La clericalata della settimana, 29: nasce l’intergruppo parlamentare clericale “Fratres Omnes”

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è del presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Nazario Pagano che

ha promosso la nascita dell’integruppo “Fratres Omnes” con l’obiettivo di rafforzare i legami tra il Parlamento e il Vaticano.

Hanno partecipato alla conferenza stampa di presentazione, assieme al deputato di Forza Italia, i parlamentari Ettore Rosato (Italia Viva – Italia C’è) e Luca Squeri (Forza Italia) e il professore Sandro Staiano, presidente dell’Associazione italiana dei costituzionalisti. L’iniziativa, ha chiarito Pagano, si ispira all’enciclica di papa Francesco Fratelli tutti e ha raccolto l’adesione di molti deputati e senatori, almeno 32, e altri si vanno aggiungendo. Pagano ha snocciolato i nomi degli aderenti fino a quel momento, provenienti da tutti gli schieramenti: i presidenti di commissione Ciro Maschio (FdI), Ugo Cappellacci (FI) e Alessandro Giglio Vigna (Lega), i parlamentari Elisabetta Gardini (FI), Laura Cavandoli (Lega), Luca Cannata (FI), Maria Chiara Gadda (IV), Francesco Battistoni (FI), Daniela Sbrolini (IV), Giorgio Maria Bergesio (Lega), Nicola Carè (Partito Democratico), Giusi Versace (Azione), Maddalena Morgante (FI), Roberto Bagnasco (FI), Paolo Emilio Russo (FI), Anna Maria Furlan (PD), Stefania Pucciarelli (Lega), Raffaele De Rosa (Forza Italia), Alessandro Cattaneo (Forza Italia), Enzo Amich (FdI), Francesco Gallo (Misto), Franco Tirelli (Noi Moderati), Nicole Matteoni (FI), Marco Simiani (PD), Piero De Luca (PD), Stefano Graziano (PD), Antonio Baldelli (FdI), Beatriz Colombo (FdI), Naike Gruppioni (IV), Alberto Losacco (PD).
Rosato ha decantato la possibilità di «sfruttare questo straordinario vantaggio che l’Italia» di avere nel proprio territorio il Vaticano e «soprattutto la presenza del papa, che con la sua parola non condiziona solo la vita del mondo cattolico, non condiziona solo i credenti, ma condiziona in maniera importante le sensibilità istituzionali e politiche sull’intero pianeta».
Dal canto suo Squeri ha sostenuto che «quando si parla di rapporti tra lo Stato italiano e lo Stato vaticano» si parla di «valori universali che sono fondanti della nostra cultura, della nostra società, non solo a livello italiano». Il professor Staiano ha lodato l’iniziativa come occasione di «dialogo».

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.

Gli agenti della Polizia di Stato hanno scortato e accolto nella sala di rappresentanza della Questura di Cosenza il “Sacro Mantello” di san Francesco di Paola, per un momento di preghiera, alla presenza dell’arcivescovo di Cosenza-Bisignano monsignor Giovanni Checchinato. Secondo la leggenda il santo avrebbe utilizzato il mantello «come naviglio» per attraversare lo Stretto di Messina, diretto in Sicilia.

Nella Sala della Conciliazione del Palazzo dei Priori la squadra azzurra di box in partenza per le olimpiadi di Parigi viene benedetta da un francescano del vicino convento, alla presenza della sindaca Stefania Proietti e delle autorità cittadine. 

Il sindaco di Racalmuto (AG) Calogero Bongiorno, con fascia tricolore, e le istituzioni locali hanno partecipato alle cerimonie religiose in onore di Maria Santissima del Monte. Alla processione c’era anche il primo cittadino di Castronovo di Sicilia (PA) Vitale Gattuso – sempre con fascia tricolore – come segno di “gemellaggio” religioso. 

Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.

Il sindaco di Casoria (NA) Raffaele Bene partecipa a una messa in chiesa con fascia tricolore e fa inaugurare con benedizione una via intitolata a papa Giovanni Paolo II, definito «il Pontefice del coraggio e della speranza» e «Papa di tutti». 

La redazione

5 commenti

Manlio Padovan

In un paese come il nostro è del tutto naturale la clericalata della settimana se il presidente in Brasile volendo accennare alla crisi ella democrazia non trova di meglio che riferirsi al papa che di democrazia ne sa certo meno di me. Ipocrita, leccaculoo e imbecille? Non per nulla è il figlio do Bernardo Mattarella: andate a vedere su wikipedia chi fu Bernardo Mattarella per Gaspare Pisciotta. D’altronde più sono criminali e più si onorano fra loro: se vivono a lungo li fanno presidenti, s e non fanno in tempo perché morte sopravviene intestano loro almeno gli aeroporti.

enrico

Fratres omnes. Perbacco questa si che è una bella notizia e pensare che qualche sprovveduto in questo sito ha espresso discrete e timide riserve sulla presenza vaticana in Italia. Ho letto addirittura che inqina, ammorba, impesta, sporca e degrada la vita sociale.
Ma adessa cambia tutto questa nobile lobby , di cui sinceramente sentivamo la mancanza, avrà il compito di garantire finalmente più benefit e risorse per questa grande risorsa di
tutti gli italiani.Più soldi per le scuole private, più finanziamenti, più esenzioni da tasse e balzelli che affliggono i poveri cristi, insomma ne vedremo delle belle.

RobertoV

Immaginiamo cosa succederebbe se in parlamento si creasse un gruppo di parlamentari dichiaratamente per migliorare i rapporti con la Francia o con la Germania o la Cina. Verrebbe visto come una dichiarazione di sudditanza, se non addirittura eversiva. Ed a proporlo sono addirittura istituzioni del governo ed in modo ufficiale. Invece se c’è di mezzo lo stato estero del Vaticano va tutto bene, anzi ne sono orgogliosi, lo vedono addirittura come una risorsa. Gli si possono cedere pezzi di territorio, fiumi di soldi e consentire ingerenze politiche e, quasi tutti ne sono entusiasti, in modo addirittura bipartisan. Cioè i fedeli calano, come l’interesse per la religione, ma non per i politici, i quali rafforzano addirittura i legami con la chiesa cattolica. Vogliono tornare ad “una religione di governo”?
Certo dovrebbe far riflettere il fatto che esista il Vaticano solo grazie al fascismo.
Prendere lezioni di democrazia dal papa è come prenderla da Bin Salman.
Quando Squeri parla dei valori universali coi rapporti col Vaticano si riferiva all’evasione fiscale, al potere dei soldi e della finanza, alle proprietà immobiliari, a Marcinkus e lo IOR, a Manuela Orlandi, alla presa in giro delle indagini sulla pedofilia ecclesiastica, alle discriminazioni nei confronti delle donne e dei gay?
Come al solito poi i cortigiani si allargano con la loro visione provinciale considerando che il papa condizionerebbe addirittura in maniera importante le sensibilità istituzionali e politiche sull’intero pianeta. Infatti Russia e Israele hanno firmato subito la pace dopo le sue parole, la Cina ha aperto le frontiere al papa, come il patriarca Kyrill, ed i democratici candidano a presidente la Harris.

RobertoV

La benedizione della squadra olimpica di box da parte del francescano ad Assisi, considerato centro di pace, si inserisce nella passione del papa per il pugilato, esternata a proposito del massacro di Charlie Hebdo quando per giustificarlo se ne usci con “se mi offendi la madre io ti do un pugno”? Per fortuna che secondo i loro vangeli sarebbero la religione dell’amore e del porgere l’altra guancia. Ma se non fossero stati violenti non si sarebbero diffusi così tanto nel mondo. Ma i pugili adesso penseranno di combattere in nome di dio, come probabilmente la maggior parte dei loro avversari?

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