Il quotidiano la Padania, organo ufficiale della Lega Nord, ha pubblicato ieri un articolo di Paolo Bassi dal titolo Crocifisso a Scuola. Una battaglia laica. Il pezzo rivendica alla Lega il ruolo di “forza politica più attiva e propositiva nel difendere il simbolo della cristianità”, e respinge le critiche di chi ha “bollato tanto attivismo come una manifestazione di intolleranza verso l’Islam”. Bassi, dopo aver ricordato che l’azione giuridica è stata condotta da una socia UAAR, associazione che ne ha “promosso, sostenuto, curato tecnicamente l’iter giuridico, che era già passato dal tar del Veneto, dalla Corte Costituzionale e dal Consiglio di Stato”, ne trae la considerazione che “i ‘nemici’ della croce non arrivano solo dal mondo arabo, ma spesso ce li ritroviamo in casa. Alleati più o meno inconsapevoli di quelli che sognano di riempire le nostre città di minareti”. Il rischio, scrive Bassi, è la “spersonalizzazione dell’Europa. Un continente senza più radici e identità”. E’ per questo che, a suo dire, quello del crocifisso è “un azione laica e civile” (sic) “a tutela di un patrimonio collettivo”.
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