8×1000 statale: 70 milioni alla scuola pubblica grazie alle scelte dei contribuenti

Calano le firme per la Chiesa cattolica e crescono quelle per lo Stato, e tra queste spiccano le scelte più laiche: scuola pubblica e interventi per difenderci dalle calamità naturali. In seconda posizione nella ripartizione per l’anno 2025 lo stanziamento per le calamità naturali, per un totale di 54 milioni.

Buone notizie dalla ripartizione della quota dell’Otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale per l’anno 2025, deliberata la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri. La somma totale a disposizione per le tipologie di intervento gestite dallo Stato è di 235 milioni, di cui 155 ripartiti in base alle scelte espresse dai contribuenti per la specifica tipologia. Con il 45% di preferenze, l’edilizia scolastica di proprietà pubblica si aggiudica lo stanziamento record di 70 milioni. In seconda posizione i 29 milioni che vanno agli interventi per far fronte alle calamità naturali grazie al 19% di preferenze.

Il Consiglio dei ministri continua a non rispettare le indicazioni generali dei contribuenti per ripartire l’ammontare derivante dalle scelte “Stato” senza preferenza di tipologia. Dei 66 milioni disponibili per questo riparto aggiuntivo nulla è stato destinato all’edilizia scolastica pubblica; 20 milioni sono stati dirottati al recupero dalle tossicodipendenze (categoria introdotta dal governo Meloni e scelta soltanto dal 2% dei contribuenti nelle dichiarazioni 2023); 25 milioni si sono aggiunti allo stanziamento per le calamità naturali (per un totale di 54); infine 19 alla categoria conservazione dei beni culturali.

«Nell’imbarazzante silenzio del governo sull’8×1000 – dichiara Roberto Grendene, segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti –, i cui ministri dovrebbero invitare a gran voce a scegliere lo Stato, i contribuenti italiani si danno comunque da fare. Ogni anno calano le firme per la Chiesa cattolica e crescono quelle per lo Stato, e tra queste spiccano le scelte più laiche: scuola pubblica e interventi per difenderci dalle calamità naturali».

Comunicato stampa

Fonti e approfondimenti

 

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