Libertà lungo il sentiero battuto: la storia di Lamine Madani, giovane razionalista algerino

Lungi dall’essere equo e trasparente, il processo di valutazione delle domande di asilo in Europa non tiene conto delle condizioni di vita o della situazione dei non credenti. Le persone che senza credo religioso o atee incontrano molte difficoltà quando fuggono da persecuzioni in tutto il mondo. Queste difficoltà possono variare da una comprensione insufficiente dei rischi che i non credenti affrontano nei loro paesi, a inadeguati questionari amministrativi per valutare la credibilità dei richiedenti asilo.

Il nostro membro tedesco DFW (federazione di associazioni filosofiche libere) ha sostenuto la promozione e la difesa della libertà di coscienza sin dalla sua fondazione nel 1991. Nell’ambito del suo lavoro, DFW ha accompagnato Lamine Madani, studente e giovane umanista, nel suo viaggio verso la libertà di pensiero ed espressione, dall’Algeria alla Germania. Silvana Uhlrich-Knoll, membro del consiglio di amministrazione di DFW, ci ha raccontato la sua storia.

Tutto è iniziato nel 2012, quando Lamine ha iniziato il suo primo anno di università nella sua città natale in Algeria, dove ha studiato letteratura inglese. Il mondo era collegato e Facebook rendeva possibile la creazione di gruppi anonimi che servivano a fare domande e pubblicare idee che difficilmente potevano essere trattate in pubblico in alcuni paesi.

I giovani si incontravano virtualmente per condividere argomenti quotidiani ed eventi successi che non erano in grado di spiegare o discutere apertamente. Da questi gruppi di discussione è nato un nuovo gruppo segreto sotto il titolo di “Razionalisti Algerini”. Inizialmente composto da 3 membri fondatori, il gruppo raggiunse rapidamente oltre 1000 membri , tutti provenienti dall’Algeria. Lo slogan del gruppo era “Non sei solo” e grazie alle azioni del gruppo, oltre 1000 persone in Algeria per la prima volta non si sentivano più sole nel loro percorso di pensiero critico e razionalista.

Il gruppo è stato infiltrato nel 2015 e i problemi già esistenti sono aumentati. Sono aumentate le telefonate minacciose ed il gruppo è stato posto sotto osservazione. Per la sicurezza dei membri, il gruppo è stato chiuso nell’aprile 2016, ma i rischi sono rimasti per lo più per Lamine, la cui vera identità è stata esposta su Facebook, inclusi nome, foto e numero di telefono. Ma grazie alla pubblicazione dei suoi contatti online Humanists International (HI) è venuta a conoscenza del caso di Lamine la cui notizia ha superato i confini del mondo nordafricano.

Non era immediatamente chiaro se fuggire dall’Algeria avrebbe portato la libertà di cui aveva bisogno Lamine o se studiare all’estero avrebbe potuto sviluppare le conoscenze e le qualifiche che stava cercando. Ma quelle erano le uniche opzioni. HI ha indirizzato Lamine a DFW in Germania, dove il team di umanisti impegnati poteva fornire assistenza diretta in loco. Mentre Lamine si recava in Germania, uno dei suoi amici fu arrestato e tenuto in custodia per sei mesi con l’accusa di blasfemia. Se Lamine fosse rimasto in Algeria, avrebbe dovuto affrontare dure rappresaglie, dal momento che era il principale fondatore del gruppo di Facebook e quindi un obiettivo chiave sia per gli islamisti che per i servizi di sicurezza nel paese. Quando il suo amico è stato finalmente rilasciato sotto sorveglianza ha interrotto qualsiasi contatto con Lamine.

Il 2016 non è stato un anno facile per Lamine, costretto a vivere solo con i propri risparmi. Le sue domande di asilo non sono state accettate. Inoltre, i suoi certificati di istruzione algerini non sono stati inizialmente riconosciuti. Tuttavia, dopo l’obiezione e il sostegno dell’ufficio accademico dell’Università di Potsdam, Lamine è stato ammesso a studiare nel 2017. Poteva finalmente provare la sensazione di libertà, la grandezza di poter imparare senza punizione, allargare i propri orizzonti ed essere se stessi.

La libertà è complicata se la vita di tutti i giorni non ti tratta bene. Il denaro è necessario per esistere, quindi studiare diventa difficile, perché la ricerca di risorse finanziarie richiede la maggior parte del tempo e dell’energia. Lamine continua a combattere, ma il sistema lascia segni profondi.

Quali possibilità rimangono? Che dire del sogno di diventare un giorno un insegnante per incoraggiare gli studenti ad avere pensieri propri e liberi? Lamine si impegna a denunciare ciò che sta accadendo in Algeria e a renderlo pubblico al mondo. Vuole discutere con altre persone senza temere di essere punito. L’Algeria è un paese moderno con infrastrutture funzionali, ma, a suo avviso, lo stile di vita sociale associato al mondo musulmano è rappresentativo di una stagnazione culturale che potrebbe risalire a 1000 anni fa.

Cosa significa per Lamine qui e ora? Il suo obiettivo è tornare in Algeria, ma purtroppo è ancora troppo pericoloso. Lamine dovrà aspettare. Tuttavia, le autorità tedesche hanno confiscato il suo passaporto e gli hanno concesso tre mesi per regolarizzare la sua situazione nel paese. Altrimenti, sarà costretto ad andarsene, senza la possibilità di finire il suo Master. Oggi Lamine continua a cercare urgentemente aiuto o consigli su ogni possibile mossa che gli consenta di rimanere più a lungo per terminare gli studi con uno status sicuro e stabile.

Nel frattempo, continuerà i suoi studi attraverso il suo Master in letteratura inglese e con l’obiettivo di ottenere un dottorato di ricerca. Si spera che, una volta completati gli studi, la situazione nel suo paese d’origine possa essere più aperta, consentendogli di tornare come insegnante universitario al fine di promuovere i valori umanistici attraverso l’istruzione. Tuttavia, non ha la certezza se la sua situazione attuale sia temporanea o se durerà per tutta la vita. Speriamo per il meglio.

Pubblicato il 23/01/2020 sul sito della European Humanist Federation

Traduzione di Luke Jonathan Brucato

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11 commenti

Gérard

Si parla poco dell’ Algeria in Italia eppure il paese è attualmente in subbuglio e ogni settimana ci sono manifestazioni di un ampiezzo ( senza precedenti da diecine di anni) in tutto il paese . Chiedono la demissione del governo fantoccio ( Un governo di gerarchi e militari corrotti provenienti dello FLN, il movimento di liberazione nazionale…dell’ occupazione francese ! ) . Molti manifestanti, con tanti studenti, chiedono un vero governo laico con la separazione della religione dello stato . La repressione è molto feroce e ritornare in Algeria significcherebbe la morte per questo ragazzo . Anche i cristiani ( spesso kabili ) vengono persecutati e molte chiese sono state chiuse gli ultimi mesi .
“… per Lamine, la cui vera identità è stata esposta su Facebook, inclusi nome, foto e numero di telefono ” . Ritroviamo anche qua lo stesso modo di fare che è accaduto con Mila in Francia .
Potete trovare molte informazioni e imagini in merito guardando ” Hirak ” ( movimento in arabo ) su Internet ( la maggiore parte sono in arabo o francese ) .

mafalda

Forse, se andasse a Sanremo, otterrebbe un po’ di spazio sui giornali…
Ci si riempie la bocca con la retorica sull’olocausto degli ebrei: perché non succeda più, per non dimenticare… Poi si minaccia un ragazzo perseguitato di rimpatriarlo e andare incontro a morte certa.

Manlio Padovan

Cara Mafalda, sei ottimista. Nell’Italia papalina è stato censurato anche un simpatizzante della causa palestinese e, se non erro, proprio a Sanremo; poi la RAI ha censurato una intervista al premier di Siria che tirava in ballo le responsabilità dell’Europa sulla guerra nel suo paese; è introvabile il libro di Petre Handke “Un disinvolto mondo di criminali” che accusa i criminali (anche di casa nostra) per la distruzione dell ex Jugoslavia; mi pare ci sia ancora la censura sul film che riporta in modo storicamente ineccepibile i nostri crimini in Libia…….

Gérard

Non so se andare a morte certa perchè ci sono attualmente oppositori al ” pseudo ” governo attuale che lottano per una nuova, veramente democratica Algeria . Penso per esempio al giornalista Kamel Daoud il quale, nonostante le minacce di morte è rimasto in Algeria dove continua a scrivere . Ovviamente se vuole veramente portare avanti i suoi studi è importante per lui rimanere in Europa ( i diplomi rilasciati dalle università maghrebine valgono meno della carta dove è stampata la laurea ) .
Mafalda : a San Remo poteva tutt’ al più fare un imitazione di Gabbani .

Francesco S.

Spero che si risolva. Potrebbe chiedere asilo alla Francia. Magari la conoscenza della lingua potrebbe aiutarlo a trovare un lavoro per concludere gli studi.

iguanarosa

In Francia dovrebbe riuscire a metterci piede. Solo da noi facciamo entrare chiunque, anche senza titolo, e poi ce li ritroviamo nei palazzi disabitati e nei siti più disparati. Se non proprio come senzatetto sparsi ovunque.

RobertoV

Guarda che la Francia è seconda sola alla Germania per diritto di asilo ed ha una lunga tradizione di paese ambito per le richieste di asilo. Ancora l’anno scorso ha ricevuto quasi 100 mila richieste, mentre nel 2018 oltre 120 mila. Tranne per uno o due anni ha sempre ricevuto ed accolto più richieste dell’Italia che non è per niente un paese accogliente come la propaganda vittimistica vuole far credere, solo per il fatto che per un tre anni l’Italia ha avuto un numero elevato di sbarchi (alias transiti), ma niente di paragonabile con la Grecia che anche quest’anno ci ha surclassato nonostante il governo di destra con quasi 80 mila sbarchi contro i nostri 12 mila. D’altronde perché un immigrato dovrebbe venire in Italia dove non c’è mai stato lavoro sufficiente neanche negli anni del boom economico e dove l’assistenza fa schifo, dove non c’è organizzazione e l’inefficienza e l’illegalità, come la cultura dell’emergenza, regnano sovrane?
Come ben diceva la Bossi-Fini l’Italia è paese di transito per il centro-nord Europa. Purtroppo dal 2016, dopo l’emergenza del 2015 con ben oltre un milione di arrivi in Europa, è diventato più difficile per l’Italia far raggiungere agli immigrati gli altri paesi europei (dimenticato le minacce dell’Austria di chiudere il Brennero?). La Francia, anche per problemi di terrorismo, ha ridotto la possibilità di questi transiti, ma i famosi respingimenti indicano i fallimenti dei passaggi di frontiera, che possono essere tentati più volte ed alla fine magari coronati da successo. Quindi bisognerebbe anche dire quanti alla fine riescono a passare. Riguardo alle richieste di asilo la Francia recentemente si è organizzata con le ambasciate ed i consolati, cioè si possono avviare le pratiche senza doversi muovere, ma su questo credo che Gerard potrà dire di più.
Se vai a sentire cosa dicono i sovranisti di Austria, Germania, Ungheria e suppongo sia lo stesso per le altre nazioni tipo Svezia, Belgio e Francia, sentirai fare gli stessi discorsi vittimistici sul tutti che vengono nel loro paese. Evidentemente è uno slogan che paga, d’altronde nell’era di internet vale la regola che una cosa è vera se piace crederlo.

Gérard

Se ha ricominciato a studiare in tedesco, vuol dire che ha una conoscenza abbastanza buona della lingua per poter proseguire in questa direzione . In Francia trovera anche difficolta per trovare lavoro e poi entrare all’ Universita . Significchera ricominciare da capo .

RobertoV

Ho trovato un suo interessante articolo scritto in un buon tedesco proprio per il sito dell’associazione DFW:
http://www.dfw-dachverband.de/jugend.html
Fino al 2016 la Germania concedeva facilmente asilo, ma dopo il record del 2015, quando ricevette oltre 700 mila richieste di asilo in un solo anno e con l’avanzata delle destre, hanno ridotto notevolmente la disponibilità anche se restano nettamente il primo paese europeo per richieste e concessioni. Con Seehofer c’è stata una stretta e diversi immigrati che studiano in Germania si sono trovati con la difficoltà a rimanere. Questo ha generato discussioni riguardo ai costi perché istruire una persona per poi cacciarla è un danno economico per la società tedesca, visto che queste persone dimostrano capacità e voglia di integrarsi che altri non hanno.

iguanarosa

Gli atei italiani potrebero trovare asilo presso qualche paese più civilizzato?

Diocleziano

Certamente! Purché siano in grado di mantenersi con mezzi propri. 😎

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