La Cassazione: è vietato manifestare davanti a una chiesa

Fuori dalla chiesa dove si svolgevano i funerali di un lavoratore socialmente utile, suicidatosi dandosi fuoco durante una manifestazione di protesta, un gruppo di lavoratori aveva dato vita a una nuova contestazione. La vicenda ha avuto luogo diversi anni fa nel napoletano, ma ha avuto lunghi strascichi giudiziari e si è conclusa in Cassazione. La Suprema Corte, secondo quanto riporta Quotidiano.net, ha condannato nove manifestanti a pene variabili ai sensi dell’articolo 405 del codice penale (Turbamento di funzioni religiose del culto di una confessione religiosa).

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68 commenti

brunaccio

x dysporia

sei grande! il suprematismo tu nn sai nemmeno cosa sia..complimenti!

brunaccio

beh..bisogna vedere ki ha sporto denuncia…se il prete al solito…nn fia mai una protesta sociale in kesa…se altri nn so lì nn dice

Viano di Vagli

Prima di commentare, non sarebbe opportuno leggere la sentenza?

Corrado Luciani

A parte i dettagli che non si conoscono la vicenda lascia un po’ di amaro in bocca. Una morte bianca è un evento grave e magari la forma di protesta è più opportuna farla o davanti ad una sede del governo e/o prefettura o nelle vicinanze dell’imprenditore che l’ha causata (o perlomeno davanti la sua fabbrica). Allo stesso modo, anche se la sentenza tecnicamente appare corretta, il sacerdote avrebbe dovuto essere più tollerante. Morale della favola: i veri colpevoli non pagano mai ma alle volte è anche per la nostra vigliaccheria (forse l’imprenditore aveva conoscenze mafiose..)

don alberto

Mi sembra strano una denuncia da parte del sacerdote.
Forse un procedimento d’ufficio (troppo zelo) ?

brunaccio

beh,quando la gente comincia a nn poterne più le proteste naskono spontanee,nn penso poi troppo concordato l’intervento dentro la kiesa..poi è vero può essere provvedimento d’ufficio..ma diskutiamo del nulla..a parte il fatto ke era un espressione della giusta rabbia e motivata dei lavoratori,questo unico punto fermo.

Asatan

@don alberto
Perchè ti sembra strano? Ci sono anche casi di parroci fetenti… mica son tutti come te.

Marco C.

“(Turbamento di funzioni religiose del culto di una confessione religiosa).”

Un articolo che comunque andrebbe abrogato a suon di cannonate; basti pensare alla funzione religiosa con la quale sono stati beatificati centinaia di franchisti qualche anno fa e dove un manipolo di manifestanti fu allontanato dalla polizia.

O il diritto di non turbamento vale per tutte le funzioni (e in tal caso non si potrebbe più manifestare da nessuna parte), oppure va abolito per tutti, laici e cattolici.

sanleo

Dicono che la morale cristiana è assoluta.Allora dimostrassero che che non c’è niente di contraddittorio tra il divieto dei funerali religiosi a Piergiorgio Welby e questo funerale “RELIGIOSO”. O forse dopo che si è dato fuoco è accorso il prete di turno al quale il suicida (MENTRE BRUCIAVA!) si è pentito ricevendo cosi l’assoluzione dal PECCATO!!!!

Loig

Davanti alle chiese si può manifestare come e quanto si vuole. Ma ci mancherebbe pure altro.
E’ suolo pubblico.

kilowatt

E che doveva fare il giudice, il reato c’è. La denuncia non è importante, dal momento che non è un reato procedibile solo su querela. Ipotizzando un procedimento d’ufficio e incentrando l’attenzione sui diritti dei lavoratori anziché sulla laicità dello stato se ne può dare anche una lettura diversa, ma ugualmente indignata e ugualmente congetturale. Si può immaginare che una denuncia provenga dal parroco, da una pia donna o da un ricco industriale, ma che cambia? Nemmeno il problema è l’esistenza di una tutela penale delle funzioni religiose, che sicuramente hanno diritto di svolgersi indisturbate. Come molte altre attività, certamente. Ma non è detto che queste siano senza tutela e comunque il caso non le intacca di un micron. Questo è il genere di notizie che non vorrei leggere, la laicità c’entra poco o punto e – ritenendo nel dubbio la tolleranza del parroco – forse non c’entra neanche la Chiesa. Al più mi sta bene l’osservazione sull’atteggiamento di certi ministri dello stato italiano.

Brian di Nazareth

E non è un disturbo alla quiete pubblica quando la kiesa suona le campane più volte al giorno, persino alle 7:30 del mattino? A me non interessa sapere che la messa sta per cominciare, perchè devono ricordarmelo sempre?

strozzapreti

Ma come mai certe leggi valgono solo se è la chiesa ad essere coinvolta, può turbare gli automobilisti con manifesti enormi che turbano atei agnostici ebrei mussulmani, e noi non possiamo neanche, costituzionalmente garantiti, ipotizzare che dio non esiste e si purtroppo la santissima trinità ( mafia chiesa stato ) in Italia la fa da padrona.

Viano di Vagli

San Leo: la questione, ovviamente, è già stata dibattuta. Fino al Concilio Vaticano II la Chiesa rifiutava i funerali in caso di suicidio (vedi canzone di de Andrè sul Miché, stanotte alle 3). Poi ha concesso il funerale nell’ ottica, per me più cristiana, di presumere che chi si suicida può comunque pentirsi e che la disperazione sia, di per sè, uno stato perdonabile. Purtroppo Welby il suo suicidio lo ha chiesto a gran voce, ne ha motivato le ragioni, ha attaccato la Chiesa perché si opponeva. Insomma la ha messa in difficoltà. Questo lo dico solo per spiegarti. Le posizioni ufficiali, le leggi, sono sempre rigide, nei casi individuali ci vuole elasticità. Personalmente non mi azzardo a giudicare nè Welby né Beppino Englaro. Non approvo quello che hanno fatto, ma non mi sento certo di condannarli: al loro posto forse non sarei stato tanto coraggioso e coerente.

#Aldo#

Sanleo ha sollevato una questione degna di più d’una riflessione. In definitiva, colui che si è dato fuoco, al di là delle motivazioni più o meno “nobili”, è veramente un suicida conclamato… (a meno che gli abbia dato fuoco qualcun altro, nel qual caso avremmo un omicida in circolazione a piede libero, o c’è stata qualche condanna in merito?)

Giona sbattezzato

Loig scrive che davanti alle chiese si può manifestare come e quanto si vuole perché sarebbe suolo pubblico. Hai ragione è suolo pubblico ma non puoi manifestare se non fai una processione religiosa. Non è suolo pubblico di tutti.

stefano

roba da medioevo, anche se qualcuno lo ha già scritto io lo ribadisco.

Red Passion

Vorrei che non mi si fraintendesse. Le manifestazioni si devono fare sulle questioni del lavoro e a maggior ragione quando di mezzo c’è un morto per disperazione. Ma un funerale, relioso o laico che sia, necessita di una forma di manifestazione che non è il chiasso ma il rispettoso silenzio per accompagnare chi se ne è andato e per sempre. I manifestanti, avrebbero fatto bene a reagire con azioni sindacali e politiche (non necessariamente partitiche) per fare in modo che l’ennesima morte per lavoro non sia invana. Invece siamo nel paese dell’urlatore, di chi, anche per manifestare il proprio dolore, ci mancherebbe, non esita a avere un comportamento esagerato in pubblico, salvo poi magari votare chi le leggi sul precariato le ha volute, Lega e PdL in testa. Anzi, se c’è da scioperare o manifestare, ci si rinchiude nel proprio posto di lavoro, strafottendosene di tutto e di tutti, mettendosi l’animo in pace dicendo “tanto non cambia niente”. C’è un tempo e un luogo per combattere ed un tempo ed un luogo per riflettere. E un funerale è sempre un momento per riflettere, sui nostri cari che non ci sono più, sulla vita che affrontiamo tutti i giorni e che ad un certo punto scompare e per sempre. Su ciò che avremmo potuto fare e non lo abbiamno fatto. Quando muore un uomo sul lavoro è un po’ colpa di tutti noi, perchè tutti noi accettiamo che ci siano persone, soprattutto giovani e stranieri, che paghino il prezzo della solitudine sociale. E’ il prezzo delle nostre leggi sul mercato del lavoro, leggi contro le quali non mi sembra che siano in molti a protestare: “tanto non ci riguarda”, salvo poi indignarsi “virtualmente”, vero?

takeshi

I preti possiedono già il 45% degli immobili italiani, vogliono cominciare ad appropriarsi delle strade, delle piazze etc? Se lo chiedessero a questo governo di sicuro glielo concederebbe, in cambio dell’indulgenza per i peccati del micione, il quale ha già dichiarato di sentirsi cambiato e di voler fare un pellegrinaggio.

Siamo o non siamo una bananopoli?

brunaccio

x ALDO

guarda io ho un amiko ke si è suicidat,e nn c’era il pret,ma fatto funerale in kiesa…loro sanno ke negare i funerali genera antipatia e allora dikono suicidio inconsapevole dovuto a malattia o dolore ecc…ti salvano sempre..dopo morto

come dire fatta legge fatto inganno..bisogna pensarci a tempo se nn si gradisce il funerale in kiesa…..

cn questo vi saluto salvo tardivi ritorni

🙂

Paul M.

@dysphoria_noctis
Borghezio il maiale lo ha portato sul suolo dove si doveva costruire una moschea per rendere il terreno impuro…non ha turbato nessuna funzione se ci pensi bene. Lungi da me di difendere Borghezio…Chi dei 2 era il maiale ancora me lo chiedo!

@Red passion
Quoto il tuo post…Un funerale non e’ proprio il modo giusto per manifestare il proprio dissenso. Hai ragione quando dici che i lavoratori dovevano rivolgersi ai sindacati e comunque in un’ltra sede…

Se da un lato trovo giusto spezzare una lancia in favore della sentenza…da un’altro mi piacerebbe capire che tipo di coerenza c’e’ nel permettere alle stesse funzioni religiose di invadere il suolo pubblico, bloccare il traffico, scampanare il mattino presto rompendo i timpani (e non solo!) alla gente che delle funzioni religiose non gli frega un tubo (e non solo!)?
Se devo dirvela tutta io lavoro spesso di notte e abito a 50 metri da una chiesa che attacca con le campane appena mezz’ora dopo che mi corico…Avrei volgia di zittirle col tritolo!!!

O rendono l’art. 405 piu’ duttile possibile e quindi anche per i casi simili…o vietano le manifestazioni religiose che recano disagi alla gente.
Ciao a tutti

Colapesce

Off Topic: non so se mi suiciderò, ma quando morirò, per me non ci sarà comunque funerale in chiesa.

marilena maffioletti

L’articolo dice che la manifestazione si era svolta fuori dalla chiesa, perciò non capisco a quale articolo di legge hanno fatto riferimento: sul suolo pubblico c’è libertà di manifestare, a meno che ci fosse un sagrato di proprietà privata. Probabilmente l’articolo non è stato riportato completamente. Comunque che grettezza da parte di chi ha fatto la denuncia!

brunaccio

x colapesce

“non so se mi suiciderò”

spero x te di no,amico e nn credo perkè noto l’umorismo spessissimo…

io spererei di campare 100 anni,e morire sazio di giorni x fare il bibliko…nn è ke il mio amiko si suicidò con gioia,ma se c’era uno ke col prete mai avuto nulla a ke fare era lui!

ciao

Paul M.

@colapesce
Col cavolo che avro’ un funerale cristiano e dentro una chiesa…Se non rispetteranno le mie disposizioni post mortem, tuta la mia eredita’ andra’ alle associazioni per la ricerca scientifica…Giuro!Basta solo andare dal notaio e inserirla come clausola nel testamento.
Vedi nel sito sotto funerali civili…
Ciao

@Brunaccio
Mi dispiace davvero tanto per il tuo amico…Non capisco pero’ che significa suicidarsi con gioia. Spiega solo se vuoi…Ti leggo domani, ora nanna.
Buonanotte

brunaccio

x paul

vai tranqui nn mi fa senso parlarne

non esiste suicidarsi con gioia,era per dire a colapesce “non so se mi suiciderò”…nemmeno a pensarci!!! questo il senso

anche a me dispiace,ma va così che ce voi fa?

vado a nanna anke io.

ciao

dysphoria_noctis

@PaulM

L’idea nacque da Calderoli, ed investì pure la moschea che si voleva costruire al CAAB qua a Bologna.

detto questo, non si può avere la certezza che avesse concepito quella genialata pure per moschee già esistenti, tipo quella di Viale Jenner a Milano.

ONESTO PRESUNTUOSO

@ BRIAN DI NAZARETH

-“E non è un disturbo alla quiete pubblica quando la kiesa suona le campane più volte al giorno, persino alle 7:30 del mattino?”

Sono d’accordo, e aggiungo:

non è disturbo alla quiete pubblica quando si deve stare 1 ora in coda per una processione che blocca completamente il traffico?

Perchè chi ostacola gli impegni religiosi -tipo i funerali- può essere punito mentre chi ostacola gli impegni non religiosi (per es. andare a lavoro e perdere 1 ora dietro una processione) no?

massimo

E quando sono le funzioni religiose che turbano la quiete pubblica?
Mi spiego. A circa 150 metri da casa mia c’è una parrocchia con relativa chiesa, oratorio e quant’altro. Il solerte prete, non pago di celebrare le funzioni religiose all’interno della chiesa, si è messo da tempo a fare propaganda diffondendole anche all’esterno con una nutrita serie di altoparlanti che sono mantenuti ad un volume così alto da far udire la messa domenicale….anche ai sordi. Eravamo costretti e tenere le finestre chiuse pure d’estate, ed anche così si sentiva distintamente tutta la funzione. Dico eravamo perchè è finita con i vigili urbani che sono finalmente intervenuti, loro malgrado, per porre fine alla gazzarra.
Difatti , dopo aver inutilmente segnalato al cosa ai vigili ed aver chiesto inutilmente al prete di smetterla ed aver ricevuto risposte del genere : un pò di messa non fa male a nessuno”, ho deciso di andare davanti alla chiesa durante la messa domenicale delle 9 e di mettere al massimo volume l’impianto di amplificazione della mia automobile…proprio durante la funzione religiosa. A brigante, brigante e mezzo, si dice al mio paese. Di colpo, nel giro di due minuti, si sono materializzati i vigili dicendo che disturbavo. Naturalmente è quel che volevo. I vigili però sono stati costretti, oltre a far smettere me, a prendere atto che disturbava pure il prete ed ora,finalmente, la domenica si può dormire.

massimo

Ma la seconda puntata della mia lite con la locale parrocchia è, se si vuole, ancora più paradossale. Ho detto che la chiesa dista 150 metri da casa mia. All’interno del mio condominio c’è un bel giardino ombroso e silenzioso. Dai balconi si vedono solo betulle, pini e merli cinguettanti, o meglio si vedevano…Da quando cioè, sicuramente per vendetta, il prete ha deciso di passare al contrattacco. A maggio, mese “mariano” (come forse molti sanno), una sera alle sei sento un certo trambusto, mi affaccio e che ti vedo? Una ventina di invasati che pregano attorno….ad un altoparlante! Il perverso strumento trasmetteva ad alto volume, in diretta dalla chiesa, la suadente voce del “nostro” prete che, davanti ad altri fedeli, recitava qualche giaculatoria. Naturalmente non v’era alcuna necessità pratica di tutto ciò, se non quella di rompere le tasche alla gente. Difatti chi avesse voluto pregare poteva recarsi alla chiesa che non dista, come ho detto, 30 kilometri ma solo 150 metri.
Sono sceso immediatamente minacciando di far intervenire la forza pubblica. Mi sono beccato tutti i più orrendi insulti e gli apprezzamenti più volgari. Ho chiamato quindi l’amministratore del condominio il quale mi ha candidamente detto che non è un reato pregare all’aperto. Allora ho minacciato di far intervenire qualche amico mio che, giusto il periodo pre-elezioni, avrebbe potuto fare, nel medesimo giardino condominiale e durante la sessione di preghiere, un bel comizio con altoparlanti (in un luogo, ricordo, non certamente pubblico), magari ricordando quella felice epoca nella quale si mangiavano i bambini in allegre orge sataniche e si cuocevano i preti alla griglia in quell’ameno luogo che è la Siberia ad di là degli Urali….
Le preghiere (una vera e propria novena) avrebbero dovuto continuare tutte le sere per tutta la settimana….ma hanno smesso con la scusa che siccome nel palazzo ci sono degli intolleranti che discriminano i fedeli cattolici, non ci si poteva mettere al loro livello.
Qualche volta fare i truculenti ed i cattivi serve ancora.

Antonio

Per quanto riguarda i funerali ai suicidi.
La Chiesa non si è mai permessa di dire se una persona va all’inferno. Una condanna da parte della Chiesa non è automaticamente una condanna all’inferno. Diciamo che su questo tema “Dio fa come vuole al di là dell scelte della Chiesa”. I funerali ai suicidi erano vietati come deterrente. Non faccio i funerali così capisci che è una cosa sbagliata e ti guardi dal farlo. Ma questo andava bene in una società con una mentalità cristiana dominante. Oggi non è più così. Se si fanno o meno i funerali religiosi non importa niente alla stragrande maggioranza delle persone, salvo poi inorridirsi di fronte alla negazione per esempio per il caso Welby. quindi non funzionerebbe più come deterrente.
A proposito ma Piergiorgio Welby (non la moglie, la mamma, gli amici) li voleva i funerali cattolici?

francesco

Io invece che sono un aderente della religione “Rasta” e che faccio della marjuana l’incenso benedetto da me per le mie riflessioni sul divino e dunque aduso a consumarne in abbondanza con somma gratificazione personale, mi appello alla cassazione perchè nessuno turbi le mie funzioni religiose di culto della mia particolare confessione religiosa.
In pratica dunque ,,, quando io fumo marjuana adempiendo ai miei doveri di buon religioso, non mi deve rompere i coglioni nessuno, tantomeno un pretino del tipo del delinquente Gelmini o di un solerte carabiniere in vena repressiva ,,, come da sentenza della Cassazione.

Neoalfa

@REDAZIONE

Sono deluso: il titolo dell’articolo ha poco a che vedere con la realtà delle cose.
La sentenza ha condannato dei manifestanti per aver avviato una protesta (senza apposita approvazione degli enti preposti) e sono stati condannati per aver intralciato il diritto a espletare una funzione religiosa.
Io non sono il maggior sostenitore delle religioni in generale ma del diritto di praticale sì.
Inoltre mi aspetto dall’UAAR una trasparenza ed onestà migliore.
Non deludetemi.

Saluti.

Uruz7

@Massimo
scrivi un libro sulle tue vicissitutini con il parroco, sono pronta a scommettere che questa è solo una piccola parte. nel picccolo borgo dove abito quando passa la processione (sempre alla sera) per la mia strada tengo tutte le luci di casa e del giardino accese fino all’ultimo momento e poi le spengo repentinamente nel momento in cui la processione passa davanti casa (come mi diverto!)

@Red Passion
nessun fraintendimento, quello che dici è più che giusto

Nome

@Neoalfa

Quindi a te ti sembra giusta e equilibrata questa legge (art 405 cp)?
Ne vorrei una pure io per far smettere di suonare le fastidiosissime campane *di culto cattolico*…

Art. 405
Turbamento di funzioni religiose del culto cattolico
Chiunque impedisce o turba l’esercizio di funzioni, cerimonie o pratiche religiose del culto cattolico, le quali si compiano con l’assistenza di un ministro del culto medesimo o in un luogo destinato al culto, o in un luogo pubblico o aperto al pubblico, e’ punito con la reclusione fino a due anni.
Se concorrono fatti di violenza alle persone o di minaccia, si applica la reclusione fino a tre anni.

massimo

@neoalfa

Sono d’accordo con te.
La mia libertà finisce dove comincia la tua….e viceversa.
Ed è quel viceversa che i funzionari della religione cattolica non intendono spesso rispettare.
Inoltre credo che non si debba confondere il diritto, per me sacrosanto, di praticare una religione, una credenza, una fede, con la tendenza invece ad IMPORLA. La commistione, soprattutto in Italia tra religione (cattolica) e potere politico è una questione secolare e non la si può affrontare qui ed ora in quattro parole.
Si chiede solo rispetto reciproco, pariteticità e nessuna interferenza da parte dei funzionari religiosi nella vita dello Stato laico e sovrano. Questo è quello che molti tendono a dimenticare piuttosto facilmente. E ciò senza assolutamente entrare nel merito filosofico del teismo o dell’ateismo, anche questo non è il luogo.
Credo che la funzione della UAAR sia in questo senso sacrosanta….essendo antidogmatici possiamo concludere dicendo che nessuno è perfetto, tantomeno la UAAR che non ha…..la verità rivelata in tasca, come nessun altro, anche i se-dicenti contrari.
A questo serve questo dibattito. A consentire a tutti di discutere, specie a coloro che altrove (sui siti religiosi) è impedito e vietato.

barbara

@Markus

Beh non sono d’accordo.Sono stati condanati per “Turbamento di funzioni religiose del culto di una confessione religiosa”.Non ti darebbe fastidio se lo facessero davanti al kaikan?!

Maurizio D'Ulivo

Capisco la condanna verso chi ha disturbato la funzione DENTRO la chiesa, ma perchè anche coloro che manifestavano fuori sono stati condannati?

Inoltre, seppur d’accordo che sia da punire chi disturba una funzione religiosa (soprattutto se svolta all’interno di un tempio, mentre ci sarebbe semmai da obiettare qualcosa sul diritto di esprimere un’opinione difforme quando una manifestazione religiosa occupa il suolo pubblico), trovo che la punizione dovrebbe essere esattamente la stessa che colpisce, oltre alle funzioni religiose, anche tutte le altre manifestazioni che hanno a che fare con convinzioni di altra natura (politica, etica, sindacale, ecc.).

Trovo infine che, se punizione ci deve essere, per un comportamento del genere sarebbe più adeguata una sanzione amministrativa: pensare che si debba finire addirittura di fronte al giudice penale per una cosa del genere mi pare davvero eccessivo.

Insomma: come al solito quello che riguarda la religione (la cattolica in generale, ma in questo caso non solo quella) in Italia è protetto in maniera decisamente più che proporzionale rispetto alle reali necessità.

Detto questo, non posso che condividere quanto ha scritto Red Passion: io a funerali in chiesa ho partecipato e, da agnostico, faccio in modo da accompagnare il defunto senza recitare nessuna delle formule della funzione, ma anche senza disturbarla: il disturbo deliberato durante un momento così intimo mi pare, molto più che un reato, un comportamento di un’insensibilità e di una maleducazione nient’affatto accettabili.

brunaccio

o forse solo tanta rabbia esplosa di colpo…ma nn approvo tento di capire la situazione sociale seria…

Paul M.

So’ per certo (sulla mia pellaccia) che qualsiasi tipo di manifestazione, sciopero o sit-in, Deve essere autorizzato dalle autorita’ di PS o quantomeno devono essere avvertite.
In caso di cortei, si deve addirittura dichiarare le vie in cui si intende transitare…!
Se i lavoratori in questione non l’hanno fatto, sono gia’ passibili di denuncia.
Il fatto che hanno disturbato (lo si capisce dall’articolo..chissa’ poi in che modo?) la quiete pubblica e’ un’aggravante.
Il fatto che abbiano addirittura interrotto o disturbato una funzione religiosa e’ un’altro reato.
Se e’ successo dentro la chiesa o fuori poco importa…Si parla di TURBAMENTO DELLA FUNZIONE…capite da soli che si puo’ anche disturbare una funzione religiosa dall’esterno, vero?!

Il vero problema e che alcune funzioni religiose cristiane TURBANO la vita di cittadini laici, atei, di altri credi, o che comunque se ne sbattono altamente delle funzioni!!…Pero’ in quel caso nessuno denuncia il prete o la diocesi che ha organizzato la funzione. Da qui si evince che in Italia, quando si ha a che fare con la chiesa, LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI…Questo si che e’ SUINOoooOOO!

Maurizio D'Ulivo

Dentro o fuori del tempio fa differenza, eccome.

Io non credo che sia ammissibile un disturbo deliberato di una funzione religiosa così come quello di una riunione di partito, se questo disturbo è opera di un individuo o un gruppo introdottosi all’interno dei locali solo per disturbare.

Trovo invece che protestare all’esterno di un edificio dove si svolge una funzione religiosa o una riunione politica, etica o di altra natura sia del tutto legittimo: non entro nella chiesa dove Bagnasco pronuncia indisturbato la sua omelia, ma se voglio manifestare all’esterno della chiesa in cui ciò avviene credo di avere il pieno diritto di farlo (e, se è necessaria un’autorizzazione, credo che questa debba essere rilasciata senza fare storie).

Questo, perlomeno è quanto dovrebbe accadere in uno Stato di Diritto dove i cittadini sono considerati tali, e non solo dei sudditi o, peggio ancora, dei peccatori nati con lo stigma di un improbabile peccato originale…

brunaccio

come la si pensi che la Cassazione stabiliska ke nn si può manifestare davanti a una chiesa è gravino….secondo me..ora nn letto sentenza ma dal titolo…

takeshi

roberta scrive:

20 Luglio 2009 alle 21:33
@ takeshi
qual e’ la meta del pellegrinaggio?

Che ci creda o no, dice di voler andare da padre pio 😕

Paul M.

@Maurizio D’ulivo
Forse devo ripetermi perche’ mi sembra di aver scritto giusto e di essere stato recepito male.

MAI DETTO CHE E’ ILLEGITTIMO PROTESTARE O MANIFESTARE.

ho scritto:”…che qualsiasi tipo di manifestazione, sciopero o sit-in, Deve essere autorizzato dalle autorita’ di PS o quantomeno devono essere avvertite.” Cosi dice la legge. Vedi il T.U.L.P.S.

MAI DETTO CHE NON PUOI MANIFESTARE O PROTESTARE DAVANTI A UNA CHIESA.

ho scritto:”…Si parla di TURBAMENTO DELLA FUNZIONE…” Puoi piazzarti davanti alla chiesa con un megafono e comunque disTURBARE la funzione religiosa. Puoi manifestare quanto vuoi ma se gli interrompi la funzione o la disTURBI, sono cavoli. L’art. 18 della dichiarazione dei diritti umani prevede la liberta di culto e di religione…se tu li disTURBI…va da se’!

Non sai quanto mi piacerebbe la domenica mattina mettermi davanti ad una chiesa con un amplificatore che spara musica metal a palla…Purtroppo non si puo’ se no ti ingabbiano!!
Pertanto ti riporto alla riflessione sulle ultime 5 righe del mio post delle 17.27…li’ bisognerebbe riflettere…!
Ciao e a presto

Viano di Vagli

Non sai quanto mi piacerebbe la domenica mattina mettermi davanti ad una chiesa con un amplificatore che spara musica metal a palla… Se lo fai all’ ora in cui posti stamani, ottieni indubbiamente sia lo scopo di risvegliare i cattolici, soprattutto quelli che a Messa non ci vanno, sia quello di farti sottoporre a un TSO che non potrebbe che farti bene.

Maurizio D'Ulivo

@ Paul M.

Siamo d’accordo sul fatto che protestare è legittimo, e la norma di legge che tu citi è corretta: io aggiungerei anche che non si dovrebbe poter vietare per legge alcuna protesta (se espressa in modo civile), nemmeno quella contro le posizioni su temi civili che si formano ANCHE attraverso omelie e sermoni vari: però evitando di interrompere o disturbare questi ultimi bensì pretendendo la disponibilità di canali comunicativi alternativi dove affermare la propria posizione.

Se ho capito bene la tua posizione abbiamo invece un diverso punto di vista su quelle che vedremmo come modalità ideali di protesta: personalmente, oltre a non ritenere ammissibile il disturbo deliberato di una funzione religiosa all’interno di un tempio, non mi piacciono neanche modalità di protesta che, pur avvenendo all’esterno, disturbino l’interno: io ho partecipato a manifestazioni di protesta laica organizzate a Pistoia quando è venuto Bagnasco, non lontano dalla cattedrale, ovviamnete ocn striscioni e cartelloni visibili a tutti i passanti, inclusi quelli che si recavano a genuflettersi di fronte al cardinale: ma non mi sarebbe piaciuto affatto se avessi visto utilizzare, da parte dei miei compagni, un impianto di amplificazione di potenza tale da recare disturbo a ciò che stava accadendo nel tempio cattolico: c’è un problema di diritto di espressione che, se vogliamo davvero dimostrarci più giusti di loro, va garantito a tutti negli ambiti opportuni.

Sai invece cosa auspicherei, e che in Italia non avviene, per legge?
Che le affermazioni dei sacerdoti dai pulpiti e dei confessori nei confessionali potessero avere una rilevanza penale quando le parole pronunciate in quei contesti violano la legge.

Negli anni ’90 Giordano Bruno Guerri dimostrò, con il suo libro “Io ti assolvo” (edito da Baldini & Castoldi), che all’interno di molte confessioni i sacerdoti danno spesso suggerimenti improntati al plagio, quando non di aperto incitamento alla violazione delle leggi dello Stato: mi sembra che il Concordato impedisca all’Italia di intervenire in questi ambiti, e io ritengo invece che dovremmo recuperare questo potere giurisdizionale, di indagine e di intervento per evitare che, nel nostro Paese, continui a esserci questa sacca di impunità.

Il sacerdote che durante l’omelia invita a disattendere la legge dello stato deve essere messo di fronte alle proprie responsabilità.

Viano di Vagli

M. D’ Ulivo: grazie per aver ricordato Giordano Bruno Guerri com’era. Quanto lo rimpiango! Ma che peccati ha fatto la Chiesa Cattolica per meritarsi di essere difesa da uno come lui!?!?

Paul M.

@Maurizio D’Ulivo
Sarebbe quantomeno apportuno denunciarli per istigazione a commettere reati…e non ci sarebbe nulla di male! Il problema e’ che la confessione, molto subdolamente, avviene in modo segreto e riservato da parte dei preti…pena la scomunica per divulgazione del peccato commesso.
Concordo invece con tutto il resto. Piena liberta di protesta per tutti ma nei modi civili come e’ avvenuto per te e gli amici di Pistoia. Niente megafoni, urla, cori da stadio ecc,ecc…Altrimenti quelli ci mettono dieci secondi ad aprire una bella querela!

@Viano
I TSO vanno fatti a tutti quelli che credono nei vostri miracoli di zombie che tornano dall’aldilà.
E’ una vergogna che abbiate costruito un impero sulle menzogne. Per fortuna la casa di dio ha le travi sempre piu’ scricchiolanti…occhio che ti cadra’ in testa.
Au revoir

amante dell'arte

La legge va applicata.
Ma con equità.
Siamo tutti figli di Dio anche chi non ha ancora conosciuto il suo Amore

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