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	Commenti a: Nel vuoto della manosfera: Adolescence e l’illusione del capire	</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Sep 2025 16:53:41 +0000</lastBuildDate>
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		Di: pendesini alessandro		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2025/09/07/nel-vuoto-della-manosfera-adolescence-e-lillusione-del-capire/#comment-789930</link>

		<dc:creator><![CDATA[pendesini alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 16:53:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[……può uno spettacolo potente ed emotivamente crudo sostituire o integrare efficacemente percorsi strutturati di educazione emotiva e digitale? E soprattutto, quale garanzia si avrebbe che un tale percorso possa venire accompagnato da strumenti pedagogici adeguati e mediatori culturali in grado di guidare i giovani verso una riflessione critica e non solo emotiva?......
….. Mostrare il male non basta: la vera sfida è comprenderlo, contestualizzarlo, decostruirlo…….
Detto questo….detto tutto !
Quando non esiste una struttura familiare o culturale, vediamo riapparire molto rapidamente processi di socializzazione arcaici, cioè la legge del più forte.
La sfida di questo secolo è, infatti, quella di educare i bambini e programmare i computer, non solo accumulando conoscenze, statistiche, big data, algoritmi, strati profondi e insondabili, ma dotandoli, di fronte a pregiudizi ed euristiche, di un robusto meccanismo antagonista di inibizione. Questa è l&#039;intelligenza : resistere! Il pensiero è sempre contro se stessi. Imparare significa inibire a livello cognitivo, imparare significa eliminare a livello neuronale !
Il dramma della nostra società consumistica ci fa sostituire gradualmente una presenza amorevole con un oggetto sostitutivo che dovrebbe riempire il nostro vuoto. Si regredisce allora verso il regno animale dove la parola non è più necessaria e dove il simbolico è sostituito dall&#039;oggetto che solo è diventato capace di portare godimento. Anche questa è perversione ordinaria…..Un tempo, temevamo che i nostri figli incontrassero situazioni spiacevoli per strada. Dicevamo loro di non parlare con gli sconosciuti. Ma non lo diciamo, o lo diciamo troppo poco, del mondo virtuale. Abbiamo l&#039;impressione che a un adolescente seduto nel nostro salotto non possa succedere nulla. Con il flusso di fake news, i rischi di radicalizzazione o indottrinamento online non sono trascurabili. Un genitore su dieci non si rende conto che il proprio figlio è stato esposto a contenuti violenti o scioccanti online.
NB : Un lungo rapporto nella Silicon Valley (USA) dimostra che i GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) non sono lì per salvare l&#039;umanità, o istruirla, ma per rimbecillirla e monetizzare il tempo cerebrale disponibile di questi nuovi « schiavi »….]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>……può uno spettacolo potente ed emotivamente crudo sostituire o integrare efficacemente percorsi strutturati di educazione emotiva e digitale? E soprattutto, quale garanzia si avrebbe che un tale percorso possa venire accompagnato da strumenti pedagogici adeguati e mediatori culturali in grado di guidare i giovani verso una riflessione critica e non solo emotiva?&#8230;&#8230;<br />
….. Mostrare il male non basta: la vera sfida è comprenderlo, contestualizzarlo, decostruirlo…….<br />
Detto questo….detto tutto !<br />
Quando non esiste una struttura familiare o culturale, vediamo riapparire molto rapidamente processi di socializzazione arcaici, cioè la legge del più forte.<br />
La sfida di questo secolo è, infatti, quella di educare i bambini e programmare i computer, non solo accumulando conoscenze, statistiche, big data, algoritmi, strati profondi e insondabili, ma dotandoli, di fronte a pregiudizi ed euristiche, di un robusto meccanismo antagonista di inibizione. Questa è l&#8217;intelligenza : resistere! Il pensiero è sempre contro se stessi. Imparare significa inibire a livello cognitivo, imparare significa eliminare a livello neuronale !<br />
Il dramma della nostra società consumistica ci fa sostituire gradualmente una presenza amorevole con un oggetto sostitutivo che dovrebbe riempire il nostro vuoto. Si regredisce allora verso il regno animale dove la parola non è più necessaria e dove il simbolico è sostituito dall&#8217;oggetto che solo è diventato capace di portare godimento. Anche questa è perversione ordinaria…..Un tempo, temevamo che i nostri figli incontrassero situazioni spiacevoli per strada. Dicevamo loro di non parlare con gli sconosciuti. Ma non lo diciamo, o lo diciamo troppo poco, del mondo virtuale. Abbiamo l&#8217;impressione che a un adolescente seduto nel nostro salotto non possa succedere nulla. Con il flusso di fake news, i rischi di radicalizzazione o indottrinamento online non sono trascurabili. Un genitore su dieci non si rende conto che il proprio figlio è stato esposto a contenuti violenti o scioccanti online.<br />
NB : Un lungo rapporto nella Silicon Valley (USA) dimostra che i GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) non sono lì per salvare l&#8217;umanità, o istruirla, ma per rimbecillirla e monetizzare il tempo cerebrale disponibile di questi nuovi « schiavi »….</p>
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		<title>
		Di: Diocleziano		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2025/09/07/nel-vuoto-della-manosfera-adolescence-e-lillusione-del-capire/#comment-789929</link>

		<dc:creator><![CDATA[Diocleziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2025 17:50:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quindi sarebbe da proporne la visione agli adolescenti anche in Italia... 

chi sarà a dire di NO: la Città del Male? Fratelli e Cognati d&#039;Italia?...]]></description>
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