Al Tg1 passa l’opinione che gli atei sono “disabili del cuore”

Nel corso dell’edizione serale del Tg1 Rai del sette aprile 2013 è andato in onda un servizio di Marco Clementi sull’insediamento del vescovo di Roma Bergoglio. Un intervistato, nel commentare il saluto ricevuto dal papa, ha definito gli atei quali “disabili del cuore”. Il giornalista ha annuito sorridendo.

Marco Clementi è un giornalista embedded: si è laureato in filosofia all’Università cattolica, è sposato con una giornalista di Radio Vaticana, ha vinto il premio UCSI Fondazione Cattolica alla Televisione e non disdegna di tenere conferenze nelle parrocchie. Ha tutto il diritto di farlo. È invece discutibile che la Rai si faccia megafono delle sue convinzioni. L’affermazione dell’intervistato, un non vedente, è stata infatti esplicitamente condivisa dal giornalista e inserita nel montaggio finale.

Il servizio pubblico si è fatto così veicolo di uno stereotipo negativo che circola nel mondo cattolico, quello degli atei “aridi” di relazioni umane: Benedetto XVI, tre anni fa, aveva sostenuto che “solo se abbiamo Dio nel cuore, siamo in grado di cogliere nel volto dell’altro un fratello in umanità, non un mezzo ma un fine, non un rivale o un nemico, ma un altro me stesso, una sfaccettatura dell’infinito mistero dell’essere umano”.

Non chiediamo, a mo’ di riparazione, che la Rai veicoli uno stereotipo negativo che purtroppo circola anche nel mondo ateo, e che mandi quindi in onda, senza contraddittorio, un disabile che definisce i credenti “disabili della mente”. Abbiamo invece chiesto al Tg1, all’Unar e alla commissione vigilanza Rai che la testata prenda pubblicamente ed esplicitamente le distanze dal servizio di Marco Clementi, e che episodi del genere non si ripetano più in futuro.

L’associazione

 

Al Direttore del Tg1
Alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
All’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali)

 

Nel corso dell’edizione serale del Tg1 Rai del sette aprile 2013 è andato in onda un servizio di Marco Clementi sull’insediamento del vescovo di Roma Bergoglio. Un intervistato, nel commentare il saluto ricevuto dal papa, ha definito gli atei quali “disabili del cuore”.

La Rai, avendo deciso di diffondere tale dichiarazione, ha deciso di farla propria: il giornalista, ascoltandola, annuisce infatti sorridendo. Il servizio pubblico si è reso così megafono di un’affermazione lesiva di tutti i cittadini non credenti, senza poter rivendicare a suo discarico la libertà di espressione: non vi è stato infatti alcun contraddittorio, e l’atteggiamento compiaciuto del giornalista ha amplificato l’effetto dell’affermazione discriminante.

Poiché non è certo compito del servizio pubblico veicolare stereotipi negativi, chiediamo che la testata prenda pubblicamente ed esplicitamente le distanze dal servizio di Marco Clementi, e che episodi del genere non si ripetano più in futuro.

Restando in attesa di una risposta, porgiamo i nostri cordiali saluti

Raffaele Carcano, Segretario Uaar

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