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	Commenti a: Quello che racconta di noi la pandemia	</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>
		Di: pendesini alessandro		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2021/03/07/quello-che-racconta-di-noi-la-pandemia/#comment-780937</link>

		<dc:creator><![CDATA[pendesini alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 17:51:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.uaar.it/?p=66970#comment-780937</guid>

					<description><![CDATA[Gli studi sull&#039;uomo sono essenziali per verificare l&#039;efficacia e la sicurezza di un farmaco. Ma questi studi clinici hanno anche il loro lato oscuro. La maggior parte sono finanziati -sovente a livello universitario da compagnie farmaceutiche, il cui obiettivo principale è realizzare un profitto. Ciò non è privo di conseguenze :
 sottostima degli effetti indesiderati, non divulgazione di studi con risultati negativi, manipolazione dei dati per raggiungere una conclusione positiva nonostante tutto, rifiuto di fornire a ricercatori indipendenti tutti i dati raccolti, impedendo una corretta valutazione. Possiamo così moltiplicare i criteri sul modo in cui questi studi primari vengono effettuati ed elaborati ... 
Certo, senza studi clinici, non esiste nessun progresso. Ma questo non giustifica il raccontare cose che, a volte, non corrispondono alla loro pretesa ma anche osannata « verità »….

NB  -Big-Pharma, laboratori onnipotenti ... In una decina d&#039;anni, l&#039;industria farmaceutica ha subito una trasformazione considerevole. Ora, una manciata di grandi gruppi controlla la produzione della maggior parte dei farmaci. Un monopolio e un potere che permettono a questi enormi laboratori di influenzare le politiche sanitarie degli States, di orientare la ricerca, ma anche i finanziamenti pubblici verso le loro cure sempre più costose !]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli studi sull&#8217;uomo sono essenziali per verificare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un farmaco. Ma questi studi clinici hanno anche il loro lato oscuro. La maggior parte sono finanziati -sovente a livello universitario da compagnie farmaceutiche, il cui obiettivo principale è realizzare un profitto. Ciò non è privo di conseguenze :<br />
 sottostima degli effetti indesiderati, non divulgazione di studi con risultati negativi, manipolazione dei dati per raggiungere una conclusione positiva nonostante tutto, rifiuto di fornire a ricercatori indipendenti tutti i dati raccolti, impedendo una corretta valutazione. Possiamo così moltiplicare i criteri sul modo in cui questi studi primari vengono effettuati ed elaborati &#8230;<br />
Certo, senza studi clinici, non esiste nessun progresso. Ma questo non giustifica il raccontare cose che, a volte, non corrispondono alla loro pretesa ma anche osannata « verità »….</p>
<p>NB  -Big-Pharma, laboratori onnipotenti &#8230; In una decina d&#8217;anni, l&#8217;industria farmaceutica ha subito una trasformazione considerevole. Ora, una manciata di grandi gruppi controlla la produzione della maggior parte dei farmaci. Un monopolio e un potere che permettono a questi enormi laboratori di influenzare le politiche sanitarie degli States, di orientare la ricerca, ma anche i finanziamenti pubblici verso le loro cure sempre più costose !</p>
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		<title>
		Di: RobertoV		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2021/03/07/quello-che-racconta-di-noi-la-pandemia/#comment-780934</link>

		<dc:creator><![CDATA[RobertoV]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 11:17:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2021/03/07/quello-che-racconta-di-noi-la-pandemia/#comment-780927&quot;&gt;pendesini alessandro&lt;/a&gt;.

A me non sembra strano che le industrie farmaceutiche partecipino all&#039;istruzione universitaria. Sarebbe assurdo avere una università che produce studenti avulsi dal mondo industriale in cui poi andranno ad operare. In campo ingegneristico è la norma e non mi sembra che poi sia così differente negli altri settori. Una delle critiche alle università italiane è proprio quella di una non efficace collaborazione col mondo del lavoro. Questo, però, non impedisce di sviluppare controlli, maggiore sicurezza che il settore industriale gradisce meno perchè, comunque, gli interessi contrastanti e la concorrenza fanno si che delle regole siano comunque necessarie. Certo, il sistema non è perfetto ed abusi succedono come in tutti i settori, ma è un po&#039; come con la democrazia, è il miglior sistema che abbiamo.
Per curiosità sono andato a vedere come è strutturata l&#039;EMA e dal numero di soggetti coinvolti e dalla molteplicità e complessità di interazioni e di interessi contrastanti capisco perchè impieghino tanto per accreditare un farmaco, ma anche a rimuoverlo, e mi sembra che il sistema dia delle garanzie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2021/03/07/quello-che-racconta-di-noi-la-pandemia/#comment-780927">pendesini alessandro</a>.</p>
<p>A me non sembra strano che le industrie farmaceutiche partecipino all&#8217;istruzione universitaria. Sarebbe assurdo avere una università che produce studenti avulsi dal mondo industriale in cui poi andranno ad operare. In campo ingegneristico è la norma e non mi sembra che poi sia così differente negli altri settori. Una delle critiche alle università italiane è proprio quella di una non efficace collaborazione col mondo del lavoro. Questo, però, non impedisce di sviluppare controlli, maggiore sicurezza che il settore industriale gradisce meno perchè, comunque, gli interessi contrastanti e la concorrenza fanno si che delle regole siano comunque necessarie. Certo, il sistema non è perfetto ed abusi succedono come in tutti i settori, ma è un po&#8217; come con la democrazia, è il miglior sistema che abbiamo.<br />
Per curiosità sono andato a vedere come è strutturata l&#8217;EMA e dal numero di soggetti coinvolti e dalla molteplicità e complessità di interazioni e di interessi contrastanti capisco perchè impieghino tanto per accreditare un farmaco, ma anche a rimuoverlo, e mi sembra che il sistema dia delle garanzie.</p>
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		Di: pendesini alessandro		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2021/03/07/quello-che-racconta-di-noi-la-pandemia/#comment-780927</link>

		<dc:creator><![CDATA[pendesini alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 10:29:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2021/03/07/quello-che-racconta-di-noi-la-pandemia/#comment-780921&quot;&gt;RobertoV&lt;/a&gt;.

-Lo sfruttamento della credulità umana, spesso a fini pecuniari, è presente nei giornali che pubblicano oroscopi, nelle radio che raccontano storie di dischi volanti o nei televisori che diffondono storie di cure miracolose e il ritorno nell’atro mondo, o paradiso, promesso ai buoni. Trattasi di una semplice truffa intellettuale. I responsabili di questi media sfruttano (da sempre) la credulità di coloro che non hanno avuto la possibilità di ricevere una buona istruzione. 

-La scuola non riesce (o non vuole) raggiungere il suo obiettivo principale, quello di fornire a tutti una vera comprensione del mondo che lo circonda. Questo dovrebbe essere l&#039;obiettivo di un programma di istruzione scolastica. Ma spesso capita che dopo la loro formazione scientifica (o considerata tale !), i giovani adulti continuano a presentare le stesse idee sbagliate e incomprensioni che hanno acquisito molto presto alle elementari. Questi concetti, regole e valori che sono incorporati nella mente di un bambino, spesso prima di andare a scuola, si dimostreranno notevolmente robusti e impermeabili al cambiamento.

NB  -Non dobbiamo inoltre perdere di vista che « non è oro tutto cio che brilla »…
Uno dei principali fattori di cattiva gestione relativa al mantenimento  sul mercato di un farmaco sospettato di non soddisfare i criteri di sicurezza, riposa sulla base di questa curiosa abitudine che consiste ad affidare a l’industria farmaceutica la missione dell’istruzione -teoricamente a carico e discarico- la valutazione della sicurezza della sua propria medicina. Potrebbe sembrare di per sé logico, ma allo stesso tempo terrificante poiché, questo equivale a chiedere a l’industriale di autovalutarsi ! Se ci basiamo sulla trasparenza della sua informazione, è chiaro che a volte « nuotiamo in acque torbide »….E qui gli esempi, o scandali avverati (che è solo la punta dell’iceberg) non mancano.....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2021/03/07/quello-che-racconta-di-noi-la-pandemia/#comment-780921">RobertoV</a>.</p>
<p>-Lo sfruttamento della credulità umana, spesso a fini pecuniari, è presente nei giornali che pubblicano oroscopi, nelle radio che raccontano storie di dischi volanti o nei televisori che diffondono storie di cure miracolose e il ritorno nell’atro mondo, o paradiso, promesso ai buoni. Trattasi di una semplice truffa intellettuale. I responsabili di questi media sfruttano (da sempre) la credulità di coloro che non hanno avuto la possibilità di ricevere una buona istruzione. </p>
<p>-La scuola non riesce (o non vuole) raggiungere il suo obiettivo principale, quello di fornire a tutti una vera comprensione del mondo che lo circonda. Questo dovrebbe essere l&#8217;obiettivo di un programma di istruzione scolastica. Ma spesso capita che dopo la loro formazione scientifica (o considerata tale !), i giovani adulti continuano a presentare le stesse idee sbagliate e incomprensioni che hanno acquisito molto presto alle elementari. Questi concetti, regole e valori che sono incorporati nella mente di un bambino, spesso prima di andare a scuola, si dimostreranno notevolmente robusti e impermeabili al cambiamento.</p>
<p>NB  -Non dobbiamo inoltre perdere di vista che « non è oro tutto cio che brilla »…<br />
Uno dei principali fattori di cattiva gestione relativa al mantenimento  sul mercato di un farmaco sospettato di non soddisfare i criteri di sicurezza, riposa sulla base di questa curiosa abitudine che consiste ad affidare a l’industria farmaceutica la missione dell’istruzione -teoricamente a carico e discarico- la valutazione della sicurezza della sua propria medicina. Potrebbe sembrare di per sé logico, ma allo stesso tempo terrificante poiché, questo equivale a chiedere a l’industriale di autovalutarsi ! Se ci basiamo sulla trasparenza della sua informazione, è chiaro che a volte « nuotiamo in acque torbide »….E qui gli esempi, o scandali avverati (che è solo la punta dell’iceberg) non mancano&#8230;..</p>
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		Di: RobertoV		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2021/03/07/quello-che-racconta-di-noi-la-pandemia/#comment-780921</link>

		<dc:creator><![CDATA[RobertoV]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 14:20:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.uaar.it/?p=66970#comment-780921</guid>

					<description><![CDATA[In Italia i laureati sono solo il 14 % della popolazione, ma solo il 25 % si è laureato in materie tecnico-scientifiche, con differenze anche notevoli tra le università di provenienza. Cioè solo pochi percento della popolazione dispongono di adeguate conoscenze tecnico-scientifiche e sono in grado di comprendere la metodologia scientifica, ed anche il nostro parlamento è lo specchio di questa società. In altre nazioni con più laureati la situazione è migliore, ma non cambia radicalmente. Quindi solo delle minoranze hanno gli strumenti per comprendere un discorso scientifico. Purtroppo anche molti degli esperti non sono in grado di tradurre in termini semplici e comprensibili agli altri le conoscenze scientifiche e sono in difficoltà nell&#039;utilizzo dei media. Aggiungerei anche il contributo negativo dei media spesso non in grado di comprendere quanto vogliono riportare o attirati da aspetti sensazionalistici più vendibili.
Per questo molte persone non comprendendo o travisando un discorso scientifico e non avendo voglia di informarsi scelgono scorciatoie per loro più comprensibili e semplici, come dubbi, complotti ed altro ed arrivano anche a contestare gli esperti, convinti che un po&#039; di &quot;loro&quot; logica e &quot;loro&quot; buonsenso bastino. Ma allora a cosa serve laurearsi, studiare ed analizzare un problema se basta un ignorante qualsiasi e la sua opinione? Si dice che in Italia ci sono 60 milioni d allenatori di calcio, &quot;allenatori&quot; che poi dicono la loro anche su altri argomenti, quali medicina, virologia, epidemiologia, ecc. E i social non hanno fatto altro che amplificare questo fenomeno perchè si sa che l&#039;unione fa la forza.
Nel caso della pandemia è stata ben evidente l&#039;incapacità di molte persone di comprendere il metodo scientifico e di valutare i dati. Vedevano fare davanti ai loro occhi in maniera trasparente scienza, con le discussioni, scontri, l&#039;analisi dei dati per un fenomeno completamente nuovo ed invece se la prendevano per la mancanza di risposte certe e rapide. Ma se volevano risposte &quot;certe&quot; dovevano rivolgersi ai capi religiosi, ai maghi ed ai truffatori.
Si lamentavano del fatto che la scienza procedesse a tentoni, che cambiassero opinione come se il try &#038; error non fosse alla base del metodo scientifico, a maggior ragione per un fenomeno nuovo. E si perdevano tutte le discussioni sulle strategie e le ragioni dei cambiamenti. E si aspettano in un solo anno di avere risposte certe e definitive.
D&#039;altronde abbiamo a che fare con gente per la quale la mascherina è un prodotto ad alta tecnologia, il metro di distanza è una grandezza esotica incomprensibile ed assembramento è un concetto di difficile comprensione e vivere significa andare a farsi degli aperitivi e immergersi nella folla.
E&#039; ingenuo pensare che una prova dura come una pandemia possa migliorarci. Sicuramente dopo ci saranno dei cambiamenti perchè la pandemia ha accelerato certi cambiamenti, tipo la digitalizzazione della società, settore in cui noi eravamo agli ultimi posti in Europa.
Riguardo al complottismo va detto che ci sono dietro forti interessi politici e di destabilizzazione, perchè spesso è legato all&#039;estrema destra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia i laureati sono solo il 14 % della popolazione, ma solo il 25 % si è laureato in materie tecnico-scientifiche, con differenze anche notevoli tra le università di provenienza. Cioè solo pochi percento della popolazione dispongono di adeguate conoscenze tecnico-scientifiche e sono in grado di comprendere la metodologia scientifica, ed anche il nostro parlamento è lo specchio di questa società. In altre nazioni con più laureati la situazione è migliore, ma non cambia radicalmente. Quindi solo delle minoranze hanno gli strumenti per comprendere un discorso scientifico. Purtroppo anche molti degli esperti non sono in grado di tradurre in termini semplici e comprensibili agli altri le conoscenze scientifiche e sono in difficoltà nell&#8217;utilizzo dei media. Aggiungerei anche il contributo negativo dei media spesso non in grado di comprendere quanto vogliono riportare o attirati da aspetti sensazionalistici più vendibili.<br />
Per questo molte persone non comprendendo o travisando un discorso scientifico e non avendo voglia di informarsi scelgono scorciatoie per loro più comprensibili e semplici, come dubbi, complotti ed altro ed arrivano anche a contestare gli esperti, convinti che un po&#8217; di &#8220;loro&#8221; logica e &#8220;loro&#8221; buonsenso bastino. Ma allora a cosa serve laurearsi, studiare ed analizzare un problema se basta un ignorante qualsiasi e la sua opinione? Si dice che in Italia ci sono 60 milioni d allenatori di calcio, &#8220;allenatori&#8221; che poi dicono la loro anche su altri argomenti, quali medicina, virologia, epidemiologia, ecc. E i social non hanno fatto altro che amplificare questo fenomeno perchè si sa che l&#8217;unione fa la forza.<br />
Nel caso della pandemia è stata ben evidente l&#8217;incapacità di molte persone di comprendere il metodo scientifico e di valutare i dati. Vedevano fare davanti ai loro occhi in maniera trasparente scienza, con le discussioni, scontri, l&#8217;analisi dei dati per un fenomeno completamente nuovo ed invece se la prendevano per la mancanza di risposte certe e rapide. Ma se volevano risposte &#8220;certe&#8221; dovevano rivolgersi ai capi religiosi, ai maghi ed ai truffatori.<br />
Si lamentavano del fatto che la scienza procedesse a tentoni, che cambiassero opinione come se il try &amp; error non fosse alla base del metodo scientifico, a maggior ragione per un fenomeno nuovo. E si perdevano tutte le discussioni sulle strategie e le ragioni dei cambiamenti. E si aspettano in un solo anno di avere risposte certe e definitive.<br />
D&#8217;altronde abbiamo a che fare con gente per la quale la mascherina è un prodotto ad alta tecnologia, il metro di distanza è una grandezza esotica incomprensibile ed assembramento è un concetto di difficile comprensione e vivere significa andare a farsi degli aperitivi e immergersi nella folla.<br />
E&#8217; ingenuo pensare che una prova dura come una pandemia possa migliorarci. Sicuramente dopo ci saranno dei cambiamenti perchè la pandemia ha accelerato certi cambiamenti, tipo la digitalizzazione della società, settore in cui noi eravamo agli ultimi posti in Europa.<br />
Riguardo al complottismo va detto che ci sono dietro forti interessi politici e di destabilizzazione, perchè spesso è legato all&#8217;estrema destra.</p>
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