La clericalata della settimana, 35: presidente della Repubblica e ministri al Meeting di Comunione Liberazione

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di diversi ministri del governo Meloni che

hanno partecipato al Meeting di Rimini, kermesse dell’organizzazione cattolica integralista Comunione e Liberazione.

Erano presenti, oltre al Capo dello Stato, undici ministri su ventiquattro dell’attuale esecutivo, nonché sottosegretario, viceministri e capi di gabinetto, nonché alcuni presidenti di Regione, ma non la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Hanno partecipato i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze), Marina Calderone (Lavoro e Politiche Sociali), Orazio Schillaci (Salute), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Raffaele Fitto (Affari Europei, Politiche di Coesione e PNRR), Eugenia Roccella (Famiglia, Natalità e Pari Opportunità), Antonio Tajani (Affari Esteri e Cooperazione Internazionale), Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti), Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e Sicurezza Energetica), Francesco Lollobrigida (Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste), Giuseppe Valditara (Istruzione e del Merito). C’erano anche i presidenti di Regione Michele Emiliano (Puglia), Francesco Acquaroli (Marche), Donatella Tesei (Umbria), Giovanni Toti (Liguria), Stefano Bonaccini (Emilia-Romagna), Attilio Fontana, (Lombardia), Eugenio Giani (Toscana).

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.

Il sindaco di Grottaferrata (RM) Mirko Di Bernardo partecipa in veste istituzionale con tanto di fascia tricolore alle «celebrazioni della Santissima Madre di Dio di Grottaferrata». Informa inoltre su altri aspetti devozionali che sembrano far parte del suo mandato: «anche quest’anno ho avuto l’onore di rinnovare il voto fatto dai grottaferratesi alla Vergine Maria il 2 febbraio 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la liturgia, la processione ha saputo ancora una volta unire la nostra comunità nel segno della valorizzazione delle nostre tradizioni».

Cantando inni e pregando a Settefrati (FR) si sono tenuti i festeggiamenti per Maria Santissima di Canneto. La clericalata l’ha compiuta il sindaco Riccardo Frattaroli, che ha partecipato con la fascia tricolore e ha dichiarato di aver consentito «alla gente di portare a casa nel cuore la Madonna», in compagnia di altri sindaci della vallata e del presidente della provincia Luca Di Stefano tutti in veste ufficiale indossando la fascia istituzionale.

Il comune di Cervino (CE) ha assegnato uno stallo di parcheggio pubblico al parroco della chiesa Maria Santissima Immacolata, con tanto di cartello stradale che riporta “riservato parroco”.

La pagina ufficiale del comune di Caltagirone ha promosso a più riprese gli eventi religiosi per Maria Santissima del Ponte, compatrona della città. Nel programma anche l’“atto di affidamento” con il sindaco che ha dato la parola a vescovo e arcivescovo per la predicare e pregare dal balcone del palazzo del municipio.

Il sindaco di Scafati (SA) Pasquale Aliberti revoca il suo consenso alla manifestazione del Pride, prevista per il prossimo 16 settembre, dopo divergenze con il comitato organizzatore. Il primo cittadino ha annunciato invece di volersi concentrare sull’organizzazione dell’evento del movimento religioso del Rinnovamento dello Spirito.

Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.

A nome della Città di Treviso il sindaco Mario Conte ha donato come tradizione un cero in occasione della festa religiosa dell’Assunzione di Maria.

Il sindaco di Gussago (BS) Giovanni Coccoli partecipa, con fascia tricolore, alla messa per il patrono san Rocco. Sui social il primo cittadino ha commentato: «San Rocco è anche il patrono delle epidemie e a lui ci siamo rivolti in questi anni duri, per chiedere aiuto per la nostra comunità, oggi è giusto rendergli grazie e chiedergli sostegno affinché la nostra comunità sia sempre unita, solida e solidale».

Le autorità civili e militari di Soverato (CZ) partecipano alla tradizionale processione della Madonna a mare portando il simulacro su un’imbarcazione.

La redazione

13 commenti

Maurizio

Il Sindaco di Gussago omaggia San Rocco patrono delle epidemie. Ma guarda, adesso sappiamo con chi prendercela per il covid, per non parlare di Aids, aviaria, colera e pestilenze che da secoli infestano il pianeta!

Diocleziano

Però bisogna ammettere che Rocco è stato lungimirante nell’occuparsi di sanità pubblica.
Diciamo che ha aperto la via… 😛

RobertoV

Col Covid il papa col crocifisso anti-peste invocò Cristo, mentre per l’Aids e per altre pestilenze si parlò anche di punizioni divine, quindi San Rocco poteva fare poco contro i superiori. Avevo letto tempo fa che gli Aztechi o i Maya negavano i doni e giravano le statue che non avevano soddisfatto le loro richieste di aiuto. Solo i cattolici trovano scuse e ringraziano sempre le loro divinità anche se non mi pare che col covid siano state molto efficienti, in particolare nella provincia di Brescia. Chissà come saranno contenti i medici e infermieri smobilitati che il sindaco ringrazi San Rocco anzichè loro.

Diocleziano

A Milano ci sono ancora le colonne sovrastate da un santo pigottone volute dall’acume del Borromeo, il quale credeva – nel senso letterale – che le giaculatorie potessero vincere la peste: ammassando la popolazione! Anche nella scienza la chiesa è sempre stata avanti…

(“Chissà come saranno contenti i medici e infermieri smobilitati che il sindaco ringrazi san Rocco anziché loro”) Un po’ quello che sta facendo la Meloni sul caso delle bambine violentate: si interfaccia con il prete e non con l’autorità che indaga: si recherà sul posto invitata dal don. Questo è quello che appare dai tg.

Manlio Padovan

Al presidente della Repubblica e agli altri cialtroni della nostra politica.

Il 19 aprile 1989 viene pubblicata la sentenza della Corte costituzionale n. 203. In Italia per la prima volta si stabilisce che il principio di laicità è considerato supremo: la laicità, nel nostro paese, diventa inviolabile, al pari di altri principi come quello della dignità della persona.

RobertoV

Purtroppo il termine laicità viene declinato in tanti modi ed anche la chiesa cattolica utilizza il termine con la sua interpretazione di “vera laicità”. Quante volte lo tirano in ballo in modo pretestuoso anche loro ed i clericali per giustificare la loro presenza ed i loro privilegi e gli intrallazzi coi politici ed i media!
Per loro laicità è anche i politici che vanno a genuflettersi in massa al potere clericale di CL “perchè non si può escludere la religione dalla società”. Cioè per loro porre delle limitazioni alle loro invasioni e chiedere regole uguali per tutti equivale ad escludere la religione e non è vera laicità, ma laicismo.

Manlio Padovan

Certo gli ipocriti giocano sempre con carte false.
Ti ricordi del sommo nientologo, che distingueva tra “laicità positiva” e “laicità negativa”?
Allora la cosa si potrebbe probabilmente risolvere facendo sì che le istituzioni siano atee per significare in modo inequivocabile che esse sono estranee a qualunque religione.
Mi pare difficile poter distinguere tra un ateismo positivo ed un ateismo negativo.

Maurizio

Io la vedo così: a credere a non credere in un Dio sono le persone fisiche, non certo le persone giuridiche. Quindi le istituzioni statali, per definizione, non possono essere “atee”. Possono essere teocratiche, qualora impongano determinati riti, o laiche, qualora esulino da pratiche religiose limitandosi al rispetto dell’ordinamento giuridico.
In tal senso l’opzione laica è tra uno Stato che lascia fare, e uno Stato che vieta (come la Francia per intenderci). Personalmente io sono per quest’ultima scelta.

RobertoV

Uno stato laico dovrebbe essere neutrale rispetto alle religioni, cioè non dovrebbe parteggiare per nessuno, trattando tutti allo stesso modo, cosa inaccettabile per le religioni dominanti che pretendono trattamenti di favore. Se uno stato omaggia in continuazione una religione, la promuove, la ritiene riferimento valoriale e se ne serve per i suoi riti pubblici non è laico, ma clericale. E non può neanche trincerarsi dietro al pretesto della salvaguardia delle tradizioni perchè quelle presunte tradizioni non sono state ottenute in maniera democratica consentendo la libera scelta dei cittadini/sudditi, ma in maniera violenta e repressiva. Sarebbe come avere ad ogni evento pubblico un rappresentante dei Savoia, da omaggiare, perchè ha fatto l’Italia (non certo per noi, ma per perseguire i propri interessi egemonici).

Diocleziano

Propongo l’istituzione della “Clericalata alla Carriera” per gli ‘storici’* viaggi a sbafo che ormai
si ripetono senza soluzione di continuità da parte del più Medio** teologo vivente.
Forse sarebbe costato meno se avessero pagato il viaggio a Roma per tutti i mongoli cattolici.

*Storici per definizione.
**’Medio’ perché ‘Più Grande’ è ormai appannaggio di zio Fester.

RobertoV

Da quel che leggo i cattolici in Mongolia sarebbero un migliaio, effettivamente costava meno farli venire in Italia. La notizia è che in Mongolia i dati sono del censimento del 2010, cioè in quel paese si fa una cosa democratica impensabile in Italia dove prevale il sistema ipse dixit che gli italiani sono cattolici. Secondo quel censimento la maggioranza è dei buddhisti (52-53 %), mentre i cristiani, ma tendenzialmente protestanti, sono il 2 % della popolazione, meno del shamanesimo, mentre i non credenti/atei quasi il 39 %. Secondo la loro propaganda negli ultimi anni i cristiani sarebbero aumentati di qualche decina di migliaia di fedeli, un salto “epocale”.
Ed ovviamente un viaggio così importante verrà trasmesso in diretta.
Chissà cosa pensa di ottenere, forse voleva farsi un viaggio in Mongolia a spese dei contribuenti italiani.

Diocleziano

L’ultima che hai detto: probabilmente l’Archiatra pontificio gli ha ordinato clima fresco e secco per il suo ginocchio… Poteva andare al Terminillo.

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