Le regole sul divorzio dividono gli stati UE

Novi stati dell’Unione Europea (Francia, Italia, Spagna, Grecia, Austria, Ungheria, Slovenia, Lussemburgo e Romania) stanno pensando di avviare un’iniziativa di ‘cooperazione rafforzata’, in modo da superare un veto posto dalla Svezia. Materia del contendere sono le regole concernenti i divorzi internazionali, tra coniugi cioè appartenenti a stati diversi (circa il 20 per cento di tutti i divorzi che hanno luogo ogni anno nella UE). La proposta, a cui si potrebbero aggiungere anche Germania, Belgio, Portogallo e Lituania, è volta a consentire alle coppie di scegliere in quale dei due paesi avviare la procedura: se tuttavia non fossero d’accordo, la scelta cadrebbe automaticamente su quello più pertinente, in particolare quello relativo al tempo di residenza. EUobserver sottolinea come “le norme attualmente in vigore variano fortemente all’interno dell’Unione europea, con i paesi nordici tradizionalmente più liberali e quelli prevalentemente cattolici più conservatore in materia”.

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11 commenti

rolling stone

… e se competente fosse il paese dove è stato celebrato il matrimonio?
Troppo semplice?

Daniela

vediamo come andrà a finire questa storia, sono perplessa, anche perchè francia e spagna per esempio hanno norme sul divorzio molto diverse da quelle italiane non capisco le implicazioni delle modifiche che vorrebbero imporre questi stati

gigetta

le norme italiane sul divorzio vanno bene…per gli avvocati 😀 le lascino pure così….

Aldissimo

E pensare che a Malta, che fa parte dell’Unione Europea, il divorzio è vietato.
Questa sarebbe la meravigliosa casa comune degli europei… l’invenzione umana più ridocola dopo il tivufonino.

gigetta

allora siamo a quota due Malta e Città del Vaticano…dai forse ce la facciamo anche noi!! o forse…beh! forse no con tutti i divorziati che abbiamo e che avremo in parlamento! magari ci limitiamo a cavarne fuori qualche norma un pò più restrittiva giusto per far contento il papa…pensa se tutti i nostri politici necessitassero della procreazione assistita… altro che far west…permetterebbero anche l’autoclonazione 😀

gigetta

però è proprio vero la chiesa cattolica adora gli avvocati e gli psicologi. già con la legge 40 gli avvocati in tutta Italia hanno fatto festa!! con la sua guerra anti-divorzio l’unica cosa che può ottenere e che si allunghino i tempi delle cause (di certo non eliminerà l’ istituto ne quì ne altrove) in questo modo farà si che io e il mio fidanzato ci compriamo la casa in contanti e non ci sia proprio nessun bisogno di accendere mutui anche se per ora lavora solo lui dallo studio dell’avvocato i diretti interessati si dirigono immediatamente allo studio dello psicologo guarda caso ho pure una cugina psicologa!! perchè già è devastante quando dura poco figuriamoci quando dura molto la causa di divorzio. grazie al Vaticano da parte di tutta la mia famiglia per una volta il male che fa può portare buoni frutti anche a casa mia 😀

Asatan

La cosa ridicola di questi è che ai “bei tempi andati in cui non c’era il divorzio” quello che succedeva era che il bravo ommo cattolico abbandonava la mogle di cui si era stufato per mettere sù famiglie parallelle. Certo i figli delle “concubine” non godevano di alcun diritto.

Qualcuno ha presente la storia di Edoardo De Fillippo e de suo molto cattolico padre?

Dirladada

Se non sbaglio a Malta il divorzio è sempre illegale, mi domando come questo paese sia potuto entrare nell’Unione europea.

gigetta

@ dirladada

forse non te ne sei accorto ma anche città del Vaticano essendo una “provincia molto autonoma italiana” si è insinuato all interno dell unione europea. se formalmente non è così sostanzialmente lo è e non potrebbe essere altrimenti visto che anche geograficamente si trova al centro del lato B dell’ Europa…
e poi se ci entra la Polonia possono entrare tutti anche la turchia e il kazakistan.

Dirladada

@ gigetta
Scusa ma bel ragionamento che fai, alla fine gli stati conservatori saranno più numerosi di quelli liberali. Il Vaticano non ha eletti al parlamento europeo, io sto parlando di un paese che ha dovuto chiedere una dispensa per non riconoscere il divorzio.

gigetta

finchè resta un caso isolato…certo il fatto che la dispensa gliel’hanno data fa riflettere abbastanza.

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