La clericalata della settimana, 49: con il ministro Sangiuliano la cultura “torna a essere cattolica”

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che

proclama, durante la cerimonia che ricorda la donazione da parte dei monaci della Rocca Abbaziale alla città di Subiaco: «l’identità nazionale italiana è anche un’identità religiosa e con il mio ministero della Cultura, nel rispetto delle prerogative dello Stato, la cultura torna a essere anche cultura religiosa».

Anche se rimane un mistero quando un Ministero della Cultura in Italia non abbia privilegiato la cultura cattolica, il ministro avverte (non si capisce rivolto a chi): «Se lo mettano bene in testa».

Fino a rincarare la dose, prendendo spunto dal saggio di Benedetto Croce Perché non possiamo non dirci cristiani: «l’identità italiana sia in debito rispetto all’identità cristiana, quanto anche chi si proclama non credente poi alla fine sia intrinsecamente cristiano nel suo pensiero e nel suo agire e quanto la morale dello Stato sia in debito rispetto alla morale cristiana, perché la morale, anche quella che troviamo nella nostra Costituzione repubblicana, è il frutto del pensiero cristiano».

Poi a Rieti, in visita a una manifestazione sui presepi, Sangiuliano ha pure annunciato su Twitter che «il #presepe è un simbolo della #cristianità. #SanFrancesco è una figura “unificante” per la nostra #cultura e per la nostra nazione».

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.

Il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei ministri, per il 14 dicembre ha pensato bene di organizzare una delegazione di mille volontarie e volontari da spedire in Vaticano in udienza da papa Francesco, chiedendo le adesioni. La data è quella della giornata per la pace, che cade un giorno prima della terza giornata nazionale del Servizio Civile Universale.

Per la festa di santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco, degli artiglieri e degli artificieri, in tutta Italia si sono tenuti festeggiamenti con partecipazioni istituzionali. Da segnalare il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, il prefetto Laura Lega, per l’occasione. Dal canto suo anche la Marina Militare, sui social, ha festeggiato l’evento, ricordando come sia «tradizione, a bordo delle navi e presso tutti gli enti e i comandi della Forza Armata, riporre una rosa rossa vicino all’immagine della Santa presente in ogni deposito munizioni». Anche sui canali social ufficiali del Corpo dei Vigili del Fuoco si commemora santa Barbara.

La Giunta comunale di Venezia ha approvato, su proposta del sindaco Luigi Brugnaro, una delibera per stanziare 350 mila euro per interventi di restauro degli edifici di culto per l’anno 2022. L’assessore alle Politiche sociali Simone Venturini ricorda che l’amministrazione ha stanziato negli ultimi sei anni 2,5 milioni di euro.

Il Comune di Forlì inaugura un presepe dentro il Municipio, con tanto di benedizione dell’abate di San Mercuriale don Antonino Nicotra. Presenti alla cerimonia il sindaco Gian Luca Zattini, gli assessori Andrea Cintorino e Barbara Rossi, l’onorevole Rosaria Tassinari. Il primo cittadino, con fascia tricolore, ricorda che è il quarto anno che il Comune ospita la «bellissima iniziativa»: «La nostra volontà è di mantenere questa tradizione in un luogo che rappresenta un valore condiviso per la pace della nostra comunità».

Il sindaco di San Giuliano Terme (PI) Sergio Di Maio ha rilanciato la cerimonia religiosa per il riposizionamento della Croce dei Passionisti nella rotatoria di Colignola, celebrata dall’arcivescovo metropolita di Pisa Giovanni Paolo Benotto. Il prelato ha benedetto la nuova croce, che sostituisce una abbattuta da un incidente nel 2006. Per l’amministrazione comunale ha partecipato, con fascia tricolore, l’assessore Matteo Cecchelli che «ha rappresentato la soddisfazione dell’Ente municipale e della comunità».

Il Comune di Pioltello (MI) per la festa di sant’Andrea oltre ad albero di Natale e luminarie ha organizzato anche una messa solenne.

La redazione

20 commenti

G. B.

Che la cultura italiana, e occidentale nel suo complesso, sia stata influenzata, nel bene e nel male, dal cristianesimo, è cosa risaputa da chiunque abbia un minimo di cultura storica.
Quindi o il ministro ha fatto un’affermazione assolutamente ovvia, oppure fra le righe ha voluto dire qualcosa di più, come lascia pensare quel “se lo mettano bene in testa”. Cosa ha voluto dire? Che bisogna mantenere e incrementare crocifissi, presepi e visite pastorali nelle scuole? Che i docenti di religione potranno insegnare educazione civica? Che gli acattolici dovranno rassegnarsi ad essere cittadini di serie B? Che lo stato elargirà ancora più soldi alla chiesa, magari col pretesto di finanziare attività culturali? Fare il processo alle intenzioni non è mai bello, però certe affermazioni autorizzano a pensare male. E, ancora, il ministro DELLA CULTURA non sa che l’Italia è stato l’unico paese europeo nel quale l’unità nazionale è stata conseguita CONTRO la chiesa cattolica, e comunque CONTRO la confessione religiosa maggioritaria (o presunta tale) nel paese? Che nei nostri più grandi poeti e scrittori si leggono critiche durissime alla chiesa cattolica e al papato?

Diocleziano

“Che la cultura italiana, e occidentale nel suo complesso, sia stata influenzata,
nel bene e nel male, dal cristianesimo…”

Più che un’influenza fu un ladrocinio sistematico, vedi la truffa della donazione di Costantino”
che la dice lunga sulle mire di potere. Non direi ‘influenza’ direi proprio un cancro maligno.

RobertoV

E’ vergognoso che si cerchi di accreditare l’influenza del cristianesimo come un processo spontaneo e libero. Sarebbe come celebrare l’influenza di 1700 anni di fascismo. Il Cristianesimo si è imposto e si è mantenuto utilizzando ogni mezzo illecito e antidemocratico: dalla falsificazione di documenti di legittimazione, all’uso esteso della violenza per affermarsi, diffondersi e mantenersi al potere, con massacri e persecuzioni, violente lotte di potere e religiose, intrallazzi con poteri violenti, repressivi e totalitari, controllo ed oppressione della popolazione e di ogni tentativo di libertà e questo dall’inizio fino quasi ai giorni nostri. Tanto è vero che alcuni cristiani illuminati riconoscono che si è passati dall’era dell’obbligo a quella della scelta, anche se la maggior parte fatica ancora ad accettarlo.
Come si può celebrare un obbligo ed un passato di intolleranza e violento e pretendere di esserne legati?
Ma, soprattutto, questo passaggio non è avvenuto grazie al cristianesimo, ma grazie alla rivoluzione francese ed all’illuminismo, alla rivoluzione industriale ed alla secolarizzazione con limitazione del potere religioso e cambiamenti sociali e produttivi ai quali il cristianesimo si è in genere opposto e a cui si è dovuto adattare. La tolleranza religiosa non è un valore cristiano anche se oggi si cerca di spacciarlo come tale perché è stato da sempre intollerante, anche all’interno della stessa confessione, la libertà di pensiero non è un valore cristiano, basterebbe ricordare le dichiarazioni di vari papi, il potere religioso si è opposto alla ricerca scientifica e tecnologica che creava problemi a loro, si è opposto ai diritti e libertà individuali (matrimonio civile, divorzio e aborto, ecc.), all’istruzione per tutti, ai cambiamenti sociali e di classe. Basterebbe pensare a quante cose non avremmo se il cristianesimo avesse continuato a dominare.
Le nostre costituzioni occidentali non sono il prodotto del cristianesimo, anche se contengono ancora elementi di retroguardia legati ad esso (basterebbe pensare all’articolo VII) e privilegi anacronistici concessi alle religioni.

enrico

Quale perla finale aggiungerei le dichiarazioni di ix a proposito della licealità, in casi specifici, della schiavitù.
Bisogna essere precisi relativamente ai lasciti culturali e cicvili della Chiesa.

KM

Anche l’ “influenza” puo’ essere letale! Grande Emperor!😊

RobertoV

Io mi riferivo alle affermazioni di Sangiuliano ed al tentativo insopportabile da parte dei clericali di riscriversi la storia e di attribuirsi meriti che non hanno ed alla pretesa di omaggiare e rimpiangere quei tempi quando si parla di decadenza dell’occidente e di recupero della sacralità, cioè in pratica di un’epoca oppressiva con dominio del sacro come se quei tempi passati fossero migliori.
Basterebbe pensare che i tanto celebrati umanesimo e rinascimento sono coincisi con periodi di crescita dell’inquisizione, delle persecuzioni religiose e non, della controriforma, della repressione delle rivolte contadine, contadini affamati per poter costruire le loro grandi opere elitarie del cristianesimo ed autocelebrarsi, dei libri all’indice e della letteratura di regime.
Ma anche riguardo alla presunta conversione del Manzoni ci si dimentica di dire che all’epoca c’era la religione di stato cattolica e le religioni acattoliche venivano perseguitate e discriminate. Solo durante la rivoluzione francese c’è stato un periodo di illusoria libertà ed anticlericalismo, progressivamente rientrato anche prima della restaurazione. Se ancora 60 anni fa la chiesa cattolica poteva danneggiare persone che non si piegavano a lei è una presa in giro parlare di questi processi come libere scelte. Gli italiani non hanno scelto il cattolicesimo, così come gli europei e i sudamericani non hanno scelto il cristianesimo.
Ed i nostri diritti e libertà li abbiamo conquistati quasi sempre con l’opposizione della chiesa cattolica e dei rappresentanti religiosi cristiani, mentre loro non hanno avuto problemi ad intrallazzare e guadagnare anche con le dittature del novecento.

Mixtec

Caro Roberto, guarda che anche i Protestanti non scherzavano mica quando si mettevano in discussione le loro dottrine. I Padri Pellegrini ritenevano che l’America fosse la nuova Terra Promessa, che essi fossero il Nuovo Israele (e in questo non erano originali: ogni Cristiano ritiene di far parte del Nuovo Israele, anche se non lo dice di continuo), e che i popoli trovati nel Nuovo Mondo fossero i Nuovi Cananei da sterminare.

KM

Vai RobertoV!
E’ l’unica canna d’ossigeno che ancora li mantiene in vita: la storiella del cristianesimo come fondamento della civilta’ europea. Roba che di piu’ falso c’e’ solo l’esistenza di dio e la storicita’ di GC.
Purtroppo, anche a livello di Costituzione e leggi UE, questa falsita’ viene mantenuta, grazie al fatto che molti stati europei sono a maggiranza democrista-clericofascista.

Maurizio

Più che Ministro dellla cultura, Sangiuliano pare il Ministro dell’IRC.

Gérard

Ma che cosa viene a fare la religione nelle funzioni del ministro della cultura ? Credevo che la missione principale di un ministero della Cultura è quella di rendere accessibili al maggior numero possibile di persone le opere capitali dell’umanità e di promuovere quelle del proprio paese all’ estero … (?) Cosi è la definizione che ci danno in Francia e in Belgio . Penso come G.B. che questo signor ha voluto fare passare un altro messaggio di stampo identitarista religioso

Maurizio

Nella vision di un siffatto Ministro, l’unica opera importante da diffondere è la Bibbia (il libro più venduto di sempre, e anche il meno letto…), la cultura da promuovere sono le radici cristiane, i beni da pubblicizzare sono duomi, cattedrali, basiliche, monasteri, santuari. Praticamente è un Ministro del culto.

KM

G.B., dall’introduzione dell’ agricoltura e il conseguente cambio da nomadismo a stanzialita’, siamo entrati in un sistema capitalista (sfruttamento e controllo dei mezzi di produzione, della politica e dell’economia) che ha prodotto una gran quantita’ di culture, alcune egemoni altre no. Le culture egemoni hanno sempre influenzato quelle subordinate, ma raramente le ultime ne hanno beneficiato. Le uniche 2 culture egemoni che hanno influenzato in senso anche positivo quelle subordinate, sono state, forse, quella greca e quella romana. La prima senz’altro molto piu’ positivamente della seconda, in quanto – se si eccettuano guerre tipo quelle per il controllo dell’Egeo e il periodo alessandrino – la sua influenza si basava soprattutto sulla diffusione e divulgazione della sua lingua, della sua arte, dell’architettura, della filosofia e delle scienze (in particolare la matematica e la geometria). Un’espansione piu’ culturale che militar-politica. Quella romana e’ stata piu’ un’espansione politica, economica e quindi militare, ma ha anche portato enormi benefici alle culture subordinate, primo fra tutti il rafforzamento dell’egemonia culturale greca. Poi anche tante innovazioni, dall’arco al diritto, dagli acquedotti alle grandi vie di comunicazione agli accampamenti militari (castra) che costituiranno lo scheletro di numerose citta’ europee (Torino, Parigi, Manchester e tutte le localita’ inglesi che finiscono in -chester, cioe’ castrum). Mi viene in mente la battuta di John Clees (Reg) in Brian di Nazareth: “Va bene, ma a parte i servizi igienici, la medicina, l’istruzione, il vino, l’ordine pubblico, l’irrigazione, le strade, l’acquedotto e la sanità pubblica, cosa hanno mai fatto per noi i romani?”
Poi arrivano i monoteismi medio-orientali, che hanno una sola cosa in mente: quella di imporre il loro dio, e tutta la cultura dispotica, totalitaria, imperialistica che va con esso. Cosa hanno guadagnato dal colonialismo cristo-musulmano, i vari popoli e le varie culture da questo assoggettati? I Romani hanno impiegato 3 Guerre Puniche ed almeno 120 anni prima di decidere che Cartagine andava rasa al suolo. I conquistadores cattolici ispano-portoghesi in molto meno tempo hanno distrutto grandi civilta’ e ucciso centinaia di milioni di individui. I protestanti inglesi, olandesi e tedeschi non sono stati da meno in America, Canada, Australia, Asia, Africa. Il tutto, per la gloria di dio e in nome della “civilta’” vs la barbarie. Concetto fatto suo anche dal cattolicissimo fascismo, in Africa.
Quindi, tornando a bomba, il cattolicesimo ha influenzato ( e influenza tuttora) la civilta’ occidentale SOLO nel male e MAI nel bene. Qualcuno dira’: ma come e tutte le opere d’artedel Medio Evo e del Rinascimento? C’era bisogno delle crociate e delle persecuzioni contro gli eretici, dei roghi e dello scontro con l’Impero, per produrre La Gioconda o la Nascita di Venere? Da santa maria maggiore a santa francesca romana, c’era bisogno di distruggere tante opere d’arte pagane per erigerle? La mia risposta e’ un enfatico NO!

KM

Beh, si potrebbe cominciare con un modulo per la dichiarazione di guerra al vaticano!😎

KM

Quindi S.Giuliano cita S. Benedetto. Decostruiamo ‘sta baggianata.
“l’identità italiana sia in debito rispetto all’identità cristiana”
L’identita’ e la cultura italiana precedono quelle cristiane di decine di secoli. In debito al massimo sono loro, non noi. Inoltre, come si puo’ parlare di identita’ cristiana quando TUTTO il cristianesimo e il cattolicesimo in particolare, e’ uno scopiazzare, un rubacchiare di cio’ che li ha preceduti. La trinita’; il Redentore; il mito della nascita verginale; i vari sacramenti le virtu’ piu’ o meno teologali o cardinali e la mortificazione della carne.
“anche chi si proclama non credente poi alla fine sia intrinsecamente cristiano nel suo pensiero e nel suo agire”
E’ qui, amici miei, che l’asino casca piu’ pesantemente. Perche’ il credente – per dirla alla Dawkins – e’ uno che crede ad UN solo dio in piu’ del non credente. Quindi se il non credente alla fine e’ intrinsicamente cristiano, allora dovrebbe essere intrinsicamente anche ebreo, musulmano, buddista, induista, sihkkista, animista, taoista; e cosi’ anche il credente che, pur non credendo alle suddette religioni, ne diventa intrinsicamente parte, sempre stando al ragionamento crociano.
“la morale dello Stato sia in debito rispetto alla morale cristiana, perché la morale, anche quella che troviamo nella nostra Costituzione repubblicana, è il frutto del pensiero cristiano”
Questi le sparano piu’ grosse del Barone di Munchausen! Con tutti i suoi difetti la Costituzione e’ inclusiva, non discriminante, democratica, repubblicana, laica – non nel senso religioso della parola – Lo stato del Vaticano, viene definito una monarchia teocratica assolutista e totalitaria. Beh, certe cose fanno proprio pappa e ciccia con l’etica della nostra Costituzione, vero S. Giulia’? L’Italia e’ una repubblica e’ frutto del pensiero cristiano? La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, anche quello si evince dalla morale cristiana? Ma se il vaticano, come la Cina e gli USA, non e’ neanche firmatario delle varie carte dei diritti! Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, proprio come le donne, i gay, i trans nella visione catto-cristiana! La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Beh, qui bisogna dare a Cesare quel che e’ di Cesare. La cultura la promuovono e come, quella cattolica con l’aiuto di S.Giuliano e co. E poi la scienza e la tecnica. Pensiamo ai viaggi spaziali tipo le varie ascensioni (Beam me up, Scottie); alle resuscitazioni che hanno preceduto i defibbrillatori e gli ECG; alle camminate sull’acqua progenitrici dell’Hovercraft; alle stelle comete, antenate dei navigatori satellari; ai vari sudari tipo la Sindone, impressionati come una pellicola fotografica. Wow. Ce n’e’ abbastanza per un intero corso di scienza, fisica e biologia al liceo!
What a load of bulldust! 🤣

Maurizio

Non vorrei ripetermi, ma dove posso sottoscrivere anche questo commento?

KM

Ti ringrazio Maurizio, per la stima. Penso che gia’ il tuo commento sia una sottoscrizione. Grazie ancora.

PS Se poi vuoi fare una petizione ed indire un referendum KM FOR PRESIDENT, mi sta bene. Potrei accettare la candidatura. Peggio di Mattarella o Napolitano non potrei essere, for sure.😊😊😊

Diocleziano

L’impegno maggiore della chiesa (non ancora Città del Male) fu nella distruzione di tutto
quello che poteva ostacolare o mettere in dubbio la credibilità divina di Yoshua ben Abdes.
ovvero: Gesù figlio di Abdes.
Non escluderei che pure l’hank egizio sia arrivato fino a noi…

KM

Senz’altro, Divo Diocleziano, la chiesa (sempre stata citta’ del male dal momento in cui ha cominciato a sgomitare per ritagliarsi uno spazio di potere) si e’ concentrata sulla divinita’ del personaggio-fiction GC. Ma per questo c’erano anche Saulo di Tarso e gli Gnostici (che consideravano Saulo un loro precursore/mentore). Se vuoi coniugare il potere spirituale con il potere che piu’ conta, quello temporale, devi anche occuparti di cose terrene. Quindi, i concetti della storicita’ di Yoshua e la sua esistenza “umana”, divennero di importanza fondamentale per i cittadini del Male. E questo spiega la scelta “miracolosa” dei Vangeli canonici sopra quelli “apocrifi”, che erano in maggior parte gnostici o comunque presentavano storie analoghe a quelle dei Misteri Pagani. Il Vangelo di Giuda, per esempio, presenta una serie di dialoghi tra Yoshua e Giuda che espongono idee del tutto in contrasto con quelle dei vangeli canonici. Questi ultimi, pur esaltando la natura divina di GC (miracoli, resurrezione etc…), evidenziano il lato terreno e “storico” del personaggio (la nascita, la passione, le predicazioni, la famiglia, l’inquadramento della sua vita in un determinato periodo storico). Questo dello storicismo, in effetti, e’ ancora l’aspetto piu’ dibattuto, ancor oggi, perche’ i cristiani credono in ogni caso nella natura divina di GC e gli altri no. Ma sulla “verita’” storica, chi non crede ha dei dubbi fortissimi cosi’ come alcuni credenti. Raymond Brown, che stato membro della Pontificia Commissione Biblica, “…considera i due resoconti dell’infanzia, di Matteo e Luca, non storici e in contraddizione tra loro…” (Fonte: it. wikipedia.org). Quindi, tanto di cappello e di onore a Saulo, il vero artefice della diffusione del cristianesimo, ma la ecclesia si dimentica di alcune sue lettere e del suo “vangelo” e, da Nicea in poi, si concentra sulla esistenza storica del suo idolo. La diffusione delle reliquie – oggetti umani e terreni – testimonia la volonta’ del sistema di premere sul tasto della storicita’.

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