Della vicenda ormai più che nota che ha visto emergere, non per la prima volta a dir la verità, la assurda pratica di sepoltura di feti abortiti tra le 20 e le 28 settimane di gestazione sotto una croce con il nome della donna e, nella sostanza, a sua insaputa, si è posto in risalto soprattutto il profilo della privacy. Il che, ci mancherebbe, rappresenta la lesione più evidente e resta un nodo fondamentale, già a Torino nel 2015 è… Leggi tutto »
Archivi Giornalieri: domenica, Ottobre 4, 2020
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