Ecco il nuovo numero del bimestrale dell’Uaar Nessun Dogma – Agire laico per un mondo più umano. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l’impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove.
La copertina del numero 2/2026 di Paolo Ferrarini sintetizza con ironia la questione delle invadenze sonore della Chiesa cattolica. Alcuni articoli di questa uscita trattano il tema e le sue ricadute sulla laicità. La responsabile iniziative legali Uaar Adele Orioli si concentra sul rumore molesto delle campane, blindato dal Concordato. Mentre Valentino Salvatore commenta la recente condanna a una parrocchia di Palermo per il disturbo arrecato dal suo oratorio.

In questa uscita abbiamo affrontato anche altre tematiche. Il giornalista Federico Tulli offre un’inchiesta sulle condizioni di lavoro dei dipendenti del Vaticano. Federica Marzioni dalla Spagna ci aggiorna sull’accordo tra governo e vescovi locali per i risarcimenti alle vittime di abusi commessi da preti. Ospitiamo la traduzione di un articolo da The Conversation di Imad Khillo, docente di diritto pubblico a Grenoble, sull’apartheid di genere imposta alle donne in Afghanistan dal regime talebano. L’addetto stampa dell’Uaar Daniele Passanante intervista l’attivista laico iraniano Taher Djafarizad, da anni esule in Italia, sulle prospettive di un Iran libero e democratico. L’insegnante e attivista Pamela Deiana riflette sul calo delle scelte a favore dell’insegnamento della religione cattolica a scuola. Ciro D’Ardia ripercorre la tragica storia del movimento religioso Heaven’s Gate. E la divulgatrice scientifica Maria Antonietta Auditore ci parla dei pericoli delle derive settarie anche in campo medico. Dal canto suo il divulgatore e chimico Silvano Fuso mette in guardia dal relativismo culturale che arriva a giustificare per tradizione pratiche atroci come le mutilazioni genitali femminili. La critica cinematografica Micaela Grosso esamina da un punto di vista laico il film Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery di Rian Johnson.
Su Nessun Dogma diamo spazio anche alle attività e alle iniziative dell’associazione. In questo numero presentiamo il resoconto dell’assegnazione del premio di laurea dell’Uaar edizione 2025 presso la sede nazionale di Roma. La responsabile circolo Irene Tartaglia stavolta ci racconta cosa fa il circolo Uaar di Modena. Infine presentiamo anche l’ultimo libro pubblicato dal progetto editoriale Nessun Dogma – Libri per menti libere: un’antologia di articoli del blog associativo dal titolo A ragion veduta. Vent’anni di mondo osservato dall’Uaar a cura di Roberto Grendene e Valentino Salvatore e con prefazione del direttore della rivista Raffaele Carcano, di cui riportiamo anche un articolo tratto da questo testo sull’etica senza dio.
Non mancano le rubriche ricorrenti del bimestrale. L’Osservatorio laico dedicato a leggi e sentenze in Italia e all’estero, positive o negative. Impegnarsi a ragion veduta a firma del segretario Roberto Grendene per ricordare ciò che l’Uaar ha fatto e sta facendo in concreto. La carrellata delle attività dell’associazione sul territorio a cura della responsabile circoli Irene Tartaglia. Il “giro del mondo” per rilanciare iniziative di altre associazioni laico-umaniste, del responsabile relazioni internazionali Giorgio Maone. La rassegna di studi accademici su religione e non credenza che ci presenta Leila Vismara. Le proposte di lettura per segnalare tre libri recenti che ci sono sembrati interessanti. La sezione Arte e ragione in cui Mosè Viero rilegge con sensibilità laica un’opera d’arte per ogni uscita. Infine il riflettore di Agire laico per un mondo più umano, su piccoli e grandi fatti che ci raccontano l’impegno per la laicità e i diritti nel mondo.
Vi proponiamo intanto il redazionale di questa uscita, intitolato Rumore.
Una delle caratteristiche totalitarie della religione è l’ambizione di invadere ogni senso dell’essere umano. L’udito non fa eccezione. In ogni epoca, in ogni luogo, abitare vicino a un tempio è una delle scelte peggiori per chi ha bisogno di riposare. Ma ci può essere di peggio: trovarsi a metà strada tra due templi in concorrenza. La parola “baccano” deriva, non a caso, dal nome di una divinità.
Il problema, anche in questo caso, viene amplificato da un’altra attitudine, parimenti estesa: la pretesa di avere condizioni privilegiate rispetto ai comuni mortali. Chi richiama il muezzin il cui richiamo viola la normativa sull’inquinamento acustico? Perché mai la libertà di diffondere la voce di Dio (o, per essere più precisi, dei suoi sedicenti rappresentanti terreni) dovrebbe prevalere su quella di chi trasmette death metal? Anni fa, in Norvegia fu estesa a tutte le religioni la deroga al superamento del limite sonoro previsto dalla legge. Un gruppo di atei chiese e ottenne analoga prerogativa. Per esercitarla, organizzarono un evento nel corso del quale urlarono dai tetti «Dio non esiste». E la finirono lì.
Le religioni hanno invece l’atteggiamento opposto. E il loro rumore di fondo nelle nostre società invade ogni ambito: dall’istruzione al lavoro, dalla famiglia alla camera da letto, fino agli stessi corpi. Il muro di separazione tra Stato e Chiesa dovrebbe essere più difficile da abbattere di quello del suono. Non è così, ed è per questa ragione che è nata questa rivista. Siamo consapevoli di rappresentare un’altra campana. Ma molto, molto più rispettosa.
Leila, Massimo, Micaela, Paolo, Raffaele, Valentino
La redazione
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