Ecco il nuovo numero del bimestrale dell’Uaar Nessun Dogma – Agire laico per un mondo più umano. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l’impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove.
La copertina del numero 1/2026 di Paolo Ferrarini vuole rappresentare l’influenza che ha ancora la Chiesa anglicana dentro le istituzioni del Regno Unito, nonché l’anacronismo di questa situazione in un contesto laico e moderno. Alcuni articoli di questa uscita trattano la questione. Valentino Salvatore tratteggia la storia e le evoluzioni recenti del confessionalismo anglicano, ora declinato in chiave multiculturalista, e delle sue contraddizioni molto evidenti in un Paese sempre più secolarizzato. Nicola Nobili si dedica invece alle diatribe interne della confessione anglicana, con la prospettiva sempre più concreta di uno scisma per le divergenze su temi come coppie lgbt e ordinazione delle donne.

In questa uscita abbiamo affrontato anche altre tematiche. La responsabile iniziative legali Adele Orioli esamina in punta di diritto la questione dell’impazzare dei riti religiosi a scuola, soprattutto durante le festività. L’avvocato Alessandro Cirelli fa il punto sulla questione del fine vita in Italia, in particolare sui limiti imposti alle Regioni e sui rischi di una legge clericale a livello nazionale. Il nostro addetto stampa Daniele Passanante tratta dei corsi prematrimoniali laici organizzati da diversi Comuni e dell’avanzamento dei matrimoni non religiosi. Il giornalista Federico Tulli fa un’inchiesta sull’ennesimo privilegio clericale: l’esenzione dalle tasse universitarie per i membri permanenti di ordini religiosi cattolici. La referente per l’Uaar in Spagna Federica Marzioni presenta il caso di una fondazione cattolica che a Madrid si è segnalata per la sua vistosa “conversione” alla speculazione edilizia, emblematico del peso che ha l’immobiliarismo clericale sulla vivibilità in tante città. Il direttore della rivista Raffaele Carcano riflette su come interpretare il “paradosso nordico” e di come questo sia usato come paravento dai clericali nostrani per frenare qualsiasi avanzamento sull’educazione sessuale e affettiva. In questa uscita vi presentiamo inoltre la traduzione di un articolo di Nathan H. Lents e Samantha Vee, tratto da Skeptical Inquirer, che approfondisce i modi in cui la rivoluzione darwiniana sta impattando sulla medicina. Il chimico e divulgatore Silvano Fuso tratta la questione, sempre più sentita, dell’impatto che gli articoli scientifici ritirati possono avere sulla credibilità della ricerca. Paolo Ferrarini ci invita a riflettere sullo sdoganamento della “stronzaggine”, soprattutto a opera della destra populista. Dal canto suo Micaela Grosso dedica una impietosa disamina al caso della “famiglia nel bosco”.
Su Nessun Dogma diamo spazio anche alle attività e alle iniziative dell’associazione. La responsabile circolo Irene Tartaglia stavolta ci presenta il circolo Uaar di Bologna.
Non mancano le rubriche ricorrenti del bimestrale. L’Osservatorio laico dedicato a leggi e sentenze in Italia e all’estero, positive o negative. Impegnarsi a ragion veduta a firma del segretario Roberto Grendene per ricordare ciò che l’Uaar ha fatto e sta facendo in concreto. La carrellata delle attività dell’associazione sul territorio a cura della responsabile circoli Irene Tartaglia. Il “giro del mondo” per rilanciare iniziative di altre associazioni laico-umaniste, del responsabile relazioni internazionali Giorgio Maone. La rassegna di studi accademici su religione e non credenza che ci presenta Leila Vismara. Le proposte di lettura per segnalare tre libri recenti che ci sono sembrati interessanti. La sezione Arte e ragione in cui Mosè Viero rilegge con sensibilità laica un’opera d’arte per ogni uscita. Infine il riflettore di Agire laico per un mondo più umano, su piccoli e grandi fatti che ci raccontano l’impegno per la laicità e i diritti nel mondo.
Vi proponiamo intanto il redazionale di questa uscita, intitolato Brexit.
Sono passati dieci anni da quando i cittadini del Regno Unito decisero, in un referendum, di uscire dall’Unione europea. A dirla tutta, però, la Manica si stava allargando già da molto tempo. Il quadro istituzionale di quel Paese è rimasto fermo alla regina Elisabetta (la prima, non la seconda), e rimane l’unica nazione europea in cui i vescovi siedono ancora in parlamento, con il capo di Stato che è anche bizzarramente capo dell’altrettanto curiosa Chiesa di Stato.
L’anomalia britannica ci insegna che anche le più antiche e solide democrazie, se non si rinnovano, rischiano pian piano di appassire. Ma ci insegna anche che il rinnovamento può essere altrettanto irrazionale, tra le derive sempre più marcate in favore del comunitarismo religioso e la svolta verso il nazionalismo cristiano di estrema destra. Quest’ultima sarebbe l’ennesima scelta stravagante: risolvere i guai creati dalla Brexit premiando chi l’ha voluta.
Paradossalmente, però, in tal modo governerebbero forze politiche che, in Europa, al potere ci sono già. In Italia, per esempio. Dove alcuni ministri promuovono politiche del tipo “niente sesso, siamo clericali”, e dove canti religiosi, messe e presepi imperversano in contesti pubblici più spesso della pioggia a Londra. E dove è emigrato il papà (inglese) della “famiglia nel bosco”.
OK: gli inglesi ci hanno dato anche tante nozioni utili, a partire dal darwinismo. Confidiamo che riflettere sulle loro vicende (e, come sempre, su tante altre) si possa rivelare proficuo – per quanto non altrettanto rivoluzionario.
Leila, Massimo, Micaela, Paolo, Raffaele, Valentino
La redazione
Consulta il sommario Acquista a €2 il numero in pdf Abbonati
Sei già socio? Entra nell’area riservata per scaricare gratis il numero in digitale!

Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.