Arrivano a oltre 24,6 milioni i fondi disponibili per finanziare i progetti comunali di tutela del territorio
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha diffuso ieri i dati sulla ripartizione della quota dell’8 per mille dell’Irpef a diretta gestione statale per l’anno 2024. Le quote di progetti ammessi al contributo nella categoria “calamità naturali” hanno superato i 24,6 milioni da devolvere ai Comuni selezionati che hanno presentato i progetti di risanamento. Un record, considerando i 19,5 milioni del 2022 e i 17,4 del 2023.
Questa categoria, insieme all’edilizia scolastica, è considerata dall’Uaar tra le scelte più laiche che i contribuenti che scelgono “Stato” possano fare. Le altre quattro (conservazione di beni culturali, fame nel mondo, assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati, prevenzione e recupero dalle tossicodipendenze e dalle altre dipendenze patologiche) raccolgono molte meno preferenze e tra i progetti finanziati vedono spesso la Chiesa o enti a essa collegati.
«È urgente e necessario – dichiara Roberto Grendene, segretario dell’Uaar – che il governo promuova sul serio l’8×1000 a diretta gestione statale per poter sostenere il nostro Paese spesso colpito da calamità naturali, come quelle che recentemente hanno interessato la Sicilia. In questo modo si potrebbero finanziare più progetti di manutenzione del territorio, proprio grazie alla tipologia di intervento “calamità naturali“».
Tra poco si apriranno le nuove dichiarazioni dei redditi per l’anno 2025 e, con adeguate campagne promozionali da parte del governo, più soldi dei contribuenti potrebbero finalmente essere utilizzati per progetti di consolidamento e messa in sicurezza di centri abitati, difesa del suolo, riduzione del rischio idrogeologico e mitigazione del rischio di frana.
Comunicato stampa

Personalmente do il mio 8 per mille per l’edilizia scolastica e mi fa piacere che l’UAAR lo consideri una scelta tra le più laiche, anche se la mia motivazione principale non è questa, ma è dettata dalla situazione penosa in cui versa l’edilizia scolastica statale e dall’importanza che do all’istruzione. Però non sono riuscito a fugare il dubbio che questi soldi possano andare anche alle scuole paritarie perchè nei bandi si parla espressamente di edilizia scolastica pubblica ed il governo considera facenti parte del sistema di istruzione pubblico anche le scuole paritarie in genere. Quindi che garanzie ci sono che non vadano alle paritarie o quale è la quota che finisce anche alle paritarie?
La scuola pubblica comprende anche le paritarie, purtroppo, l’edilizia scolastica pubblica invece riguarda solo gli edifici di proprietà dello stato e le paritarie non sono quindi contemplate.