La clericalata della settimana, 8: l’esordio confessionalista del governo di Mario Draghi

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è del nuovo governo di Mario Draghi, che

appena insediato si distingue per il confessionalismo: il presidente del Consiglio ha esordito citando papa Francesco sull’ambiente durante la fiducia e nominato il ciellino Carlo Deodato a capo del Dipartimento degli Affari giuridici e legislativi.

Nel corso del voto di fiducia al Senato lo stesso presidente del Consiglio ha richiamato papa Francesco in merito al problema dell’ecologia, chiosando: “siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore”. Il neo-premier ha anche citato i dati della Caritas sulla povertà in Italia, invece di far riferimento all’Istat. Analogo rimando papale sull’ecologia anche da parte del senatore Saverio De Bonis (EU-MAIE-CD) nel corso del suo intervento. Il governo Draghi ha inoltre nominato Carlo Deodato, noto per la vicinanza a Comunione e Liberazione e al movimento integralista cattolico delle Sentinelle in piedi per le posizioni su famiglia a “gender”, a capo del Dipartimento degli Affari giuridici e legislativi. Fu giudice estensore della sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato, con argomenti confessionalisti, la trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero. Una nomina che fa il paio alla designazione di Marta Cartabia a capo del dicastero della Giustizia di questo esecutivo, connotato in senso decisamente confessionalista e ciellino.

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.

Il consigliere comunale di Trieste Fabio Tuiach ha ironizzato su una recente aggressione omofoba a un attivista lgbt della zona, sostenendo che in molti paesi “non esiste il problema omofobia perché per i gay c’è il carcere o la pena di morte” e “noi avevamo il rogo un tempo, mentre in Russia c’è la legge anti-gay”.

L’esponente torinese di Fratelli d’Italia Enrico Forzese si è scagliato contro un punto della bozza di regolamento – poi espunto – dell’Università di Torino per lo svolgimento degli esami on line, in cui si vietava l’esposizione di simboli religiosi o politici in video. Secondo Forzese sarebbe addirittura “vergognoso” che la (presunta) “priorità dell’ateneo sia bandire dalle classi on line il crocifisso e gli altri simboli religiosi limitando la libertà degli studenti persino all’interno delle loro case”.

In occasione dell’inizio dei lavori per l’edificazione del nuovo Centro oncologico di Parma, il vescovo Enrico Solmi non solo ha impartito il “tradizionale” rito magico della benedizione ma ha anche avuto l’onore di firmare la prima pietra posta per la struttura. Presenti tra le autorità il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e il sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Il leader della Lega Matteo Salvini, nell’annunciare il voto di fiducia al nuovo governo Draghi, ci ha tenuto a proclamare che l’Europa è “culla di Cristianesimo e diritti”.

Il sindaco di Mattinata (FG) Michele Bisceglia e il Consiglio comunale hanno annunciato sui social, persino “a nome di tutta la comunità mattinatese”, di essersi uniti “alla gioia” per l’ordinazione sacerdotale di un prete della zona.

Il Consiglio comunale di Milano ha approvato una mozione del consigliere leghista Gabriele Abbiati per impegnare sindaco e Giunta a intitolare un giardino a Fratel Ettore Boschini, religioso dell’ordine dei Camilliani in via di beatificazione.

Il sindaco di Città di Castello (PG) Luciano Bacchetta si è recato con fascia tricolore assieme al vescovo Domenico Cancian nella cripta della cattedrale per chiedere la “grazia” della fine della pandemia, pregando parti di cadavere di alcuni santi patroni ivi custodite.

La redazione