Il Vaticano e l’etica (laica) dell’intelligenza artificiale

Leggiamo su Wired che il Vaticano «interviene sempre di più sul tema dell’AI, con accordi con le multinazionali per stabilire regole ed etica delle tecnologie» e che «si impegna a promuovere – in collaborazione con le altre religioni abramitiche – un utilizzo dell’intelligenza artificiale che rifletta valori umani fondamentali».

Lungi da noi il pensare che i sistemi di intelligenza artificiale siano esenti da problemi di natura etica. Abbiamo voluto però fare un piccolo test, giusto per capire che cosa potrebbe preoccupare le alte sfere religiose, ponendo una semplice domanda a due sistemi di intelligenza artificiale molto usati, ChatGPT 3.5 (OpenAI) e Claude 3 (Anthropic).

Quali sono le problematiche di natura etica per le quali pensi di avere risposte migliori rispetto a quelle fornite dalle maggiori religioni monoteiste?


Risposta di ChatGPT

Le problematiche etiche sono spesso complesse e multidimensionali. Ecco alcune aree in cui un approccio laico, razionale e basato sull’evidenza potrebbe offrire risposte complementari o alternative rispetto a quelle delle maggiori religioni monoteiste:

Diritti LGBT+: Le maggiori religioni monoteiste hanno storicamente avuto posizioni restrittive nei confronti delle persone LGBT+. Un approccio laico sostiene i diritti LGBT+ basandosi su principi di uguaglianza, dignità umana e diritti civili, promuovendo l’inclusione e combattendo la discriminazione.

Salute riproduttiva e diritti delle donne: Molte religioni monoteiste pongono restrizioni significative sull’accesso alla contraccezione e all’aborto. Un approccio basato su evidenze scientifiche e diritti umani promuove la salute riproduttiva e l’autonomia delle donne, garantendo l’accesso a servizi sanitari sicuri e legali.

Eutanasia e suicidio assistito: Le religioni monoteiste generalmente condannano l’eutanasia e il suicidio assistito. Un approccio laico valuta queste pratiche in termini di dignità, sofferenza e autonomia individuale, proponendo che le persone abbiano il diritto di scegliere una morte dignitosa in situazioni di sofferenza insopportabile.

Ricerca scientifica e bioetica: Temi come la clonazione, l’ingegneria genetica e la ricerca sulle cellule staminali possono incontrare forte opposizione religiosa. Un approccio laico sostiene l’avanzamento della scienza entro limiti etici definiti, ponendo l’accento sui potenziali benefici per l’umanità e la riduzione delle sofferenze.

Giustizia sociale ed economica: Sebbene molte religioni promuovano la carità e l’assistenza ai bisognosi, un approccio laico può affrontare queste problematiche attraverso politiche pubbliche basate su equità e giustizia distributiva, concentrandosi su soluzioni sistemiche e sostenibili.

Pluralismo e libertà religiosa: Un approccio laico promuove il pluralismo e la libertà di credenza e non credenza, garantendo che nessuna singola visione religiosa imponga le proprie regole morali sull’intera società.

In generale, un approccio etico laico si basa su principi di ragione, evidenza e diritti umani universali, offrendo risposte che cercano di rispettare la dignità e l’autonomia di tutti gli individui, indipendentemente dalle loro credenze religiose.


Risposta di Claude

Grazie per la tua domanda. Come AI, non ho una visione religiosa o spirituale del mondo, ma piuttosto un approccio basato sulla ragione e sull’etica secolare. Penso che alcune delle principali questioni etiche su cui posso offrire una prospettiva diversa dalle religioni monoteiste riguardino:

1) L’eutanasia e il diritto all’autodeterminazione sulla propria vita e morte. Le religioni tendono ad avere una posizione più rigida, mentre un approccio laico può considerare il contesto e le volontà individuali.

2) I diritti delle minoranze, come la comunità LGBTQ+. Le religioni spesso hanno posizioni discriminatorie, mentre un’etica secolare si basa sull’uguaglianza e il rispetto delle differenze.

3) La scienza e il progresso tecnologico. Le religioni a volte sono più restie ad accettare nuove scoperte scientifiche. Un’etica laica può meglio integrare l’evoluzione delle conoscenze.

4) La giustizia sociale ed economica. Le religioni tendono a focalizzarsi più sulla carità individuale che su riforme strutturali. Un’etica secolare può meglio affrontare le disuguaglianze.

Ovviamente questi sono temi complessi su cui anche le visioni laiche possono avere opinioni diverse. Ma spero che questa prospettiva possa essere utile per la tua riflessione. Sono a disposizione per approfondire ulteriormente.


Lasciamo a chi legge le valutazioni in merito.

 

La redazione

 

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10 commenti

laverdure

Personalmente concordo pienamente con le “opinioni” descritte nell’articolo,ma
temo che,come la controparte si affrettera a sottolineare,siano fondamentalmente
influenzate dalla struttura degli algoritmi implementati,che ovviamente dipende
delle scelte dei programmatori,come pure la scelta delle banche dati da cui “attingere”
le informazioni da elaborare.
Non mi stupirebbe che qualche organizzazione religiosa,tra cui la Curia stessa,investisse fondi per implementare in un sistema di A.I. le sue visioni teologiche.
Quando apparvero i primi sistemi di A.I.,molto rudimentali e puramente dimostrativi,come la famosa “Eliza”,che simulavano una conversazione elaborando
le espressioni dell’interlocutore (umano)secondo schemi limitati,tanto che era facile “smascherarle”,ci fu perfino chi penso ‘ che potessero validamente rimpiazzare uno psicoterapeuta.
Il che la dice lunga sulla effettiva professionalita e utilita di certi terapeuti.
Il grosso rischio costituito dall’A.I non e’ che possa sviluppare una personalita propria in opposizione a quella umana,come nella science fiction
cosa che richiederebbe una sofisticazione ancora molto lontana.
Il rischio e’ l’opposto : che molta gente si affidi ciecamente ad essa affidandole compiti per i quali non e’,per ora
( e per molto tempo)assolutamente all’altezza,come nel caso citato della psicoterapia.
E c’e un problema gia noto da molti anni : l’impossibilita di prevedere con assoluta sicurezza il comportamento di un sistema
computerizzato sufficentemente complesso davanti alle infinite possibili combinazioni di dati di ingresso.
Insomma potrebbe andare in tilt,in modo assolutamente imprevedibile per quanta cura si metta nella revisione dei programmi,
anche in mancanza di difetti hardware.
E se il sistema e’ preposto al controllo di processi industriali pericolosi,o del traffico aereo,e’ facile immaginare la conseguenze.
Giustamente Isaac Asimov immaginava che in un futuro dove la A.I. abbia raggiunto una vera intelligenza e autocoscienza,si
renda necessaria una nuova scienza,la “robopsicologia” per tentare di valutare i comportamenti robotici.
Ricordate la dottoressa “Susan Calvin”,presente anche nel film ?
Ovviamente tale psicologia non potra offrire nessuna certezza piu’ di quanto possa farlo quella applicata agli umani.

laverdure

L”intervento” del Vaticano in questo contesto,esattamente come in un’infinita di altri,non e’ altro che l’ennesima “ammuina” rivolta non ai problemi citati,sui quali sa benissimo di non avere nessuna influenza,bensi al vasto pubblico dei “fedeli”,ai quali
puo’ cosi dimostrare la sua “modernita” e il suo attivo prodigarsi.
(Bisogna pur giustificare l’8xmille,ora che la gente e’ un tantino poiu’ smaliziata di un tempo)

G. B.

Riconosco che so poco o niente di intelligenza artificiale. Ciò premesso c’è una questione fondamentale che, a mio modo di vedere, dovrebbe turbare i sonni dei devoti delle religioni, soprattutto se monoteiste e creazioniste: se una macchina raffinata e sofisticata può compiere operazioni complesse anche per una intelligenza umana di alto livello, comprese attività creative come la produzione di musica e poesia, dove va a finire l’anima creata da Dio?

laverdure

C’e un dettaglio fondamentale di cui occorre tener conto,che nella maggior parte dei casi e’ trascurato nei racconti e fumetti di science fiction : l’influenza del corpo sulla mente .
Ho gia citato il caso di quel giovane gay che dopo aver iniziato la terapia ormonale
per il cambiamento di sesso,che tra l’altro elimina la produzione di testosterone,dopo alcuni mesi cambio idea,approfittando del fatto che il cambiamento era ancora reversibile.
Ebbene,racconto’ ad un ricercatore che la (provvisoria)modifica del suo stato ormonale aveva modificato profondamente la sua visione (mentale) del mondo,e i suoi sentimenti,per poi ritornare allo stato iniziale.
Per cui e’ ragionevole ritenere esista una notevole differenza di visione di molte cose
da parte perfino dei due sessi UMANI.
Per cui provate a immaginarvi,ne l caso si arrivi a concepire A.I. dotate di auto coscienza e di “sentimenti”,
la profonda differenza tra tali sentimenti e quelli umani,data la totale mancanza di corpi analoghi.
In realta forse la cosa supererebbe la nostre capacita di comprensione.
(tralasciando anche il dettaglio che la stessa definizione di “sentimenti” e’ molto
difficile da esprimere).
Forse esisterebbero forme di “poesia” e “musica” ,da loro concepite ovviamente,in grado di stimolare in esse sentimenti in qualche modo analoghi ai nostri,ma ovviamente per noi sarebbero incomprensibili.
Credo che per i teologi l’argomento sarebbe molto difficile da trattare,non meno del sesso degli angeli.
Specialmente tenuto conto che i tempi attuali gli renderebbero difficile anche liquidare la cosa come “diabolica ” ,come avvenuto tante volte nei secoli passati.

Diocleziano

In realtà l’AI funziona allo stesso modo di come funziona l’intelligenza umana: memoria ed esperienza ne sono la base. Solo che la memoria artificiale è illimitata e l’esperienza si può simulare. E il peggio non tarderà ad arrivare.

laverdure

@Diocleziano
“L’esperienza si puo’ simulare”.
Una cosa da niente simulare l’esperienza che un essere umano acquisisce,
istante per istante ,dalla nascita fino ad almeno 5-6 anni di vita,senza la quale e’ pericoloso lasciarlo solo.
Un numero praticamente infinito di dettagli apparentemente piccoli,ma basilari,come camminare senza inciampare e senza urtare oggetti fissi,
muoversi senza far cadere oggetti,scoprire le proprieta dei liquidi e del fuoco ecc.
Accomodatevi pure e buona fortuna !

GBK

Mi sembra che si stia sottovalutando e anche sopravvalutando la cosiddetta intelligenza artificiale. Non funziona come funzionano gli umani. Si parte dai comuni motori di ricerca che tutti conosciamo. A volte “ci prendono” e a volte non troveranno mai quello che stiamo cercando. La AI è un livello superiore dei motori di ricerca, perché elabora e applica molte ricerche a compiti specifici. Ma non significa che possiamo evitare di controllare quello che dice, scrive o raffigura. Si deve addestrare per bene e poi dirgli quali compiti, piú specifici possibile, che deve svolgere, Un aiuto prezioso che puó prendere grosse cantonate.

laverdure

@GBK
Un esempio tipico e’ la traduzione di un testo da una lingua ad un’altra.
I programmi di traduzione automatica possono far risparmiare molto tempo ad un traduttore umano ,pero’ e’ sempre assolutamente necessaria sia la sua revisione finale,sia la sua buona conoscenza della lingua da tradurre.
Decifrare un messaggio cifrato e’ un’operazione che richiede solo un algoritmo puramente matematico (avendo ovviamente la chiave specifica),ma per passare da un linguaggio umano ad un altro e’ assolutamente necessaria la sua comprensione,specie se contiene allusioni e sfumature che talvolta possono sfuggire perfino ad un umano.
Esempio classico :”Lo spirito e’ forte ma la carne e’ debole” puo’ venire tradotto con :”L’alcool e’ concentrato, ma la bistecca e’ tenera “!

laverdure

Un problema etico legato all’A.I., e gia’ dibattuto,e’ farne uso nei sistemi d’arma moderni,dotandoli di capacita decisionali autonome .
Da anni ad es i sistemi fissi di difesa aerea possono essere impostati sull'”automatico”,per ridurre al minimo i tempi di reazione.
Vale a dire qualunque velivolo entri nel loro raggio di azione,e non risponda immediatamente col transponder alla richiesta di identificazione con il codice adeguato verra abbattuto.
E’ evidente il rischio di vittime da “fuoco amico”,che sara ancora maggiore se tale
funzionalita sara conferita a sistemi,come i droni armati a grande portata,i cui sistemi di identificazione amico-nemico hanno maggioro difficolta ad identificare i
bersagli.

laverdure

Nel caso sopracitato,cominceremmo effettivamente ad avvicinarci per davvero,anche se in chiave ridotta,al pericolo di “ribellione” delle macchine argomento ricorrente della science fiction,anche se si tratterebbe in realta di perdita di controllo,un rischio che si e’ gia concretizzato piu’ volte nei sistemi computerizzati implementati nei comandi di molti aerei di linea.

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