Divisi più che mai

La Chiesa anglicana, nata da uno scisma politico e diffusasi in tutto il mondo, oggi è percorsa da profonde spaccature culturali e dottrinarie – in particolare su temi come diritti civili, ordinazione femminile e accettazione delle persone lgbt. Affronta il tema Nicola Nobili sul numero 1/2026 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all’Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale.


Che cos’hanno in comune i partiti della sinistra e le Chiese cristiane? Sia gli uni che le altre sono bravissimi a litigare per questioni di scarsa importanza e a frantumarsi in una miriade di gruppetti poco coesi. Questa affermazione si applica benissimo alle numerosissime Chiese anglicane.

Cominciamo con un po’ di storia. La Chiesa d’Inghilterra nasce nel 1534. Re Enrico VIII voleva divorziare da Caterina d’Aragona, ma il papa rifiutava di dichiarare nulla la loro unione. Il sovrano, a quel punto, si separò da Roma, istituendo una Chiesa nazionale, con sé stesso a capo. Ancora oggi, il monarca inglese è governatore supremo della Chiesa d’Inghilterra, per quanto il suo ruolo sia solo cerimoniale, mentre per le questioni pratiche la massima autorità è l’arcivescovo di Canterbury.

Nei primi periodi dopo lo scisma la Chiesa anglicana si distaccava poco da quella cattolica. Di fatto, era cambiata solo la gerarchia e il fatto che gli anglicani adottarono come lingua ufficiale l’inglese anziché il latino. Col tempo, la Chiesa d’Inghilterra cominciò a diversificarsi, raccogliendo al suo interno branche diverse e, vista l’intensa attività coloniale britannica, nei secoli sono comparse sue emanazioni in tutto il mondo: Chiesa di Nigeria, Chiesa anglicana del Kenya, Chiesa della provincia dell’Uganda, Chiesa anglicana dell’Australia, Chiesa episcopale negli Stati Uniti, Chiesa dell’India meridionale, Chiesa anglicana della Tanzania, Chiesa anglicana del Cile, Chiesa del Bangladesh, Chiesa anglicana del Canada, Hong Kong Sheng Kung Hui e molte altre.

Tutte queste Chiese sono autonome, ma rientrano nella Comunione anglicana, un’associazione di Chiese diffusa in oltre 165 Paesi. I membri della Comunione anglicana, che hanno contatti tra di loro e i cui leader si incontrano regolarmente, riconoscono il primato e il prestigio dell’arcivescovo di Canterbury, che però è un primus inter pares, non ha alcuna autorità diretta al di fuori del Regno Unito.

Negli ultimi decenni, indicativamente dagli anni settanta, alcune Chiese si sono distaccate dalla Comunione anglicana, perché non sono d’accordo su alcune tematiche calde. Le stesse, manco a dirlo, che tengono banco in altre Chiese cristiane: ordinazione delle donne, accettazione di persone Lgbt+ nella comunità e matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Per quanto riguarda le donne prete, oggi quasi tutte le Chiese anglicane accettano l’ordinazione delle donne a diacono, un numero inferiore di Chiese accetta le donne prete, meno ancora sono le Chiese che accettano che una donna possa diventare vescovo.

Sulle unioni tra persone dello stesso sesso, la controversia è ancora maggiore. Se nel 2017 la Chiesa episcopale scozzese ha accettato di celebrare il matrimonio omosessuale, nel 2023 l’arcivescovo ugandese Stephen Kaziimba ha lodato una nuova legge nel suo Paese che proibisce di «promuovere l’omosessualità» (condanne fino a 20 anni), il matrimonio tra persone dello stesso sesso (condanne fino all’ergastolo) e l’omosessualità “aggravata”, per esempio se un rapporto omosessuale trasmette l’Hiv (condanne fino alla pena di morte). In generale, le Chiese africane sono le più tradizionaliste, nessuna Chiesa anglicana africana accetta il matrimonio omosessuale.

Quanto detto conferma il pensiero di Marco Marzano, docente di sociologia all’Università di Bergamo, il quale afferma che se una Chiesa diviene più progressista non arresta la secolarizzazione, non riporta la gente in chiesa. La richiesta di riforme è una prerogativa della mentalità occidentale: da eurocentrici, noi pensiamo siano necessarie, ma il numero dei fedeli è in calo in Europa, mentre è in crescita in aree geografiche come Africa e Asia, dove questioni che stanno a cuore a molti nel vecchio continente, come il ruolo della donna o l’omosessualità, non vengono minimamente prese in considerazione.

Nel 2008 è nata un’alternativa alla Comunione anglicana, la Global Fellowship of Confessing Anglicans (Gafcon), presieduta dal vescovo ruandese Laurent Mbanda, di stampo tradizionalista, che raccoglie molte Chiese della Comunione anglicana africane, ma anche Chiese “concorrenti” in certi territori (Nord America, Sudafrica, Brasile…).

Allo stato attuale, la Comunione anglicana consta di circa 80 milioni di fedeli, in calo nelle Chiese dei Paesi più avanzati, in crescita in alcune province africane, al punto che la Chiesa nigeriana ha ormai raggiunto la Chiesa d’Inghilterra (25 milioni di fedeli) e si appresta a superare persino la Chiesa madre. Questa tendenza sembra confermare i risultati delle ricerche del politologo americano Ronald Inglehart1, secondo cui più aumenta il livello di sicurezza sociale, più diminuisce la propensione verso la fede e la religione.

Paradossalmente, al momento ci sono più anglicani (tra fedeli e membri del clero) in Gafcon che nella Comunione anglicana, per cui se mai Gafcon decidesse di operare uno scisma, sarebbe difficile anche definire il termine “anglicano”. La possibilità di uno scisma è già stata sollevata, peraltro di recente. Tre anni fa, all’incontro tra tutte le Chiese anglicane, alcuni vescovi conservatori avevano rifiutato di partecipare o di prendere la comunione assieme ai “vescovi Lgbt+”, alcuni addirittura avevano richiesto sanzioni per le Chiese che consentono il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

In quell’occasione, Gafcon aveva emesso una dichiarazione ufficiale che sonava in questo modo: «Non stiamo lasciando la Comunione anglicana; noi siamo la maggioranza della Comunione anglicana che cerca di rimanere fedele alla nostra eredità anglicana». In altre parole: non siamo noi che vogliamo andarcene, siete voi che sbagliate. Una storia già sentita tante volte nel corso della storia.

In una situazione del genere, l’arcivescovo di Canterbury deve fare l’acrobata per bilanciare le tendenze delle Chiese più progressiste e di quelle più tradizionaliste. L’ultimo arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, era stato molto abile, ma si è dimesso, con decorrenza da gennaio 2025, per uno scandalo sessuale: non aveva denunciato alla polizia abusi fisici e sessuali ripetuti perpetrati su dei minori da un volontario durante dei campi estivi cristiani, pur essendone a conoscenza. Anche questa, purtroppo, è una storia già sentita molte volte.

Mentre la cattedra di Canterbury era vacante, il 14 settembre 2025 Gafcon ha indetto una riunione dei propri vescovi in Nigeria per marzo 2026. Nel messaggio della convocazione si legge: «I revisionisti dividono deliberatamente la Comunione con azioni scismatiche che celebrano il peccato, dato che nominano pastori falsi per allontanare il gregge dalla buona parola di Dio. Ma Gesù sta costruendo la sua Chiesa, e i cancelli dell’inferno non prevarranno!»

Pare che a scatenare l’ira di Gafcon sia un caso senza precedenti in una provincia della Comunione anglicana. Nel luglio 2025 in Galles è stata nominata arcivescovo Cherry Vann: per la prima volta diviene arcivescovo anglicano una donna, per di più apertamente omosessuale; si noti che la Chiesa del Galles acconsente alla benedizione alle coppie dello stesso sesso dal 2021, ma non celebra matrimoni omosessuali; Vann è sposata con un’altra donna, ma solo civilmente. Appena appresa la notizia, la Chiesa della Nigeria (quella, ricordiamolo, col maggior numero di fedeli) ha tagliato i contatti con la Chiesa del Galles.

In questa situazione così tesa, la Chiesa d’Inghilterra ha appena annunciato l’elezione del primo arcivescovo di Canterbury donna, Sarah Mullally, peraltro la prima persona nella sua posizione a dichiarare di essere favorevole alla scelta sull’aborto. Chi scrive è d’accordo con lei, però è palese che una dichiarazione del genere ha aperto un vaso di Pandora.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il 3 ottobre 2025 Gafcon ha rilasciato un comunicato:

«È con dolore che Gafcon riceve l’annuncio di oggi sulla nomina di dama Sarah Mullally come prossimo arcivescovo di Canterbury. Questa nomina abbandona gli anglicani di tutto il mondo, dal momento che la Chiesa d’Inghilterra ha scelto un leader che dividerà ulteriormente la già spaccata Comunione […].

Sebbene vi siano alcuni che hanno accolto con favore la decisione di nominare il Vescovo Mullally come primo arcivescovo di Canterbury donna, la maggior parte della Comunione anglicana crede ancora che la Bibbia imponga un episcopato esclusivamente maschile. Pertanto, la sua nomina renderà impossibile per l’arcivescovo di Canterbury fungere da centro di unità all’interno della Comunione. […]

Il vescovo Mullally ha ripetutamente incoraggiato insegnamenti extrabiblici e revisionisti inerenti al matrimonio e alla moralità sessuale. Nel 2023, allorché un giornalista le ha chiesto se l’intimità sessuale in un rapporto tra persone dello stesso sesso fosse peccaminosa, ha affermato che alcuni rapporti di questo tipo potrebbero in effetti essere benedetti. […]

La guida della Comunione anglicana passerà a coloro che detengono la verità del Vangelo e l’autorità delle Scritture in tutti i settori della vita. […] La nomina di oggi rende più chiaro che mai che Canterbury ha perduto l’autorità per guidarci.

Il ripristino della nostra amata Comunione ora risiede unicamente nelle mani di Gafcon, e siamo pronti ad assumerne la guida».

Dopo un siffatto annuncio, ci si aspettava che a marzo 2026 sarebbe stato ufficializzato uno scisma. Pensavo di concludere l’articolo dicendo qualcosa tipo: «Segnate la data sul calendario, prendete i popcorn e preparatevi a godervi in diretta un pezzo di storia». Invece no, non è stato necessario attendere che pochi giorni: il 16 ottobre Gafcon, sempre attraverso Laurent Mbanda, ha emanato un documento il cui titolo non potrebbe essere più esplicitoIl futuro è arrivato.

Nel comunicato si dichiara che da oggi Gafcon assume la guida della Comunione anglicana globale (l’aggiunta di quest’ultimo aggettivo cambia tutto), evento che verrà celebrato ad Abuja, in Nigeria, dal 3 al 6 marzo 2026. Molto significativa un’affermazione contenuta nel breve testo: «Non abbiamo lasciato la Comunione anglicana; noi siamo la Comunione anglicana».

Questo articolo è aggiornato a novembre 2025, ma possiamo aspettarci novità in qualsiasi momento. Stiamo davvero assistendo a un piccolo evento storico in diretta. Prendete i popcorn e attendete pazientemente.

Nicola Nobili

 

Approfondimenti:

  1. Pippa Norris, Ronald Inglehart (2007): Sacro e secolare. Religione e politica nel mondo globalizzato. Il Mulino.

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