Buone novelle laiche

Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.

La buona novella laica del mese di giugno è la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio che ha accolto in parte un ricorso dell’Uaar stabilendo che i concerti natalizi organizzati dalle scuole nelle parrocchie non possono rientrare nella materia di “Educazione civica” e devono svolgersi in orario extrascolastico. Il caso riguarda una scuola di Roma che a fine dicembre aveva organizzato un concerto di Natale in una vicina chiesa, inserendolo nel programma curricolare. L’Uaar, interpellata da alcuni genitori, aveva fatto ricorso e il Tar del Lazio è intervenuto con la sentenza 10632 del 9 giugno. Questo pronunciamento, pur non dichiarando illegittime certe iniziative e scontando l’approccio della laicità “all’italiana”, fissa comunque limiti importanti contro l’invadenza religiosa in ambito scolastico e ribadisce la legittimità del ruolo dell’Uaar nella tutela dei non credenti: l’attività svolta in chiesa con caratteri religiosi (come avviene per concerti con canti e gesti che evocano il culto) non può essere considerata curricolare e va quindi inquadrata fuori dall’orario di lezione e resa facoltativa.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha conferito la cittadinanza onoraria a Franco Grillini, fondatore e presidente onorario di Arcigay e storico attivista del movimento lgbt. A promuovere l’iniziativa un ordine del giorno del Partito Democratico per riconoscere «l’alto valore civile, politico e sociale» dell’attività di Grillini e il legame con la città, come la promozione del primo Pride nazionale nel Sud Italia, proprio a Napoli trent’anni fa, nel 1996. La cerimonia si è tenuta nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, sede del Consiglio comunale: hanno partecipato anche l’assessora allo Sport e alle Pari opportunità del Comune Emanuela Ferrante, l’ex sindaco Antonio Bassolino e la moglie Anna Maria Carloni, esponenti dell’amministrazione. «Certo, la pletora di governi reazionari che noi abbiamo adesso nel mondo può portarci indietro», ha detto Grillini, «però a questo punto il livello di diritti e di capacità che abbiamo raggiunto ci consente di fare anche una buona resistenza e di fare in modo che i diritti acquisiti siano garantiti e non siano toccati».

La Giunta provinciale di Bolzano ha approvato un progetto pilota per la promozione della salute sessuale, riproduttiva e relazionale e l’accesso alla contraccezione gratuita per le persone dai 14 ai 25 anni e quelle in situazioni di vulnerabilità, su proposta dell’assessore alla Salute Hubert Messner e in attuazione della relativa legge provinciale del 2025. Il progetto, con uno stanziamento di 500 mila euro, prenderà l’avvio dal primo settembre 2026 e durerà inizialmente un anno con il coinvolgimento di consultori e ambulatori.

Le opposizioni hanno contestato l’affossamento in Senato del disegno di legge sul fine vita proposto da Alfredo Bazoli. «È un dibattito abbastanza avvilente», ha commentato lo stesso Bazoli, «Il rinvio del provvedimento in commissione significa il definitivo seppellimento del disegno di legge. Non c’è più tempo, questa è l’ultima finestra che abbiamo». Ha criticato il Parlamento che nonostante sette anni passati dal monito della consulta sta «abdicando al suo ruolo» dando così «la vittoria a quelle forze di destra che non si espongono chiaramente, ma si limitano a impedire che una legge arrivi». La segretaria Pd Elly Schlein ha criticato il governo che «ha affossato la proposta di tutte le opposizioni, per una legge sul fine vita», definendo «gravissimo» il fatto che il centrodestra «non vuole una legge che garantisca un fine vita dignitoso». I capigruppo del Pd in Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, hanno chiarito che il ddl «firmato da tutte le opposizioni rappresentava un punto di equilibrio serio tra autodeterminazione della persona, responsabilità pubblica e tutela della dignità umana. Per questo il voto di oggi della maggioranza è un tradimento per chi soffre. Oggi si dimostra che la maggioranza è schiava della peggiore destra». Mariolina Castellone (M5S) ha commentato: «la richiesta di sospensiva sul fine vita non ci sorprende, perché da quattro anni siamo abituati al fatto che la maggioranza prende tempo quando non vuole prendere decisioni scomode. Ma questa volta parliamo di persone che soffrono e che purtroppo di tempo non ne hanno». «Come sempre, la destra italiana rappresenta la retroguardia umana e legislativa rispetto a quanto accade in tutto il resto d’Europa», ha aggiunto Riccardo Magi (Più Europa).

Il gip di Ravenna ha assolto Taylor Ragazzini, il tiktoker che recensiva le messe, dall’accusa di vilipendio alla religione. Tra l’altro nei sei ironici video incriminati – poi rimossi – il creator intendeva criticare non il culto ma la moda di fare recensioni. Rimane assurdo che in Italia si possa ancora rischiare di incappare in un reato del genere.

La Cassazione ha condannato in via definitiva a 12 anni un ex diacono ed ex docente di religione della provincia di Latina per abusi su minori. Arrestato nel 2023, era stato accusato di aver approfittato di «studenti particolarmente fragili, instaurando con loro un rapporto confidenziale derivante dal suo ruolo di insegnante» a scuola e di collaboratore in una casa famiglia, secondo l’ultima sentenza. Alla diocesi il caso era stato segnalato nel 2023 e solo nel 2025 la Chiesa cattolica, con un provvedimento del Dicastero per la dottrina della fede del Vaticano, lo dimette dallo stato clericale, togliendo tutti gli incarichi in ambiti religiosi come la docenza di IRC e il diaconato. Secondo il legale delle vittime gli abusi erano noti anche tra le suore che gestivano proprio la casa famiglia frequentata dall’uomo: «Alcune vittime potevano essere salvate, ma nessuno ha parlato».

L’Istituto Comprensivo “Federico De Roberto” di Zafferana Etnea, nel catanese, dopo una diffida dell’Uaar ha revocato una circolare illegittima che prevedeva per il 4 giugno in orario di lezione la trasferta delle scolaresche in una parrocchia per venerare il braccio di sant’Agata, reliquia condotta in peregrinatio nella zona dall’arcivescovo Luigi Renna. Dopo la segnalazione di alcuni genitori la nostra associazione ha inviato una diffida, che nel giro di poche ore ha fatto desistere l’istituto: gli atti di culto in orario scolastico sono infatti vietati, come chiarito da una giurisprudenza ormai consolidata.

La commissione Sanità dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna ha iniziato la discussione sulla proposta di legge regionale sul suicidio assistito, depositata dalla maggioranza di centrosinistra (Pd, Avs, M5s, Civic con De Pascale). La proposta è frutto di una legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni. In una nota i consiglieri promotori della proposta di legge hanno parlato di «un passo avanti significativo»: «riteniamo sia solidissima, una legge a prova di ricorso». Tra i sostenitori della riforma Paolo Trande (primo firmatario, di Avs), il civico Giovanni Gordini, la democratica Alice Parma, il capogruppo Pd Paolo Calvano.

Anche al Consiglio regionale delle Marche è in discussione un testo simile, presentato dal consigliere Pd Maurizio Mangialardi. «Stavolta la maggioranza dovrà almeno prendere l’impegno di calendarizzarne la discussione», ha spiegato, «Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, non ci sono più alibi».

Si segnalano alcune prese di distanza rispetto al clima di ossequio della politica per la morte del cardinale Camillo Ruini, già presidente per molti anni della Conferenza episcopale italiana e noto per le ingerenze nelle istituzioni. Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e il consigliere Giovanni Gordini (Civici per De Pasquale) non hanno partecipato al momento di raccoglimento in ricordo del prelato scomparso. «Il minuto di silenzio non è un atto privato di commemorazione, ma un tributo che un’istituzione democratica prende a nome dell’intera comunità che rappresenta», ha spiegato la capogruppo Avs Simona Larghetti, «Tradizionalmente viene riservato a lutti che colpiscono il Paese o il territorio, alle vittime di tragedie e calamità, oppure a personalità che abbiano raccolto un riconoscimento ampio e trasversale per il loro ruolo pubblico. Nel caso del cardinale Ruini, pur nel rispetto dovuto alla sua figura e al dolore dei suoi familiari, riteniamo che queste condizioni non sussistano». «Per oltre 30 anni Ruini ha esercitato una funzione religiosa con evidenti e rilevanti proiezioni politiche», ha aggiunto Larghetti, «Ha contrastato ogni avanzamento dei diritti civili, dai DICO fino alle battaglie sulla procreazione medicalmente assistita e sul referendum relativo alla legge 40. Ha sostenuto una precisa visione della società e della politica, schierandosi apertamente nel confronto pubblico e costruendo un rapporto privilegiato con la destra italiana, a partire dall’epoca berlusconiana, in chiave dichiaratamente anticomunista e antisocialista». Dal canto suo il consigliere Paolo Trande ha affermato: «è evidente come egli abbia voluto, deliberatamente e strategicamente, caratterizzare il suo magistero come affiancamento politico di una parte politica, la destra a egemonia berlusconiana di quegli anni, contro ogni tentativo di evoluzione e modernizzazione della società, specie sui temi dei diritti civili. Tutto ciò è risultato profondamente divisivo nella società».

Il consigliere comunale di Sassuolo (MO) Alberto Bonettini (Movimento 5 Stelle) ha espresso riserve sulla proclamazione di ben due giorni di lutto nella cittadina in cui era nato il prelato. «Le linee politiche del cardinale Ruini erano divisive, miranti alla limitazione delle libertà di scelta di tanti cittadini sulla propria vita», ha specificato Bonettini pur esprimendo «cordoglio e umana vicinanza alla famiglia, alla Chiesa cattolica universale e locale e a quanti gli hanno voluto bene» e affermando che «per il ruolo svolto e l’influenza esercitata nel corso di decenni, può indubbiamente essere considerato tra i sassolesi più illustri della storia della nostra città». Bonettini ha ricordato che il cardinale «è stato uno dei principali interpreti di una visione della Chiesa che si è espressa contro il riconoscimento delle unioni civili e contro le riforme sui diritti delle persone LGBTQ+, contro la procreazione medicalmente assistita, contro la ricerca sulle cellule staminali embrionali […] e contro il fine vita».

La Consulta laica forlivese ha annunciato la definizione dei lavori per la realizzazione della nuova sala del commiato all’ospedale Pierantoni di Forlì. Il progetto era stato inizialmente predisposto nel 2019 ma aveva incontrato lungaggini e modifiche.

Secondo un’analisi dell’Associazione Luca Coscioni sono in crescita le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) depositate nei Comuni italiani: nel 2026 sono arrivate a 278.476, con un aumento del 18% rispetto al 2023. In Sicilia i testamenti biologici depositati sono 15.538. La maggiore diffusione delle Dat è nelle regioni del Nord Est (1 ogni 133 residenti maggiorenni), quindi nel Nord Ovest (1 ogni 142), poi nel Centro Italia (1 ogni 194), mentre al Sud si arriva a una dichiarazione ogni 217 residenti.

Intanto l’USL Toscana Sud Est ha attivato dal 15 giugno a Montepulciano un ambulatorio dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT): un esempio concreto di applicazione sul territorio della legge sul testamento biologico.

Alcuni parlamentari dell’opposizione hanno criticato l’atteggiamento ostruzionistico del presidente del Consiglio nazionale delle ricerche Andrea Lenzi sul caso del dispositivo approntato per il suicidio assistito di “Libera”, donna affetta da malattia incurabile, su richiesta del tribunale di Firenze. La senatrice Pd Sandra Zampa ha spiegato che «quanto emerso è di una gravità inaudita», chiedendo le dimissioni di Lenzi accusandolo di aver «piegato a ragioni di parte della politica una istituzione pubblica ledendone l’autorevolezza e l’autonomia necessaria alla sua credibilità». Parole analoghe sono arrivate dalla collega dem Ylenia Zambito. Il senatore Ivan Scalfarotto (Italia Viva) ha affermato: «quando il vertice di un ente pubblico statale viene smentito dai fatti davanti al Parlamento, restare al proprio posto è inammissibile. Lenzi si dimetta. E se non lo farà, la ministra Bernini, che lo ha nominato, ne valuti rapidamente la revoca». Il presidente Lenzi aveva sostenuto, interpellato dalla commissione Affari sociali che stava esaminando la proposta di legge sul fine vita, che un macchinario del genere conforme alle norme europee non esisteva e che non era al corrente di progetti per costruirlo. Ma questa versione è stata smentita dal direttore del dipartimento di Ingegneria Ict del Cnr Emilio Campana, sentito in audizione al Senato. Il dispositivo era stato infatti richiesto dal tribunale di Firenze e approntato dallo stesso Campana, con un collega, e la presidenza del Cnr era stata informata. Intanto la capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi, che aveva chiesto nuove audizioni per cercare di ricucire sul disegno di legge relativo al fine vita, ha ribadito: «ora chiederemo che il testo venga calendarizzato in aula. L’obiettivo resta quello di arrivare ad avere una legge nazionale entro la fine della legislatura». Dal canto suo il senatore Alfredo Bazoli, estensore del ddl con una impostazione più laica affossato però dal Senato, si chiede polemicamente: «Quale legge vuole esaminare Forza Italia? Quella che esclude il Ssn? Se così fosse la strada è ancora lunga».

Infine qualche buona novella laica dall’estero.

Il Lussemburgo ha inserito nella Costituzione il diritto all’aborto, con l’approvazione definitiva dell’emendamento alla Camera. A marzo il Parlamento del Granducato aveva dato un primo voto favorevole alla proposta di legge costituzionale promossa nel 2024 dal deputato di sinistra Marc Baum (Déi Lénk). Il testo è passato con 51 voti a favore, sei contrari e due astensioni.

La redazione

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