«Fatemi vedere un dottore senegalese che cura un bianco in televisione. Molti di coloro a cui facciamo fare i vù cumprà lo sono». Lo ha dichiarato il ministro dell’ Interno, Giuliano Amato, concludendo fra gli applausi la Conferenza nazionale sull’ immigrazione a Genova. Amato, parlando di integrazione, ha sottolineato in particolare l’importanza dei media. «In Italia – ha detto – siamo spaventosamente indietro. Rispetto agli Stati Uniti, dove nelle fiction si vedono agenti neri a dirigere un servizio, noi siamo rimasti più o meno ai tempi di Via col vento». «Sarà poco – ha aggiunto – ma è un segnale. Vuol dire che alla fine essere bianco o nero è indifferente rispetto ad essere capo di un servizio». E, con una battuta, ha commentato che da noi in tv i neri parlano con l’ accento di De Mita «senza offesa per Ciriaco». «Da noi – ha concluso Amato – non esiste la cultura del pari apprezzamento».
Lingue disponibili
Articoli recenti
- Buone novelle laiche
- La clericalata della settimana, 22: l’Istituto nautico “Cappellini” di Livorno promuove l’IRC tra gli studenti musulmani
- Ancora Irc! Ma chi la vuole?
- La laicità naufraga a Livorno
- La clericalata della settimana, 21: ll Comune di Chiusa e la Provincia di Bolzano vogliono un ascensore da 27 milioni per un monastero
- L’Iran ha bisogno di pace, laicità e diritti
