Dal 2007 la nostra associazione assegna premi di laurea a studenti che si sono distinti per un elaborato finale coerente con gli scopi dell’Uaar. Sabato 7 febbraio 2026, durante il campus di formazione organizzato dall’Uaar presso la sede nazionale di Roma, è avvenuta la consegna del Premio di laurea Uaar dell’edizione 2025.
Le tesi vincitrici e quelle meritorie di menzione speciale sono pubblicate integralmente sul sito.

Alle ore 12:00 si è svolta la cerimonia di premiazione con la consegna dei riconoscimenti ai vincitori del Premio di laurea Uaar 2025.
Per la categoria Discipline Umanistiche sono state premiate la dottoressa Valentina Centofanti (triennale). Hanno ricevuto la menzione speciale il dottor Lorenzo Fariello (magistrale) e la dottoressa Rebecca Collepiccolo (triennale).
Per la categoria Altre Discipline è stato premiato il dottor Ferdinando Zito (triennale).
Nella sezione dedicata sul nostro sito abbiamo caricato le tesi vincitrici.
Riportiamo le motivazioni della giuria per la categoria Discipline Umanistiche, composta da Raffaele Carcano, Giovanni Gaetani, Federico Tulli, Cinzia Visciano e Leila Vismara.
Valentina Centofanti, La normatività e l’idea di natura: il caso della riproduzione assistita.
In una tesi ben scritta e strutturata, l’autrice ha esaminato criticamente un’affermazione centrale della teologia cattolica (e non solo), mostrandone sia la logica binaria, sia la sua costitutiva inconsistenza, senza tralasciare di comprendere i motivi per cui continua comunque a godere di credito. Tale impostazione è stata poi messa alla prova a riguardo della fecondazione artificiale, uno degli ambiti su cui più spesso vengono innescate polemiche ad arte. Ridando centralità all’argomentazione coerente, al rispetto per le scelte individuali, alla laicità delle istituzioni necessaria per assicurarle, l’opera si è rivelata indubbiamente degna del premio, assegnato all’unanimità.
La giuria desidera altresì segnalare le seguenti tesi: Scrupoli di coscienza. Alcuni casi di denunce preventive dal tribunale del Sant’Ufficio a Napoli, del dottor Lorenzo Fariello (magistrale), e Weltanschauung razziale: l’illusione distopica dell’eugenetica nazista, della dottoressa Rebecca Collepiccolo (triennale).
Riportiamo le motivazioni della giuria per la categoria Altre Discipline, composta da Luca Gentile e Felice Scaringella.
Ferdinando Zito, Eziopatogenesi religiosa dei disturbi mentali.
La tesi di Ferdinando Zito si distingue per la profonda coerenza con gli scopi statutari dell’Uaar, affrontando con rigore scientifico e prospettiva laica il tema complesso del rapporto tra religione e salute mentale.
L’autore mette in evidenza come la religiosità non sia sempre un fattore di benessere, ma possa in certi contesti rappresentare un elemento di rischio psicopatologico o di pressione sociale mostrando che l’assenza di fede non corrisponde a una carenza di equilibrio mentale. L’elaborato contribuisce quindi a contrastare lo stigma verso posizioni atee e agnostiche, sostenendo implicitamente il diritto a vivere senza credenze religiose senza essere discriminati o patologizzati.
La tesi si fonda su una prospettiva laica e scientifica, separando nettamente l’analisi psicologica dei fenomeni religiosi da qualsiasi interpretazione dogmatica. In questo modo, promuove una visione della psicologia libera da influenze confessionali.
Il lavoro valorizza la ricerca razionale e critica, esplorando senza pregiudizi le correlazioni tra religiosità, disturbi mentali e benessere psicologico.
L’autore sottolinea l’importanza di riconoscere esperienze religiose e spirituali come fenomeni psicologici, e non come manifestazioni soprannaturali, contribuendo così alla valorizzazione culturale del pensiero critico e non religioso.
In conclusione, la tesi Eziopatogenesi religiosa dei disturbi mentali si distingue per il suo approccio scientifico, critico e laico allo studio del rapporto tra religione e psicopatologia. L’autore dimostra come la fede non sia necessariamente un fattore protettivo, ma talvolta possa rappresentare un rischio per la salute mentale, sostenendo così la dignità e la libertà di chi sceglie una visione del mondo priva di riferimenti religiosi. Il lavoro contribuisce in modo significativo alla diffusione della cultura laica e alla tutela dei diritti delle persone non credenti, incarnando pienamente i principi fondanti dell’Uaar.
La redazione

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