La clericalata della settimana, 22: ministro Fontana contro famiglie gay e aborto

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è del nuovo ministro per la Famiglia e la Disabilità, Lorenzo Fontana, che

in un’intervista al Corriere della Sera si è espresso contro famiglie omogenitoriali e aborto: “per la legge in questo momento non esistono” le famiglie gay e l’unica è quella “naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papà”; ha inoltre espresso la volontà di “intervenire per potenziare i consultori così da cercare di dissuadere le donne dall’abortire”, poiché “cattolico”

Fontana è noto per le posizioni rigide su temi come interruzione di gravidanza, omosessualità e diritti civili e per la partecipazione a iniziative di gruppi integralisti. Dal canto suo Matteo Salvini, nuovo ministro dell’Interno e leader della formazione politica cui fa capo Fontana, ha chiarito che le unioni civili non sono oggetto di discussione nel contratto di governo, ma durante un comizio a Sondrio ha definito “fritti misti” le famiglie non composte da una mamma, un papà ed eventuali bambini.

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana

Il Comune di Monza ha stanziato fondi per oneri di urbanizzazione secondaria a favore di enti religiosi per centinaia di migliaia di euro. La maggior parte della cifra è destinata a parrocchie cattoliche.

La Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia, retta da Massimiliano Fedriga, ha approvato l’uscita da Ready, la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti-discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. L’assessora a Lavoro, formazione, istruzione, famiglia, ricerca e università, Alessia Rosolen ha motivato la decisione così: scuola e famiglia “hanno strumenti sufficienti per insegnare e trasmettere i valori del rispetto e della diversità” e che “ogni altra iniziativa sul tema rischia di essere solo un indebito indottrinamento”. La decisione dell’amministrazione regionale è arrivata qualche settimana dopo l’esplicita attività di lobbying di gruppi integralisti cattolici, noti per l’attivismo anti-gay e anti-gender.

La redazione