Il convertito alle porte

Valentino Salvatore

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«Chiedi perché i loro dèi li hanno lasciati nelle gelide terre del nord, mentre ai cristiani è stato concesso di possedere terre ricche di vino e di olio». Questo suggerisce in una lettera Daniele di Winchester, vescovo dei sassoni occidentali, al suo collega missionario Wynfrith (Bonifacio) per convertire i pagani, nell’ottavo secolo. Bisogna «agire con calma e grande moderazione, in modo da renderli vergognosi delle stoltezze e delle follie del paganesimo», aggiunge. E domandare perché gli dèi, «se intervengono negli affari terreni, lasciano che i cristiani abbattano i loro idoli e allontanino dal loro culto praticamente gli abitanti di tutto il globo?».

Con tutti i dovuti distinguo, questi refrain dell’apologetica possono essere utili per capire meglio perché i migranti che arrivano oggi nei paesi occidentali possono essere allettati dalle conversioni al cristianesimo. Si parla di ricchezza e di miglioramento delle condizioni di vita, considerate dono provvidenziale e contrapposte a povertà e privazioni nei paesi d’origine. Si percepisce una sottile forma di benevola persuasione che sfrutta anche il senso di colpa verso la vita precedente mentre afferma la propria autorevolezza. Si allude a disgrazie che fanno vacillare la fede nei vecchi dèi, rimasti inerti. E conta la presenza costante sul campo per dare il buon esempio, teso a ispirare un cambiamento interiore…


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