La clericalata della settimana, 26: la premier Meloni per la “libertà religiosa”, ma solo dei cristiani perseguitati

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che

interviene con un videomessaggio alla presentazione del rapporto sulle persecuzioni contro i cristiani nel mondo della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre.

Nel suo contributo Meloni ha dichiarato che «la libertà religiosa non è un diritto di serie B», ha ripreso le parole di papa Francesco sul pericolo di una presunta «persecuzione educata, travestita di cultura, modernità e progresso» e ha sostenuto che sia «profondamente sbagliato pensare che per accogliere l’altro si debba negare la propria identità, compresa l’identità religiosa».

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.

Scatena un’ondata di polemiche clericali la posizione, tutto sommato moderata, espressa dal Club Alpino Italiano sulle croci in vetta. E la retromarcia dell’associazione. Durante un convegno, il direttore editoriale e responsabile cultura del Cai Marco Albino Ferrari si era detto a favore del mantenimento delle croci presenti, nel rispetto della tradizione, ma aveva espresso dubbi sul posizionamento di nuove, vista la mutata sensibilità laica sul tema. È bastato questo a suscitare le reazioni dal centro-destra, favorevole alla marcatura confessionalista degli spazi naturalistici. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha proclamato: «dovete passare sul mio corpo per togliere anche solo un crocifisso da una vetta alpina». Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo (Forza Italia) è rimasto «attonito» dal dibattito perché le croci sarebbero «punto di riferimento per gli scalatori» e simbolo religioso la cui «lezioni di umanità è universale e valida per tutti». La ministra del Turismo Daniela Santanchè è «basita dalla decisione del Cai di togliere le croci dalle vette delle montagne senza aver comunicato nulla al Ministero. Non avrei mai accettato una simile decisione che vada contro i nostri principi, la nostra cultura, l’identità del territorio».  Scende in campo pure il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «esiste un minimo comune denominatore che lega tutta l’Europa ed è il Cristianesimo. Da Roma a Berlino, da Parigi a Lisbona, da Madrid ad Atene e fino ai Paesi baltici troveremo sempre una Croce. Difendiamo i nostri valori, la nostra identità, le nostre radici». I clericali, così ossessionati dal crocifisso, hanno frainteso del tutto quanto espresso dagli esponenti del Cai: non c’è mai stata alcuna proposta di rimozione. Il presidente generale Antonio Montani addirittura si scusa personalmente con Santanchè e rassicura.

L’ospedale di Agordo (BL) è stato intitolato a papa Giovanni Paolo I ad Agordo, nel bellunese. Oltre a politici, amministratori e operatori sanitari, alla cerimonia hanno partecipato il vescovo Renato Marangoni, che ha impartito la benedizione, e don Davide Fiocco, che ha preso la parola per parlare del papa. Tra i presenti l’assessora alla Sanità e alle Politiche sociali della Regione Veneto Manuela Lanzarin, il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, i sindaci della zona (con fascia tricolore) tra cui quello di Agordo Roberto Chissalè, il commissario dell’Ulss Dolomiti Giuseppe Dal Ben (che ha ricordato anche un «legame particolare» con il papa cui ha fatto da chierichetto all’ospedale di Oderzo), il presidente dell’Unione Montana Paolo Frena. Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia aveva accolto con favore la richiesta di intitolazione fatta dall’Unione Montana Agordina e dal Comune di Agordo.

La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella ha commentato la recente decisione della Procura di Padova di impugnare i certificati di nascita di 33 bambini figli di due donne e nati con fecondazione eterologa. Cita a sproposito la sentenza della Cassazione del 2022, che però riguarda una coppia di uomini e la gestazione per altri. Si appella alla circolare del ministro dell’Interno Piantedosi, che però è confezionata proprio per interpretare in senso restrittivo il pronunciamento dei giudici. E ha pure il coraggio di consigliare la stepchild adoption, contro cui lei e altri clericali si sono sempre opposti, fin dai tempi dell’approvazione della norma sulle unioni civili. Cosa che costringe ancora oggi diverse coppie a rivolgersi al tribunale, con tempi lunghi e spese ingenti. Roccella prospetta pure una «sorta di sanatoria, una soluzione legale per i bambini nati fin qui» dopo che sarà approvata la legge sulla perseguibilità della gestazione per altri come “reato universale”. Le sue dichiarazioni trovano forza dopo il controverso pronunciamento della Corte europea dei diritti umani che non condanna l’Italia per aver negato la trascrizione automatica dei bambini nati con gestazione per altri (e riconosciuti già all’estero) come figli di coppie di uomini, dato che per la Cedu esiste già l’adozione in casi particolari.

L’assessore della Regione Piemonte Maurizio Marrone, noto per le posizioni no-choice, si è scagliato contro il consigliere di Torino Silvio Viale “colpevole” di aver mostrato durante il Pride che si è tenuto nella città un cartello che raffigura una donna incinta crocifissa. Secondo Marrone si trattava di «un crocifisso offensivo pro-utero in affitto»: «il pride torinese si conferma palcoscenico per dare visibilità alle peggiori provocazioni offensive verso la sensibilità religiosa comune, al solo fine di attaccare il governo e sostenere la pratica dell’utero in affitto». Peccato che il riferimento di Viale – noto per essere un esponente radicale e medico non obiettore – fosse quello della storica copertina de L’Espresso che nel 1975 denunciava la persecuzione giudiziaria nei confronti dell’interruzione di gravidanza, prima che venisse approvata la legge 194. All’epoca il numero della rivista venne sequestrato per “vilipendio alla religione” e il direttore dell’epoca, Livio Zanetti, venne denunciato.

L’assessore del Comune di Venezia alla Coesione sociale Simone Venturini ha partecipato, con fascia tricolore in rappresentanza dell’amministrazione, alla messa nella chiesa Gran Priorale di San Giovanni Battista di Malta per la festa patronale, presieduta dal cardinale Pietro Parolin. Presenti anche il prefetto di Venezia Michele Di Bari, il questore Maurizio Masciopinto e altri rappresentanti delle forze dell’ordine e militari.

Alla vigilia dei 40 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, slitta ancora la decisione sulla commissione parlamentare di inchiesta sulle sparizioni di Orlandi e di Mirella Gregori. Vota per il rinvio di una settimana la Commissione Affari costituzionali del Senato, con i voti di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Stanziati 1.135.882,66 euro di fondi del Pnrr per ristrutturare la Chiesa dei cappuccini a Teramo, di proprietà del Ministero dell’Interno tramite il Fondo Edifici di Culto. Il gestore unico dell’edificio rimane la Chiesa cattolica, che continuerà a non versare un euro di canone e a decidere le attività che si possono svolgere all’interno della struttura di proprietà pubblica.

La redazione

12 commenti

RobertoV

La questione delle croci sulle vette dimostra quanto siano in malafede i clericali e quanto effettivamente quelle croci siano divisive e rappresentino un simbolo di parte. La malafede perché tirano in ballo una rimozione che non è mai stata proposta per cercare di denigrare la considerazione che riguardava il futuro, non il passato che ha anche un valore storico e di stato di fatto che non si vuole cancellare. Tra l’altro il loro dio ha pensato bene di buttarne giù un po’, ma loro imperterriti le rimpiazzano ancora più grandi e non contenti vi aggiungono anche statue giganti di santi e i santi escludono diverse confessioni cristiane.
Mentre il fatto che rimarchino la questione identitaria dimenticandosi di come questa identità sia stata storicamente costruita con la forza e l’oppressione, negando proprio la scelta, dimostra quanto quei simboli servano a marcare il territorio e vincolare a quella identità imposta ricattando il nostro futuro, negando la libertà di scelta. Quei simboli sono proprio nati con motivazioni religiose e di marcatura del territorio a cui tutti erano sottoposti da chiese intolleranti e governi autoritari e liberticidi e, quindi, in un mondo libero non è più accettabile che i clericali impongano a tutti la loro visione del mondo, ma non lo vogliono accettare.
Sono incredibili le arrampicate sugli specchi per giustificare le croci inventandosi significati extra religiosi e questioni pretestuose di utilizzo come riferimento: dal trasformarli in simboli “laici” (ovviamente per espressa affermazione dei soli clericali), dal trasformarli in simboli della fatica nella salita o riferimenti: cioè se raggiungo una vetta la croce sarebbe il simbolo della mia fatica per raggiungerla, cosa che può venire in mente solo ad un cattolico, oppure alla necessità di avere riferimenti, come se senza una croce la vetta non venisse individuata e senza spiegare perché, anche ammettendo che una struttura in vetta potrebbe essere un riferimento, la croce dovrebbe rimanere un simbolo internazionale (c’è qualche norma che lo riconosce come tale ?). Come faranno ad andare in montagna i mussulmani o i buddhisti? Quindi sulle vette dell’Himalaya si perdono perché non ci sono le croci o altri simboli? E come faranno i giapponesi ed i cinesi con le loro montagne?

Diocleziano

La demenziale mania di impestare le montagne con le croci è un relitto delle guerre di religione che hanno devastato il confine tra cattolici a sud e protestanti a nord, all’inizio del ‘600.
Ricordato nel ‘Sacro macello di Valtellina’. Solo un talebano cattolico poteva definire ‘sacro’ un
evento tanto vergognoso.

Quindi nulla di più divisivo di quei lugubri patiboli che intristiscono i villeggianti.
Ricordo un episodio grottesco di qualche anno fa quando una enorme croce ‘artistica’, cioè
arcuata in avanti, crollò e uccise un devoto; sicuramente un prediletto da dio.

RobertoV

Messner sostiene che siano state installate per combattere l’illuminismo e che le croci siano soprattutto una caratteristica delle Alpi ed Appennini, cioè in pratica una questione cattolica. Tanto per rimarcare quanto laiche e unificanti siano.
E per dimostrare quanto siano tolleranti e divisive il responsabile del Cai che ha osato fare la considerazione si è dovuto dimettere.
Ed il bello è che il vescovo che era presente era d’accordo che non si installassero più nuove croci, cosa che è stata completamente ignorata dai clericali. A dimostrazione di quanto non tollerino libertà di scelta ed i cambiamenti e la democrazia. Proprio oggi leggevo che in Germania c’è stato il record di abbandoni dalla chiesa cattolica, ben 523 mila l’anno scorso, che con i 380 mila dei protestanti, significano in un solo anno oltre 900 mila cristiani in meno in Germania. Ed in Italia? Il mondo cambia, ma i clericali non lo accettano, ci vogliono legare al mondo intollerante del passato.
Tra l’altro le considerazioni fatte erano non solo di laicità, ma anche ambientalistiche, cioè di impatto sul paesaggio: se penso al Resegone vicino a Milano dove su una delle vette c’è un enorme blocco in cemento con sopra un enorme croce metallica. Un vero obbrobrio, detirpazione dell’ambiente, la “spiritualità” deve essere gigante, così come tutti i simboli dei poteri autoritari.

Diocleziano

Se c’è qualcuno che deve essere favorevole alla gestazione per conto terzi, questi dovrebbero
essere proprio i cattolici: non si sono mai accorti che il loro dio ha ingravidato una terrestre
senza nemmeno chiederle il consenso? E non era nemmeno un granché fedele visto che si era
‘fatto’ anche la cugina Elisabetta.

Commovente ma non credibile l’offrirsi al martirio (passare sul suo corpaccione) da parte
del Salvini. Moto d’acqua?… Gatto delle nevi?… 😛

GBK

In più dovrebbero essere favorevoli alla “natalità”, anche se ottenuta con l’ausilio dei centri specializzati e di volontarie che scelgono di fare una gravidanza per altri.
La “natività” la tirano fuori solo a giorni alterni

RobertoV

La Roccella prende in giro le persone omosessuali quando parla di adozione. Si erano battuti duramente proprio per far stralciare l’adozione al tempo delle unioni civili.
Anche i single in Italia possono adottare solo in casi eccezionali.
I dati dell’ultimo anno indicano che a fronte di quasi 9000 richieste di adozioni solo poco più di mille hanno avuto buon fine, con tempi di attesa medi di 4 anni. Cioè anche per le coppie etero l’adozione è una pratica molto difficile, figuriamoci per gli altri.
Le famiglie Orlandi e Gregori mi fanno pena: farsi prendere in giro così dal Vaticano e dal papa che solo su pressioni ha detto qualche parolina ipocrita e subdola (facendo riferimento alla madre visto che il fratello lo aveva già rimproverato per aver osato muovere accuse un po’ pesanti e non si era comportato da suddito devoto). Il Vaticano crudelmente da speranze a queste persone ed è pure contro alla commissione parlamentare ed infatti i clericali si sono attivati per farla fallire. Non sia mai che gli italiani osino voler indagare, così il Vaticano potrà venderci le sue verità. Sono 40 anni che gli specialisti nell’insabbiare e nel nascondere hanno ostacolato qualsiasi indagine, anche grazie al fatto di godere dei privilegi dello stato sovrano. Proprio oggi leggevo in Germania delle perquisizioni della polizia nell’arcivescovado di Colonia alla ricerca di documentazione sulla pedofilia, cosa impensabile in Italia col Vaticano.

RobertoV

Mi fanno pena la famiglia Orlandi e Gregori, presi così in giro dal Vaticano e dal papa che alimentano false speranze. Il papa solo su pressioni ha detto delle parole di circostanza ed ipocrite a riguardo, ma in modo subdolo elogiando la madre, che è stata al suo posto come fedele suddita e non come il fratello Pietro che ha lanciato accuse pesanti nei confronti di personaggi intoccabili ed è stato rimproverato. Ed il Vaticano ha già fatto capire che non gradisce interferenze opponendosi alla commissione parlamentare, ed infatti i clericali la stanno boicottando in ogni modo. Bisogna lasciare al Vaticano di confezionare la sua verità, dopo che per 40 anni l’ha ostacolata e nascosta.

Diocleziano

Uno che è abituato a ‘chiedere scusa’ almeno trecento anni dopo i fatti sarà certamente infastidito da tutta questa premura. Chissà quante volte è stato tentato di sbottare in un “io non c’entro niente, è colpa dell’amministrazione precedente!…” come avrebbe detto un qualsiasi politico italiano. Però i tg hanno apprezzato molto l’umiltà del nostro per essersi abbassato ad accennare alla vicenda. Com’è umano lei!…

Diocleziano

La Meloni “interviene con un videomessaggio alla presentazione del rapporto sulle persecuzioni contro i cristiani”

Con tempismo sospetto arriva sui canali rai ‘La croce e la svastica’ documentario che vorrebbe assimilare lo sterminio degli ebrei a una presunta persecuzione nazista dei cristiani.
E, comunque, ci stava meglio sui canali della CdM.
Probabilmente anche dover pagare le tasse ‘loro’ la considerano persecuzione.

RobertoV

Ci vuole un bel coraggio a parlare di persecuzioni dei cristiani sotto al nazismo: gli unici perseguitati che hanno guadagnato tanto dai “persecutori” che hanno contribuito a mandare al potere visto che è grazie al partito cattolico Zentrum che Hitler ha ottenuto i pieni poteri e grazie ai maneggi del cattolico Von Papen perché Hitler diventasse cancelliere.
Se si pensa che la repubblica di Weimar già nel 1926 aveva deliberato la cancellazione dei privilegi storici della chiesa cattolica (senza riuscire però ad attuare tale decisione), il nazismo regalerà alla chiesa cattolica un vantaggiosissimo concordato che mai la chiesa cattolica metterà in discussione al ritorno della democrazia e che ancora oggi regola i rapporti e vincola lo stato tedesco. Ed i vescovi protestanti si divideranno in due con circa 2/3 a sostegno di Hitler.
Se si pensa che alla fine della guerra ben 1/3 dei preti e vescovi cattolici era finito nelle liste degli alleati relative ai collaborazionisti e criminali e che proprio la chiesa cattolica si oppose duramente a che gli alleati perseguissero i collaborazionisti per i loro crimini, oltre al fatto che la stessa chiesa cattolica fu attiva nel sottrarre i criminali nazisti alla giustizia facendoli espatriare in sud America ed i partiti cattolici nel riciclare ex nazisti come funzionari.
Usano lo stesso metodo propagandistico di trovare alcune persone, che sono anche cristiane, che si sono opposte e per tale fatto sono state perseguitate dal regime come chiunque non fosse allineato, per accreditare l’idea che il cattolico Hitler perseguitasse i cristiani. Tra l’altro gli ortodossi nei paesi slavi furono perseguitati dagli stessi cattolici per attuare le loro politiche di evangelizzazione e per le faide religiose e i cappellani militari cattolici e protestanti furono attivi nel sostenere l’esercito tedesco nei suoi eccidi.
Certo se si pensa che furono uccisi 6 milioni di ebrei, 250 mila rom, 1900 testimoni di Geova sono riusciti a trovare su 14 paesi solo 2800 cristiani perseguitati su centinaia di milioni di fedeli cristiani, di cui in tanti hanno collaborato apertamente coi nazisti, ma questi non contano. La croce e la svastica era il titolo di un libro sui silenzi di Pio XII, cioè era un libro critico del comportamento del cattolicesimo verso il nazismo. Esattamente l’opposto di quanto si cerca propagandisticamente di fare proiettando la trasmissione anche nelle scuole.

enrico

Ante Pavelic, fondatore del partito utascia, nazionalista e fascista. Cattolico integralista perseguitò ortodossi, zingari, ebrei e comunisti.Creò campi di concentramento per soli bambini, unico al mondo. Era talmente spietato che gli stessi tedeschi erano schifati da lui. Ebbe in compenso calorosi riconoscimenti dal “santo subito” per aver massacrato i comunisti.
Poveri cristiani perseguitati….

Diocleziano

È chiaro che con questo governo ‘la bestia’ stia riprendendo fiato.
Grazie anche alla lucidità delle migliori ‘penne’ che in questi giorni di attacchi al corano
si sentono in dovere di difendere la ‘libertà di religione’ – code di paglia: difendono il corano
nel timore che possa toccare anche alla bibbia – ma quei gracili cervellini si sono mai
preoccupati di difendere qualcuno – soprattutto i bambini – dai pericoli della religione?
Bambini ai quali vengono inculcate scempiaggini che nemmeno Harry Potter!
Il corano e la bibbia fanno a gara a chi fa più danni tra la popolazione: il rincoglionimen†o
sistematico e insistente non ha mai fatto bene a nessuno.

Da notare: possiedo due bibbie e tutt’e due provengono da libri buttati via dalla parrocchia!
Chissà, un giorno, in una fredda notte d’inverno… 😛

Commenti chiusi.