In uscita il nuovo numero della rivista Nessun Dogma!

È in uscita il nuovo numero del bimestrale dell’Uaar Nessun Dogma – Agire laico per un mondo più umano. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l’impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico-umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove.

La copertina del numero 6/2021 è dedicata alla (possibile?) “esportazione” della libertà, tema su cui riflettono diversi articoli di questa uscita. Questione caldissima dopo la tragica riconquista dell’Afghanistan da parte dei talebani. Paolo Ferrarini ripercorre criticamente gli ultimi decenni della travagliata storia di quel paese e intervista Nemat Sadat, il primo afghano noto per aver fatto coming out sui social destando scandalo. Il direttore della rivista Raffaele Carcano si interroga sulle vie pacifiche per importare (ed esportare) la libertà, mentre Valentino Salvatore mette in guardia dai rischi del comunitarismo “importato” in occidente – ma anche di quello autoctono, che tendiamo spesso a dimenticare. In evidenza anche il tema del crocifisso imposto nelle scuole con un approfondimento, da parte della responsabile iniziative legali Uaar Adele Orioli, sulla recente sentenza della Cassazione. Abbiamo anche intervistato il fisico Carlo Rovelli, tra i più noti scienziati e divulgatori italiani.

Tra gli altri temi affrontati troviamo un contributo di Alessandro Cirelli sulla maternità surrogata e un articolo di Ingrid Colanicchia su fertilità e scelte di maternità al giorno d’oggi. Inoltre Loris Tissino ha intervistato Taher Djafarizad e Baharak Darvishi, attivisti laici iraniani che vivono in Italia, sull’imposizione del velo islamico alle bambine. Quest’anno il Premio Brian è stato assegnato a L’événement di Audrey Diwan, proprio il film che ha vinto il Leone d’oro della Mostra del Cinema di Venezia: non poteva mancare il commento di Micaela Grosso, che ha presieduto la giuria del Brian. Sulle nostre pagine, nei mesi passati, si sono confrontanti contributi che declinavano con sfumature diverse l’umanismo: il segretario nazionale Roberto Grendene chiarisce l’approccio dell’Uaar. Tommaso Piccoli snocciola una ricostruzione dello stato dell’arte della ricerca scientifica su genere e sessualità. Simone Morganti apre uno spiraglio sul mondo degli hikikomori e sui paralleli col fenomeno religioso. Ospitiamo inoltre una riflessione del sociologo Phil Zuckerman su Imagine, la celeberrima canzone di John Lennon.
Non mancano le rubriche ricorrenti del bimestrale. L’Osservatorio laico dedicato a leggi e sentenze in Italia e all’estero, positive o negative. Impegnarsi a ragion veduta a firma del segretario Grendene per ricordare ciò che l’Uaar fa in concreto. La carrellata delle attività dei circoli sul territorio a cura della responsabile Cinzia Visciano. Il “giro del mondo” per rilanciare iniziative di altre associazioni laico-umaniste, del responsabile relazioni internazionali Giorgio Maone. La rassegna di studi accademici su religione e non credenza che ci presenta Leila Vismara. Le proposte di lettura per segnalare tre libri recenti che ci sono sembrati interessanti. La sezione Arte e ragione in cui Mosè Viero rilegge con sensibilità laica un’opera d’arte per ogni uscita. Infine il riflettore di Agire laico per un mondo più umano, su piccoli e grandi fatti che ci raccontano l’impegno per la laicità e i diritti nel mondo.

Vi proponiamo intanto il redazionale di questa uscita, intitolato Interscambi.

Quanto accaduto nei mesi scorsi in Afghanistan non poteva non attirare la nostra attenzione. Ed è per questo che abbiamo deciso di dedicare questo numero a quello sfortunato paese – e soprattutto a chi ci abita. Che oggi è inevitabilmente più lontano da noi, e sarà dunque più difficile continuare a dialogarci.
Quanto accaduto ci ha però anche spinto a una riflessione su quale può essere il nostro contributo per aumentare la libertà di cui si dispone nel mondo – e di come riuscirci, ovviamente. Non dobbiamo mollare la presa ma non dobbiamo nemmeno imporre con la forza le nostre convinzioni: dobbiamo semmai provare a trasmetterle, sperando che siano fatte proprie.
È un tema che si impone in fondo anche nelle nostre società, in un’epoca di bolle e di fake news. In particolare per quanto riguarda le evidenze scientifiche: è per questo che abbiamo intervistato Carlo Rovelli, un formidabile divulgatore che è riuscito ad arrivare alle masse.
Ma parliamo anche di chi gli interscambi non li vuole – perlomeno al di fuori della propria casa – come gli hikikomori. O quelli a cui piace restare (e far restare altri) nel proprio ghetto, come tutti i comunitaristi: ecco, magari in questo caso sarebbe opportuno non importarla, tale ideologia.
Ci sono infine anche coloro che vogliono far coincidere il mondo intero con il proprio ghetto, come le gerarchie ecclesiastiche. In questo numero festeggiamo anche l’ennesima vittoria giuridica patrocinata dall’Uaar, questa volta sul crocifisso: non potrà più essere arbitrariamente imposto nelle
aule scolastiche. Un avanzamento della libertà degli studenti e del personale scolastico.

Buona lettura!

Leila, Micaela, Mosè, Paolo, Raffaele, Valentino

La redazione

 


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