Marcia indietro sui diritti? Facciamo il punto sul n. 3/2026 della rivista Nessun Dogma

Ecco il nuovo numero del bimestrale dell’Uaar Nessun Dogma – Agire laico per un mondo più umano. Con interviste, rubriche, recensioni per conoscere l’impegno di uomini e donne, dell’Uaar e non solo. Con uno sguardo laico umanista su temi come diritti, etica, filosofia, politica, scienza. Sessanta pagine dedicate a chi vuole cambiare il mondo per renderlo più laico, più umano, più assennato. Con gli approfondimenti e le storie che non trovate altrove.

La copertina del numero 3/2026 di Paolo Ferrarini rende l’idea della “marcia indietro” che stiamo vivendo sui diritti e sulla laicità. Diversi articoli affrontano la questione, da prospettive differenti. Il direttore Raffaele Carcano riflette sullo scontro tra il presidente Donald Trump e papa Leone XIV, in un cortocircuito in cui a farne le spese è proprio la laicità. L’attivista Paolo Ferrarini riflette sul declino del “woke” negli Stati Uniti e nel mondo, per il cambio di orientamento delle grandi aziende e per il clima ostile creato dalla politica conservatrice contro i diritti civili. Dal canto suo Valentino Salvatore si concentra sulla figura di Peter Thiel, uno dei magnati statunitensi artefici di questo riflusso identitario in chiave esplicitamente religiosa.

In questa uscita abbiamo affrontato anche altre tematiche. La responsabile iniziative legali dell’Uaar Adele Orioli commenta una recente sentenza che giustifica l’uso di stupefacenti per fini “spirituali”. La professoressa e bioeticista Sara Patuzzo Manzati approfondisce la questione del rifiuto anticipato delle cure nella medicina d’urgenza. Proponiamo inoltre la traduzione da The Conversation di un articolo del politologo Imad Khillo sulla nuova legislazione irachena che di fatto peggiora la condizione delle donne in nome del tradizionalismo religioso. L’addetto stampa dell’associazione, Daniele Passanante, dedica un approfondimento all’abitudinario e pervasivo clericalismo dei funzionari pubblici, che appare ancora più intenso con l’attuale governo di destra identitaria. La docente Pamela Deiana ricostruisce il caso di una scuola di Chiusi, simbolo di un malcostume clericale generalizzato nel mondo scolastico: l’istituto aveva organizzato atti di culto in orario scolastico e l’iniziativa era stata fermata solo dopo una diffida dell’Uaar. Lo psicologo Armando De Vincentiis ricostruisce le dinamiche interne alle sette e perché è così difficile abbandonarle. Loris Tissino intervista la psicologa Cristina Caparesi, già ospite per un evento del circolo Uaar di Pordenone, sul tema della radicalizzazione violenza, in particolare dei giovani. Il chimico e divulgatore Silvano Fuso fa un po’ di chiarezza sui fenomeni dell’homeschooling e dell’unschooling, dopo il caso mediatico della “famiglia nel bosco”. Micaela Grosso, giurata per il Premio Brian dell’Uaar, esplora il fenomeno delle fiction cristiane di successo nell’epoca dello streaming, in particolare i casi di The Chosen e di Seeking Persephone. Il giornalista Federico Tulli dedica un’inchiesta ai rapporti tra il Vaticano, che ostenta pauperismo, e i potentati economici. L’attivista Lodovico Zanetti si interroga su quanto la valorizzazione del presepe come “patrimonio immateriale” da parte dell’Unesco possa favorire ulteriori invadenze confessionaliste in ambiti come la scuola con il pretesto della cultura. Sempre sul tema del cinema, il presidente della giuria del Premio Brian Paolo Ferrarini dedica anche un articolo all’ultimo film di Steven Spielberg Disclosure Day, in un periodo in cui la questione delle presunte prove dell’esistenza degli alieni viene cavalcata da integralisti e complottisti.

Su Nessun Dogma diamo spazio anche alle attività e alle iniziative dell’associazione. Cogliamo ad esempio l’occasione per ricordare l’eredità che ci ha lasciato la sociologa Laura Balbo, tra i presidenti onorari dell’Uaar e scomparsa recentemente, nella valorizzazione dei non credenti nella società e per la promozione dei diritti delle donne e delle persone lgbt.

Non mancano le rubriche ricorrenti del bimestrale. L’Osservatorio laico dedicato a leggi e sentenze in Italia e all’estero, positive o negative. Impegnarsi a ragion veduta a firma del segretario Roberto Grendene per ricordare ciò che l’Uaar ha fatto e sta facendo in concreto. La carrellata delle attività dell’associazione sul territorio a cura della responsabile circoli Irene Tartaglia. Il “giro del mondo” per rilanciare iniziative di altre associazioni laico-umaniste, del responsabile relazioni internazionali Giorgio Maone. La rassegna di studi accademici su religione e non credenza che ci presenta Leila Vismara. Le proposte di lettura per segnalare tre libri recenti che ci sono sembrati interessanti. La sezione Arte e ragione in cui Mosè Viero rilegge con sensibilità laica un’opera d’arte per ogni uscita. Infine il riflettore di Agire laico per un mondo più umano, su piccoli e grandi fatti che ci raccontano l’impegno per la laicità e i diritti nel mondo.

Vi proponiamo intanto il redazionale di questa uscita, intitolato Terzo.

Siamo arrivati al terzo numero dell’anno, e anch’esso finisce inevitabilmente per dedicare più spazio alle ombre che alle luci. Il momento che viviamo è quello che, nonostante le
ombre, è sotto gli occhi di tutti: ci possiamo ironizzare sopra, come facciamo in copertina, ma poi dobbiamo anche prendere atto della realtà – perché è un passaggio indispensabile per poi cercare di cambiarla.

E la realtà è che ci troviamo in un momento di forte polarizzazione: non soltanto politica, ma soprattutto culturale. In cui le religioni, nonostante la secolarizzazione tolga loro fedeli giorno dopo giorno, trovano sempre più visibilità. Non solo: stiamo tornando a un’epoca in cui la religione predominante non viene criticata da nessuno, per un motivo o per l’altro. Trovando peraltro sempre nuove diaboliche forme per trasmettere il suo messaggio.

In un contesto del genere, il ruolo dell’Uaar e di Nessun Dogma non può che essere terzo. Noi prendiamo sul serio la laicità e la ragione: che non significa criticare in ogni occasione le religioni, ma che dobbiamo “a maggior ragione” criticarle quando l’autocensura fa sì che non siano criticate mai, e la piaggeria fa il resto, lasciando che siano incensate sempre.

L’effetto a cascata è che si restringono sia la laicità delle istituzioni, sia il ricorso alle evidenze su cui dovrebbero basare le loro decisioni. Non siamo per nulla convinti che la nostra sia una posizione di minoranza: esistono sicuramente milioni di persone che la pensano allo stesso modo, e che non vogliono che il terzo millennio somigli sinistramente ai tredici secoli di cristianesimo reale, da Teodosio alla pace di Westfalia.

Diffondere queste opinioni non è un lavoro da poco, ma sapere che può portare molti frutti lo ripaga ampiamente.

Leila, Massimo, Micaela, Paolo, Raffaele, Valentino


La redazione

 


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