Quattordici anni di premio di laurea Uaar

Vi proponiamo un articolo dal n.3/2020  del bimestrale dell’Uaar, Nessun Dogma – Agire laico per un mondo più umano. Per leggere la rivista associati all’Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale.

Dal 2007 l’UAAR assegna premi di laurea a studenti meritevoli che si siano laureati con un elaborato finale di particolare pregio coerente con gli scopi sociali dell’UAAR. Anche nel 2020 l’associazione premierà i vincitori tra i tanti che si sono candidati. Per ovviare ai problemi sanitari causati dall’epidemia di coronavirus, stavolta la premiazione avverrà on line: con due dirette sui nostri social network previste il 30 ottobre e il 6 novembre, durante le quali i vincitori esporranno una sintesi del proprio elaborato e risponderanno alle domande del pubblico. 


L’Uaar, da sempre, ha avuto un particolare riguardo per i giovani e per il mondo della scuola. Infatti riteniamo che il pensiero razionale, logico e laico possa svilupparsi proprio partendo dai bambini e dai ragazzi, ossia da coloro che potranno realizzare un costante miglioramento della nostra società; per questo motivo sono state molteplici le iniziative che, negli anni, abbiamo rivolto agli alunni e agli studenti, dalla scuola primaria fino all’università.

In particolare nel 2007 il comitato di coordinamento, segretario dell’associazione era allora Giorgio Villella, decise un’iniziativa indirizzata ai neolaureati, istituendo un concorso per l’assegnazione di tre premi di laurea, come si legge nel regolamento allora pubblicato, «all’autore o all’autrice di un elaborato, redatto presso una università italiana e indipendentemente dal relativo settore disciplinare, purché coerente con gli scopi sociali dell’associazione (art. 3 dello statuto Uaar)». Ovvero, la tutela dei diritti civili di atei e agnostici, l’affermazione della laicità dello stato e la valorizzazione delle filosofie atee e agnostiche.

Nel tempo, con il mutare delle reali situazioni sociali, politiche e culturali, agli scopi dell’Uaar ne sono stati aggiunti altri che, puntualmente, hanno trovato riscontro nei successivi regolamenti. Come l’affermazione di una concezione laica dell’esistenza, il principio di autodeterminazione su temi come aborto e fine vita, le famiglie omogenitoriali, la libertà della ricerca scientifica.

Inoltre, dal secondo anno del concorso, sono stati definiti gli ambiti di partecipazione, suddivisi in discipline giuridiche, umanistiche (filosofia, lettere e storia) e altre discipline (sociologia, scienze dell’educazione, scienze, medicina, economia, statistica).

Dal 2019, con la tredicesima edizione, il numero dei premi è raddoppiato, aggiungendo ai tre riconoscimenti per le lauree magistrali, specialistiche o di vecchio ordinamento, assegnati fino ad allora, altri tre per le lauree triennali.

Ogni anno, il concorso ha visto la partecipazione di molti candidati, che hanno spesso presentato elaborati di notevole interesse e spessore intellettuale; tra i giovani laureati premiati, alcuni si sono poi distinti nei loro percorsi professionali e, molte volte, hanno collaborato con l’Uaar, contribuendo anche alla realizzazione di iniziative nei circoli della nostra associazione.

Tra questi ricordiamo Giulia Evolvi (vincitrice del premio nel 2010) che nel 2018 ha pubblicato, in inglese, il libro Blogging My Religion: Secular, Muslim, and Catholic Media Spaces in Europe edito da Routledge, nella collana Studies in Religion and Digital Culture. Poi Giovanni Gaetani (vincitore del premio nel 2013), attivista Uaar; dal 2017 lavora a Londra per Humanists International come manager dello sviluppo internazionale; nel 2018 ha pubblicato per Nessun Dogma il libro Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole.

Oggi la situazione culturale del nostro Paese è mutata rispetto al 2007; indubbiamente sono stati fatti passi avanti nell’ambito della laicità, ma contemporaneamente sembra che il pensiero critico faccia sempre più fatica ad affermarsi tra il proliferare di luoghi comuni e stereotipi che originano comportamenti irrazionali e credenze prive di qualunque fondamento; è esperienza quotidiana ascoltare opinioni basate non su fatti accertati e su solide argomentazioni, ma solo sul “sentito dire”, sullo slogan, sul pregiudizio, e può accadere che anche la lettura degli eventi venga falsata da questa incultura che ci allontana dalla conoscenza scientifica.

L’Uaar, a maggior ragione, continua a promuovere il pensiero laico, critico, scientifico con l’auspicio che sempre più giovani partecipino alle nostre iniziative e, quindi, anche per il 2020 viene bandito il concorso per il premio di laurea.

Rosanna Lavagna


Iscriviti all’Uaar Abbonati Acquista a €2 il numero in digitale

Sei già socio? Entra nell’area riservata per scaricare gratis il numero in digitale!