Crisi delle confessioni

[…] Sulla confessione si cambia. L´annuncio arriva dalla Penitenzeria apostolica della Santa Sede che col suo vescovo reggente Gianfranco Girotti lancia un vero e proprio ‘grido di allarme’ per la ‘grande crisi’ in cui versa il sacramento della penitenza, quantificabile in circa il 60 per cento di fedeli che negli ultimi anni si sarebbero allontanati dai confessionali. Se ne sta discutendo in Vaticano da lunedì scorso in un simposio a porte chiuse i cui lavori si concluderanno domani mattina. ‘Dopo le vocazioni e il matrimonio, anche il sacramento della penitenza deve confrontarsi con un periodo di crisi che si acuisce sempre più e comincia addirittura a varcare le soglie dei seminari, dei collegi e degli istituti ecclesiastici’, scrive l´Osservatore Romano presentando il corso. I dati citati dal giornale vaticano risalgono ad una ‘ricerca fatta dall´università Cattolica, piuttosto datata, ma ugualmente significativa ancora oggi perché la situazione attuale non è migliorata, anzi…’. Secondo l´indagine, ‘per il 30 per cento dei fedeli non è necessaria la presenza dei preti nei confessionali; il 20 è in difficoltà a parlare di cose personali con un estraneo; per il 10 il sacerdote impedirebbe persino il contatto diretto con Dio’. Altri ancora ‘si lamentano del modo di confessare di alcuni sacerdoti’. Da qui la necessità sollevata da monsignor Girotti di ‘preparare’ con più attenzione i sacerdoti confessori. […]

Da Clandestinoweb

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16 commenti

antoniotre82

La confessione è certamente il sacramento più stupido, non per niente è quello più evitato. Un minimo di razionalità la possiedono anche i credenti, questo dato è molto confortante.

lacrime e sangue

Una mia amica ha smesso di andare in chiesa perchè il prete le aveva chiesto: “Da quanto sei sposata?”-“9 anni”-“Quanti figli hai?”-“Due”-“Così pochi? Come mai non sei rimasta incinta durante gli altri 7 anni? Cosa hai fatto per impedirlo?”
Una collega si è vista rifiutare la comunione davanti a tutti perchè divorziata (ben le sta, non doveva nemmeno presentarsi in chiesa sapendo che divorziare per i cattolici è vietato); più furba (?), ha cambiato parrocchia, così il nuovo prete non sa che è divorziata. Ah, sincerità cattolica!!!

Speriamo che continuino così invadenti fino a stancar tutti…

davide

concordo con lacrime e sangue: se la chiesa mostra il suo volto più moralista non potrà che perdere terreno

Toptone

Uhèlàà, dopo quello su Lutero “cattolicissimo deluso”, un nuovo simposio a porte chiuse (sempre aumma-aumma zitto-zitto hush-hush, vero Nazinger?).

E cosa mai si devono dire, a porte chiuse? Che la confessione è il furbo mezzo con il quale per 2000 anni il pretume ha tastato il polso della società civile da loro controllata e “munta”, conoscendo vita morte e miracoli di tutti meglio che la CIA???

Un vero peccato che il sistema stia facendo acqua. Ora che faranno, ingaggeranno gli investigatori privati per entrare nell’intimità della gente?

Ma mandiamoli a zappare e che si tengano le chiese vuote!

Cosimo

Caro Toptone, io non scherzerei più di tanto.
Potrebbe succedere che tanti domenicani incazzati busseranno alle nostre porte e ci chiederanno se commettiamo peccati, se andiamo in chiesa e, soprattutto, se devolviamo l’8Xmille alla Chiesa! Poveri noi! 🙂

Francesca by Toscana!

Bene bene anche i cattolici si stanno accorgendo dell’inutilitù e della ridicolaggine della confessione! Io da bimba mi sarò confessata 2 volte e lo odiavo nonstante credessi…

e pur si muore

Proprio in questi giorni riflettevo su come il sacramento della confessione dava opportunità di raccolta di informazioni liberamente date e dove non c’è alcuna garanzia sul “segreto professionale” del prete. Ufficialmente il segreto è dato dal cosiddetto sigillo sacramentale ma sfido qualunque pretucolo a resistere alle pressioni di un suo superiore in una organizzazione fortemente gerarchizzata come la chiesa. Meglio delle intercettazioni. A differenza del segreto professionali dei professionisti laici che è sottoposto alle limitazioni delle leggi dello stato e alla regole degli ordini di appartenenza, i preti godono di norme concordatarie che garantisce protezione delle informazioni raccolte particolare di fronte lo stato, . Naturalmente ciò non vale per le altre religioni.

antoniotre82

Io mi sarò confessato all’incirca 5 volte sentendomi infinitamente ridicolo e stupido ad inginocchiarmi e a farmi mettere una mano sulla testa.
Mi inventavo anche i peccati ahahahaha, li ricordo anche: non faccio bene i compiti, bestemmio, litigo con i miei genitori, non obbedisco alla mamma. Per fortuna che all’epoca ancora non mi masturbavo e non confessavo tale “peccato”, altrimenti avrei acceso la fantasia sessuale di qualche prete pedofilo.

Ci avrei potuto inserire qualche omicidio, mi sarebbe piaciuta vedere la reazione stupita del prete, visto che sono abituati solo ad assolvere peccati di onanismo dei giovani e delle catechiste quasi sempre zitelle, o litigi insulsi fra parenti.

Stefano Bottoni

Michel Onfray, nel suo ultimo (credo che sia l’ultimo cronologicamente, ma attendo impazientemente il prossimo) libro di contro-storia della Filosofia, “Il cristianesimo edonista”, cita esempi di vari filosofi medievali i quali, pur cristiani, rifiutavano taluni o anche tutti i sacramenti. In questo momento non ho il libro sotto mano, per cui non posso citarne i nomi, ma il ragionamento che facevano non fa una grinza, logicamente parlando: “Se Cristo è morto per espiare tutti i nostri peccati passati e futuri, che senso ha passare una vita di penitenza? Che senso ha la confessione? Non ha alcun senso pagare due volte lo stesso debito!”.
Inutile aggiungere che molti di essi finirono la loro vita in carcere o sul rogo…
Ma l’inquisizione può uccidere le vite, non le idee. Eppure dovrebbe saperlo, se è vero che il cristianesimo si diffuse anche tramite l’esempio dei martiri.

Stefano Bottoni

@ e pur si muore

Già, non avevo pensato al fatto che il prete è in grado di raccogliere un sacco di dati su chi vada a confessarsi (non dico “su di noi” visto che non mi confesso da 27 anni, e come ateo non lo farò mai più), e senza alcun vincolo di legge. E’ una cosa che fa pensare.

E, a tal proposito…

@ Antoniotre82

Se uno andasse dal prete e gli dicesse: -Nel 1978 ho avvelenato papa Luciani su ordine del Vaticano, della P2 e della mafia…-, il prete cosa dovrebbe fare?
Mantenere il segreto confessionale? Andare alla Questura violando il segreto?
Ma no….
Direbbe semplicemente: -Va bene, figliolo, ma ora parlami dei peccati che hai commesso!-
:-)))

Markus

Ormai per saperla (misticamente) lunga dovranno dotarsi di normali servizi segreti e indagini ambientali, invece di gabbare i cittadini più ingenui.

Sergio

La confessione è in crisi irreversibile ormai da decenni, non c’è più niente da fare. Un mio amico cattolicissimo mica va più a confessarsi. E poi che si deve raccontare al prete, santo cielo? Sempre le stesse cose, gli stessi ridicoli peccati. Un mio collega, sacerdote e insegnante di religione, mi raccontava: ma ti rendi conto, ci sono ancora delle vecchiette che vengono a dirti che hanno commesso un peccato di gola, hanno mangiato la marmellata, è mai possibile? (questo collega si è poi sposato e ha dovuto dare le dimissioni, se no lo licenziavano).
Wojtyla ha cercato anche lui di rivitalizzare la confessione, ma senza successo.

Kitsunegari

Mi ricordo benissimo che anche da piccola mi lasciava perplessa, mi chiedevo perche’ se Dio era onnisciente io dovessi dire quello che avevo fatto al parroco… Dio lo sapeva, no? E se e’ chiaro a una bambina, mi stupisco che ci sia ancora chi la prende sul serio…

darik

# antoniotre82 scrive:
8 Marzo 2008 alle 15:48

La confessione è certamente il sacramento più stupido,……..

stupido sicuramente per i fedeli; invece per la c.c.
un utile strumento di controllo per il mantenimento del potere.
il fatto poi ke durante l’intervista/interrogatorio il penitente si trovi in stato di inferiorità psicologica
fa sì ke sacerdoti malintenzionati ( e ce ne sono tanti) ne traggano utili indicazioni per le loro avances sessuali.
il bambino ke manifesta i primi turbamenti e incertezze sessuali incentiva inconsapevolmente
le turpi voglie dei.p.p. ke possono agire a colpo sicuro.
lo stesso avviene per la donna/ragazza ke
confessa al prete i propri “scivoloni”…..
darik

ren

E’ un modo per tenere sotto controllo gli altri. Una specie di big brother orwelliano auto-indotto.

Testone Overclokkato

Ma, no, guardate che andare a confessarsi è un ottimo antidepressivo, io nella mia breve parentesi cattolica un volta mi confessai, avrò avuto, boh, nove o dieci anni, il prete mi chiese che peccati avessi commesso ed io gli dissi:”sono un bambino, non ho commesso nessun peccato” apriticielo, disaster & disorder, mi fece una storia assurda condita di tutti i catto-sensi di colpa che cercano di instillare ai bimbi, per non dispiacere al pretonzolo allora mi inventai dei peccati, la cosa lo rese soddisfatto e mi divertì molto, così quando sono un po’ giù vado in chiesa e mi invento le storie più assurde, non costa niente ed è assolutamente esilarante, ma una volta non mi diede l’assoluzione gli dissi che avevo drogato e chiuso nel bagagliaio della mia auto i quattro cani del mio vicino di casa e se era peccato se li buttavo nel Po, “tanto Ratzinger ha detto che non hanno l’anima” accidenti come s’è incazzato il pretastro, mi impose di liberare i cani, prima.

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