all’università di St. Louis, ha scritto questa brillante ricostruzione, ricca di riproduzioni d’epoca, della storia degli atei in quel paese un secolo e mezzo fa. Il racconto si dipana intorno a quattro paragdimatici protagonisti ottocenteschi: Samuel Porter Putnam; Watson Heston; Charles B. Reynolds ed Elmina D. Slenker. Mostrando un’America diversa da quella che siamo abituati a conoscere.

Lo staff della Biblioteca Uaar

Archiviato in: Biblioteca

9 commenti

Gérard

In merito al libro di Michel Onfray vorrei aggiungere un impressione che forse è sbagliata ma che spiego qui in poche righe :
In Italia, sembra che nessun laico si accorge che si svolge oggi in Francia una battaglia a morte fra i partigiani della laicita e le forze oscurantiste sia della destra cattolica che quelle d’una parte della sinistra ( sopratutto estrema-sinistra ) in diffesa dell’Islam .
Per diversi motivi ( rimorsi del colonialismo, calcoli elettorali etc ) c’ è stato sempre piu lassismo con i principi della laicita con gli emigrati di religione musulmana . Risultato : i cattolici ne hanno approfittato per insinuarsi nella breccia ( non ho mai dimenticato la parola del cardinale di Lione ” Grazie all’ Islam, si riparla di Dio in Francia ” ) Per fortuna e a contrario dell’ Italia, esiste una forte opinione pubblica che è stata nutrita ai valori della laicita . Pero, con le forze dei medias, spesso nelle mani di grandi gruppi economici, quest’ opinione pubblica viene manipolata e una semplificazione dei fatti sia in una direzione che nell’ altra che alla fine il paese diventera ( nell’ articolo si scrive ” è diventato ” – ed è Onfray che lo dice ) davvero ” deserto mentale ” con la distruzione della Laicita, pilastro importantissimo dell’ identita del pase .Pero e per fortuna ci sono gente come Onfray e anche molti altri poco conosciuti in Italia ( Penso per esempio a Caroline Fourest o Joseph Macé-Scaron – ha scritto di recente un libro intitolato “l’ horreur religieuse “, la filosofa Elisabeth Badinter etc ) . Basta aprire i giornali o riviste francese quasi ogni giorno per rendersene conto .
Michel Onfray è ovviamente oggetto di denigrazione e attacchi da ambedue le parti : destra e sinistra però è lucidissimo e ha i giusti argomenti per rispondere ad ambedue …
Personalmente ascolto spesso le sue conferenze che sono anche su Youtube…

Diocleziano

In Italia sapremmo qualcosa di questa battaglia della laicità che si combatte in Francia, se solo ne parlassero i tg, ma i tg sono troppo impegnati a fare i resoconti delle esternazioni di Sua Banalità. (Ho letto che la truffa del sangue di gennaro non è riuscita e però nei tg non ho sentito nulla, forse ero disattento). In effetti in questi ultimi giorni ho visto, sulle prime pagine di Libero, il Giornale e quello di Belpietro, vari attacchi al Banale e al suo buonismo zuccheroso: una delle ultime ”Chi accoglie i migranti, accoglie dio”, e infatti lui ha scelto dio, lasciando i migranti agli altri.

Francesco S.

Io credo che il papa si riferisse ai cristiani, e se si riferisce a loro non potrei dargli torto, un buon cristiano è scritto nei Vangeli dovrebbe accogliere affamati etc. Quindi Salvini e simili che rivendicano la tradizione cristiana dovrebbero adeguarsi. In realtà al Giornale, che è un altro quotidiano che si attiene alla linea della cristianità come tradizione italiana, fa bene il papa a ricordare quelle parole, non è che possono selezionare solo ciò che gli piace del loro credo e farsi la religione ad hoc. Gesù era un fricchettone buonista oltre che statuetta del presepe a cui sono tanto attaccati. Tecnicamente il papa è coerente con la sua fede, sono loro che vogliono la botte piena e la moglie ubriaca.

Gérard

In Francia, abbiamo ormai piu musulmani praticanti che cattolici praticanti e questo ovviamente non è di gusto degli cattolici fondamentalisti …e non solo…

Diocleziano

Francesco S.
Non ho mai sentito, nemmeno una volta, questo papa o qualsiasi altro, specificare che si rivolgesse fondamentalmente ai suoi. La logica suggerirebbe che fosse così, ma non i fatti: se Sua Banalità fosse così corretto avrebbe da un pezzo rifiutato l’8×1000 in quanto scorrettissimo incassare denaro da chi non è consenziente; rinuncerebbe all’indottrinamento di bambini non consenzienti e in luoghi non di sua competenza, ritirando i suoi piazzisti dalle scuole; idem per i piazzisti negli ospedali e nell’esercito. Saremo noi per primi a dovergli dare la patente di onesto e corretto? No, io dico che deve meritarla con i fatti.

RobertoV

“l’amore per certi versi somiglia alla fede”
Direi che è così, ma più nella sua accezione “malata”.
L’amore non corrisposto può trasformare la persona in un violento, che vuole costringere ad amarlo e che uccide in nome di quell’amore (vedi trattamento di eretici, ebrei, credenti di altre fedi, non credenti).
In nome dell’amore si possono far fare cose terribili all’amato, crimini, anche uccidere.
Per amore si può essere raggirati perché non si vogliono vedere le cose, si possono perdere fortune a vantaggio della persona amata. Si possono proteggere o giustificare crimini e criminali, si può mentire.
Per amore si può costringere ad amare (vedi conversioni forzate, persecuzioni).

Esempi del concetto di “amore” e di che cos’è la “tolleranza” religiosa e l’avversione alle critiche li vediamo negli esempi dell’ultimo libro che riguarda la fine dell’ottocento in un paese evoluto, senza dover tornare così tanto indietro nel tempo. Interessante che di certi personaggi sono arrivate poche testimonianze perché i fanatici le hanno distrutte: se certe cose succedevano negli USA di meno di 150 anni fa, possiamo intuire quanto sia stato distrutto prima, è così che poi si sono costruiti la loro storia di legittimazione e noi oggi dovremmo mantenerla per essere “tolleranti”.

Francesco S.

Secondo me confondi l’amore con l’ossessione, come dice una nota canzone spagnola.

RobertoV

Non so cosa dica la canzone spagnola, ma io ho parlato di accezione malata dell’amore e l’ossessione è una di queste forme.
Però non riesco a vedere come ossessione il comportamento di chi non vuol vedere, di chi riesce a giustificare i crimini o fare crimini in nome del soggetto amato: penso per esempio ad una donna ripetutamente picchiata dal compagno che continua a difenderlo e giustificarlo. Penso a quei genitori che difendevano il prete che abusava dei loro figli o ai membri di una setta che difendono il loro “guru” criminale. La cosa vale anche per situazioni meno estreme: penso a tutte le ricchezze accumulate dalla chiesa e la gente a credere che sia per aiutare i poveri. L’amore suscita forti emozioni e dipendenza, irrazionalità: è solo una vulgata l’associare al termine amore automaticamente un senso positivo come pretendono di fare in genere i credenti visto che utilizzano frequentemente questo termine.
E nell’ultima frase, relativa al libro sugli USA e gli atei, facevo riferimento all’uso continuo di questo termine da parte dei credenti ed in quel caso effettivamente sarebbe più corretto l’uso del termine ossessione.

Francesco S.

Obsesión degli Aventura, una hit degli anni 2003. La religione è molto più simile all’ossessione, ne hanno parlato tanti filosofi, ce n’era uno molto importante che parlava di alienazione. L’amore, quello vero, è un sentimento positivo. L’amore vero è raro in questo mondo, domina invece l’ossessione. Diceva Rita Levi-Montalici “Rare sono le persone che usano la mente, poche coloro che usano il cuore, uniche coloro che le usano entrambe”.

Commenti chiusi.