Buone novelle laiche

Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.

La buona novella laica del mese di marzo è la scelta di “Libera” che ha finalmente potuto esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione sul fine vita con un supporto meccanico, prima volta in Italia. La donna, 55enne toscana affetta da sclerosi multipla e paralizzata dal collo in giù, ha infatti utilizzato il macchinario per l’autosomministrazione del farmaco con sistema di puntamento oculare realizzato dal CNR dopo una sentenza positiva del tribunale di Firenze, cui si era rivolta due anni fa. Nel 2025 la Corte Costituzionale aveva infatti ribadito il divieto all’eutanasia, lasciando però la possibilità di ricorrere al suicidio assistito con strumenti di autosomministrazione. «Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare così a lungo per ciò che dovrebbe essere garantito», ha scritto in un messaggio diffuso dopo la sua morte, «la mia battaglia è stata dura, ma desidero credere che non sia stata vana. Se servirà ad aprire anche solo una strada, ad accorciare anche solo un’attesa, allora avrà avuto senso. Questa non è solo la mia storia. È una richiesta di dignità, che spero un giorno non debba più essere conquistata, ma semplicemente rispettata».

La giudice per le indagini preliminari di Milano ha archiviato le accuse per il reato di aiuto al suicidio nei confronti di Marco Cappato sui casi di due malati terminali che aveva accompagnato in Svizzera per il fine vita, poi autodenunciandosi. Il magistrato Sara Cipolla ha riconosciuto l’accanimento terapeutico sulla base dei principi tracciati dalla sentenza della Corte Costituzionale in merito del 2025: queste due persone non erano in quel periodo fisicamente dipendenti da macchine ma avevano rifiutato procedure ritenute ormai inutili, invasive e poco dignitose.

Intanto il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, nel corso della relazione sulle attività dell’anno scorso, ha fatto l’ennesimo appello alle istituzioni per la mancanza di una legge sul fine vita: «ancora inascoltato è il monito per introdurre una normativa nazionale di regolamentazione del suicidio medicalmente assistito».

La Corte Costituzionale ha bocciato il ricorso del governo contro la legge della Regione Sicilia che richiede alle strutture sanitarie di organizzarsi per disporre di personale non obiettore. Ma i giudici hanno specificano in senso restrittivo che non è possibile organizzare concorsi solo per medici non obiettori perché ciò «renderebbe una convinzione morale, tradotta nell’essere obiettore di coscienza, un requisito escludente» e che la legge 194 ammette la facoltà di appellarsi all’obiezione anche dopo l’assunzione. È consentito comunque il ricorso a mobilità e convenzioni per supplire alla carenza di medici pro-choice, e d’altronde la norma siciliana non parlava esplicitamente di concorsi riservati a loro. Resta da capire come si possano garantire effettivamente i pieni diritti riproduttivi per le donne in una Regione dove più dell’80% dei medici è obiettore di coscienza.

A Mantova è stata inaugurata una scuola primaria intitolata al divulgatore scientifico Piero Angela, nel quartiere di Borgo Chiesanuova, alla presenza anche del sindaco Mattia Palazzi.

Il capo della Procura regionale della Corte dei Conti per la Regione siciliana, Pino Zingale, ha citato nella relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario, tra i casi rilevanti, anche l’atto di citazione per 403.416,69 euro per «la gestione dei fondi dell’otto per mille da parte di un vescovo di una Diocesi siciliana», risorse «utilizzate per fini personali. La controparte si è difesa rivendicando l’indipendenza e sovranità della Chiesa e lamentando che l’unico soggetto danneggiato sarebbe proprio la Chiesa. Il procuratore Zingale ha dichiarato che «si tratta, a ben vedere, di argomentazioni ritenute prive di fondamento dall’ufficio del pubblico ministero, attesa la provenienza statale dei fondi in questione». Il contenzioso aveva coinvolto l’ex vescovo Francesco Miccichè, accusato di aver dirottato circa 400 mila euro di fondi dell’8×1000 verso conti senza obbligo di rendicontazione 2007 al 2012 e in quell’ultimo anno di aver prelevato duemila euro. Proprio nel 2012 il prelato fu rimosso dal Vaticano, a seguito di una indagine interna.In sede penale l’anno scorso venne assolto sui fatti del 2012 e prescritto per quelli degli anni precedenti. Ma la Corte dei Conti ha contestato al vescovo emerito il danno erariale.

Diversi genitori hanno rivendicato la laicità e detto “no” alle intenzioni di un parroco che voleva organizzare una tappa del passaggio religioso dell’icona della Madonna di San Luca dentro la scuola dell’infanzia comunale “Grosso” di Bologna. Alla fine era intervenuto persino l’assessore comunale alla Scuola, Daniele Ara, per una “mediazione”: l’accordo era che non si sarebbero svolti riti religiosi ma solo un passaggio dell’icona davanti alla scuola. Così 14 genitori su 71 hanno autorizzato i figli a incontrare il parroco durante la processione restando nel cortile della scuola con la loro maestra, ma il parroco ha intimato di fermarsi e ha impartito comunque la benedizione.

Infine qualche buona novella laica dall’estero.

La rigida legge anti-aborto dell’Indiana, voluta dagli integralisti cristiani, è stata bocciata da un giudice perché viola la libertà religiosa dei credenti che invece accettano l’interruzione volontaria di gravidanza. Il ricorso era stato presentato dall’American Civil Liberties Union per conto di un’organizzazione ebraica pro-choice e cinque persone anonime di varie confessioni. Un precedente che mostra quanto possa essere controproducente per gli integralisti usare la “libertà” religiosa come clava a livello politico. Ma che comunque non supera questo concetto limitante, di fatto sminuendo ragioni laiche legate alla libertà di coscienza e ai diritti individuali.

La Corte di Giustizia dell’Ue ha stabilito che un dipendente non può essere automaticamente licenziato da un’organizzazione cattolica se abbandona quella confessione. Il caso riguarda un’impiegata di un’associazione della Chiesa cattolica tedesca che fornisce consulenza alle donne incinte per scoraggiarle a interrompere la gravidanza. L’associazione impone ai dipendenti di rispettare la dottrina della Chiesa, e quando la consulente ha abbandonato il cattolicesimo è stata licenziata. La donna contestava il fatto che la diocesi di Limburgo imponesse un contributo supplementare (oltre alla nota “tassa di religione” obbligatoria) per chi come lei è sposato con coniuge di altra confessione a reddito elevato, nonché il fatto che fossero assunti anche non cattolici non passibili di conseguenze in caso di abiura. La Corte federale del lavoro aveva rilevato la disparità di trattamento su base religiosa e chiesto lumi alla Corte di Giustizia. Questa corte ha stabilito che non è legittimo per un’organizzazione privata religiosa imporre a un dipendente di non lasciare il culto di riferimento avendo però altri dipendenti di differenti religioni.

Anche il Lussemburgo ha riconosciuto nella Costituzione la libertà di aborto. La riforma costituzionale è stata approvata dalla Camera: si tratta di una proposta della sinistra che inizialmente menzionava il diritto all’aborto, poi riformulata nel riconoscimento della libertà di abortire dopo un compromesso con i cristiano-sociali.

La redazione

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