Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.
La buona novella laica del mese di febbraio è della Commissione 9 Istruzione, Formazione e Lavoro del Consiglio comunale di Firenze che ha bocciato la mozione presentata dal consigliere Luca Santarelli per invitare il sindaco a imporre crocifissi e presepi nelle scuole comunali di ogni ordine e grado. La maggioranza ha respinto la proposta rifacendosi al principio dell’autonomia scolastica e la presidente di commissione Beatrice Barbieri ci ha tenuto a precisare: «Le tradizioni cristiane, crocifisso e presepe inclusi, rappresentano un patrimonio storico-artistico inestimabile e possono essere valorizzati come occasioni di apprendimento culturale, ma solo nel quadro di iniziative inclusive che rispettino tutte le sensibilità, senza privilegiare una confessione religiosa».
La Asl TO4 ha autorizzato il primo caso di suicidio assistito in Piemonte, riconoscendo i requisiti per un quarantenne affetto da una grave patologia degenerativa. La Regione era stata oggetto di contestazioni da parte di gruppi integralisti perché si era diffusa la notizia che avrebbe diramato delle nuove linee guida sul fine vita e che le aziende sanitarie avrebbero pagato i farmaci per il suicidio assistito. Queste circostanze sono state smentite dal direttore della Sanità del Piemonte Antonino Sottile, che ha parlato di una «mera circolare esplicativa delle diverse sentenze della Corte» che riconosce il diritto all’autodeterminazione e precisato che «non è stato detto che sarà la Regione a pagare il farmaco fine-vita».
Il Partito Democratico di Modica (RG) ha contestato l’iniziativa del deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana Ignazio Abbate di garantire una corsia preferenziale per il risanamento dei cimiteri gestiti dalle confraternite religiose. In particolare dopo il ciclone Harry Abbate, presidente della I Commissione Affari istituzionali dell’ARS, ha chiesto misure ad hoc per questi cimiteri nel pacchetto di misure straordinarie che la IV Commissione ha predisposto per l’emergenza. Dal canto suo il Pd modicano in una nota ha condannato l’atteggiamento di Abbate e chiede parità di trattamento a prescindere dal credo: «quella che viene presentata come una soluzione per il decoro dei luoghi di culto si rivela, nei fatti, una discriminazione senza precedenti che calpesta la dignità dei defunti e il dolore dei loro cari» perché «limitando i benefici e le tutele alle sole edicole delle Confraternite religiose, esclude arbitrariamente tutte le cappelle appartenenti alle associazioni laiche». Il segretario del Pd di Modica, Francesco Stornello, ribadisce: «è inaccettabile che un rappresentante delle istituzioni regionali ignori deliberatamente una parte consistente della cittadinanza solo perché legata a sodalizi laici. Esiste forse una gerarchia nel riposo eterno? Il dolore di un figlio che non può poggiare un fiore sulla tomba del padre ha meno valore se la cappella appartiene a una società operaia anziché a una confraternita?».
Il sindaco di Cadoneghe (Pd) Marco Schiesaro ha respinto la richiesta di un’associazione islamica per avere un cimitero privato per i defunti di religione musulmana richiamandosi ai principi di laicità. Schiesaro ha risposto negativamente all’istanza presentata nel 2021 dall’associazione Shabuz Bangla, che rappresenta la comunità di residenti di origine bengalese. «Non si tratta di pregiudizi ma di rispetto delle leggi e dei principi costituzionali», ha chiarito il primo cittadino, secondo cui la proposta «presentava indicazioni incompatibili con i principi repubblicani e costituzionali». Il cimitero comunale infatti «accoglie da sempre defunti di ogni confessione e regolamentare uno spazio separato per genere o secondo precetti religiosi contrasterebbe con le nostre leggi», ha aggiunto il sindaco, che ha fatto riferimento anche alla laicità dello Stato criticando la sharia: questa infatti «disciplina non solo il culto, ma anche comportamenti sociali, relazioni e ruoli» per cui «il cimitero in questione non potrebbe convivere con un modello statale secolarizzato come il nostro». Schiesaro ha pure fatto riferimento alla libertà religiosa garantita dalla Costituzione, sottolineando che l’islam non ha sottoscritto un’intesa con lo Stato: «Finché non ci sarà un riconoscimento chiaro della legge italiana rispetto alla Sharia non possiamo procedere con progetti che trasformerebbero uno spazio pubblico in uno confessionale».
L’amministrazione comunale di Cuneo ha approvato il progetto per istituire una sala del commiato per funerali non religiosi. La struttura sarà edificata in una porzione della struttura dell’ex Onpi locale, con uno stanziamento di 800 mila euro. Il segretario nazionale di Radicali Italiani Filippo Blengino, che da tempo si batteva per la sala del commiato, ha espresso soddisfazione: «vince la laicità e, con essa, il diritto dei cittadini a disporre di uno spazio per un commiato non religioso», «è il riconoscimento di un principio di libertà». Blengino ha chiesto inoltre che la sala venga intitolata a Gianfranco Donadei, storico esponente radicale «che ha dedicato la propria vita a rendere Cuneo e il Paese più laici».
L’ex governatore leghista del Veneto Luca Zaia ha ribadito la necessità di approvare una legge sul fine vita, denunciando anche il comportamento ambiguo della maggioranza che blocca qualsiasi avanzamento sul diritto all’autodeterminazione. Zaia ha parlato di «grande ipocrisia» del governo: «lo dico soprattutto a chi vuole nascondere la polvere sotto il tappeto», chiarisce, «facendo credere che ci siano irresponsabili, come me, che con una sorta di blasfemia ingiustificabile coccolano questa idea dell’aiuto al suicidio». E ha criticato l’ipocrisia di chi in Parlamento «si mostra perplesso di fronte all’idea di approvare una legge, perché teme che possa spingere i malati terminali più fragili al suicidio assistito» ma al contempo lascia «gestire il fine vita a una sentenza della Consulta» e ostacola gli sforzi delle Regioni per colmare i vuoti legislativi. Il governo, ha contestato Zaia, impugna le leggi regionali «perché sostiene ci sia un conflitto di attribuzione di competenze, ma nel frattempo le Camere restano immobili, sorde alle sollecitazioni che per tre volte sono arrivate dalla Consulta».
Infine qualche buona novella laica dall’estero.
In Francia l’Assemblea nazionale ha approvato una proposta di legge sul fine vita, con 299 sì e 226 no. La proposta era già passata in prima lettura, ma era stata poi bocciata dal Senato dove pesano di più i conservatori. Il testo tornerà quindi in aprile al Senato per l’approvazione definitiva. L’iter è difficile, in particolare per punti come quello che riguardano l’eutanasia attiva. Un’altra proposta è stata invece approvata all’unanimità, quella per le cure palliative.
La Corte Suprema delle Filippine ha riconosciuto che le coppie dello stesso sesso possono essere comproprietarie di una casa. Nel Paese, fortemente condizionato dal confessionalismo cattolico, le unioni lgbt non sono riconosciute, quindi non esiste alcuna tutela per le coppie omosessuali. La sentenza ha stabilito che l’articolo 148 del locale Codice di famiglia, relativo alla proprietà per persone che convivono da non sposate, si può applicare anche alle coppie gay. Il caso è partito dal contenzioso di due donne, che si erano separate dopo una convivenza: avevano acquistato insieme una casa ma formalmente la proprietaria era una sola di loro.
La redazione

La piú importante, mi sembra il suicidio assistito autorizzato in Piemonte, anche se con varie difficoltá. Importante per il progresso civile e morale del nostro paese clericale.