Il papa ci ha spiegato che “oggi appare in modo evidente, e talvolta drammatico, che l’uomo e il mondo hanno bisogno di Dio, del vero Dio, altrimenti restano privi di speranza”.
Sarebbe il caso che Benedetto XVI spiegasse anche, un po’ più dettagliatamente, in cosa consisterebbe tale ‘speranza’. Una vita ultraterrena? Siamo alla tautologia: chi è senza Dio è già privo di una speranza in una vita ultraterrena. Ma dato che non ci crede, non ne ha nemmeno bisogno. Un mondo migliore? Non c’è bisogno di Dio per volerlo. E allora?
Forse chi ha bisogno di Dio ha la speranza di uscire da una condizione di minorità. E’ un’ipotesi che ci è balenata leggendo una pagina pubblicata sul sito Genitori Cattolici, gentilmente segnalataci da un nostro aficionado.
Sabato 3 aprile ’04 ho cercato di stampare i due messaggi dati dalla Madonna di Medjugorje a Marija Pavlovic il 25 marzo e a Mirjana Dragicevic il 18 marzo 2004 per portarli al nostro gruppo di preghiera che si sarebbe riunito nel pomeriggio. Con viva sorpresa ho scoperto che la prima stampa era completamente annerita; intuendo lo zampino del “principe di questo mondo” ho effettuato una breve preghiera, dopodiché la seconda stampa dei messaggi presentava oscurato il primo messaggio. Finalmente, dopo un’ulteriore preghiera, i due messaggi sono stati stampati regolarmente. Faccio notare che la stampante laser utilizzata ha sempre funzionato regolarmente e tuttora funziona correttamente! Solo in quell’occasione ha presentato il sulfureo fenomeno. Giova notare che il messaggio relativo alla Croce (il primo) è stato il più odiato dal demonio per ovvie ragioni teologiche, facilmente comprensibili leggendo le preghiere in occasione del nostro gruppo di adorazione della Croce. Una ulteriore conferma, stavolta da parte del demonio, dell’importanza della Croce nel piano salvifico e redentivo di Cristo: il vincitore di satana!
Rileggendola, viene però il dubbio che, benché la speranza sia l’ultima a morire, in questo caso sia già morta da un pezzo… da parte mia, un messaggio di solidarietà ai figli dei suddetti genitori cattolici.
