La clericalata della settimana, 20: politici alla marcia anti-aborto

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è dei politici che

hanno partecipato alla “Marcia per la Vita” a Roma, manifestazione anti-abortista promossa da integralisti cattolici ed estrema destra

Tra i vari leghisti presenti, Lorenzo Fontana (vicepresidente della Camera) e il capogruppo alla Camera Giancarlo Giorgetti; diversi sindaci con tanto di fascia tricolore; hanno partecipato anche esponenti di Fratelli d’Italia, compresa Giorgia Meloni.

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana

La Regione Lombardia ha stanziato 100mila euro per interventi in occasione della “Peregrinatio” dell’urna di papa Giovanni XXIII.

Il presidente della Commissione Pari opportunità del Comune di Genova, il leghista Francesco Corso, ha sostenuto l’affissione di un maxi-manifesto anti-abortista nella città.

Il vicesindaco di Angri (SA), Giuseppe D’Ambrosio, ha rilanciato sulla propria pagina Facebook un incontro, organizzato da realtà cattoliche e con il sostegno della diocesi locale, con la testimonianza di un “ex gay”. Il sindaco Cosimo Ferraioli ha preso le distanze dal comportamento del suo vice.

La Biblioteca civica di Roseto degli Abruzzi (TE) ha invitato a partecipare a rosario e messa all’interno dei locali, condividendo sul profilo ufficiale l’immagine della Madonna.

Il consigliere comunale di Milano Alessandro Morelli (Lega Nord) ha criticato la scelta dell’amministrazione di consentire la registrazione dei figli delle coppie omosessuali, parlando di “assurdità” perché “il bambino ha il diritto ad avere un padre e una madre”.

La redazione