RU486, diffusione ancora ostacolata

La Nordic Pharma, la società che distribuisce la pillola abortiva RU486 in Italia, ha reso noto che nei primi nove mesi di diffusione del farmaco sono state ordinate solo 4.317 confezioni. Enormi le differenze tra regione e regione, tali da far supporre, anche in questo caso, l’esistenza di ostacoli all’uso e di una sorta di “turismo dell’interruzione di gravidanza”. La regione nettamente prima quanto a vendite è il Piemonte, con 1.203 confezioni, seguita da Toscana (563), Lombardia (523) e Liguria (500). In coda le Marche (5), la Calabria (10) e l’Abruzzo 15: soltanto 30 confezioni sono state richieste dagli ospedali laziali. Il primato del Piemonte non stupisce: da qui è partita la sperimentazione, e all’Ospedale Sant’Anna la scelta dell’aborto farmacologico supera ormai il 20% del totale.

Raffaele Carcano

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14 commenti

sauro

Bella lotta:sono proprio curioso di vedere se la politica italiana è più serva del vaticano o delle industrie farmaceutiche.

Batrakos

Sauro.

Anche io talvolta sono abbastanza dubbioso sul meccanismo dell’industria farmaceutica per una serie di ragioni che ora sarebbe ozioso esaminare.
Ma insomma utilizzare la Ru486 -che è stata ampiamente testata- non mi sembra un presupposto per sostenere che la politica italiana sia ‘serva delle industrie farmaceutiche’ in quanto si tratta di un farmaco che riduce notevolmente l’invasività dell’aborto chirurgico e non di una speculazione economica pura e semplice; e metterla su questo tono mi pare un po’ buttare via il bambino con l’acqua sporca.
Non credi?

Third Eye

Presumo volesse solo dire che in altri casi e altri contesti è stata ben più prona ad aiutare grossi sponsor come quelli.

POPPER

In Piemonte dove c’è Cota hanno diffuso di più? Certo è l’effetto della sperimentazione e Cota non ha potuto impedirla, avanti così con il reazionismo catto-talebano e vedete poi come la gente rivendicherà la propria libertà di scelta, e ci sarà addirittura un giorno che non si potrà più ostacolare la diffusione della pillola, ma purtroppo siamo in Italia ed era scontato che l’avrebbero ostacolata.

Ma non è mai troppo tardi per una campagna di diffusione della pillola, per una campagna di informazione contro l’ignoranza sulll’educazione sessuale voluta dal papa, per una campagna anche politica in sede regionale per verificare se ci sono ostacoli illegali, anticostituzionali, che mirino alla persuasione inquisizionista in violazione dei diritti umani per scoraggiare la diffusione della pillola. Son certo che vi sono questi ostacoli voluti dal cattolicesimo imperante.

Stefano Grassino

Quando una cosa interessa alle persone, queste anche se credenti fanno si si al prete e poi nei fatti, fanno come gli pare.
Si perde nella notte dei tempi il ricordo della ricerca delle ragazze: andare a messa e farsi vedere devoto, frequentare la parrocchia e si rimediava………..magari non tutto ma qualcosina c’era sempre e più si battevano il petto più ti battevano i pezzi. 🙂

Stefano Grassino

Di detti ne ho sentiti tanti; il concetto base era: dai caro facciamolo, tanto poi vado a confessarmi…..tre ave marie e tutto tornava a posto. Come si usa far coi preti pedofili.
La chiesa ed i suoi fedeli perdono il pelo ma non il vizio!!!!!!!!!

MEVI

Non c’entra niente (però non so come contattare “Ultimissime UAAR” per dare la notizia). Ultimissime dalla “catolicissima” Polonia:un prete è stato condanato per lo stupro di una donna,si parla che aveva anche le amanti…C’e un altro caso dove un prete è stato riscatato dalla prostituta,quale aveva il video con le loro scene di sesso.Si è scoperto che il prete invitava molto spesso le prostitute,faceva anche i video…

Giovanni Bosticco

Questi benedetti cattolici, che inorridiscono
di fronte all’eliminazione di un embrione umano,
che cosa fanno per prevenire la cosa, evitare
la sua formazione? Qualsiesi metodo anticonce-
zionale è rifiutato. Loro vogliono creare un mondo
di disgrazie, che sia la mitica “valle di lacrime”,
da cui la Vergine viene a salvarci, sempre secondo
loro.

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