“Ateismo. Una brevissima introduzione”: l’ultima uscita di Nessun Dogma

L’ultima pubblicazione di Nessun Dogma — il progetto editoriale dell’Uaar — in libreria in questi giorni, è rivolta a tutti coloro che vogliono capire velocemente cos’è l’ateismo, conoscere la sua storia, quali sono le sue posizioni etiche e i suoi scopi.

Nonostante la sua crescente diffusione, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione, l’ateismo è infatti un fenomeno ben poco compreso e spesso presentato in modo negativo. Nulla di più falso: l’ateismo può essere positivo, etico e pieno di significato. Ed è quello che dimostra Julian Baggini, tra i più noti filosofi inglesi contemporanei, in Ateismo. Una brevissima introduzione. Un testo agevole, argomentato nelle critiche alla religione e improntato a un approccio costruttivo: un libro che gli atei potranno passare agli amici per motivare le proprie convinzioni, non prima di averne fatto uso essi stessi, perché li aiuti a mettere in ordine le proprie idee.

JULIAN BAGGINI è uno dei più noti filosofi inglesi contemporanei, co-fondatore della rivista The Philosophers’ Magazine. Ha scritto numerosi libri: tra quelli tradotti in italiano, segnaliamo Filosofia, Le grandi domande: etica, Il maiale che vuole essere mangiato e altri novantanove esperimenti mentali e Il tassista, il poeta e il senso della vita: piccole risposte di filosofia quotidiana.

 

Il progetto editoriale dell’Uaar

Il catalogo di Nessun Dogma — che affianca la traduzione di classici inediti in Italia a opere che affrontano tematiche scottanti con un impertinente approccio laico-razionalista — comprende 31 pubblicazioni.

Tra le più recenti segnaliamo: Contro la religione. Gli scritti atei di H.P. Lovecraft, E Gesù diventò Dio. L’esaltazione di un predicatore ebreo della Galilea di Bart D. Ehrman; L’islam e il futuro della tolleranza. Un dialogo di Sam Harris e Maajid Nawaz; O scienza o religione di Jerry A. Coyne; Il multiculturalismo e i suoi critici di Kenan Malik.

Comunicato stampa

8 commenti

Gérard

“l’ateismo è infatti un fenomeno ben poco compreso e spesso presentato in modo negativo ”
Ma, per me sarebbe piuttosto il contrario . Il fatto di credere in una divinita mi è sempre apparso un fenomeno quasi inspiegabile se non dovuto alla paura della morte .. Però centinai di millioni di persone che credono che una vergine possa partorire un dio oppure che ci sia un cavallo allato che avesse portato Mahommed a trovare Dio al cielo mi sembra questo il fenomeno e non il contrario.

RobertoV

Le religioni vivono di propaganda ed hanno, in particolare le religioni più diffuse, demonizzato gli altri. Basta vedere cosa hanno fatto e detto su altri credenti e le difficoltà che hanno ancora attualmente tra i vari credi. Ma mentre i credenti si muovono su una lunghezza d’onda simile e un credente può essere convertito ad un altro credo, un non credente diventa difficilmente un credente perché se neghi il concetto di dio non si capisce perché dovresti trovarne uno accettabile. Cioè si agisce e si ragiona in termini differenti, difficilmente gestibili dai credenti.
A questo va aggiunto che le religioni sono state storicamente un ottimo instrumentum regni che legittimava il potere elitario, lo status quo sociale e le varie guerre. Diventa più difficile motivare un ateo ad una guerra, a morire per gli interessi di un re o di una elite, ad accettare privilegi e società statiche, povere e sfruttate.
Per questo sia gli stati che le religioni di stato hanno combattuto l’ateismo. Ed avendo le religioni detenuto il potere, ottenuto privilegi e vantaggi storici hanno bisogno di continuare a dare una connotazione negativa all’ateismo per cercare di conservare tali privilegi, di rallentare la perdita di fedeli e combattere le sempre maggiori difficoltà a controllarli.
Oggi il loro vero nemico è la secolarizzazione.

Diocleziano

RobertoV

”… Le religioni vivono di propaganda e hanno, in particolare le religioni più diffuse, demonizzato gli altri…”

Questo è un vizio genetico delle religioni originate dalla bibbia, sono innumerevoli gli episodi che in tedesco si definiscono di ‘schadenfreude’, ad esempio quello della torre di Babele o le piaghe d’Egitto: sminuire gli altri per innalzare sé stessi.

Gérard

Il fatto di credere in una divinità sarebbe sì un fatto inspiegabile, ma se lo si rapporta ad un adulto: il fatto è che ciò lo si impone ai bambini. Ed è tanto più anomalo il fatto che il concetto di paura della morte si inculchi a chi è più lontano dal dover morire. Certamente sarebbero ben pochi, oggi, quelli che aderirebbero da adulti a una religione infarcita di tutti i peggiori episodi della mitologia, dèi fecondatori di pastorelle terrestri, ai quali non credevano nemmeno i greci di duemila anni fa.

E vergognoso e inconcepibile è il fatto che tutto questo avvenga con il consenso e il denaro dello stato.

Gérard

Suppongo che te come me hai avuto un educazione religiosa eppure non sei stato credente . Forse l’ ambiente avrà avuto una certa importanza . Non so per te ma per me, padre agnostico e madre credente ma che non vedeva d’ un buon occhio i preti e le scuole religiose ( ” gli fanno pregare anziche insegnare da leggere e contare..” ) pensavo già da piccolo in un modo indipendente . Quando ho saputo a 6 anni che San Nicolà non esisteva, la mia credenza nel bambino Gesu e gli angeli ha cominciato a vacillare per poi finire a 14/15 anni in un ateismo definitivo .

pendesini alessandro

Se escludiamo il Taoismo, questa filosofia asiatica delle più minoritarie, tutte le religioni devono contare sulla forza dei desideri umani, troppo umani, di oltrepassare l’altro senza rassegnarsi a canalizzarlo per prevenire certi disordini sociali e lo scatenamento della violenza – il male estremo per tutti.
Il capitalismo, (una vera piaga una piaga o cancro mondiale, è raramente criticato -se lo è-su questo sito !) non ha motivo, o interesse, di temere l’ostilità delle religioni. Si è imposto su di loro al punto che devono « discretamente » conformarsi alle sue regole, accettare la sua globalizzazione e, addirittura, indebolire la loro influenza al livello del miglioramento del tenore di vita e dell’arricchimento causato dalla sua diffusione.

Gérard

Se il capitalismo, come giustamente lo descrivi te piaga o cancro mondiale non viene criticato su questo sito è probabilmente perchè viene considerato un fatto di politica . Napoleone, che aveva ristabilito la schiavitù nel quadro della competizione economica con l’ Inghilterra che la praticava spudoratamente nelle sue colonie, ma anche il culto cattolico diceva ” Senza la religione, i poveri ammazzarebbero i ricchi ” .

VHEMT

Ma il paradosso è che se si va sui blog cattolici, è tutto un lamentarsi contro il PUD ossia il pensiero unico dominante che, a loro dire, li DISCRIMINA!!
Se gli dici che nessuno umpedisce loro di parlare (e abbondantemente!!), rispondono che non vediamo la realtà e crediamo alla “vulgata”. Però quando una volta dissi loro che forse scambiano la possibilità di esprimere le proprie opinioni dovunque con il potere di farle PREVALERE sulle altre, non mi hanno risposto.
D’altra parte chi aborre il relavismo (che per me è un valore positivo) non può non sentirsi discriminato se le sue idee, sono solo alcune fra le tante che circolano liberamente.
Ecco perché, come dico sempre la persecuzione è salutare per i cristiani, in quanto, fra le altre cose, in quel caso si lamentano legittimamente!

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