Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.
La clericalata della settimana è del consigliere comunale di Formigine (MO) Costantino Righi Riva che
durante un dibattito sui social relativo all’immigrazione ha sostenuto che per alzare il tasso di natalità degli italiani «dovremmo proibire la contraccezione, l’aborto, penalizzare chi non fa figli».
Il consigliere, già candidato sindaco per il centrodestra nel 2019, si era distinto a febbraio per un attacco in aula contro i diritti delle donne, proprio mentre si discutevano le iniziative per gli 80 anni dall’introduzione del voto femminile in Italia. Aveva detto che il voto alle donne è stato riconosciuto solo nel 1946 «perché c’era il fondato timore che potesse rappresentare un primo attacco all’unità familiare», dato che dopo «sono arrivate leggi come quelle sul divorzio, l’aborto e la riforma del diritto di famiglia, che hanno rappresentato altrettanti attacchi alla famiglia, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti».
A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.
La politica italiana si è schierata compatta a difesa di papa Leone XIV dopo gli attacchi del presidente statunitense Donald Trump sui social network – con tanto di post in cui si mostrava nei panni di Gesù. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso la sua solidarietà al papa e definito le affermazioni di Trump «inaccettabili», aggiungendo per giunta: «francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo».
Lapidario e istruttivo pure il commento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha sfoderato il suo tradizionale clericalismo nazionalista: «Se qualcuno può pensare che il presidente del Consiglio dell’Italia possa mai considerare accettabili attacchi frontali al sommo Pontefice non conosce l’Italia e il presidente del Consiglio e non conosce quello che significa il rapporto tra l’Italia e il Papa».
Tra i commenti dell’opposizione, spiccava quello del presidente di Italia Viva Matteo Renzi su X: « «Trump attacca il Papa. Difendere Leone XIV è oggi un dovere non solo per i cattolici, ma anche e soprattutto per i laici. Erano secoli che non si vedeva una così plateale aggressione verso il romano pontefice».
L’Istituto tecnico industriale “Enrico Fermi” di Modena ha organizzato il progetto “Identità e fede islamica” che ha visto una lezione delle classi seconde, sabato 18 aprile, con il referente della comunità musulmana di Sassuolo Hicham Houchim, rappresentante dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche italiane) presso due sedi scolastiche.
La Commissione regionale Pari opportunità e l’Ufficio scolastico regionale abruzzesi hanno organizzato l’evento «L’educazione finanziaria – Progetto On the Road» nell’ambito delle attività di promozione della cittadinanza attiva e dell’empowerment giovanile che ha visto anche la partecipazione del vescovo Giovanni Massaro.
Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.
L’onorevole Rossano Sasso (Futuro Nazionale) ha presentato l’8 aprile alla Camera un’interrogazione rivolta al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in cui ha protestato per la concessione di un’aula per le preghiere del Ramadan da parte dell’Istituto “Sassetti Peruzzi” di Firenze con argomenti smaccatamente clericali: ha infatti lamentato che la laicità porterebbe a «rinnegare la propria identità, le proprie radici e la religione cattolica» e che nelle scuole sia diffusa la «propaganda islamista», invitando il governo ad approvare la sua risoluzione contro l’islamizzazione in ambienti scolastici. Alla risposta del ministro, che sulla scorta di quanto riferito dall’Ufficio scolastico regionale toscano ha specificato che tale concessione rientrava nell’autonomia organizzativa dell’istituto a fronte di richieste di alcuni studenti «per non essere costretti ad assentarsi e perdere diversi giorni di lezione», Sasso ha replicato che la scuola sarebbe ostaggio dell’indottrinamento islamico e che l’islam non ha pieno riconoscimento da parte dello Stato, non avendo firmato un’intesa, infine denunciando «la mollezza di questo centrodestra che ha deposto le armi e, nel nome del politicamente corretto, ha rinunciato ad una battaglia valoriale», per Futuro Nazionale una «linea rossa».
Futuro Nazionale ha espresso indignazione per le sale islamiche di preghiera concesse dall’Università di Parma, lamentando l’uso religioso di spazi pubblici e invocando persino laicità, diritti e uguaglianza. La sezione locale del nuovo partito di Roberto Vannacci ha denunciato la presenza di salette dedicate all’interno di alcuni plessi dell’ateneo, gestite dall’Associazione studentesca musulmana universitaria (Asmu), lamentando che un’istituzione statale «per una natura, dovrebbe garantire neutralità, laicità e pari accesso a tutti gli studenti, indipendentemente dal credo religioso» e chiedendosi «come sia stato possibile destinare locali pubblici a un uso specificatamente religioso». Dal canto suo l’onorevole Rossano Sasso paventa i rischi di “islamizzazione”, tema su cui ha presentato una risoluzione chiedendo alla maggioranza di approvarla, e annuncia un’interrogazione alla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini «per chiederle un parere su questa piccola vicenda, in particolare della discriminazione della donna nella piccola moschea interna all’università». Questa indignazione, come avviene spesso con gli identitaristi clericali nostrani, dimentica che le istituzioni scolastiche e universitarie vedono frequentemente invadenza e uso degli spazi da parte di rappresentanti della confessione cattolica (tra messe, preghiere e benedizioni, e pure con la presenza di cappelle dentro gli atenei). Nell’università parmense, come in tante altre, è stata edificata nel 2007 una chiesa universitaria, mentre la prima sala di preghiere islamica risale almeno al 2017.
La redazione

Meloni dice: “..francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici….”
Mi sembra che questo avvenga nel mondo del suo idolo Trump. Per non parlare della commistione storica tra potere e religione come strumento di governo del popolo.
Io invece trovo normale che i leader religiosi debbano rispettare le regole democratiche scelte da leader politici e governi democratici. Le affermazioni di GP II che se le leggi dello stato confliggono con la morale cattolica i cattolici non le devono rispettare io le ritengo eversive ed inaccettabili in uno stato democratico. Così come tutte le eccezioni concesse in nome delle religioni.
E trovo inaccettabile che i politici debbano rispettare i leader religiosi e che ne sostengano le affermazioni o che le utilizzino per legittimarsi.
Riguardo alle affermazioni del consigliere comunale di Formigine oltre ad essere antidemocratiche e anticostituzionali perchè solo in una dittatura o in uno stato confessionale si può proibire la contraccezione e penalizzare chi non fa figli (ed anche proibire divorzi ed aborti), sono anche false. Il picco dei tassi di fecondità in Italia c’è stato nel 1964 cioè quasi 20 anni dopo al diritto di voto alle donne, negli anni del boom economico e nazioni come la Svezia dove si abortisce di più e l’uso della contraccezione è più esteso come i diritti delle donne i tassi di fecondità sono di quasi il 50 % superiori ai nostri. E si illudono che proibire gli aborti faccia aumentare la natalità, dimenticandosi che la natalità non è una semplice operazione aritmetica. Solite vecchie ricette clericali.
Il consigliere comunale modenese, trombato, nel 2019, cerca disperatamente visibilitá, sparando cavolate a raffica. Chi ne spara troppe diventa un emarginato dello scenario politico.
Per arginare lo stupidismo confessionale si dovrebbe vietare il voto ai credenti. No?
Tutte queste aperture alle fedi islamiche e ai loro adepti, sono un brutto segno. Va bene che tutti pratichino la propria religione, perfino questa molto piú retrograda del cattolicesimo, ma le istituzioni pubbliche, proprio non riescono proprio a praticare la laicitá e a lasciare tutte le religioni fuori dalla porta?