Esiste sfera pubblica senza radici giudaico-cristiane?

Cercherò di riflettere sulla presenza della fede cristiana nella sfera pubblica. […] Mi ritrovo nella formulazione del problema fatta da Pierpaolo Donati, quando parla di un «contrasto fra una sfera pubblica eticamente neutrale (alimentata dalla globalizzazione) e una sfera pubblica eticamente qualificata (attraverso la fioritura di un pluralismo sinergico delle comunità religiose). La democrazia deve scegliere se affidarsi (più) all’una o (più) all’altra. Ma questa scelta comporta dei dilemmi che la democrazia stenta perfino a identificare e tanto meno sa affrontare» [in Carmelo Vigna – Stefano Zamagni, Multiculturalismo e identità, Vita&Pensiero 2002]. Cercherò di riflettere ora da questa prospettiva. Una sfera pubblica completamente neutrale dal punto di vista etico è impensabile; è impraticabile; è da evitarsi. E ciò si può capire partendo anche dai due presupposti fondamentali della tesi della neutralità etica, autonomia ed uguaglianza, declinate secondo il paradigma di una concezione della giustizia «politica e non metafisica»John Rawls). Se infatti il prezzo da pagare dal credente per l’ingresso nella sfera pubblica è la rinuncia pura e semplice alla sua identità religiosa, non sarebbe solo violato il diritto alla libertà religiosa ma soprattutto verrebbe negata l’identità culturale delle persone. L’ideale democratico sarebbe quello di edificare una società di anonimi, di individui astrattamente concepiti e sradicati dalla loro appartenenza identitaria. Ma il punto più delicato e bisognoso di rigorizzazione concettuale riguarda il tema della «qualificazione etica» della sfera pubblica. […]

L’articolo completo di Carlo Caffarra è disponibile sul sito di Avvenire

32 commenti

Don Zauker

“L’ideale democratico sarebbe quello di edificare una società di anonimi, di individui astrattamente concepiti e sradicati dalla loro appartenenza identitaria”.
Concordo: i diritti degli individui sono indipendenti dall’appartenenza identitaria. Appartenenza, fra l’altro, che si pretenderebbe di calare dall’alto.
La frase citata è inoppugnabile, il problema è che io sto dalla parte della democrazia, Caffarra da quella dell’identità e le due posizioni sono incompatibili.
E aggiungo che era ora che un cattolico ammettesse apertis verbis di non amare la democrazia; lo sapevamo già, ma è importante che lo si dichiari.

RazionalMENTE.net

Una cosa è certa: in Italia non esiste una TV di Stato, servizio pubblico, che non sia clericale. Così ogni domenica dobbiamo avere la Santa Messa, poi il programma A Sua Immagine, poi c’è Bruno Vespa a Porta a Porta che quando si parla di religione impedisce a chi non è cattolico di esprimersi, poi su RAI3 c’è Michele Mirabella, che tutti debbono chiamare PROFESSORE come se fosse l’unico laureato sulla faccia della Terra.

Il “professore” conduce la versione estiva di Cominciamo Bene e non perde occasione per propagandare la fede cattolica. Oggi puntata speciale proprio sulla fede. Per il 90% hanno dato voce ai credenti, per il 10% agli scettici. In studio Giulio Giorello e in collegamento video Margherita Hack.

Risultato del match: i cattolici vincono per 10 a zero. Lato comico: finito il risicato tempo a disposizione dei due alieni scettici, viene mandato in onda un idilliaco filmato con le sacre immagini di WojTyla, Ratzinger e tutti i possibili e immaginabili simboli della fede cattolica con sottofondo musicale IMAGINE di John Lennon… versione inglese che molti non capiscono e che dice:

Immagina che non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il cielo
Immagina che la gente
viva al presente…

Immagina non ci siano Paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace..

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno…

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero…

Insomma ci prendono anche in giro!!!

Qualcuno informi Mirabella, NON POSSIAMO PERMETTERE CHE CERTE CANZONI ATEE VENGANO TRASMESSE IN TV, CRIBBIO, MI CONSENTA!!!!!

P.S.: il monsignore in studio, che ha fatto la parte del leone, ci spieghi come mai, a fronte di tanti presunti miracoli, a nessuno è mai ricresciuto un arto mancante.

Concludendo: c’è veramente da deprimersi con questo schifo di TV, lottizzata come sempre e come sempre sotto il controllo del Vaticano.

Bisognerebbe fare qualcosa. Restare a guardare questa indecenza non serve a nulla.

Il bello è che la religione è tabù, si rischia continuamente il vilipendio. Insomma con una scusa o con l’altra gli scettici che vanno in TV debbono stare attenti a non esagerare: una parola è poca e due sono troppe.

Io la chiamerei RAI MAFIA… poi fate voi.

raphael

Esistono anche altre radici a cui è dovuto rispetto. Non si può concepire un dialogo senza riconoscerle; si diventa oppressori col beneplacito del proprio Dio: la Verità è solo nostra e la imponiamo nell’interesse di tutti.

Carlo

“L’ideale democratico sarebbe quello di edificare una società di anonimi, di individui astrattamente concepiti e sradicati dalla loro appartenenza identitaria”.

Al contrario di Don Zauker (bel nick, anche a me piace il Vernacoliere e trovo Don Zauker particolarmente esilarante 🙂 ) io non penso che questa frase sia vera.
Tale frase e’, come al solito, una forzatura di cio’ che la democrazia si prefigge: ossia che le appartenenze rimangano una questione privata. All’autore dell’articolo forse sfugge che nessuna democrazia che voglia definirsi tale puo’ forzare qualcuno ad appartenere o non appartenere a qualcosa, meno che mai alla religione cattolica.

Quicho Sabater

sottolineando il fatto che l’identità è una delle ossessioni tipiche dei regimi assolutisti, voglio però dire che mi sembra un po’ artificioso il voler ridurre una questione complessa come l’identità alla sola appartenenza religiosa.

Francesco

Per “RazionalMente.net”: una domanda… perchè guardi la tv? Parli come se non esistesse alternativa tra guardare e non guardare la tv! La tv è uno solo dei tanti modi possibili per impiegare il tempo, per ricevere notizie ecc. (e, diciamo, il peggiore possibile). Se in tv dominano dei temi che non ci interessano, semplicemente la escludiamo dalla nostra vita e facciamo altro.
Io per esempio, ho nei confronti del calcio (lo sport) lo stesso problema che hai tu nei confronti della chiesa: non lo sopporto. Non ditemi che il calcio non è invasivo in tv: tutte le domenche partite e programmi sul calcio (e credo anche negli altri giorni della settimana), tutti, in tutte le trasmissioni, anche che non c’entrano niente, parlano di calcio. In tutti i telegiornali c’è, fissa, una parte dedicata al calcio; tutti ne parlano dando per scontato che interessi a tutti (incredibile come sintomo di chiusura mentale!).
Io potrei disperarmi, come fate voi nei confronti della chiesa. Invece, non vedo la tv (non sento l’esigenza di vederla, mi dimentico che esiste), e me ne vivo in pace.

Ah, ultima cosa: il calcio è terribilmente invasivo anche fuori dalla tv: quando credo ci fossero i mondiali, sentivo cortei di notte che andavano gridando e suonando i clacson, e nessuno li denunciava, tutti i quotidiani parlano di calcio in prima pagina, nessuno escluso, la gente si permette di chiedermi per che squadra tifo senza prima avere la delicatezza di chiedermi se mi interessa il calcio. Sono escluso dalle conversazioni appena qualche tifoso si accorge che non mi interesso di calcio. E ricordo che a scuola, cosa gravissima, c’era una materia, “educazione fisica”, in cui ero costretto a giocare a calcio: un’umiliazione incredibile, un’imposizione assurda.

Domanda per tutti: perché l’UAAR, anzichè combattere solo le religioni, non combatte tutti i fenomeni che pretendono di essere invasivi nella società, e di imporsi a tutti indiscriminatamente, rovinando la vita di chi a tali fenomeni non è interessato?
Non credo che l’Uaar intenda fare distinzioni preconcette. E farebbe un grande servizio alla società civile.
E’ una domanda seria, rispondete.

antonella_621

Il dizionario di italiano definisce quale democrazia: “forma di governo volta ad assicurare la perfetta uguaglianza tra i cittadini i quali esercitano il potere direttamente (democrazia diretta) o per mezzo dei rappresentanti da loro stessi eletti (democrazia indiretta o rappresentativa o parlamentare); si parla di democrazia formale o politica se l’uguaglianza tra i cittadini è riconosciuta solo per ciò che è politico e giuridico, di democrazia sostanziale o sociale se è estesa anche ai rapporti sociali ed economici; inoltre è detta democrazia liberale (o occidentale) quella forma di governo e di organizzazione sociale in cui i princìpi democratici si accordano con quelli del liberalismo, democrazia socialista quella che si ispira ai princìpi del socialismo”.
Fin da piccola ho sempre sentito parlare di grandi o piccole “prevaricazioni religiose” nel pubblico, e nei paesini si diceva e si dice che una cosa non si può fare perchè il vaticano non vuole, e che noi in Italia ce l’abbiamo in casa (Papa), etc.etc. Diciamo che questa è l’idea più o meno generalizzata nella testa della “gente”, che va un po’ in contrasto con la definizione di democrazia del dizionario. Ricordo le varie lotte per diritti civili “umani”.
Caffarra ci dice: “Se infatti il prezzo da pagare dal credente per l’ingresso nella sfera pubblica è la rinuncia pura e semplice alla sua identità religiosa, non sarebbe solo violato il diritto alla libertà religiosa ma soprattutto verrebbe negata l’identità culturale delle persone.”.
Fino a non tanti anni fa se dovevi essere assunto da una banca, o entrare nel pubblico, le informazioni venivano chieste al prete del paese (ora non so, ma cmq la chiesa esercita sempre un certo potere), per cui se stavi simpatico/a al prete bene altrimenti ciccia.
Vi è stata dunque una certa ingerenza religiosa in quelli che dovebbero essere fatti umani.
Perchè il credente se vuol fare la vita pubblica non dovrebbe rinunciare alla sua identità religiosa? Dov’è la differenza a livello di concetto con il conflitto di interessi?
Ritengo che con l’approssimarsi della società multietnica vi sia la necessità di un forte stato laico (se non altro per dare una “parvenza di tutela” democratica nei confronti di tutti), per cui, secondo me, se un pubblico funzionario, politico, ecc. è un credente di una qualche religione si troverebbe cmq con “conflitto di interessi” quando esercita le sue funzioni.
Tanto è vero che il commento della chiesa per la faccenda dell’eutanasia mi fa tornare alla mente il concetto di “bispensiero” o bipensiero: “Il meccanismo psicologico che consente di credere che tutto può farsi e disfarsi è il bispensiero (doublethink): la volontà e la capacità di sostenere contemporaneamente un’idea ed il suo opposto, in modo da non trovarsi mai al di fuori dell’ortodossia. Il bipensiero è essenziale nelle società totalitarie che per definizione richiedono un’adesione costante di fronte a mutevoli linee politiche.” infatti la chiesa dice «Spetta ai parlamentari cattolici essere coerenti ed esprimere il pensiero cattolico dentro i Parlamenti, secondo le regole e le procedure democratiche». ovvero la democrazia è impossibile, ma la Chiesa ed in particolare i Parlamentari cattolici, sono i custodi della democrazia……. Ma questa è solo una mia opinione.

archibald.tuttle

gia, perche l’unione degli ATEI e AGNOSTICI “combatte” solo contro le religioni? mah…

Francesco

Appunto: non capisco perché ci si debba qualificare come “atei” o “agnostici” e così riconoscere, a contrario, la preminenza sociale della parte avversa. Non sarebbe meglio qualificarsi, in generale, come contrari a tutti i fenomeni che tentano di imporsi indiscriminatamente sull’intera soceità, e quindi combattere sullo stesso piano la religione, il calcio ecc.?
Sarebbe una posizione molto più razionale.

Giuseppe

Francesco:
>

Non necessariamente dominano temi che non interessano. E del resto se la tv è il principale passatempo degli italiani ci sarà ben il diritto di lamentarsi dei messaggi che veicola.

Rai3 è la meno peggio di tutte le tv in chiaro. E al posto di Mirabella, più o meno alla stessa ora, la scorsa primavera, c’era Augias che dava un “segno” e un indirizzo notevolmente diverso alle questioni: laicità, fede, pluralismo, democrazia ecc..

Paul

Caro Francesco, premesso che la tua domanda non appare molto seria, la differenza tra calcio e religione è che l’invadenza e il fanatismo sportivo non porta a stragi di massa, censure contro la scienza, paure e sensi di colpa, vergogna verso se stessi,involuzione culturale e sociale. Rendiamoci conto che il paranormale non può più essere di stato! liberi di credere a quel che vi pare, sia esso dio o paperino, ma il paranormale non può assolutamente pilotare le sorti del mondo. Ma questo è talmente ovvio che la vera vorgogna è che si debba ancora ribadire…. Cmq senza rancore, però non è parsa un osservazione molto pertinente sinceramente….

Marco G.

L’identità è l’alibi di quelli ai quali non si alza il PIL. Un alibi, come il mal di testa… (non come il Viagra, che un effetto ce l’ha e quindi è già una cura)

antonella_621

Francesco: ho letto ora il tuo post, chissà perchè è la seconda volta che mi appare dopo. Boh! Misteri del dio tecnologico. Neanche a me piace lo sport ed il calcio in particolare, e mi secco quando girando sui vari canali trovo a maggioranza sport soprattutto la domenica.
Secondo te l’UAAR di cosa dovrebbe trattare? Se non, come dalla sigla, di religioni e assimilati.
Da piccolo eri costretto a giocare a calcio “imposizione assurda” hai scritto. Dov’è la differenza con la religione? Ti sei mai sentito chiedere cortesemente (anche se in modo semi imbarazzato) di portare le referenze del prete del tuo paese per l’assunzione e subirne la relativa umiliazione? Questo accadeva nel 1982 non nel medioevo.
Ora che le cose siano cambiate, può essere, anche se uno ha detto che tutto cambia perchè nulla cambi.
Ti faccio la domanda che ho posto prima: un credente nell’esercizio di una pubblica funzione (politico, funzionario o altro) può trovarsi con conflitto di interessi nei confronti dei non credenti o dei credenti in altri credi?

raphael

X Francesco? E il Concordato? E’ il peccato originale che i cattolici fingono di ignorare con una ingenuità che sconfina con la malafede

Francesco

Vedo che avete difficoltà a rispondermi che qualcuno tende a sfuggire alla mia domanda liquidandola come “non seria”. E’ serissima, poi; se non riuscite ad argomentare contro, è un altro discorso.
Le uniche risposte tentate non sono oggettive e denotano difficoltà argomentative. Il calcio non provocherebbe “regresso sociale”? A me sembra che riporti ad atteggiamento da lotte tribali molto, molto antiche. Non provoca stragi di massa? Però, se le violenze negli stadi fossero provocate dai cristiani in piazza di chiesa, non credo che non vi lamentereste proprio per nulla. Non provoca censure contro la scienza? Ma se esistono interi giornali che trattano il calcio (che pensavo fosse solo un gioco) in modo “scientifico”, confondendo elementi aleatori con fattori deterministici, distraendo i lettori dalla scienza autentica? Non provoca sensi di colpa, umiliazioni ecc? Avete idea del grado di identificazione che ci sia tra tifosi e squadre, dell’avvilimento collegato a una sconfitta, della superbia associata ad una vittoria, dell’irriverenza verso chi non segue tale sport? Io, almeno, da piccolo ero sempre preso in giro da tutti, e lo sono ancora.
Non potete convenire con me che ho ragione? Io dico: si condannino la chiesa e il calcio sulllo stesso piano, con la stessa determinazione. Non sarebbe un grande passo avanti? La denominazione dell’UAAR non è un dogma: il suo raggio di azione si può estendere!

antonella_621

Francesco: le masse hanno bisogno di culti da seguire, il calcio è uno di quelli. I romani dicevano “panem et circensem”. Nessuno obbliga a seguire il calcio, né a scandalizzarsi quando si scopre che poi le cose non sono tutte “rose e fiori” (che cosa dovrebbe essere poi in un ambiente in cui circolano tanti soldini).
E’ solo un culto inculcato per distrarre.
Il calcio come una qualsiasi divinità, se nessuno “l’adora” crolla. Il problema è solo statistico, non c’entra cmq il singolo. Per esempio: su 100, 80 seguono il calcio, 80 pensano al calcio, e tanto che ci pensano me li tolgo dalle “balle” e non mi rompono.
Il problema si presenta quando gli 80 non seguono più il calcio … come li gestisco? devo cercare un altro culto…

raphael

Il calcio non mi è imposto attraverso una legge dello Stato….

Francesco

Non direi, Raphael: Il calcio è gestito da un ente pubblico, quindi è regolato dalla legge dello Stato. Siamo costretti a pagarlo con le nostre tasse, e nessuno ci chiede neanche se vogliamo o no destinare al calcio una percentuale del reddito. Le partite sono trasmesse dalle tv pubbliche. A scuola l’educazione fisica (che in molte scuole significa: partite a calcio) è obbligatoria per tutti.

antonella_621

Francesco: pensi che le masse in democrazia riesci a gestirle dicendo: per cortesia ora state tutti bravi e buoni, con qualche santino di contorno?
O applichi le dottrine comunista/anarchica teoriche (non ci sono mai riusciti), e togli il concetto di denaro, di proprietà, ecc. ecc. eliminando i conflitti di classe, oppure ti trovi un regime democratico con “parvenza di libertà” (non dirmi che non esiste il gran fratello e non si è cmq schiavi di un qualche cosa anche perchè il capitalismo necessita di lasciarti sempre una parvenza di benessere).
In sostanza o riesci a eliminare la schiavitù dal denaro e crei una società comunista/anarchica utopica, oppure le masse hanno bisogno di culti, compresa la religione (che dovrebbe servire ad infondere speranza).

raphael

Hai sconfinato nella malafede…..
Credi davvero che un mancato avanzamento di carriera perchè ateo o l’avermi imposto la preghierina del mattino alle elementari nonstante la mia manifesta contrarietà sia da porre sullo stesso piano di una partita di calcio che posso non vedere spegnendo il televisore?
Stai seriamente babbiando, direbbe Montalbano….

Francesco

Assicuro che sono serio e in buona fede. Il fenomeno “calcio” e incredibilmente invasivo nella nostra società, e purtroppo non basta spegnere la tv (già lo faccio) per non essere involontariamente coinvolti. Durante i “mondiali” chi non si interessava di calcio era escluso dalla vita sociale (lo ho sperimentato in prima persona), e, ribadisco, a scuola a causa della mia avversione per il calcio (seguito e giocato) ho subito grandi umiliazioni e discriminazioni, molto superiori a quelle dei miei compagni di classe che rifiutavano di dire la preghiera, molto rispettati dalla mia maestra cattolica. Sono serio.
Perché non volete combattere il calcio con la stessa determinazione con cui combattete la chiesa? Non volete migliorare la società?

BORIS

L’UAAR è un’Associazione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ed in quanto tale (come dice la sigla) si occupa prettamente di tutte le posizioni che negano l’esistenza di dio ed anticlericali in genere.
Se si dovesse occupare anche del calcio allora perchè non anche della mafia? Della disoccupazione? Dell’ambiente? Dell’immigrazione?
Non sono problemi da risolvere anche questi?
L’UAAR si propone di risolverne uno: la deriva clericale che travolge l’Italia!

Domenico Faro

Francesco sono d’accordo con te.
Allora facciamo cosi… tu ti occupi di combattere il calcio e noi le religioni.
Piu’ avanti ci sentiamo e vediamo a che punto siamo…
Buon lavoro!

Paul

Paragonare la stupidità di certi tifosi o di certi programmi sportivi al dramma religioso è obbiettivamente poco opportuno, un pò sciocco se vogliamo, senza nulla togliere al fatto che di calcio si parli troppo e male! Purtroppo è verissimo che alcuni microcefali da stadio siano molto violenti, ma è un problema dell’umanità, non dello sport in sè, al contrario delle religioni che sono ben lungi dall’essere dimostrate. La fede si dovrebbe spiegare agli altri parlando dei propri sentimenti a riguardo, usare argomenti falsamente logici mi pare contrario all idea di fede, del credere. Certo è vero che nessuno di noi ritiene che sia solo la religione la causa dell’infelicità del mondo….semplicemente è un argomento per noi molto sentito èe questo è un luogo preposto per parlarne… ciao a tutti

cartman666

Caro Francesco, nonostante io detesti il calcio, e i tifosi violenti sono davvero insopportabili,(una volta tanti anni fa,ho visto proprio sotto casa mia, uno scontro tra tifosi e carabinieri davvero violento, se fosse per me, ti giuro li manderei al Polo Sud, non si puo’ comunque paragonare il danno che fa la Chiesa con quello dei tifosi,ti faccio un elenco non esaustivo.
1) mancata approvazione dei Pacs,
2) Mancata approvazione dell’ Eutanasia,
3) elettrosmog di Radio Vaticana,(vaglielo a dire agli abitanti di Cesano morti x leucemia)
4) preti pedofili,(165 casi solo in un’arcidiocesi americana)
5) blocco della Procreazione assistita,e relativo blocco della ricerca sulle cellule staminali
6) privilegi fiscali vari, a partire dall’otto per mille a finire con l’esenzione Ici,
7) Mancata legalizzazione del gioco d’azzardo con introduzione di nuovi Casino’ in combutta con la lobby parlamentare del nord,nonostante una sentenza della Corte Costituzionale
8) Mancata legalizzazione della prostituzione (una proposta di legge del governo precendente,fu bloccata in Commissione dal presidente che era dell’Udc)
E sono sicuro che mi sto scordando ancora molte cose, certo i tifosi violenti sono una piaga, ma nulla in confronto con le gerarchie Vaticane!

antonella_621

Francesco: così per curiosità prova a vedere come venne amministrato il potere dal Papa Re durante il suo periodo … alla fine avrebbe dovuto basare la sua politica sociale ed economica sulla dottrina cristiana che in effetti teorizzerebbe qualcosina di diverso rispetto al comportamento tenuto di fatto.
Vedi un po’ come sono state gestite le masse che avrebbero dovuto usufruire dei benefici teorici della dottrina cristiana.
Il Papa Re aveva il potere di mettere in pratica la dottrina politica economica e sociale di Cristo, ma da quanto mi risulta non lo fece. Vi fu soltanto sfruttamento di classi, tenute buone con schioppi, spauracchi vari, terrore religioso, deterrenze varie, ecc. ecc.. Per esempio come venivano trattati i “giudii” all’epoca?
Ieri come oggi la massa è sempre uguale a 100. Togli vecchi e bambini, il resto lo gestisci …

Andrea

Il dio cattolico contro il dio calcio… scontro di religione 🙂

Gérard

Se Francesco ritiene opportuno di lottare contro il calcio,è un ottima cosa . L’argomento preferito degli italiani è questo sport al quale dedicono un ora di chiacchere al giorno ma quando si tratta di parlare di libri, questo tempo è ridotto ad appena 30 secondi . In merito alla politica e fatti internazionali meno di 2 minuti ..! Dunque sarebbe opera di salubrita pubblica se Francesco si attaccasse al problema del calcio prchè cosi la gente penserebbe un pò di più a cose importante . In Francia Brigitte Bardot si è impegnata contro il maltrattamento degli animali, macellazione Hallal compresa ( per la quale si è vista ringraziare con qualche minacce islamiche ) , però non è mai venuta a chiedere alla ” Libre Pensée ” ( uaar francese ) di appoggiare la lotta contro la macellazione hallal o Kasherout !

mauro cassano

Il problema è privo di senso: l’autore non solo confonde l’etica con la religione, ma dimostra di conoscere poco il significato della democrazia. Egli parte dall’ovvio presupposto di parte clericale secondo cui l’etica dovrebbe essere legata alla religione, e che le istituzioni non potrebbero non reggersi su basi diverse da quelle cristiane (una concezione assai simile a quella di Jacques Maritain): evidentemente Caffarra nulla sa o vuol sapere di democrazie completamente laiche come l’India meglio descritta da opere quali Laicismo indiano di Amartya Sen, o di esperienze democratiche e laiche quali quelle africane xhosa meglio descritte da opere come Lungo cammino verso la libertà di Nelson Rolilahla Mandela che pur si reggevano e si reggono in modo solido. E gli individui parte di queste democrazie non sono “astrattamente concepiti e sradicati dalla loro appartenenza identitaria”. In India ad esempio la religione prevalentemente professata è l’induismo, il paese è inoltre il terzo stato al mondo per numero di musulmani (sono 110 milioni) oltre a contare un gran numero di cristiani, sikh, giainisti, parsi, atei, agnostici. Lo stesso Jahvarlal Nehru era ateo! E il mahatma Gandhi era religiosissimo e praticante, ma in politica era un tenace difensore del laicismo perché era convinto che solo in uno stato laico e neutrale sul piano religioso avrebbero potuto convivere pacificamente ed essere tutelate persone di tante fedi religiose. Quanta distanza separa questi nostri religiosi e intellettuali credenti da quelli di altri paesi ritenuti un tempo culturalmente inferiori (e non si capisce perché).

francesco

CARO FRANCESCO: non ho letto i tuoi commenti però giusto per non creare confusione cambia nick o modificalo in qualcosa…oppure fammi sapere che lo modifico io. saluti francesco…il seminarista

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